C’è un paio di scarpette rosse

Inviato da Melusina.

C’ è un paio di scarpette rosse

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald

più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini

anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole…

Joyce Lussu

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8 Risposte

  1. Prof, io trascrivo un’altra volta.

    PER ADOLF EICHMANN di Primo Levi 20 luglio 1960
    Corre libero il vento per le nostre pianure
    eterno pulsa il mare vivo alle nostre spiagge.
    L’uomo feconda la terra, la terra gli dà fiori e frutti:
    vive in travaglio e in gioia, spera e teme, procrea dolci figli.

    … E tu sei giunto, nostro prezioso nemico,
    tu creatura deserta, uomo cerchiato di morte.
    Che saprai dire ora, davanti al nostro consesso?
    Giurerai per un dio? Quale dio?
    Salterai nel sepolcro allegramente?
    O ti dorrai come in ultimo l’uomo operoso si duole,
    cui fu la vita breve per l’arte sua troppo lunga,
    dell’opera tua trista non compiuta,
    dei tredici milioni ancora vivi?

    O figlio della morte, non ti auguriamo la morte.
    Possa tu vivere a lungo quanto nessuno mai visse:
    possa tu vivere insonne cinque milioni di notti,
    e visitarti ogni notte la doglia di ognuno che vide
    rinserrarsi la porta che tolse la via del ritorno,
    intorno a sé farsi buio, l’aria gremirsi di morte

  2. Cara Valeria, sono d’accordo. Baci

  3. Non sarei qui oggi a scrivere liberamente su di un computer se le cose fossero andate diversamente da come sono andate, ma neanche altri sarebbero qui, e neanche si potrebbe discutere sul male, eppure come al solito chi predica bene razzola sempre male.

  4. IL RAGNO TESSE LA SUA TELA
    PER CATTURARE IL VOLO,
    IL MIO VOLO.
    IL TOPO SQUITTISCE NEL BUIO
    DEI MIEI SILENZI.MI PASSA ACCANTO
    MA,UN GATTO DI LUCE,NASCOSTO
    NELLA MIA SPERANZA,CON UN SALTO
    SI AVVENTA,SU QUEL MUCCHIO AVVERSO.
    NE FA COME PER INCANTO,UN USIGNOLO IN VOLO.
    —————————————————————————
    GINA TOTA 3-LUGLIO 2011 IL RAGNO

  5. BELLISSIMA! AMO I GATTI, ED E’ PROPRIO CIO’ CHE FANNO.
    DIO BENEDICA I GATTI: ANZI FORSE DIO E’ UN GATTO E CI HA FATTO COSI’ PRENDENDOCI DA UN MUCCHIO .CHE MERAVIGLIA…GRAZIE GINA!!

  6. L’IMMAGINAZIONE E’ TUTTO..SICCOME ZANNA(1) NON C’E’ CIOE’ L’INNOMINATO(2) NON C’E,’ METTO UNO DEI SUOI VIDEO (UN PO’ MEGLIO ALMENO NON SONO CANI PARLANTI…O STRANE PIANTE)
    LUIGGGI(3) …TORNA STA CASA ASPETTA ATTE’…1+2+3..
    ………………………………………………………………………………….
    (spero di non pentirmi di quest’appello.. 😉 )
    CIAO GINA!. 😀

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