Il vero amore

Il vero amore non è solo un sentimento positivo, è anche una forza fantastica per elevarsi, e per permettere al partner di crescere ed evolversi verso il meglio di se stesso. Un amore degno di questo nome consente all’altro di realizzarsi, non di distruggersi. Conduce verso la gioia, la conoscenza di sé, l’apertura al mondo e a quella sensazione di essere in grado di godere della felicità. Certo, la felicità non si conquista solo nell’ambito di una relazione, per fortuna. Ma non possiamo non considerare l’aspetto aberrante di una relazione che in pochi mesi ci provoca mortificazione, perdita di fiducia in noi stessi, contrasti e annullamento dell’Io.

Isabelle Nazare-Aga

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24 Risposte

  1. Buondì, Gabriele caro e … un grande abbraccio!!!!

  2. Se si fa riferimento ad una relazione nella quale una delle parti gioca “allo scasso sistematico di tutte le certezze” del partner, allo scopo di poter affermare la propria personalità claustrofobica su quella luminosa ed emanante dell’altro, dietro alla quale si intravede il Grande Padre; in questo caso, allora, sono d’accordo, l’aspetto di questa relazione è a dir poco aberrante, in quanto frustrante, nonchè sfibrante poichè, per incoraggiare nuovi ed eventuali sviluppi in nome di una libertà di pensiero strisciante e non orgogliosamente eretta, si incorre in clamorose delegittimazioni della coppia intera “forfeit” e “tout-court” : ovvero un pagamento alla romana di coppia che scoppia.
    Qualora il riferimento puramente casuale sia stato fatto invece a fattacci d’amore salvifico, che prevede necessariamente una lotta all’ultimo Io, allora mi riservo dal dire che “chi vivrà, vedrà”… un nuovo Io, risorgere dalle ceneri di quello vecchio, figlio di una roccia e pronipote di una nuova schiatta. La casistica, però, non aiuta e certi miracoli sono rintracciabili sotto la voce “eccezioni che confermano l’assenza di regole”.

  3. sei bella, Valeria.. un gusto, una gioia, sempre! a leggerti….

    intelligenza e purezza assieme…… meglio di una granita caffè con panna.!!!!!! 🙂

    ”Dipendente dal contatto sorge la sensazione; dipendente dalla sensazione sorge la brama.”….. questo è amore? no, questa è sofferenza…
    allora passiamo a considerare …quante volte devi conquistare una persona, per render felice il suo ego?….mmmm, no , anche questa è sofferenza..
    quindi….. l’amore vero….è il sogno condiviso, è l’avvertire ogni stato d’animo dell’altro…no, addirittura questo è annullarsi e quindi sofferenza, ……. forse…
    sentire il proprio dramma sdrammatizzato dall’altro, questo sì conduce alla gioia di tuttedue.

    con baci e felicità, con risa e spruzzi d’acqua…..e non soltanto …..percepire riconoscere ed amplificare la gioia dell’altro…… significa aver gioia…. sottolineare la disperazione che l’altroprova, invece è un’inutile compassione alla nostra disperazione……

    a volte abbiamo due sè….uno è il primario, che io chiamo istint di difesa, attacco e fuga…. l’altro sè, è etereo, incontaminato….meraviglioso, lo amiamo, ci conviviamo e ci rende felici nel riconoscerlo…è così delicato che inebria ……….. tutto contiene, tutto ama e tutto emana… è il nostro essere completo…..mai limitato da sguardo o desiderio…… è immagine di suoni…. no, non è solitudine, non è pensiero ….è magico mistero…… chi tocca la nostra anima………consapevole di tccare la propria nello stesso attimo………rende vivo il vero amore

  4. Buongiorno e un grande abbraccio anche da parte mia. Baci

  5. Sottoscrivo in toto quanto afferma Isabelle Nazare-Aga: per me l’Amore ha sempre avuto questa connotazione, o per lo meno ho sempre cercato di vivere le mie storie sentimentali o cmq di relezionarmi all’altro in questo senso.
    L’amore deve essere una costante crescita interiore reciproca, un’ascesa veso “il nuovo”, una scalata verso l’accettazione di quello che nomn siamo e che diventeremo, apertura all’altro e apertura al mondo, libertà totale di essere quello che si è e non invece il semplice desiderio di impersonare ciò che dall’altra parte è desiderato; il vero amore è un “noi” in cui si fondono senza però con-fondersi l””io” e il “tu”.
    Credo che tutto questo si possa anche esprimeri in versi, versi che conosciamo e che più volte abbiamo riportato…ma che, credo, sia smepre un piacere ri-leggere:

    Se ogni giorno…

    Se saprai starmi vicino,
    e potremo essere diversi,
    se il sole illuminerà entrambi
    senza che le nostre ombre si sovrappongano,
    se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
    e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

    Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
    e non il ricordo di come eravamo,
    se sapremo darci l’un l’altro
    senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
    se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia…

    Allora sarà amore
    e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

    Pablo Neruda

  6. ciao Valeria sottoscrivo pienamente quello che hai scritto e dico vada a confinarsi nel suo ghetto l’amore ,che tale non è ,che si afferma solo per la “glorificazione” dell’Io narcisista.Valeria ti leggerò più spesso perchè fai osservazioni che a me,invero,sfuggono.

  7. Caro Prof.
    aprendo a caso un tuo libro libro, si è aperta una pagina dove ho trovato la seguente definizione di “Amore”….l’ho trovata meravigliosa, reale ed in un certo senso attinete al tema di quetso post. Mi permetto di riportarla, in modo che magari ci si possa riflettere tutti insieme.

    “Spesso, durante la mia esperienza medica come nella vita, mi sono trovato faccia a faccia con il mistero dell’amore e non sono stato mai capace di spiegare cosa fosse….
    L’amore è nello tempo quanto vi è di più grande e di più picolo, di più lontano e di più vicino, di più alto e di più basso; e non possiamo discutere di un suo aspetto senza parlare anche dell’altro.
    Nessun linguaggio può esprimere questo paradosso. Qualunque sia il nostro linguaggio le parole non esprimono mai il tutto. Parlare unicamente di uno dei suoi aspetti è troppo o troppo poco, poichè soltanto il tutto ha un significato.
    L’amore “porta ogni cosa” e “sopporta ogni cosa” (1Cor- 13,7). Queste parole dicono tutto quello che si può dire; non c’è nulla da aggiingerci”.

    Carl Gustav Jung, in “Pianeti”, tratto da “A, come Amore” di Gabriele La Porta.

    Prof carissimo, ti mando un grande abbraccio!

  8. Caro Alfredo, sono di ritorno dal tuo blog e mi ha colpito la tua osservazione sulla relazione tra il drogarsi e l’amarsi.
    Quando parlo di Amore salvifico mi riferisco proprio a quel tipo di amore che combatte per due, contro tutto il mondo: amore ingombrante, lo so, che non riconosce la libertà di autodistruggersi dell’amato. Amore egoista, lo so.
    Ciao

  9. Valeriona del mio cuore, in alto hai scritto bellissime parole, condivido. Sono degne di una ricercatrice e conoscitrice nel senso più alto.

    Brava ! Però manca un sottofondo… . Lo metto io al posto tuo. Una volta qualche video lo inserivi, fra l’ altro erano belli e mi piacevano.

    Adesso sei diventata più infera, a papà ? Ti voglio bene, bacione !

  10. Cara Tea, soltanto ora riesco a risponderti: che un amore vero riusca a trovare anche quelle parole che si erano perse in gola per effetto di un’onda emotiva? A volte non sopporto non averne neanche una e mi succede di non sopportarlo quando il mio silenzio potrebbe dare spazio a fraintendimenti.

  11. …scusate, caro Alfredo e cara Valeria, se mi inserisco…trovo interessante il vostro scambio di opionioni.
    Anche io penso che quell’amore che combatte per due contro tutto il mondo vada definito “salvifico”, tuttavai credo che solo all’apparenza esso possa essere ritenuto “ingombrante” e “egoista”. E’ tale sicuramemente per la persona dall’altra parte che ha deciso di autodistruggersi – e poco importa come -. In realtà colui che amando per due, socorre, sostiene, lotta, combatte anche per l’amato che ha perso il desiderio di vivere e che si arrende alla “morte”, prova un amore smisurato che pone l’altro come soggetto e lui come complemeto oggetto (se così la vogliamo vedere): quindi,. stando così le cose l’amore che esce dagli argini, che si manifesta è un amore che non è nella maniera più assoluta nè ingombrante nè egoista. Io, e questo è solo un mio umile parere, reputo invece un amore di questo tipo – che tutto offre per l’altro senza chiedere nulla in cambio – un amore altruista. Altruista perchè la persona “sana” per aiuatare quella “malata” non esita a buttarsi nella melma e nel fango in cui è caduto l’amato. Non importa se si sporca, se si ferisce, se il buoi potrebbe assalire anche lui, se corre il rischio di essere anche’egli risucchiato da quella melma; no tuitto questo non ha alcuna importanza perchè per il benessere e per la salvezzza dell’amato/a è disposto/a a tutto, anche a mettere a rischio le proprie cetezze e la propria vita. Quindi per me questo tipo di amore è un amore altruista….
    Teoricamente ognuno di noi è libero di auodistruggersi, questo è vero….ma in realtà la vita è un bene troppo prezioso ed unico perchè si possa permettere a qualcun’altro, a qualcuno che amiamo, di autoditruggersi.
    E poi mi chiedo: il più delle volte che cos’è che porta l’individuo a cercare la propria autodistruzione? Il più delle volte è proprio la mancanza d’amore, la solitudine, il snetirsi solo “in questo sputo di universo”, il sentirsi messi da parte da una società egoica ed egoista in cui l’altro è solo un accessorio del tempo libero….nulla più purtoppo. Quindi, anche a costo di ledere il sacrosanto diritto di libertà di scelta e farla finita, io non riuscirei mai a stare seduta impasibile e con le braccia conserte e guaradare chi amo autoditruggersi…..
    baci

  12. Non basta amare qualcuno. Bisogna amare con coraggio. Bisogna amare in modo tale che nulla, né ladri né influenze esterne né leggi umane o divine, possano interferire con questo sentimento.

    Sandor Marai

  13. : ) Valeria cara, descrivi il silenzio come risultato di onda emotiva, che può dare spazio a fraintendimenti e quindi costringe a ridurne l’impatto con esternazioni ‘non’ perfette……. ..così io ho inteso il tuo commento ….perchè è forse proprio la rappresentazione tipica dell’amore…. un pò sciocco, un pò vano….ma quanto bello è sentire accolta ed ascoltata, questa innocente ‘vanità’…… e quanto bello è ascoltarla ed accoglierla….esserne orgogliosi di produrla nell’altro….. tanto bello da restare senza fiato, perlappunto.

    pensavo proprio all’immediatezza delle risposte, alla giustezza, alla congruità….o alla inadeguatezza…allora, non c’è proprio amore, c’è solo giudizio narcisistico e tornacontistico, (del tipo newtoniano: causa ed effetto) si sa….limitato e limitante.
    cara Valeria, penso pure che esistono tantissime forme di esprimere amore…. ma che solo quando ne riconosciamo una, seppur piccola, allora ogni difesa dell’io e dell’inconscio, non possono che esistere solo e soltanto per donare ciò che riconosciamo ci venga offerto…… questo giustifica il sacrificio…. a volte si è stati così tanto amati, da divenire sensibili oltre ogni limite, coscienti della propria essenza, da credersi sempre giusti e perfetti….anzi, ancora oltre,, semidei… ma si preferisce vedere l’altro, colui che riconosce la nostra sensibilità, un essere ancora più sensibile del nostro. … e credo sia questo, l’amore…. universale

  14. Caro papà, fammi pure da sottofondo… Una volta mi uscivano i video, mentre adesso soltanto i link. …Sempre a pensare infero, tu!!! Sto bene, non preoccuparti.
    Un abbraccio

  15. -Da dove siamo nati?-

    Da dove siamo nati?
    Dall’amore.

    Come saremmo perduti?
    Senza amore.

    Cosa ci aiuta a superarci?
    L’amore.

    Si può trovare anche l’amore?
    Con amore.

    Cosa abbrevia il pianto?
    L’amore.

    Cosa deve unirci sempre?
    L’amore.

    W, GOETHE.

    “Quando l’onda s’innalza con sordo bisbiglio
    posso ascoltare allora la tua voce;

    o nel bosco tranquillo, dove spesso origlio,
    e ogni cosa e’ silente in quella luce.

    Io ti sono vicino e tu mi sei vicina,
    pur sapendo che sei cosi’ remota.

    Mentre il sole tramonta e sorgono le stelle.
    Oh tu fossi con me, piu’ bella fra le belle!”

    WOLFGANG GOETHE

  16. l’amore non serve che a sè stesso
    non vi è anagrafe
    ci si riconosce e basta
    da cosa non lo so
    e questo che non so
    ma và benissimo così
    se vuoi le nostre frontiere
    non avranno passaporti
    da esibire
    perchè i sentimenti
    saltano gli steccati
    e se si urta
    contro l’ufficio
    delle guardie di frontiera
    gli si farà uno sberleffo
    chi non dubita di sè stesso?
    Chi sa chi è?
    Sicuramente il demonio
    il diavolo
    che crede che noi facilmente
    proveremo a chiamarci per nome
    a mettere timbri,
    ha le chiavi di tutte le porte
    ma a noi non serve
    noi siamo senza porte.

    Map pina

  17. (…Lode al vostro lato B che resiste al tempo, alla buccia d’arancia ed è a prova di scambio d’identità: oltrepassa sì ogni frontiera dell’Immaginazione! Lode!)

  18. Di F. Pessoa – Faust

    “Amo come l’amore ama.
    Non conosco altra ragione di amarti che amarti.
    Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo,
    se ciò che ti voglio dire è che ti amo?
    Non cercare nel mio cuore…

    Quando ti parlo, mi duole che tu risponda
    a quel che dico e non al mio amore.
    Quando l’amore c’è non si fanno discorsi:
    si ama e si parla per capirsi.
    Posso sentirti dire che mi ami
    senza che tu me lo dica, se capisco che mi ami.
    Ma tu pronunci parole che hanno senso
    e ti dimentichi di me; anche se parli
    solo di me, non ti rammenti che io ti amo.
    Ah, non chiedermi nulla; piuttosto parlami
    in modo tale che, anche se fossi sorda,
    ti sentirei solo con il cuore.

    Se ti vedo non so chi sono; amo.
    se mi manchi…

    Ma tu, amore, fai in modo di mancarmi
    anche se sei con me, perché chiedi
    quando devi amarmi. Se non ami,
    mostrati indifferente, o non volermi,
    ma tu sei come mai nessuno è stato,
    poiché cerchi l’amore per non amare,
    e, se mi cerchi, è come se io soltanto fossi
    qualcuno per parlarti di chi ami.
    Dimmi, perché l’amore ti rattrista?
    Ti stanco? Posso stancarti se mi ami?
    Nessuno al mondo ha amato come tu ami.
    Sento che mi ami, ma che non ami nulla,
    e ciò che sento non lo so capire.
    Dimmi una sola parola più sentita
    di queste parole che, come perdute, tu cerchi,
    e trovi solo cenere.

    Quando ti vidi, già molto prima io ti avevo amato.
    Nell’incontrarti io ti ho ritrovato.
    Nacqui per te prima che il mondo fosse.
    Mai fu cosa felice o un’ora allegra
    che io abbia avuto lungo la mia vita,
    che non lo fosse perché ti prevedevo,
    perché in essa, tu, futuro, eri,
    e con la stessa allegria e ugual piacere
    con cui più tardi ti avrei amato. Quando,
    bambina, giocavo ad aver marito,
    dovevo ancora crescere e non lo sentivo,
    quel che mi appagava eri già tu,
    e seppi solo dopo, nel vederti,
    e compresi meglio il senso,
    e il mio passato fu come una strada
    illuminata innanzi, quando
    i fanali della carrozza girano alla curva
    della strada e la notte è tutta umana.

    Hai forse un segreto? Confidalo, che io so tutto
    di te, se me lo dirai con l’anima.
    Potrai dirmelo con parole difficili,
    e io capirò solo perché ti amo.
    se il tuo segreto è triste, con te
    piangerò finché non lo dimenticherai.
    E se non puoi dirlo, dimmi che mi ami,
    e io capirò senza volere il tuo segreto.

    Quando ero una bambina, sento
    che già oggi ti amavo, ma da lontano,
    come si possono vedere le cose da lontano
    ed essere felici solo nel pensare
    ad arrivare dove ancora non si arriva.

    Amore, dimmi una cosa affinché ti avverta!”

  19. …Adoro questi versi di Pessoa…sono tra i miei preferiti, cara Valeria…grazie!
    …e poi il Faust….che persecuzione!!!! …devo leggerlre quello di Goethe…ormai è chiarooo
    Baci

  20. Valeria Grazie per aver pubblicato i versi sublimi che non avevo mai letto… come riflettono la pace e la gioia innocente dell’amore…… di tutto l’amore del Mondo che ognuno di noi porta dentro Sè…..
    che meravigliosa, specchiarsi e riflettere su questo scritto da Pessoa… grazie… : ) a buon rendere : )

  21. Cara Bea, ho pensato che Pessoa – e questi versi in particolare – ti avrebbero portato a casa…
    Te l’ho sempre detto di non toccare quei bottoni sulla macchina del tempo… 😀 … Chi l’ha inventata deve averci messo dentro tutto il suo spirito pasticcione… Ma poi ci ho pensato io ad invertire i fili per vedere cosa succede e poi… e poi sei arrivata tu e pufff sei sparita!!! 😀

  22. Cara Tea, non ti riferivi dunque alla mia spassionata lode a tutti i lati B… 😀 : il ringraziamento era per lo scritto di Pessoa. Riflettendo nello stesso “specchio” è possibile arrivare a toccare con mano la propria anima, riconoscerla: a questo serve una “maschera”… e una “porta”!
    Penso…

  23. Eccome se mi hanno portato a casa, Mamy Val!!!
    …sei sempre più sorprendente…tra i tanti versi di Pessoa che potevi citare, proprio questi…già, allora “non è un caso”!….hai il grande dono di entrare nel cuore delle persone, e di quelle a cui vuoi bene in particolare!
    Grazie cmq!…..sono tra i più belli del poeta portoghese….
    Vabbè ora sono tornata….alllora che si fa…si esce e si va fare un pò di casino tutte insieme???
    ….io avrei un certo appetito…..non mangio da quando mi sono persa nel viaggio del tempo!!!

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