I bambini imparano ciò che vivono

Inviato da Melusina:

I bambini imparano ciò che vivono
di Doretj Law Nolte
 

Se il bambino vive nella critica,
impara a condannare.

Se vive nell’ostilità,
impara ad aggredire.

Se vive nell’ironia,
impara la timidezza.

Se vive nella vergogna
impara a sentirsi colpevole.

Se vive nella tolleranza
impara ad essere paziente.

Se vive nell’incoraggiamento,
impara la fiducia.

Se vive nella lealtà,
impara la giustizia.

Se vive nella disponibilità,
impara ad avere fede.

Se vive nell’approvazione,
impara ad accettarsi.

Se vive nell’accettazione e nell’amicizia,
impara a trovare l’amore nel mondo.

58 Risposte

  1. 1. L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l’altro le dia a te.(Gianluca, 6 anni) 2. Quando nonna aveva l’artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se av…eva l’artrite pure lui. Questo è l’amore. (Rebecca, 8 anni) 3. L’amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni) 4. L’amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni) 5. L’amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni) 6. L’amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni) 7. L’amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni) 8. L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni) 9. L’amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l’ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni) 10. Non bisogna mai dire “Ti amo” se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano. (Jessica, 8 anni)

  2. Grazie, cara Melusina!
    Un abbraccio.

  3. Lirica

    Se spazio e tempo, a detta dei saggi,
    Son cose che non possono essere,
    La mosca che vive un solo giorno
    Vive tanto quanto noi.
    Ma intanto viviamo finché possiamo,
    Mentre vita e amore sono liberi,
    Poiché il tempo è tempo, e fugge via,
    Per quanto i saggi dissentano.

    I fiori che ti mandai quando la rugiada
    Tremava sul pergolato
    Avvizzirono prima che l’ape volasse
    A succhiare la rosa canina.
    Ma intanto affrettiamoci a coglierne ancora
    E non rattristiamoci a vederli languire,
    E per quanto i fiori della vita siano pochi
    Possano essere divini.

    (Thomas Stern Eliot)

  4. Io sono folle, folle, folle d’amore per te .
    io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle
    perchè ti ho perduto .
    Stamane il mattino era cosi caldo
    che a me dettava quasi confusione
    ma io era malata di tormento
    ero malata di tua perdizione.

    Alda Merini, da “Folle, folle, folle di Amore per te”

  5. Forse è davvero così. O forse c’è anche una parte di male spontanea in ciascuno di noi. Ricordate il signore delle mosche di William Golding? So che sembra strano, ma probabilmente l’amore è un apprendimento. La “cultura” ci allontana da una naturalità selvaggia. Ma la mia è solo un opinione.

  6. Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell’antica Chiesa di San Paolo:

    Desiderata

    Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio. Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti. Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri: pur se noiosi ed incolti, hanno anch’essi una loro storia. Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri rischi di diventare borioso ed amaro, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.

    Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo. Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.

    Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde.

    Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza. Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine.

    Al di là d’una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere. E, convinto o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere.

    Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo spirito. Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso. Sii prudente. Sforzati d’essere felice.

  7. Tea,
    strepitosi il numero 2, 3, 8 e 9 😀

  8. Signor Luca, non ho letto il signore delle mosche di William Golding, ma ho visto la felicità dei bambini, che non è quella dei grandi. Si accende negli occhi quando stanno bene e si spegne quando sono tristi. Non è un’opinione poter tradurre quella luce nella parola felicità, perchè non è una variabile che dipende dal tempo e dal luogo: i bambini non vivono nel tempo. Dipenderà davvero da qualcosaltro.

  9. Grazie cara Mamy Val….conoscevo “desiderata”, ma tu mi hai riportato alla mente un ricordo che avevo dimenticato…un gran bel ricordo!
    Grazie di cuore.
    Baci baci

  10. Il contesto sociale e tecnologico incide sulla qualità delle amicizie, anche se, in teoria, un sentimento così profondo non dovrebbe risentire delle circostanze esteriori; di fatto, ciò è vero solo per le amicizie eccezionali, quelle rinsaldate da un rapporto più che collaudato e sgorganti da anime profonde; alle altre, i ritmi convulsi e spersonalizzanti della società di massa e la scomparsa di tempi e luoghi preposti all’autentica socializzazione, in favore dei nuovi templi del consumismo e del dilagare della comunicazione virtuale, hanno inferto un colpo decisivo. Si è seduti al bar con l’amico, si sta parlando, magari, di qualcosa di molto importante: ma ecco che squilla il cellulare, la conversazione a viva voce s’interrompe, subentra quella a distanza con una terza persona, che vi è infilata di prepotenza; il tutto mentre la televisione non smette un momentodi gracchiare, né le automobili che transitano sulla strada, di suonare il clacson, né i martelli pneumatici dei lavori in corso, di vibrare nell’aria a tutta forza.In queste condizioni, come comunicare; come creare quella tranquillità interiore, di cui sialimentano i silenzi e i tempi lunghi di una autentica amicizia?

    Naturalmente, esistono minacce ben più gravi alla pratica dell’amicizia, che non il diradamento deitempi e degli spazi ad essa favorevoli: prima fra tutte, quella del progressivo inaridimento deirapporti sociali; di una pedagogia ormai del tutto assente nei confronti dei bambini (o, per meglio dire, di una dilagante anti-pedagogia, incentrata sulla pronta soddisfazione di ogni desiderio e diqualsiasi capriccio); di una sempre più diffusa pigrizia intellettuale e anche affettiva; di una sorta disciatteria dell’anima, che si manifesta nella intensa attenzione verso obiettivi esistenziali del tuttotrascurabili o, addirittura, verso falsi obiettivi e, viceversa, nella trascuratezza e nella negligenza piùcomplete nei confronti degli obiettivi fondamentali.

    Il “fare anima”, per usare l’espressione di James Hillman,

    diviene impegno sempre più raro; il problema, però, è che l’anima non è un dato, ma, appunto, un processo: e che la mancata attenzioneverso di essa si traduce in una sorta di rachitismo spirituale, in una graduale dissoluzione dellasostanza stessa dell’anima, in una dispersione progressiva e inarrestabile delle sue potenzialità piùautentiche e profonde.Si potrebbe obiettare che, nella vera amicizia, questi ostacoli contano poco, dal momento che essa sicaratterizza appunto per il fatto di collocarsi verso i livelli superiori della consapevolezza, rispettoai quali è ben difficile che i fattori sfavorevoli sopra elencati possano incidere a fondo, sino al puntodi indebolire o sciogliere i legami dell’amicizia.


    A ciò risponderemo che anche il seme migliore ha bisogno di un terreno adatto per attecchire e per fruttificare; nessun fiore può sbocciare nel deserto, se non quello originato da una breve e rara pioggia che, però, non trovando acqua né altro nutrimento, sarà destinato a morire con la stessarapidità con cui era spuntato.Il terreno adatto per l’amicizia è una società in cui vi siano spazio e attenzione a sufficienza per gliaspetti conviviali e affettivi dell’esistenza; una famiglia che trasmetta ai bambini, oltre ai valori dellavoro e della necessità del guadagno, anche quelli di natura spirituale; un clima culturalecomplessivo, ivi compresi il cinema, la televisione e la musica leggera, che riservi attenzione esappia porsi con delicatezza verso le esigenze dell’anima.Se tutti questi fattori vengono a mancare; se la corsa al guadagno e alla posizione sociale sovrastanoogni altro aspetto dell’esistenza; se la brama delle cose – i vestiti firmati, le automobili potenti e cosìvia – supera l’interesse per le persone in carne ed ossa; se l’attrazione per i corpi fa passare insecondo piano la bellezza dell’anima: allora possiamo profetizzare che l’amicizia finirà per scomparire, per la totale sterilità del suolo in cui avrebbe potuto germogliare.Essa verrà sostituita dalle sue tristi contraffazioni, basate sulla furbizia e sull’egoismo, sul calcolo esull’opportunismo; e nessuno potrà mai più fidarsi veramente di un amico.-


    Dovremmo scongiurare questa drammatica eventualità, fin che siamo in tempo, così come si fa conla medicina preventiva: lavorando su noi stessi, per non permettere che poco a poco, con il prevalere dell’abitudine, i nostri cuori si inaridiscano e il possesso delle cose ci dia l’illusoriasensazione di poter fare a meno del bene inestimabile dell’amicizia. Quest’ultima si nutre essenzialmente di lealtà e di sincerità e, pertanto, non è nemmeno pensabileche possa germogliare fra due esseri umani, se ciascuno di essi non è capace di guardarsi dentro cononestà e trasparenza; se il loro occhio interiore non si è fatto limpido attraverso una costante,diuturna, rigorosa disciplina spirituale.

    Una parola a parte per quella particolare forma di amicizia che si instaura fra l’uomo e la donna, quando l’uno e l’altra siano giunti ad un livello superiore di consapevolezza; quando, cioè, abbiano superato la fase delle brame disordinate, dell’impazienza egoica, della gelosia che nasce dainsicurezza e da scarso amore e rispetto di sé. È un sentimento raro e sempre in bilico, sempre minacciato di trasformarsi in qualche cosa d’altro,che lo potrebbe snaturare; ma è un sentimento che non esclude il rapporto fisico tra uomo e donna, perché non pone in opposizione la sfera della spiritualità e quella della sessualità; ma è raro, perchérare sono le persone che sanno incontrarsi anche sul terreno dell’eros, senza che ciò stravolga ilsenso fondamentale dell’amicizia, che è e rimane il desiderio disinteressato del bene dell’altro. Talvolta la donna, talvolta l’uomo, vorrebbero l’amico o l’amica tutti per loro; non è facile trovare delle persone che sappiano essere tanto appassionati, quanto rispettosi dell’altrui intimità; tanto “caldi” nel rapporto totale che s’instaura con una persona dell’altro sesso profondamente amica, quanto capaci di fare un passo indietro per il suo bene, che potrebbe anche consistere in unaseparazione o in una radicale modificazione del precedente rapporto.

    La natura umana è cosiffatta che, quando ha assaporato un determinato bene, tende a considerarlo un diritto acquisito e stenta assai a rinunciarvi spontaneamente, finché pensa di poterne disporre per il proprio personale piacere; solo un uomo o una donna veramente grandi sono capaci di mollare la presa, con un atto spontaneo di abnegazione. D’altra parte, nella vera amicizia non vi è nulla di più naturale che desiderare, sino in fondo, il benedell’altro; pertanto, anche la rinuncia al proprio piacere non si presenta sotto la luce malinconica della diminuzione e della rinuncia, ma sotto quella della gioia di poter contribuire alla realizzazione di ciò che è meglio per l’altro. Un mondo in cui non vi fosse più posto per l’amicizia sarebbe un luogo orribile, indegno di essere abitato. Di molte cose l’essere umano può fare a meno, se viene a trovarsi in uno stato di necessità; dellamaggior parte di quelle cose che, in condizioni abituali, egli ritiene necessarie o addirittura indispensabili, ma che, in realtà, non lo sono affatto.

    L’amicizia è una delle poche cose realmente indispensabili: una vita senza di essa non sarebbe che una vita a metà, anzi, non sarebbe nemmeno una vita nel senso pieno della parola, ma solo una tristecaricatura di essa, una vera e propria contraffazione.Diciamo di più: un mondo in cui fosse scomparso il sentimento dell’amicizia sarebbe destinato adautodistruggersi in brevissimo tempo. Lo ucciderebbero i demoni scatenati dell’egoismo, del calcolo interessato, della simulazione e della prevaricazione, senza possibilità di scampo; nessuno riuscirebbe a sopravvivere, alla lunga, in un simile inferno. Speriamo di non vivere abbastanza a lungo per vedere un simile spettacolo, per trovarci sprofondati in un tale naufragio morale. Dobbiamo, comunque, preoccuparci per i nostri figli: non possiamo lasciare loro una simile eredità, che li distruggerebbe; per questo dobbiamo insegnare loro, con l’esempio e non solamente a parole, il valore prezioso dell’amicizia. Abbiamo una precisa responsabilità nei loro confronti, oltre che verso noi stessi: e, se non vogliamo darci da fare per noi, dobbiamo impegnarci almeno per loro.

    L’importante non è lasciare ai nostri figli un conto in banca con parecchi zeri; l’importante è lasciar loro il calore degli affetti, la capacità di guardarsi dentro con onestà, l’attitudine a saper scorgere la bellezza dell’amicizia e a rispettarne il vincolo, come cosa sacra.

    (Francesco Lamendola-Stiamo perdendo il senso dell’Amicizia-estratto

  11. Buongiorno, Map!

  12. Donluisito De la Sierra

    La gratitudine è una virtù decisiva per i piani di volo dell’anima, ma l’ingratitudine non ne è propriamente l’opposto naturale, avendone in sè una chiara assenza animica.Quella che va in opposizione alla gratitudine virtute è la gratitudine virtuale, allorquando si ringrazia a parole e si dice male a pensieri. Quello che ancora separa il nuovo dal vecchio, l’anima da una certa mentalità, che ne è la naturale negazione, è la paura di essere inadeguati, di non essere accettati, di essere fraintesi, presi in giro, alla fine, rispettati, considerati e amati. Queste paure hanno permesso poi surrealmente, nei tempi andati, esattamente ciò che volevano evitare o impedire. Tale risultato è insito nella modalità e strutturalità di quella certa mentalità. La via d’uscita da tutto questo può essere solo l’anima, in quanto solo Lei, conosce che quella gratitudine è rivolta al cielo, al mondo dello Spirito e solo per derivazione e proiezione sugli umani. Alla fine il grande potere che produce l’atto di un ringraziamento consapevole viene sprecato per una indolenza improbabile, essere grati significa comprendere il senso della vita. & ♥

    (e… vorrei dire che non sono ”gli altri” a ‘sporcare le cose” ma è il mentire, l’essere ipocriti a noi stessi ed algli altri e soprattutto la scarsa fiducia ed il tradire se stessi e la propria anima , a inquinare le amicizie manipolandole ad un fine egoico invece che di sincero divenire… ed è diverso, mentire per compassione dal mentire per ipocrisia? è il fine che giustificherebbe il mezzo?)

  13. l’ipocrisia inaridisce la propria anima e disperde la visione della grandezza delle altre anime….. perchè l’ipocrisia èbasata sulla vergogna di se stessi e sulla manipolazione degli ‘altri’…

    il saggio impara dagli altri e non ha bisogno di ripetere l’esperienza dell’altro, per divenire … altrimenti staremmo tutti a scrivere libri, senza fidarci di ciò che possiamo apprendere..
    un’apertura che ci venga dall’altro non esiste se non la riconosciamo.. certamente ognuno ha rispetto per la sensibilità , pensando che questa abbia dei limiti.

  14. Come sono d’accordo sull’Ipocrisia! purtroppo Impera trionfante! Quante le parole, non seguite da un credo forte? Quante facce all’acqua smossa?

  15. Anche il lato oscuro di tutto nell’universo è un bene, perchè ogni libro di ogni vissuta vita serve anche agli altri per capire…..

  16. I bambini sono spugne ed imparano ciò che vivono… così intimamente “mimetizzati” nel tutto come sono…

  17. 😉

    .

  18. Ed ecco la traduzione….

    [UN BACIONE A TUTTI 😉 !!!!!!


  19. Bellissimo tutto questo Post che ho letto solo adesso e grazie a tutti per i bei contributi!

  20. Sorpresa e gioia nel leggere nuovamente i tuoi commenti, Beatrice, unisciti sempre a noi quando puoi! Un abbraccio ed un bacio.

  21. “Io speriamo che me la cavo” è un film del 1992 diretto dalla regista Lina Wertmüller, nel ruolo del maestro Paolo Villaggio.
    Il film è tratto dall’omonimo romanzo scritto nel 1990 dal maestro elementare Marcello D’Orta nella forma di una raccolta di sessanta temi di bambini di una scuola elementare della città di Arzano, in provincia di Napoli. Nei loro scritti, i bambini che raccontano con innocenza, umorismo, dialettismi (e infiniti errori grammaticali, appositamente non corretti) storie di vita quotidiana di bambini che osservano con i loro occhi fenomeni come la camorra, il contrabbando, la prostituzione, gravidanze inaspettate ecc.
    Affresco fin troppo reale di un meridione lontano dalla modernità, che si sente ai margini di uno sviluppo al tempo stesso così vicino e così lontano, ha come eroi, secondo il critico Riccardo Esposito, proprio quei tanti cittadini del Sud che cercano coraggiosamente di vivere la loro vita in modo onesto e dignitoso, non cedendo al richiamo dei soldi facili o delle raccomandazioni della criminalità organizzata.
    Si ringrazia Wikipedia.

    Parte 1/7 film completo

  22. x map Pina
    questa la mia personale opinione sull’argomento da te proposto: l’amicizia sta scomparendo?

    L’ amicizia è sempre stata rara, ma oggi effettivamente sta scomparendo in favore di molteplici surrogati ,
    le “conoscenze”, chiamate impropriamente amicizie.

    L’essere umano è dominato dall’egoismo e dalle contraddizioni: superare questi aspetti ed osservare un comportamento quanto meno più vicino alla coerenza richiede una profonda autoanalisi, una presa di coscienza e la determinazione e la volontà di osservare un rigoroso comportamento che scaturisce da scelte coerenti, anche se scomode e difficili.

    Altro ancora è praticare volutamente l’ipocrisia nei rapporti definiti come amicali ed affettivi ( e non mi riferisco al dire una bugia a fin di bene, si condivida o meno questa scelta pietosa, preferendo magari sempre e comunque la verità, anche se amara).

    L’ipocrisia scaturisce da una visione dei rapporti umani (anche quelli che dovrebbero avere come elemento caratterizzante l’affettività) opportunistica e strumentale, gli “altri” come oggetti da “manipolare” per i propri fini; inutile dire che il rispetto è completamente assente nella strumentalizzazione degli altri per proprio rendiconto, è anomia ed anaffetività nei rapporti, assenza di regole e di veri sentimenti, né amicizia né inimicizia, esclusivamente egoismo, egocentrismo in personalità esacerbatamente narcisistiche.

    Questa modalità di comportamento, che potrebbe essere un aspetto patologico di singole persone che soffrono di tale disturbo, si sta invece diffondendo sempre più a tappeto: perché?

    E’ un. discorso lungo e complesso che riguarda altri aspetti oltre a quelli più propriamente individuali e mi riferisco all’influenza determinante della società attuale, estremamente consumistica ed all’estendersi di tale cultura a tutti i rapporti, una “commercializzazione” delle relazioni umani, superficiali, finalizzate ad un veloce “usa e getta”, conformate ed uniformate all’ individualismo come valore dominante nel nostro tempo, alle istanze egoiche, ai bisogni indotti, costruiti più che reali.

    Che fine sta facendo la solidarietà?

    Si è cercato di sostenere e diffondere la cultura della solidarietà, anche oggi se ne parla ma tali messaggi sono sovrastati, seppelliti da tanti altri, molto più pressanti, che spingono in direzione opposta, la “manipolazione dei mass media” avviene in tutti i modi sia diretti che indiretti, messaggi spesso subdolamente pervasivi che promuovono ed incitano la cultura della competitività sfrenata senza esclusione di colpi, cioé alla sopraffazione, per cui oggi la parola “solidarietà” suona sempre più vuota, senza reali contenuti.

    Non riusciamo a superare l’ “homo homini lupus”. Regressione oltre che recessione? penso proprio di sì.

    Vince ancora la “legge della giungla”, ma non quella ad esclusivi fini di sopravvivenza come nell’economia della natura, nonostante il ritenerci, a torto, esseri superiori perché progrediti, siamo invece, troppo spesso, peggiori.

  23. Raffaele ha scritto “Anche il lato oscuro di tutto nell’universo è un bene, perchè ogni libro di ogni vissuta vita serve anche agli altri per capire…..”
    Mi ci ritrovo poichè io accetto i lati oscuri degli altri, le loro cosidette “bugie” perchè non le sento una trama contro di me, piuttosto chiedo chiarezza alle parole, che mi si dicono rivolte a me, alla mia persona.Capita dove vivo che debba spiegarmi magari su fatti personali e vedo che le persone hanno già una loro idea come si siano svolte le cose al punto che mi verebbe la voglia di dire , ok , allora visto che sai tutto di me, dimmi tu come sono andate le cose e cosa ho fatto…
    Mi viene in mente che così che faceva Andy Warhol, anni 60-70 il famoso autore della frase riportata tante volte dai giornalisti di oggi “in futuro ognuno di noi sarà famoso per 15 minuti”, (è nato nel 28 e morto nell’87) nelle sue interviste agli intervistatori praticamente infatti diceva “scrivete ciò che volete” aveva già capito tutto, e le sue “Campbell Soups” lattine di zuppa americana già pronta campeggiano dappertutto serigrafie moltiplicative, un usa e getta, un Brand, una metafora dell’estetica moderna, di ciò che siamo, non ha importanza quindi ciò che sei ma ciò che gli altri credono che tu sia? Diamo veramente il valore che dobbiamo dare agli altri o non riusciamo a capire che ciò che crediamo “dell’altro” non è che un nostro riflesso, di ciò che è in realtà in noi stessi, reputiamo una persona egoista, per esempio, ma noi che concezione abbiamo dell’egoismo, l’egoismo può anche essere “salutare” a volte, come anche il fatto di non dire tutti i fatti nostri a qualcuno, come se si stesse compilando la scheda di un censimento, di noi stessi, ad uso e consumo di una diagnosi da parte dell’altro, diagnosi non richiesta, e sopratutto che diagnosi si potrebbe fare, sarebbe come credere di avere in mano l’analisi ultima dei componenti chimici del Mare di tutta la Terra, come potere credere di sapere chi è l’altro??? Come potrei io credere di dire chi sono a qualcuno? Certo nel caffè metto lo zucchero di canna, ma questo può definirmi? Un tempo prendevo il caffè amaro questo è interessante? Penso a volte si travalichi il segno, credendo di aver capito tutto di un’altra persona, e se l’altra persona non vuole dire tutto di sè non vuol dire che sia una persona falsa, probabilmente anzi, reputa che le zone d’ombra siano tollerabili così come una pianta NON PUO’ vivere con le radici fuori terra, (beh’ cisarebbero piante che lo fanno) diciamo un’albero, non può vivere con le radici fuori terra per un buon motivo, nello stesso tempo, non vuol dire che il canto delle sue radici non produrrà fiori o frutta o foglie magnifiche e sia riparo e splendore ? Si chiamano bugie forse? Gli alberi non dicono bugie e neanche le persone, uno si può arrabbiare se il frutto è velenoso ma se pretende di mangiare le radici invece della frutta sicuro, sono amare, anche se talune benefiche per alcune malattie, come tutte le cose. Le radici vanno rispettate, lasciate stare, e a meno che non si parli di lavoro, di politica, di organizzazione del sociale, di sistema bancario, di tasse, di sindacati, di dichiarazione dei redditi, di omicidi, di stragi, di delitti impuniti…ecc. ecc. non si può definire persone e le loro vite private in nessun modo essendo la vita di ciascuno una trama a chiaroscuro, almeno per le persone che si fanno domande sulle cose, poi ovviamente le persone sono di tanti tipi ma non ho mai trovato persone “alla luce del sole” e neanche le vorrei trovare, accetto le mie ombre e accetto quindi le ombre degli altri fino a quando c’è il rispetto, quando invece un politico ruba, a danno di tutti, lì ho il dovere di incazzarmi, ma se un’amica o un’amico non mi dice “tutto” a me francamente non mi interessa, perchè non faccio diagnosi, e sono sicura anzi, che anche se mi dicesse tutto non mi basterebbe a stilare alcuna diagnosi, perchè il “tutto” non esiste. Se vogliamo parlare di delitti d’anima uno è proprio credere di sapere chi è l’altro, tirandogli fuori le radici, troverai l’amaro, perchè non ti dedichi ai fiori e alla frutta invece che insistere? Se invece sei “radice” come un grande psicoanalista, e hai fatto già un persorso negli “inferi” forse dico forse potrai viaggiare come un Serafino, angelo dalla radice ebraica Saraf-Linfa avrai visitato lo Sheol infero ti sarai trasformato in serpente velenoso, e avrai capito, di te, e di quella trama delicata di radici e fili e terra che è di tutti e forse -forse- potrai dire a qualcuno : sei un bugiardo! Ma a quel punto non lo diresti più. Perchè il confine tra bugia e verità è quantomai una percezione ed è quella percezione semmai che andrebbe indagata, la nostra , la sua (dell’altro), ciò che per noi è importante non è mai stabilire “la verità” ma avere rispetto della “verità dell’altro”. Accampare giudizi è sempre stato uno sport facile, ma all’arrivo non trovi chi ti festeggia, trovi te stesso, te stessa, e ciò che credi tu. E probabile quindi che tu stia gareggiando con l’altro o così tu creda ed invece l’altro non è di corsa con te, perchè quella corsa non gli interessa proprio, corri da solo/sola e si questo può fare rabbia, ma se tu decidi la gara, l’arbitro, e gli spettatori che altro potresti aspettarti? Certo, quando si viene attaccati ingiustamente bisogna rispondere, ma se qualcuno non danneggiandomi dal punto di vista lavorativo, politico, penale ecc. mi sta dicendo una sua “bugia” a me non interessa proprio, è una questione sua, valuta di dirmi una cosa invece di un’altra? Lo rispetto, vorrà dire che se vorrà mi preciserà in seguito, in amicizia so aspettare, ognuno ha i suoi tempi e le sue esigenze, perchè dovrei sapere tutto di qualcuno? E come potrei? E sopratutto perchè dovrei?

  24. Infatti chi chiede nulla a nessuno, né nessuno vuol saper d’altri! Intendo che si rispetta la scelta di chi non vuol di se parlare! ma, se lo fa, stupido non è per me chi l’ascolta, piuttosto, lui o lei che di bugie né fa realtà! Ora, premesso che per bugie, Non intendo quel lasciarsi Ingannare cosi come spiega Erasmo o altri ecc.ecc! Comprendo, che le bugie sono forme protettive! Se parliamo di Bugie, diciamo, “Buone”! Buone si, Quelle bugie che a crederci per primo/a e colui/ei che le racconta! Allora, se pur chi ascolta comprende, ne sa scorgere il velo, o la maschera, deve al massimo sorridere! Si sorridere, non certo quel sorriso sapientone, ma, piuttosto UMANO! Altro è, se, questa Bugia diventa personalità a tal punto che pur offende e attacca da pulpito del Divin Castigatore! Offendendo o non usando delicatezza, verso altri da se! Tanto s’è calato/a in quel che non è, credendo altresì, D’Essere Sapienza Personificata. Allora, anche io dico no! Comunque, ci sarebbe Molto di più da dire! Ciao sig. Mapp, Un saluto al Blog!

  25. Caro Proffi Gabriele ! Buona Serata un’abbraccione! Saluti estesi ad Egidio, Clara, Michele.

  26. Grazie Map.Buona serata e un abbraccio anche da parte nostra!

  27. apprezzo e sottoscrivo ciò che dici riguardo alle bugie…

    i bugiardi rimangono i prigionieri, invece che far prigionieri..

    e non si tratta di sorridere o meno… è solo assurdo che chi mente costruisca realtà di solitudine e separazione dall’altro..

    non si tratta di fiducia nell’altro ( come per i segreti..) ma di vero e proprio rinforzo dell’illusione egoica in cui viviamo già.

    e come si evince la vera libertà è la verità..il vero e l’unico modo di ‘divenire’ se stessi, senza celarsi dietro le paure… figuriamoci poi la paura di ferire l’altro, se per es. si sa di averlo già ferito con il comportamento, poi lo si tradisce doppiamente con le parole..

    ma come si fa a dire ad un bugiardo che si intuisce la verità? perchè se quello è bugiardo risponde ”no, non è vero ,ti sbagli.. ferite su ferite.

    insomma chi mente, sa ed ama mentire. per creder di avere forza, invece dimostra ignoranza di se e dell’altro e profonde insicurezze e debolezza..

    🙂 quando poi due bugiardi si ricorrono…..

  28. è vero, Map. a volte ci si racconta bugie da sè… è per questo che l’amicizia è importante, tra gli umani.., per riconoscere le proprie bugie ed evitare di raccontarsele ancora… com’è vero che l’amicizia è disinteressata: non esiste amicizia che non sia sincera. è l’unica definizione ”amicizia sincera’

  29. Gli amici rendono più bello questo mondo così come anche l’ amore.
    Le vere amicizie è bene tenersele strette e curarle, per farle crescere sempre più.
    Gli amici sono indispensabili ed essi hanno il potere di trasformare una giornata di pioggia in un arcobaleno.

  30. Sono d’ accordo nei rapporti autentici la falsità mina il rapporto stesso.
    I rapporti si basano sulla fiducia e quando questa viene meno anche il rapporto decade.

  31. Non mi piace neanche la figura di una castigatore che si mette su un piedistallo giudica e offende.

  32. Allora, ecco perché sorridere, poiché tu non proverai mai altro che la tua convinzione, poiché l’altro o alta, ribadirà sempre che la tua non è verità che la riguarda! Allora, almeno ché, non si intraveda cattiveria, o insistenza, nei nostri confronti?, tanto vale sorridere “D’umanità”! In più, può anche accadere, che si interpreti male, credendo che, le cose dette siano contro di noi? Certo, mi dirai, uno/a, dopo un po, rilegando discorso sopra discorso, aggiungendolo sia, al tema del blog, sia ad altri meccanismi capisce, se si allude o meno! Quindi essere chiari forse con educazione sarebbe miglior cosa, ancora risolverli, se necessita in privato! Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, che non vuol dire sparare a zero contro qualcuno! per quanto mi riguarda, io sono e scrivo qui, non cambio, il mio modo, nelle email! Cioè sono sempre lo stesso, nel bene, cosi nel male! Se penso qualcosa, di qualcuno, l’ho sempre detto per primo a lui o lei! non ho mai giocato sporco! Questo è il mio modo di fare, nella vita, non solo sul Blog! Quindi, di questi problemi non me ne fò! Non ho mai amto il pettegolezzo, né qui, né fuori da qui! chi mi conosce, sa che nelle email, sono lo stesso, di quello che sono sul blog!Sai, perchè, perché a me Interessa, l’educazione in prima cosa, la conoscenza “filosofica+psicologica”, Pratica, cioè credere sostenere, o quanto meno marciare sulla quella strada! Quindi se, dovessi scusarmi lo farei, per crescita, armonia, Rispetto!!! Bé, mi fermo quine, come diceva ToTò!! un Buon giorno a tutti! ma chi lo dice, che le bugie, che non nuocciono fanno male? difronte a quale verità, una cosa è bugia, un’altra no? su quale realtà equilibrata, le bugie son tali, da non essere Bugia la presunta scoperta delle bugie? Ora, ripeto, mi riferisco, non alla bugia, che nuoce a qualcuno! Ma, tolto ciò? Cos’è Bugia? forse che le crisi, che ognuno di noi può passare nel quotidiano, non mostrano il barcollamento in noi, di alcune Bugie, che reggono noi, è ciò, che in assenza di tal situazioni ci fanno sentire, dire, Io sono Questo/a? Poi, il terremoto della quotidianità, ripeto mostra le bugie, che reggono, questo duro cammino che è la vità, il Noi, come ESSEREI! Ma Bugia, cosa è Bugia?” dovrei rileggere, per controllare, ma, mando in INVIO, SPERO sia COMPRENSIBILE, IL CONCETTO!

  33. UN CALOROSO, SALUTO A RAFFAELE! dato che da qualche tempo, che non leggo? magari, non ho notato io i suoi post?

  34. L’ARTIGIANO… (L’avevo di già postata, altrove)”
    *******
    Essere, in questa notte d’estate…
    fiume di lacrime di gioia, di sorrisi
    Amari, in un viso!
    Venditore di dolciumi,
    tenendo per se, pillole Amare.
    Pillole del calato sipario di un’altra
    Stagione! Speranza,
    Del regalar speranze!
    (Lei): E la tua…?
    (Io), L’ho dai tempi regalata!
    Artigiano, di Divinità nuove.
    Creatore Di senso!
    Imponendomi credo,
    racconterò le nuove
    buone Novelle!
    Sarò gaio, sprizzante.
    Avrete le vostre favole!
    Ancora, (Lei), Per te?
    Per me,Terrò una piccola barca, un poco
    di vento, la vetta più alta dei monti,
    Un telo di STELLE!

  35. saluti a tutti
    patripatrizia

  36. mi sono dimenticata di aggiungere una parola che pensav di aver scritto: reciproca
    vicino a fiducia,
    quando dico che i rapporti si basano su di essa.

    Nel secondo post.

  37. Ciao Giuseppe
    ma con chi sei tanto arrabbiato?
    perchè non gli/le parli direttamente?
    i giri di parole non aiutano, meglio essere diretti e sinceri.
    Un saluto

  38. Buon Primo Maggio ..Di Fecondità e Creazione Di Felicità

  39. Io con nessuno! altrimenti l’avrei fatto! come sempre, ma si discute… ho detto la mia, tutto qui! Quali giri di parola, ecco Mel, un altro caso di fraintendimento! Ripeto, il mio discorso è solamente, un riagancciarsi allo scritto prima di Mapp, poi di Tea! Ti risulta, che quando il sottoscritto abbia avuto qualcosa con qualcuno, non se li sono cantati In faccia? Quindi, nel caso specifico… era solo per precisare, la mia visione su Bugie, ecc.ecc! Mel, non fare che, mi diventi anche tu interprete delle parole e stato d’animo?! E’ solo una risposta Ciao!

  40. MELUSINA, Leggi il post, di Mapp. Si capisce che solo un partecipare allo stesso!! Vedi, a volte il guaio è questo “forse”! se si legge solo un singolo post, staccato dall’origine del discorso, allora può sembrare, un discorso a se! Forse è questo che crea malintesi, o recepire male?! Buon, Primo Maggio!

  41. Rileggendomi, sul mio commento sopra, mi rendo conto che in un punto, può sembrare sgorbutico! Quindi chiedo scusa A Mel, dato che, è a lei che mi rivolgo! Ecco, avvolte è difficile farsi capire! Comunque, nel punto dove dico non mi fare anche tu… ecc.ecc! Voglio dire che, il mio è solo un intervento, dove rispondo sia a Mapp, che a Tea! per fare degli esempi, uso me stesso, il mio comportamento qui, e fuori di qui! Ancora scusa Melusina, se posso sembrare Sgorbutico!

  42. Giuseppe,
    in effetti anch’io m’ero preoccupato…
    pur avendo capito ben poco di cosa stesse succedendo.

    Dimentico sempre
    che sei di sangue caliente 😛 !! Chiarito tutto.

    Tie’,
    rilassati con questa.

    ” I knew a girl
    Her name was truth
    and she was an horrible liar…” 😉

    . 😎

  43. Non è solo questione di sangue caliente 😉 ! ma, ciò non vuol dire che, io nel mio scrivere debba riferirmi a persone, o fatti del blog! Vuol essere solo un modo di dire, sulle orme del post di Mapp.Otel… che, le bugie possono essere molteplici, avere, molteplici aspetti! Allora, faccio degli esempi su di me, esempi che sono riscontrabili, dalle persone anche di questo Blog! Con cui, ho il piacere di scriverci via mail! Sostenevo, Mapp, nel suo dire! Non come difensore, piuttosto, come punto di riflessione!!! Manu, non preoccuparti, 😉 ! Poi, mi sembra che la storia di questo Blog, sa che quando ho avuto un battibecco con qualcuno, non è che, gliele ho mandate a dire? Quindi, Problema che non sussiste!!! Ripeto, solo un punto di riflessione! Manu GIGANTE… :8

  44. volevo fare il visino con gli occhiali, ma nulla da fare, non sono capace! :-((

  45. 🙄 diocanguro ! Maremma bip! bipdibudda ! ho esaurito le bestemmie napoletane parto con quelle toshane!!
    .
    Oh Nini! Oh Melusina! Icchè tu voi dire? Qui l’è tutto a ppostoo! Un si discuthe di nulla!! T’ha hapitho? Un c’è nulla! L’è chiaro ora? Un si pò iniziare un dishorso, codesti blogghisti di La Porta son tutti terroni! Son della Bassa!
    .

    Eh subito gli scalpitano gli zoccoli…eheheheheee
    .
    Icche tu voi farci…si fa un giro in centro fino al Domo e si torna ?
    .
    Ci si beve una spuma n’dò lè finitho Raffffaele piuttosto? Un lo vedo? Oh imdòllè quel bischero che quando c’è bisogno di pace un si throvahhh
    .
    M’è venutho sonno…Zzzz. ohi Nini…Zzzz… voglio la spuma! qui non si throva..datemi una spuma bionda..Zzzz…
    .
    Zzzzz….le buscie e c’hanno le zampette horteeh si, ma le camminano velocissime..oh come le faranno con quelle zampettine horte…Zzzz…
    .
    Tu un sei della Bassa vero?

  46. puffo dice bene 🙂 io odio le bugie! 🙂

  47. Io sono della Bassa!
    Poiché c’azzecca provo a scrivere questa poesia in lingua napoletana, letta da Luci ed ombre di S. Di Giacomo, ricordandola, spero, a memoria (se sbaglio nel ricordo e nella scrittura correggetemi):

    ‘E buscie

    M’aggio fatto nu cunto all’impruvviso
    pe’ scanaglià quante buscie me ritto
    e aggia assummato, te vuò fa’ ‘na risa?,
    ‘na cifra ca nun me conviene e ricere.

    Buscie però, spiegammece, accucchiate
    chiù o meno pe’ dispietto o gelusia,
    ma ‘e vote accussì belle cumbinate
    che a me me fa piacere de sentì.

    E sentennele spisso, bella mia, che vuò’,
    m’ ce song tant’ abituato,
    ca mò piglio chiù gusto a ‘na buscia
    che a sentere ‘na meza verità!

    Mia libera traduzione in italiano (per i blogger dell’Alta)

    Le bugie

    Mi sono fatto un conto all’improvviso
    per scoprire quante bugie mi hai detto,
    ed ho sommato, ti vuoi fare una risata?
    una cifra che non mi conviene dire.

    Bugie, però, spieghiamoci, messe insieme
    più o meno per dispetto o gelosia,
    ma a volte così ben combinate
    che mi fa piacere sentirle.

    E sentendole spesso, bella mia, che vuoi,
    mi ci sono tanto abituato,
    che adesso ho più piacere ad una bugia
    che a sentire una mezza verità!

  48. Giuseppe 😉

  49. Ah! questi blogghisti scalpitanti di La Porta ….. 😀


  50. io, intanto…. approfitterei di un altro scalpitar di zoccoli …. yawnnn

    (LAVORARE STANCA 😉 😛


  51. :)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))!!!!!

  52. Bellissimo, questi sono alcuni dei film della mia Infanzia, quando la Rai, era La Rai! non nego, che quando capita li riguardo ancora con Piacere! Grande Emanuele. :)!! anni settanta, ricordo tutti i bei film della favolosa, Ingrid Bergman, ed altro ancora! Vecchia, Quasi Sana, Rai… 😉

  53. LOVE
    70’s
    . 😎 .

    .

  54. sono stata un pò presa, ora però posso risp. ho un pò di tempo.

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