Non chiederci la parola

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco

lo dichiari e risplenda come un croco

perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,

agli altri ed a se stesso amico,

e l’ombra sua non cura che la canicola

stampa sopra  uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,

sì qualche storta sillaba e  secca come un ramo.

Codesto solo oggi possiamo dirti,

ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Eugenio Montale

13 Risposte

  1. Buongiorno caro Gabriele, mi spiace non avere più il tempo di scrivere sul blog, ma siamo alle prese con il prossimo libro….. Comunque leggo sempre volentieri ciò che con l’Anima ci mandi.
    Grazie. Un abbraccio.
    Elvezia

  2. Solo oggi possiamo dirti ciò che …Non siamo… e Non vogliamo…: sottraendo la parola e se stesso al gioco ossessivo delle sostituzioni simboliche secondo il quale “questo è A, questo non è A, questo è al contempo A e non-A, questo no è nè A nè non -A, l’uomo può creare quel silenzio, quel “vuoto” in cui significato e significante si riempiono l’uno dell’altro, completandosi. In questo vuoto, che non è un vuoto dell’anima, l’uomo predispone l’anima alla comunicazione con il Dio…

  3. sapere di non sapere, beh, mi pare un buon inizio—

  4. Cara Elvezia, sono contento che, nonostante l’impegno con il libro, tu riesca a seguirci. Ti abbraccio forte anch’io.

  5. la negazione “non” è il termine chiave del testo di Montale:con esso si apre e con esso, si chiude.Il poeta rifiuta ogni potere rivelatore della poesia. Essa non ha formule magiche da usare, può contare sugli oggetti concreti della realtà sensibile e sulla ragione individuale.La ricerca dei significati compiuti dal poeta si svolge per intero entro questo orizzonte, descritto come una terra inaridita dal sole,sassosa ed aspra.Montale sente la realtà contemporanea come dimensione della disarmonia e dell’infelicità e anche il linguaggio si adegua , diventando “scabro ed essenziale”,fatto di cose che mantengono la loro fisicità.

    Affettuosi saluti a Lei , al caro Egidius e a tutti gli amici di Anima!
    MA cos’è la parola poetica nella sua verità? In qual modo corrisponde al concetto di parola?
    Isola parola
    Sprofondi
    Nei recessi acuminati
    Pungenti
    Come aghi celati
    Tuoni
    All’alba del presente
    Abisso e misura
    Del  niente
    Una corona di spine
    Tra te e l’infinito
    Isola parola
    Guardi in faccia la morte
    Perché il trono di Dio
    E’ vuoto
    Perché il sangue  tinge
    Questo cielo
    Perché il  mare ulula
    Stasera
    E fende l’aria
    Come la parola
    Del  poeta

  6. …è quello che mi capita in quetso periodo….
    non so ciò che sono e non so più ciò che voglio, ma so ciò che non sono più e ciò che non voglio più!

  7. Cara Maria, grazie per questi bei versi. Alla tua domanda rispondo a livello personale. La poiesis precede la stessa parola. E’ un modo primigenio dell’essere. Baci baci

  8. Montale, Eugenio – Cigola la carrucola del pozzo

    Cigola la carrucola del pozzo
    l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
    Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
    nel puro cerchio un’immagine ride.
    Accosto il volto a evanescenti labbri:
    si deforma il passato, si fa vecchio,

    Immagine:

    appartiene ad un altro…
    Ah che già stride
    la ruota, ti ridona all’atro fondo,
    visione, una distanza ci divide.

  9. Cigola la carrucola del pozzo
    l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
    Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
    nel puro cerchio un’immagine ride.
    Accosto il volto a evanescenti labbri:
    si deforma il passato, si fa vecchio,
    appartiene ad un altro…
    Ah che già stride
    la ruota, ti ridona all’atro fondo,
    visione, una distanza ci divide.

    Immagine:

  10. “Ai sospiri dell’amata
    la notte intera si innalza;
    una carezza leggera
    percorre il cielo stupito.
    E allora e’ come se nell’universo
    una forza elementare
    ridiventasse la madre
    di tutto l’amore smarrito.”

    RAINER MARIA RILKE

  11. Mel, credo che “Cigola la carrucola nel pozzo” sia un esempio di Haiku.

  12. Bisogna riscoprire il significato della parola/immagine(?)

    Spero avrai modo di ricambiare la visita a tal proposito, su Vongole & Merluzzi!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/10/parola-di-nessuno/

  13. Proviamo a scindere la parola immagine: in-mago. Già così mi sembra più chiara. Ricambio la visita volentieri. Un abbraccio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...