Il Male

Molto di quello che chiamiamo Male… può spesso essere convertito in bene modificando semplicemente la nostra intima sofferta attitudine da una di paura a una di lotta.

William James

8 Risposte

  1. L’idea di Male come forza che “ristagna” in noi, come per esempio un nodo complessuale, implica l’incapacità di assorbire e di cedere energia, quindi l’incapacità per la nostra vita psichica di trasformazioni. La trasformazione, la conversione del Male verso il Bene, è anche “sintomo” di armonia tra forze opposte che si completano e tornano a mettere ordine e …a difenderci da dentro.
    Jung, contrariamente a Freud, considerava impresa fondamentale, ma anche molto difficile, riuscire ad individuare quel Male, perchè proprio da quel nodo sarebbe possibile sviluppare nuove “possibilità”, di dialogare con il mondo, per il vero Sè e di svincolarsi così dal Sè falso, compiacente che lo incatena…
    E’ l’unica forma di lotta, l’educazione all’emotività che non nuoce nè a se stessi nè all’Altro da sè, che condivido.

  2. ….Quando ho letto il tuo intervento, cara Valeria, ho sorriso: stavo per esprimere più o meno gli stessi concetti! sincronicità!!!!
    Quindi allora mi limito a mandare
    un bacione a te e a tutti….

  3. Un bacioneoneoneoneoneone anche a te, Bea! 🙂 😉

  4. buond’ Valeria io mi fermo nel considerare l’Essere Male.Non mi dirigo verso concetti religiosi,ma verso riflessioni sociali che sono quelle con le quali abbiamo combattimenti senza tregua.Acun dubbio che Male e Bene siano energie che si contrappongono,ognuna di esse deve triovare il suo posto non solo nella vita sociale ma anche in quella personale Se esempio una persona che ha condotto una vita criminale,si pente,non vi è dubbio che abbia sosstenuto una lotta sofferta per dare maggior impulso -energia-a cio chè non è Male e può per la sua vita diventare un’occasione di redenzione.Cio non è Male ,ma può già definirsi bene?E bene la lotta sofferta che si ha con se stessi contro se stessi? Grazie Alfredo

  5. Caro Alfredo,
    credo che l’Essere non sia Male. Non può essere soltanto questo e nel momento in cui lo dico sento di essermi svincolata da qualsivoglia dottrina religiosa, filosofica e scientifica e di avere un motivo in più per vivere: cos’è l’essere umano, in fondo, se non può scegliere? Non avrebbe senso nemmeno pensare di non avere scampo da una vita segnata da altri o dalle nostre azioni. Invece, il prendere coscienza che siamo capaci di conversione è già Bene. Ci resta il tempo di cui abbiamo bisogno per cominciare il cammino a ritroso, lungo il quale tutto ritorna… Assisteremo e conteremo tutte le volte che saboteremo noi stessi perchè, all’inizio del viaggio, più forte di noi è “la paura di non essere all’altezza” di qualcosa alla quale non riusciamo a dare una connotazione sensibile. Tutto ciò che è nuovo spaventa e “fa male” perchè ci obbliga a forzare i nostri limiti e a “metterci nelle nostre mani” : quando è qualcun altro che deve decidere per noi, è invece paradossalmente semplice e liberatorio per la nostra mente esprimere un diniego o un assenso. Spero soltanto che nessuno, continuo a ripeterlo, resti solo nel momento della prova. Quanto varrebbe una vita, senno? Chi lo testimonierebbe?

    Grazie a te

  6. “Lo spirito in ognuno di noi si manifesta negli occhi,
    nell’espressione e in tutti i movimenti e
    i gesti del corpo.
    Il nostro aspetto, le nostre parole, le nostre azioni
    non sono mai più grandi di noi stessi.
    Giacché è l’anima la nostra dimora, gli occhi ne sono le finestre
    e le parole i messaggeri”.

    Kahlil Gibran

  7. ciao Valeria ti ringrazio perchè nella tua risposta mo hai fornito materiale di arricchimento:Solo su un punto sono perplesso,perchè dubbioso,,in noi risiede il male intendnedo per male tutto ciò che impoedisce una sana crescita personale e della società.Certo non si nasce positivi o negativi nella personalità,ma nella crescita se non si ha la vigorosa la percezione del percorso della vita si può essere male.Semplicemente un dubbio che mi investe ciao Vaeria Alfredo

  8. Caro Alfredo,
    penso anche io che “nella crescita se non si ha la vigorosa percezione del percorso della vita si può essere male” …per se stessi e per gli altri, aggiungo io: certamente il dubbio è l’opposto del “lasciarsi andare”, che presuppone fiducia nella via! Ci sono scorciatoie e c’è la salita ma, renderti conto che tu potresti fare la differenza per te stesso e per chi vive al tuo fianco, è un inizio ed è importante cominciare a fare la propria parte, a non delegare la propria vita a santi o diavoli. Il resto lo deciderà la strada di volta in volta…
    Ciao!

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