Non amati

C’è un sentimento che i genitori non dovrebbero trascurare se si manifesta nei loro figli: la vergogna. La vergogna scaturisce laddove vi sono punti di conflitto tra individuo e società. Non amiamo ciò che ci fa vergognare: lo nascondiamo. Temiamo di essere disonorati, disprezzati e respinti. Ciò che è socialmente proibito suscita vergogna nell’individuo. Questa vergogna socialmente determinata  nonva confusa con il naturale pudore, la riservatezza  di cui talvolta abbiamo bisogno, la ricerca dell’intimità. Le persone che si vergognano spesso quando sono in presenza degli altri non sono libere, non si amano, tendono a identificarsi con figure di riferimento idealizzate, sono inclini alla depressione. La loro ferita è quella dei non amati.

Peter Schellenbaum

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18 Risposte

  1. eh già!!…l’ho letto il libro …

  2. Potessimo nascere e morire da noi stessi e di noi stessi essere l’alibi, se questo servisse ad interrompere la catena di caramboleschi passaggi da questa a quell’altra parte dello steccato, a seconda della quantità di conferme ricevute, di qua o di là: ricominciare e sempre ricominciare. Dopo un errore, condonare ciò che eravamo. Sino al prossimo errore, pretendere dalla vita di poter ricominciare. Dopo tutto nei cartoni animati succede: perchè io non dovrei riemergere da una frana, dalle macerie di una casa crollata, da me stesso? Perchè a quel papero è permesso replicare, mentre un leone albino è costretto ad allontanarsi dal branco?

    P.S. Qualcuno dovrebbe vergognarsi, però, della miseria che lascia alle sue spalle e in giro per il mondo: è un auspicio!

  3. “Io sono, tu sei”…

  4. Gabriele caro, ti auguro una giornata Radiosa. Con immenso affetto…

  5. Caro Prof.
    ti auguro un giornata radiosa e ti mando un grande abbraccio….Bea

  6. forse si tratta della ferita del non amare se stessi sufficientemente—

    forse una giovane vita ha più difficoltà ad autodeterminarsi nel mondo, magari anche per motivazioni “banali” quali la dipendenza economica da altri e, meno banali, la dipendenza psicologica nei confronti dei genitori-famiglia—

    la maturità dovrebbe accrescere in noi la consapevolezza che rinunciare a se stessi in funzione di norme sociali ha senso fino ad un certo punto—

    nel senso che ci sono occasioni private e/o pubbliche in cui venire meno al “costume” può essere, visto da fuori, sintomo di ineducazione ma, se visto da dentro, segno del rispetto per la propria natura—

    forse l’equilibrio in se stessi è la possibilità di scegliere di non di farsi dominare dalle norme esterne ed interne—

    perchè vi sono norme fuori di noi, in funzione della convivenza “civile”, e ve ne sono molte altre che sono in noi, radicate dentro (penso al timore di Dio inculcato sin dal catechismo piuttosto che al senso pudore nei confronti della proproa sessualità e di quella altrui imparato tra le mura domestiche, ad esempio…)—

    bel tema

  7. Caro Luigi, buona giornata anche a te. Baci

  8. Cara Bea, ricambio con tutto il cuore. Baci

  9. Conosco persone che non sono state amate…e quanto sopra corrisponde alla verità.
    Credo che proprio verso queste persone, chi ha avuto la fortuna di crescere amato e coccolato, e che quindi da adulto non ha disagi di questo tipo, debba offrire a queste persone comprensione, accoglienza, farli snetire accettati e soprattutto dare loro tutto l’amore che può. Quese persone che non hanno avuto amore hanno un bisogno disperato proprio di essere amati e di sentirsi accettati per quello che sono e per come sono.
    Inoltre queste persone che non sono state amate hanno dificoltà ad esternare i loro sentimenti, l’amore soprattutto: e qui davvero ci vuole tanta forza e duttilità nel prendere da loro quello che possono offrire, magari amano con uno sguardo intenso, dichiarano il loro amore con una metafora o con i versi di una poesia, esprimono la loro rabbia con un gesto o chiedono aiuto “non” chiedendo aiuto…insomma queste persone saranno chiuse e introverse, ma non per questo sono diverse dagli estroversi, anzi hanno sicuramente una sensibilità più spiccata e forte che gli viene dalla sofferenza! bisogna dare a queste persone tanto e tanto amore e offrire loro un porto sicuro, estraneo da pregiuzidigi e distante da ogni forma di apparenza, che possa far ormeggiare la loro barca e qui essi possano trovare accoglienza, sostegno, comprensione e essere semplicemnte quello che sono!

  10. Winah caro,
    per favore saresti così gentile da dirmi il titolo del libro da cui è tratto il post?
    Questo argomento mi interessa.
    Ti mando intanto un grande abbraccio!
    Bacetti

  11. (Gli uomini non capiscono come ciò che si trova ad essere mosso in direzioni diverse possa accordarsi in se stesso; armonia nel contrasto, come nel caso del plettro e della lira. Eraclito

    Buddha afferma che bisogna tendere l’arco nella giusta misura e ancora che… “Si affretti l’uomo verso il bene, custodisca la mente dal male. Di chi fa il bene fiaccamente, la mente si delizia nel male.”

    San Paolo ai Corinzi: ” “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi Amore, sarei come il bronzo che risuona o il cimbalo che tintinna…”)

  12. “L’amore non chiede mai, dà sempre. L’amore sopporta sempre, non si risente, non si vendica mai”.
    Mohandas Ganghi

    Kahil Gibran:
    “L’amore è una parola di luce, scritta da una mano di luce, su una pagina di luce”.

    Victor Hugo:
    “La suprema felicità della vita è il sapere di essere amati per quello che si è, o meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è”

    Infine Platone:
    “L’amore è ciò che penetra dall’asterno; ed è una “corrente” che non appartiene a chi la possiede, ma è entrata dal di fuori attraverso gli occhi”.

    Tutto citato da: “A come Amore” di Gabriele La Porta.

  13. Come non essere d’accordo con tutte queste belle citazioni!!! 😀

  14. come no cara Bea eccolo

    Schellenbaum, Peter – La ferita dei non amati : il marchio della mancanza d’amore / Peter Schellenbaum

    Abbracci

  15. Grazie Winah, sei sempre tanto caro!
    Un bacione

  16. Una stupenda citazione SO WHAT..allora cosa…

  17. Vergogna è il nome del monte che fin dall’infanzia deve scalare chi per disgrazia, sfortuna o distrazione (che importanza ha?) non ha ricevuto amore.

    Ogni nascituro infondo è chiamato a scalare le montagne non superate dai suoi avi, questa è speranza, che si rinnova ad ogni vagito 🙂

  18. miles e il grande john coltrane… che album da scuola del Jazz!!! Map 😀

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