Sul naturale

Connessa al benessere è anche l’immagine del cosiddetto “naturale”. Si crede  che possa esistere un comportamento naturale, che esistano uomini completamente naturali. Ma l’uomo è in sé innaturale, vale a dire che le cose non gli accadono semplicemente, ma che egli deve sempre fantasticare, meditare, riflettere, confrontarsi con la sua interiorità e interrogarsi sull’essere.

Adolf Guggenbühl-Craig

8 Risposte

  1. L’Unità, nell’essere umano trascendentale, è l’incontro tra la meditazione che è uomo e l’amore che è donna…

    Ma ci sono uomini che non meditano affatto e donne capaci di perdersi nel loro bisogno di amore; uomini che hanno paura di scoprire che dietro alla loro indipendenza c’è un disperato bisogno di essere “trovati” e donne che pensano di dover chiedere il permesso per concedersi un attimo per se stesse; chi non sa che è il caso chiedere, chi non sa come dire che c’è uno “spazio” da rispettare e che da lì comincia un “tu”….

  2. naturale sarebbe stato stamattina che il mare non avesse accolto in sè persone in cerca della terraferma
    esiste un modo per non morire perchè si ama la vita e sperando in meglio per sè e per i propri figli, sciagura colga chi a sciagura gli occhi chiuse, stavolta essere italiani è . Gli altri non so che sono ma di certo abitano terre vuote, forse sono fantasmi, e si aggirano come automi sognanti di qualche quadro metafisico tra spiagge di sabbia d’oro

  3. bè, ovviamente mi viene in mente la distinzione tra “uomo naturale” e “uomo morale”, quella separazione nevrotica che la mente razionale ci impone e che ci fa perdere il Dono che è la Vita

    intendo dire: siamo goveranti da regole che sono essenzialmente norme di convivenza, come tali sono regole che mutano nelle epoche storiche, quindi non norme naturali (insite in noi) quanto artificiali (prodotte da noi fuori di noi per dominare le emozioni, le passioni, le imprevedibilità, vedi ad esempio l’istituzione del matrimonio…)

    per quanto uticante altrove, mi viene qui in mente un Osho o il tantrismo che non prevedono, nel loro vocabolario, il temine “no”

    se ci pensiamo la nostra vita è governata da “no”, anzichè da “sì”

    eppure la vita dovrebbe essere un “sì” costante, nella gioia della riconoscenza per il Dono che ci è stato fatto di esserci

  4. PER RIFLETTERE sul fuoco , sul valore dell’accoglienza,
    “La notte degli occhi” non c’è altro da dire.

  5. Dire no ai condizionamenti di vecchi film visti e rivisti molte volte…: per spezzare quell’ancestrale coercizione di sopravvivenza che concentra la nostra energia nella lotta finalizzata alla difensa o all’offesa. “Colpisci o arrenditi!”

    Dire di no: invece di reagire e cercare di difendere a tutti i costi tutto ciò che amiamo, dire all’altra persona che il suo comportamento ci ha ferito perchè… sembra dettato da un pregiudiziio di fondo nei nostri confronti, oltre che da superficialità. Questo ci fa male e sarebbe conveniente per tutti – invece di interpretare il tantrismo o parafrasare un errore per pesare la preparazione dell’altro – che si andasse a studiare come si fa a risalire dallo “stimolo alla ferita” per trovare la strada che porta in noi.

  6. per Valeria D.A.:
    interpretare il tantrismo o altro non è da mettere in contrapposizione allo “dallo stimolo alla ferita”—
    tutto è via–
    non esiste dicotomia, non esiste utile / in-utile—
    dipende dallo stato di coscienza con cui si fanno le cose, sempre—
    avrei piacere di dirti delle cose in privato, siccome non ho riferimenti di una tua mail ti lascio la mia:
    d-sergio@hotmail.it
    a presto, spero,
    Sergio

  7. Caro Sergio,
    Nel post “Bonsai”, in questo blog, abbiamo discusso della differenza tra Zen e Tantrismo.
    Aggiungo soltanto che è vero, è la consapevolezza, non la moralità ( che nei momenti di forte pressione, viene sostituita dal panico e da un senso di inconsapevolezza!!!) che ti apre ai veri bisogni e all’ascolto dell’altro oltre te, il Non-te, con il quale vieni in contatto. Il riuscire a sentire i bisogni dell’altro come fossero tuoi è un momento successivo: è quando capisci che proprio di là, e non per altra via, si va verso se stessi.
    ( http://gabrielelaporta.com/?s=bonsai )

    Ciao
    P.S. Parlare in privato è anche questo “guardarci in faccia” , oltre le nostre false persoanlità, quando ci scriviamo. Perdonami se non ti do la mia mail personale.

  8. Nessun problema Valeria: gli incontri possono avvenire o meno, bisogna essere in due a determinarli e apprezzo maggiormente un no sincero che un sì ipocrita—

    buone cose,
    S

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...