Parole-angeli

Abbiamo bisogno di una nuova angeologia delle parole… Abbiamo bisogno di ricordare l’aspetto angelico della parola, di riconoscere le parole come portatrici autonome di un’anima tra una persona e l’altra. Abbiamo bisogno di ricordare che le parole non sono solo qualcosa che noi inventiamo o impariamo a scuola… le parole, come gli angeli, sono potenze che esercitano su di noi un potere invisibile… perché le parole sono persone.

James Hillman

27 Risposte

  1. Caro Gabriele un saluto affettuoso.
    Buonanotte a tutti!

  2. Carissimo Prof. Gabriele
    è proprio vero, perchè oltre le parole, oltre il nostro agire, oltre i nostri pensieri ci sono algeliche mani che guidano i nostri incerti passi 😀

  3. …Adoro questo passo…..
    Quando l’ho letto su “Fuochi blu” me lo sono trascritto a lettere cubitali nel mio diario!

  4. ..Già una parola, una frase possono apportare in un nano secondo consolazione, sostegno, accoglienza e amore, ma allo stesso modo una parola può ferire in maniera catastrofica. A me è capitato di ricevere parole in determinati momenti che definere “angeliche” è la definizone più appropriata. Sì, credo che le parole siano persone invisibili, ma potenti che entrano in noi, toccano il nostro cuore e possono aprire una finestra su mondi interiori fino a quel momento chiusi, buii….proprio di recente alcune parole angeliche hanno avuto per me questo effetto terapeutico e, oserei dire, miracoloso!

  5. Che l’Aurora possa regalarti tutta la felicità che meriti, Gabriele caro. Un abbraccio…

  6. Caro Gabriele, questa lirica da me composta è dedicata allo spropositato fenomeno migratorio che all’inizio del secolo scorso interessò la popolazione italiana. Si intitola Millenovecentodue, che sarebbe, poi, una delle sue date calienti. Grazie per l’attenzione…
    ——————————————————————————-
    Millenovecentodue

    Scorre una lacrima
    sopra l’Oceano,
    la scia di una nave
    che vien da lontano.

    Vestono a lutto
    i suoi passeggieri:
    hanno sepolto
    il patrio Làre.

    L’ha ucciso Fame
    a colpi di zappa,
    tra le ginestre
    dove Egli nacque.

    Oggi risorge
    nell’alba silente,
    ha mille volti,
    i volti dei cari.

    Pallidi raggi,
    fan stormire gli olivi,
    forse con loro
    piange anche Dio.

    (Luigi Roscigno)

  7. “Abbiamo bisogno”… di dare un’Anima alle parole vuotate ormai del senso: di dare il silenzio alla nostra Anima perchè si possa esprimere.
    Sentire il bisogno di ricordare è voler andare fino alle radici “in” noi. Siamo alla disperata ricerca di una radice comune, nella quale riconoscerci.

  8. Caro Luigi, molto bella. Veramente. Baci

  9. Cara Elvezia, un saluto affettuoso e un buongiorno a te! Baci

  10. gentile Gabriele
    sono Luca (Giordano Bruno….)

    scusi per il disturbo al telefono… so che e’ molto preso dai suoi molteplici impegni.

    Desideravo solo salutare Lei e Silvia che non sento da un po’ di tempo..

    grazie ancora per l’ onore che mi fa nel conservare il mio dipinto , resistendo alla tentazione di farne legna per il caminetto… spero le regali ogni giorno una goccia di mistero e la forza di raggiungere ed ottenere tutto cio’ che desidera…

    Le lascio uno stralcio di appunti che le scrissi tempo addietro, affiorati ai miei occhi nel leggere la frase di Hillman.

    ” Le parole hanno veramente la forza di modificare la materia. Nonostante il tentativo di Cartesio di isolare il mondo materiale da quello metafisico, giudicandoli paralleli e non comunicanti tra loro, proprio un fisico dimostro’ al mondo che l’ ” energia ” e la ” materia “non appartengono a mondi diversi, regolati da leggi proprie, ma che , al contrario, sono in perenne comunicazione ( E=mc2 )……., rispolverando cosi’ una verita’ che giace sepolta da millenni tra le pagine della Bibbia : …….. e il Verbo si fece carne…….”

    sempremai Suo debitore

    con affetto

    Luca

  11. la parola, il verbo, il viatico per eccellenza di significati e svelamenti, il modo inventato dall’uomo per non essere solo e comunicare, per permettere la magia del fare intendere cosa si intende, o almeno avvicinarsi al farsi intendere

    parole e parole, ovvio

    Hillman ci chiede di non cadere nella abitudine, mi pare
    la solita causa di tanta indifferenza: l’abitudine alle cose

    tanto che le stesse parole nel tempo possono perdere la loro magia, il loro significato originale, il loro potere / potenza, direi

    (esempio pratico, penso al “ti amo” la prima volta che la allora fidanzata lo pronunciò rispetto allo “stesso” “ti amo” di quasi venti anni dopo, ieri sera prima di addormentarsi…)

    a me è capitato di chiedermi se talvolta “le parole hanno una scadenza, una data stampigliata di lato?”

    di recente ne ho fatto un post, spero di non violare qualche regola di questo blog se ne segnalo il link
    http://parolesenzasuono.wordpress.com/2011/03/24/le-parole-hanno-una-scadenza-una-data-stampigliata-di-lato/

  12. Capita spesso
    di te, farsi scherno
    dal loro pulpito
    tu sanguini tristezza
    ed ogni tua lacrima sarà
    un nodo che li strozzerà
    nella loro superbia…
    ti rannicchi, “fetalmente”
    avvertendo freddo
    nell’afoso Agosto
    se or t’abbraccio non
    sentirti misero, senti
    l’Amore, quello che in realtà
    voglio donare! se ti dico tu non
    sei il più piccolo tra loro, non vedere
    solo consolazione d’una amico,
    quando ti ricapiterà d’incontrare questi
    farisei, alza gli occhi al sole, sentirai
    il suo abbraccio, ne avrai voglia di Amare
    anche loro!!

  13. Caro Luca, il quadro che tu mi donasti è davanti al mio tavolo da lavoro. E’ bellissimo. Mi dispiace non poterlo far vedere agli amici di questo blog. Cartesio, da sempre, viene considerato come un perfetto positivista, che per me equivale ad un insulto. Un abbraccio

  14. Caro Innominato, apprezzo i tuoi pensieri, ma tieni presente che mi metti anche un po’ in imbarazzo. Comunque, grazie mille, è sempre un piacere dialogare con te. Un abbraccio.

  15. Caro Luigi, meriti anche tu la mia stessa felicità. Baci

  16. ….Noi dobbiamo, se vogliamo essere uomini, comunicare con gli uomini.
    Noi dobbiamo adoperarci per giovare a coloro con cui viviamo; e nessuno può dubitare che alle anime loro possiamo giovare con le nostre parole.
    E non tanto per il contenuto moralistico di un sermone, quanto per la potenza elevatrice del colloquio umano, il quale ci congiunge oltre il tempo e lo spazio, oltre i deserti e i millenni e plasma e placa le nostre menti.

    Eugenio Garin

  17. gli angeli esistono sul serio certo è che fanno parte di una consapevolezza che abbiamo o non abbiamo essi sono per me ..non so spiegarlo..sicuramente mi hanno e mi vogliono bene portano messaggi a chi voglio bene e veicolano molto di ciò che provo spesso mi chiedono di essere presente agli altri e di non smettere di amare ma non con sdolcineria con forza, perchè sono tutto fuorchè “dolci”, sono “veri”, come l’acqua che scorre e come la nuvola che arriva, come un passaggio d’emozioni o la sensazione che anche soli abbiamo quando soffriamo di avere qualcuno accanto non che ci possa guidare, perchè non possono, ma che ci dia la possibilità di vedere attraverso i loro occhi quanto siamo amati… se riusciamo a sentire che non si può spiegare ma solo esserne certi per le tante cose che…..

  18. […] “…è come se un pianto di fondo desse voce diretta al contenuto abbandonato… E il pianto dice quanto un individuo sia incapace di soddisfare da solo i propri bisogni, incapace di aiutarsi, di restare solo…” […] (Hillman)

    Attraverso la disamina di un “Ti amo” esprimere il desiderio di svincolarsi, o di avere la certezza che non saremo respinti.
    Ma Amore può nascondersi… anche dietro un “ti voglio bene”. Metti l’Eros, togli l’Eros… Metti l’Eros, togli l’Eros…
    (Conoscevo un uomo, un tempo: un marito ed un padre esemplare, oltre che un bravo Artigiano. Il figlio crede che parlasse attraverso la sua arte. Lo credo anche io. Era muto.)

  19. Parole, angeli, eterna ruota dell’esistere.

  20. Giuseppe! mancava un pezzo dell’indirizzo..boh’.echicicapisce.
    Bello però !!!ciao.

  21. Condivido pienamente questo tuo ultimo intervento, carissima Valeria.
    Bacionii

  22. Una cicala cantava sull’alto di una pianta.

    Una volpe, che aveva voglia di mangiarsela, escogitò una trovata di questo genere: si fermò là dirimpetto e cominciò a far meraviglie per la dolcezza del suo canto e a pregarla di scendere, dichiarando che desiderava vedere com’era grossa la bestia dotata di una voce così potente.

    La cicala, che sospettava il suo gioco, staccò una foglia e la gettò giù. La volpe le si precipitò addosso, come avrebbe fatto con la cicala. E quella: “Ti sei sbagliata, cara mia, se speravi che io scendessi. Io, dal giorno che ho veduto delle ali di cicala in un cacherello di volpe, delle volpi non mi fido”.

    Le sventure del prossimo rendono accorti gli uomini di buon senso.

    Alla fine la cicala è risultata furba.

    LA VOLPE CHE DETIENE L’ ARCHETIPO DELL’ ASTUZIA SI E’ TRASFORMATA IN UN PAPPAGALLO.

  23. Dicon che fingo o mento
    quanto io scrivo. No:
    semplicemente sento
    con l’immaginazione,
    non uso il sentimento.

    Quanto traverso o sogno,
    quanto finisce o manco
    è come una terrazza
    che dà su un’altra cosa.
    É questa cosa che è bella.

    Così, scrivo in mezzo
    a quanto vicino non è:
    libero dal mio laccio,
    sincero di quel che non è.
    Sentire? Senta chi legge.

    Fernando Pessoa

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