Pubertà

Carissime e carsissimi,

condivido con voi questo celeberrimo capolavoro di Edvard Munch, “Pubertà”, del 1893. Vorrei parlarne con tutti voi, in ANIMA…

 

13 Risposte

  1. Non fosse che per quello sguardo inespressivo, fisso negli occhi di chi la “ritrae”, accogliendola come Immagine di Sè girata di spalle, non riconosciuta(?)… (Compare una chioma di capelli scuri, che cadono sulla spalla sinistra, alla sinistra della ragazza.) Pubertà come asimmetria tra Anima e corpo, tra parte razionale e parte emozionale: braccia che censurano, incrociandosi, il corpo Anfora di tutti gli “archetipi”… Leggevo, su questo blog, a proposito di “Afrodite in esilio”:… Il corpo e la donna non sono più vie di accesso ma un ostacolo (Ginette Paris)…

  2. Mi colpisce l’ombra che si stacca dal tutto in maniera netta, come massa informe. A meglio guardarla, però, si direbbe “in divenire”, proprio come il corpo di lei…

    (Secondo me sta in quell’ombra il mistero nonché il capolavoro di Munch…)

    E’ come se il pittore avesse tentato (riuscendovi) di enucleare dal corpo il principio per cui esso (materia) “diviene”…

    Il “ritratto” di tale principio” è da ricercarsi proprio nell’ombra …

    In Abraxas …

    p.s. Buongiorno, Gabriele carissimo!!!!

  3. Buongiorno caro Luigi

  4. Buongiorno dolcezza.
    E ci vuole perchè questo quadro…..
    l’avevo visto ieri sul cellulare il tema scritto del post del prof. e siccome non visualizza le immagini prima di dormire ho chiesto alla memoria questo quadro che conosco poi benissimo le braccia incrociate la larga ombra dietro lo sguardo da coniglio pronto al macello i seni che non vorrebbero crescere mai…mi dicevo magari è quell’altro quadro…volevo quasi commentare senza esser sicura del quadro così, senza la sicurezza che fosse questo il quadro..
    ..
    vedendola stamattina a piena immagine ho avuto comunque una vertigine , perchè vedere dinnanzi quello che avevo in mente già ricordato, è ancora più forte
    ..
    il quadro è lì, e ti fa una domanda..
    ..
    -perchè? E …-che senso ha?
    ..
    il quadro e la vita divengono un tutt’uno la stessa tela diviene un confine un destino, quattro lati invalicabili, ormai il soggetto è mostrato in tutta la sua fragilità, in gabbia, la gabbia del corpo.
    beh’ è forte, come anche gli altri quadri di Munch, densi, inesorabili, liquidi..
    ..
    (si estendono dal quadro come tentacoli anche quei lunghi capelli che Munch mette alle sue “donne vampire” e ai suoi agguati dietro le betulle quando l’amata ti tradisce con un’altro,)
    ..
    e ti pigliano dentro di te e dentro al quadro.
    .il dentro al quadro diventi tu
    ti mettono di fronte ad emozioni che sono dell’essere umano, angoscia di vivere, coscienza di sè e del proprio destino o meglio di quello che la società spesso ti impone e che si salda con la tua biologia…tra le altre cose, Munch si fece nella sua vita un autoritratto da giovane e uno avanti con gli anni, in quello che Munch si fece da giovane sembra più vecchio dell’altro, presagire la vecchiaia quando si è giovani rende forse la giovinezza ancor più “viva” non è l’unico pittore che si veda vecchio già da giovane, i dolori da giovani sono più forti chi dice che essere bambini è innocenza si sbaglia, le tele di Munch sono tutto fuorchè edulcoranti , si capisce molto bene in realtà che il meccanismo si è messo in moto nel quadro qui proposto
    ..
    non si sa bene se scappare o restare , scappare dovunque, ma non restare oppure chiudersi in sè e sognare oppure essere cattivi con tutto ciò che ci circonda perchè non abbiamo chiesto noi di essere messi al mondo e ci sarà pure qualcuno che ne dovrà rendere conto a noi.. poi esauriti i bersagli umani si attaccano quelli trascendentali …e come la crisalide che mastica il bozzolo già masticato rimuginando che il suo volo sarà il più splendido o il più temuto così si cresce comunque anche se non lo vogliamo e sembra essere fuori dal nostro controllo un corpo che prende la sua strada senza chiedercene conto…

  5. quell’ombra dietro è un presagio, un presagio che parte dall’anima e si staglia netto, a questo ben si abbina la poesia “Corpo disabitato” di Giuseppe….

  6. quell’ombra suscita in me una sensazione particolare, come se ci vedessi il ritratto da dietro del capo di una donna, nel fluire della sua chioma;
    la donna che questa adolescente diverrà e che guarda verso un altrove non precisato
    il suo “doppio”, il futuro collegato al presente, il presente che si riversa nel futuro

  7. (La malattia, la follia e la morte, erano gli angeli neri che si affacciavano sulla mia culla.
    -Edvard Munch-)

  8. Ciao Prof….
    mi sei mancato!!!
    finalmente sono tornata a “casa-blog”!!!
    Ora passo in rassegna tutti i post che non avuto modo di leggere….
    Ti mando un grande abbraccio….

  9. Un caro e dolce abbraccio a tutti amiche e amici….
    eccomi di nuovo tra voi!!!

  10. Secondo me quella ragazza nuda, seduta sul bordo del letto, esprime paura, angoscia, oserei dire quasi terrore. Da quasi l’impressione di essere una ragazza che ancora non ha preso confidenza con il suo corpo di donna, una ragazza che ormai fisicamnete è donna, ma interiormente è ancora un’adolescente. E sembra che questa nuova realtà, ancora non compresa e quindi non accettata, la spaventi, le crei una vera e propria angoscia. E forse, il pittore vuole anche mandare tra una pennellata e l’altra un messaggio a chi osserveràil suo quadro: il nudo è una rappresentazione metaforica di come l’uomo sia “nudo” nei confronti dei suoi snetimenti, dell’amore, delle sofferenze, della vita, della morte e soprattutto del suo destino. Alla fine è il senso di impotenza e di angoscia quello che questa figura trasmette, proprio quello stesso senso che spesso cadenza i nostri passi quotidiani. Forse tutto questo trova la sua massima espressione nell’ombra che è dietro alle spalle della ragazza: forse l’ombra rappresenta, da una parte, la vita ancora sconosciuta che avrà davanti e, dall’altra, il suo inconscio.

  11. E sto abbracciato a te

    Il modo tuo d’amare
    è lasciare che io ti ami.
    il si con cui ti abbandoni
    è il silenzio. I tuoi baci
    sono offrirmi le labbra
    perché io le baci.
    Mai parole o abbracci
    mi diranno che esistevi
    e mi hai amato: mai.
    Me lo dicono fogli bianchi,
    mappe, telefoni, presagi,
    tu, no.
    E sto abbracciato a te
    Senza chiederti nulla, per timore
    che non sia vero
    che tu vivi e mi ami.
    E sto abbracciato a te
    senza guardare e senza toccarti.
    Non debba mai scoprire
    con domande, con carezze,
    quella solitudine immensa
    d’amarti solo io.

    Pedro Salinas

  12. assorta nelle sue acerbe fantasie erotiche…
    così voleva Edvard ?
    saluti
    Paolo

  13. Cara Betrice, ben tornata! Ti mando un grande abbraccio anch’io. Baci baci

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