Albero cosmico

Gli esseri provvisti di anima hanno radici, che dall’alto verso il basso arrivano fino a loro.

Asclepius

5 Risposte

  1. Buongiorno a te Gabriele e a tutti voi.

    LO SPARTITO

    Ti Amo
    Attimo non vissuto;
    Viso ammaliante dell’Inconoscibile
    Centro nevralgico del Movimento
    Figlio Prediletto della Rivoluzione
    Arco d’Oro Verticalizzato
    Unico Astro Eterno
    Punto fisso dell’Accordo
    Ombra sempiterna della Fioritura
    Perfetto sincronismo della Resurrezione
    Sentiero invisibile della Vittoria.
    Ti Amo
    Attimo non vissuto.

  2. Che Dio ti benedica, Gabriele caro. L’augurio di un mattino Solare…

  3. Grazie, caro Luigi. Un abbraccio

  4. Volevo inserirla qui…

    CORRISPONDENZE

    di Charles Baudelaire

    La Natura è un tempio ove pilastri viventi
    lasciano fuggire a tratti confuse parole;
    l’uomo vi attraversa foreste di simboli,
    che l’osservano con sguardi familiari.

    Come lunghi echi che da lungi si confondono
    in una tenebrosa e profonda unità,
    vasta come la notte e il chiarore del giorno,
    i profumi, i colori e i suoni si rispondono.

    Vi sono profumi freschi come carni di bimbo,
    dolci come oboi, verdi come prati –
    altri, corrotti, ricchi e trionfanti,

    che posseggono il respiro delle cose infinite,
    come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso;
    e cantano i moti dell’anima e dei sensi.

  5. Giochi ogni giorno con la luce dell’universo.
    Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell’acqua.
    Sei più di questa bianca testina che stringo
    come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

    A nessuno rassomigli da che ti amo.
    Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
    chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
    Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.

    Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
    Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
    Qui vengono a finire i venti, tutti.
    La pioggia si denuda.

    Passano fuggendo gli uccelli.
    Il vento. Il vento.
    Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
    Il temporale solleva in turbine foglie oscure
    e scioglie tutte le barche che iersera s’ancorarono al cielo.

    Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
    Tu mi risponderai fino all’ultimo grido.
    Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
    Tuttavia qualche volta corse un’ombra strana nei tuoi occhi.

    Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
    ed hai persino i seni profumati.
    Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
    io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

    Quanto ti sarà costato abituarti a me,
    alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
    Abbiamo visto ardere tante volte l’astro baciandoci gli occhi
    e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

    Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
    Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
    Ti credo persino padrona dell’universo.
    Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
    nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
    Voglio fare con te
    ciò che la primavera fa con i ciliegi.

    Pablo Neruda

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