Ombre dei sensi

Non è possibile riprodurre i nostri pensieri in parole, queste rimangono troppo rapidamente indietro, come ombre, dietro le sensazioni.

Friedrich Nietzsche

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17 Risposte

  1. Leggevo… che non si può forzare l’inconscio e che ognuno di noi ha i propri tempi per riuscire ad aprirsi ai propri spazi interiori. Forzare quelle porte è una “compensazione” : quanto più alimentiamo aspettative, tanto più ci allontaniamo da noi stessi per non soffrire. Perchè una cosa è diventare consapevoli di non riuscire ad esprimere i nostri stati d’animo, altra cosa è entrare in contatto con essi.
    L’incapacità di sentire noi stessi momento per momento e di riprodurre in parole i nostri stati d’animo è dovuto al fatto che non siamo collegati con noi stessi. Profonde ferite come la vergogna, il giudizio, il sentirsi inadeguati, la violenza, il non essere abituati ad esprimere le proprie emozioni hanno immobilizzato, represso dalla paura il nostro bambino interiore e modificato la nostra capacità di sentire. La nostra guarigione arriva quando “ci apriamo”, diamo spazio, alla piena comprensione di quel bambino, senza fare pressioni sul modo in cui dovrebbe essere e non è. Tornerebbe a nascondersi. …
    Questa casa-blog è uno spazio dove poter entrare in contatto con le proprie sensazioni, ma anche il luogo dove poterle esprimere… (A volte anche fuori luogo!) Questo blog, per esempio…

    “Va perfettamente bene scendere più in profondità nelle tue sensazioni. Ma ricorda una cosa: colui che attraversa l’inferiorità, l’insicurezza, la gelosia, è separato da queste sensazioni. Non può essere una sola cosa con esse, altrimenti come potrebbe sentire l’inferiorità, l’insicurezza, la gelosia. Tu sei il testimone: perciò, mentre scendi in profondità, incontrerai molte cose che hai soppresso, o forse che tutta l’umanità ha soppresso. Ma tu sei puro come uno specchio” (Osho)
    Echi Junghiani: inconscio personale e inconscio collettivo.

  2. A tal proposito, caro Gabriele, riporto una lettura che mi folgorò. Eccola:

    Ahimè, che cosa siete voi mai, miei pensieri scritti e dipinti? Appena un momento fa eravate ancora così variopinti, giovani e maliziosi, così pieni di aculei e di spezie segrete, che mi facevate ridere e starnutire, e ora? Vi siete già svestiti della vostra novità, e alcuni di voi sono pronti, temo, a diventare altrettante verità: tanto sembrano già immortali, con una proibità da spezzare il cuore, tanto noiosi! Ed è mai stato diversamente? Che cosa infatti scriviamo e dipingiamo noi, mandarini col pennello cinese, eternizzatori delle cose che si lascino scrivere, che cosa soltanto siamo capaci di dipingere? Ahimè, sempre e soltanto quel che appunto vuole appassire e comincia a perdere la sua fragranza! Ahimè, sempre e soltanto temporali dileguanti e stremati e sentimenti tardi e ingialliti! Ahimè, sempre e soltanto uccelli che si stancarono di volare e fuggire e adesso si lasciano acchiappare con la mano, con la nostra mano! Noi eterniamo ciò che non può più vivere e volare a lungo, solamente cose stanche e afflosciate! Ed è soltanto per il vostro pomeriggio, o miei pensieri scritti e dipinti, che io ho colori, molti colori forse, molte variopinte tenerezze e cinquanta gialli e marroni e verdi e rossi, ma tutto questo non basta a far indovinare come apparivate nel vostro mattino, voi scintille e miracoli improvvisi della mia solitudine, voi, miei vecchi, amati, cattivi pensieri!

    (Friedrich Nietzsche, Che cos’è aristocratico, Al di là del bene e del male, 296)

  3. “Non è possibile riprodurre i nostri pensieri in parole… [sono] come ombre, dietro le sensazioni.”
    Sì, i pensieri sono la nostra “struttura profonda”, le parole la “struttura superficiale”.
    Nondimeno, le parole, se ‘spinte’ dall”intenzione’ (che precede, di un attimo, il pensiero), possono replicare perfettamente l”essenza’ dei pensieri stessi: Dio ‘disse’ e l’intenzione, formalizzatasi in pensiero, diede forma e sostanza alla realtà. L’ombra (il ‘fiat’) divenne ‘lux’. Nous, ousia, parousia…
    Nike
    Dal caos la stella danzante

  4. CORRISPONDENZE

    di Charles Baudelaire

    La Natura è un tempio ove pilastri viventi
    lasciano fuggire a tratti confuse parole;
    l’uomo vi attraversa foreste di simboli,
    che l’osservano con sguardi familiari.

    Come lunghi echi che da lungi si confondono
    in una tenebrosa e profonda unità,
    vasta come la notte e il chiarore del giorno,
    i profumi, i colori e i suoni si rispondono.

    Vi sono profumi freschi come carni di bimbo,
    dolci come oboi, verdi come prati –
    altri, corrotti, ricchi e trionfanti,

    che posseggono il respiro delle cose infinite,
    come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso;
    e cantano i moti dell’anima e dei sensi.

  5. “Fatti e misfatti. Verba volant (et volunt). Sì, il linguaggio che si fa parola, la parola che si fa atto: “nessuna cosa è dove la parola manca” (Heidegger, permeato, con ‘cura’, dal ‘Das Wort’ di Stefan George, lingua vergine, ‘virgo mater’). La parola che ‘nomina’ le cose, le contrassegna, le crea. “Basta la parola…”
    Parola coessenziale all’azione. Parola in movimento, in divenire, in estasi. ‘Versi intessuti’, ‘carmi circolari’, parola in cammino. Parola ‘attiva’. Più che ‘parola’, ‘verbo’, azione che si attende una re-azione.
    Action now. Parola ‘dinamica’, scoppiettante. Parola che grida quando più tace. Parola che canta, sussurra, piange. Nella parola balugina la spiritualità dell’anima. E questa si fa corpo. Per accoppiarsi e poi scoppiare. È la parola che dà sostanza, essere, alla ‘res’.
    Logos lex: la parola è legge. Logos rex: la parola è re, anzi ‘regina’. Madre matrona. Eppur figlia (dei fiori). ‘Fiore nero’, alla Stefan George, versus ‘fiore azzurro’, alla Novalis. Parole ‘suonate’, sviolinate, arpeggiate, flautate (anche suoni di tromba).
    Fa-sol-la-si… parole snocciolate o diluviate, talvolta maneggiate con cura, distillate… “non gettare le perle ai porci”. Se però il caso lo richiede, da usare come una spada a due tagli…”

  6. Le parole sono vive se testimoniate: come la musica!

    Ispirazione di Dio

    Tutto sfuma nel tempo, e tutto passa:
    i gusti, i segni, i simboli
    e la paura che ci induce a fare.
    Tutto si fa nel tempo,e con il tempo
    tutto si disfa. Unico rimane
    il colloquio dell’anima con Dio.
    Non ha spessore e quasi non ha senso,
    non ha legami e quasi non s’avverte,
    ma per me e’ l’Universo, se per simbolo
    e per parole, e segno, e simulacro
    ha l’amore per Dio.

    Gabriel Mendel

  7. “Fatti e misfatti. Verba volant (et volunt). Sì, il linguaggio che si fa parola, la parola che si fa atto: “nessuna cosa è dove la parola manca” (Heidegger, permeato, con ‘cura’, dal ‘Das Wort’ di Stefan George, lingua vergine, ‘virgo mater’). La parola che ‘nomina’ le cose, le contrassegna, le crea. “Basta la parola…”
    Parola coessenziale all’azione. Parola in movimento, in divenire, in estasi. ‘Versi intessuti’, ‘carmi circolari’, parola in cammino. Parola ‘attiva’. Più che ‘parola’, ‘verbo’, azione che si attende una re-azione….”
    Ma sono parole tratte del mio romanzo “Gocce di pioggia a Jericoacoara”… appena edito da Sovera.
    Grazie mille per la citazione e l’apprezzamento! D’altronde, il romanzo è (in diversi tratti) quanto di più nicciano e gabriel-laportiano ci sia (oltre che eckartiano).
    Nike

  8. P. S. Naturalmente il grazie è a Valeria D.A. E visto che ‘tratto’ la parola, se sbaglio corigetemi… Infatti, per la fretta (quella della gatta), ho partorito un ” tratte del” invece di “tratte dal” e un eckartiano senza l’acca. Eccesso di zelo? No, ma Eckhart senza l’acca perde in (o ‘di’) ispirazione…
    Nike
    By the way, Gabriele, pardon per il ‘gabriel-laportiano’ (ma funziona…)

  9. Non c’è nulla di male, caro Nicola….

  10. Corigiarsi da solo è segno di grande umanità e di umanità grande! 🙂

    “Ti ho trovato” nel post “Le parole” e ti ho messo nel mazzo insieme alle parole-eco da dentro, di Baudelaire, e le parole-silenzio che interrogano il Dio, di Mendel… : avrei azzardato un anti climacus?

    Ciao, caro Nicola…

  11. John Surman – Portrait Of A Romantic! http://www.youtube.com/watch?v=AD_ODXHaK8Y

  12. sono brani uno più bello dell’altro…. buon ascolto che consiglio.. ;-))

  13. Ciao Valeria,
    che sia ascesa o discesa, eco o silenzio, hai toccato il climax! Esperienza delle vette quanto mai significativa in tempi di climaterio culturale, ideologico e politico come questi…
    E poi, ritrovarsi tra poeti maudits e sufi e, indirettamente, sulle spalle di un Kierkegaard, è quanto di meglio potessi aspettarmi! Fermati attimo, sei bello!
    E grazie a te, Gabriele, per la comprensione (nel senso che mi hai ‘preso-con-te’).
    Nicola

  14. RomanticPortrait of a Romantic

  15. faccio sta prova col tuo ultimo video per capire

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