Sull’Ombra

Con il termine “Ombra” io non intendo affatto, come spesso accade, semplicemente tutto ciò che sta nell’ombra, ciò di cui non siamo coscienti, ciò che noi , per i più svariati motivi, rifiutiamo individualmente e collettivamente, ciò che non è conforme al nostro ideale dell’Io. L’Ombra archetipica è l’elemento toatalmente distruttivo, l’omicida e il suicida che è in noi, per usare il  il modo di esprimersi di Jung. È però importante comprendere che senza quest’ombra l’uomo sarebbe senz’anima, senza coscienza.

Adolf Guggenbühl-Craig

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4 Risposte

  1. ho sempre pensato che Gollum fosse in un certo qual modo l’ombra di Bilbo…
    Da Tolkien “Lo Hobbit”
    Non so per quanto tempo andò
    avanti così, odiando di dover andare avanti a quel modo ma non osando fermarsi: avanti,
    avanti, finché non fu stanco da non poterne più. Sembrava che dovesse continuare così fino
    all’indomani e oltre, per tutti i giorni futuri.
    Improvvisamente e senza il minimo preavviso, ciac! si trovò, trotterellando, coi piedi
    nell’acqua. Brr! Era gelatai Questo lo fece fermare di botto. Non capiva se era solo una pozza
    sul suo cammino o la sponda di un ruscello sotterraneo che intersecasse il passaggio, o la riva
    di un lago sotterraneo scuro e profondo. La spada non brillava quasi affatto. Egli rimase
    immobile e, aguzzando le orecchie, udì delle gocce che plink! plink! cadevano da un soffitto
    invisibile nell’acqua sottostante; nessun altro rumore era percepibile.
    « Dunque è una pozza o un lago, e non un fiume sotterraneo » pensò. Ma non osò
    avventurarsi nel buio. Non sapeva nuotare; e gli vennero subito in mente quelle viscide cose
    repellenti dai grandi occhi sporgenti e ciechi, che si muovono torcendosi nell’acqua. Esseri
    strani abitano pozze e laghi nel cuore delle montagne; pesci i cui antenati nuotarono fin lì,
    solo il cielo sa quanti anni fa, e non ne uscirono più fuori, mentre i loro occhi diventavano
    sempre più grandi cercando di vedere in quel buio nero come la pece; e altri esseri ancora, più
    viscidi dei pesci. Perfino nei tunnel e nelle caverne che gli orchi si erano scavati per sé, si
    muovevano creature che vivevano a loro insaputa, strisciatevi di nascosto e appiattate nel
    buio. D’altronde, alcune di quelle grotte risalivano a epoche anteriori agli orchi, che si
    limitarono ad allargarle e a collegarle con numerosi passaggi, e gli antichi proprietari stanno
    ancora lì in angoli strani, aggirandosi intorno furtivi e curiosi.

    Qui, nel profondo, presso l’acqua scura, viveva il vecchio Gollum, un essere piccolo e
    viscido. Non so da dove venisse, né chi o che cosa fosse.

  2. Era Gollum, scuro come l’oscurità
    stessa, eccezion fatta per due grandi occhi rotondi e pallidi nel viso scarno. Aveva una
    barchetta, e silenziosamente andava in giro sul lago; perché di un lago si trattava, profondo e
    mortalmente freddo. Come remi egli usava i suoi larghi piedi, che spenzolavano fuori dal
    bordo, ma non produceva mai un’increspatura. Lui no. Coi suoi pallidi occhi cercava pesci
    ciechi che ghermiva con dita lunghe, veloci come il pensiero. Gli piaceva pure la carne.
    Trovava di suo gusto anche gli orchi, quando poteva procurarsene; ma stava ben attento a che
    non lo scoprissero. Li strangolava assalendoli alle spalle, se mai scendevano da soli in
    qualche punto vicino alla riva del lago, quando egli era uscito in cerca di preda. Lo facevano
    molto raramente, però, perché avevano la sensazione che qualcosa di sgradevole si nascon-
    desse strisciando là sotto, alle radici della montagna. Erano giunti fino al lago, molto tempo
    addietro, quando avevano scavato le loro gallerie e avevano scoperto che non potevano
    avanzare oltre, sicché le loro strade in quella direzione finivano lì, e non c’era nessun motivo
    per passare da quelle parti, a meno che non lo ordinasse il Grande Orco. Talvolta infatti gli
    veniva l’uzzolo di mangiare pesci di lago, e talvolta né gli orchi né i pesci ritornavano indietro.

  3. Ti abbraccio forte, Gabriele caro… 😀

  4. Caro Luigi, un caro saluto.

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