Verità

Non sono sicuro di nulla, tranne della sacralità degli affetti del cuore e della verità dell’immaginazione. Ciò che l’immaginazione coglie come Bellezza deve essere Verità.

John Keats

5 Risposte

  1. “sacralità degli affetti del cuore”: coloro che amo o colui che – come patner -amo per me è e sarà smepre “sacro”. Quando qualcuno conquista il mio cuore, oppure per dirla in altro modo, quando mi innamoro…bhè quall’amore per me sarà sacro per smepre. Che la storia duri o non duri, sia vita vera o solo un sogno, che io possa amare di nuovo o non amare più rimane il fatto che un amore del passato mi accompagnerà cmq nel restante viaggio della vita. Sarà sempre parte di me, di quello che ero e di quello che sono, perchè noi veniamo da un passato e chi sta nel nostro ieri in qaulche modo ha conmtruibitoi a renderci quello che siamo.
    Inoltre pesno che ogni amore, ogni affetto, sia diverso da tutti gli altri…. e per sono tutti “sacri”.

  2. Ai sospiri dell’amata
    la notte intera si innalza;
    una carezza leggera
    percorre il cielo stupito.
    E allora è come se nell’universo
    una forza elementare
    ridiventasse la madre
    di tutto l’amore smarrito.

    R. M. Rilke

  3. Bea,….
    Vorrei che questa, “Congedo: A proibire il pianto” di John Donne, potesse sentirla una persona che è stata molto importante per me; è stata anche una madre…

    Come muoiono i giusti dolcemente
    sussurrando all’anima di andare,
    e alcuni amici dicon tristemente:
    il respiro si spegne, e altri: Non pare,

    così sciogliamoci senza rumore,
    furia di sospiri, fiumi di pianto;
    raccontare ai profani il nostro amore
    sarebbe dissacrare ogni incanto.

    Il moto della terra dà paure
    e lutti, ne spia l’uomo senso e fatto,
    ma il trepidare delle sfere, pure
    assai più grande, non nuoce affatto.

    L’amore di ogni tardo sublunare
    amante (cui anima è il senso) assenza
    non ammette, perchè con lei scompare
    proprio quello di cui non sa far senza.

    Ma noi per quest’amore così estremo
    che noi stessi che sia non sappiamo,
    certi a vicenda della mente, meno
    perdere occhi, labbra e mani curiamo.

    Le nostre due anime, che sono una,
    come oro battuto si fa laminare,
    un’espansione soffrono e nessuna
    rottura, poi ch’io devo andare.

    Se sono due, son come del compasso
    le rigide parti: il piede fermo,
    l’anima tua, pare non muova passo,
    ma si muove se l’altro non sta fermo.

    Sebbene nel suo centro abbia dimora,
    si inclina tuttavia all’allontanare
    dell’altro, e si protende e ancora
    eretto ritorna al suo tornare.

    Tale sarai per me che devo come
    l’altro piede correre inclinato;
    la tua fermezza il mio cerchio compone
    e trovo fine dove ho cominciato.

  4. Val carissima…,
    bellissimi questi versi….
    …e, scusa “l’invasione” di campo, ma li ho “sentiti” diritti al cuore anche io!
    Un abbraccio!!!!

  5. Adoro le tue invasioni di campo, Bea!!! 😀

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