Accidia

E chi mai l’avrebbe detto che tra i vizi capitali avremmo trovato la noia che i medievali chiamavano “accidia” e che Pascal descrive come: “La risultante degli umori in presenza di deprecabili azioni morali tipiche di chi, avendo abusato del piacere, si trova nell’impossibilità di desiderare?”. A leggerla bene questa definizione sembra riprodurre la condizione che caratterizza molti giovani del nostro tempo, afflitti da assenza di interessi, monotonia delle impressioni, sensazioni di immobilità, vuoto interiore, rallentamento del corso del tempo e quindi accidia, riconducibile alla presenza di energie non impiegate e perciò affogate in un divertimento che risuona senza eco, perché, nel vuoto intriso di nulla che lo attraversa, non c’è nemmeno quel tanto che possa rendere avvertibile una risonanza.

Umberto Galimberti

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5 Risposte

  1. Per la festa della donna auguro una giornata di radioso entusiasmo e gioiosa presenza!!! 🙂

    Per Fiorella, con tutto il rispetto che merita e l’augurio di maggiore fortuna!!!!! 🙂 😦 🙂

    Abbracci e rose rosse per te………

  2. Gabriele caro, “ben tornato” ti dice il Mattino mentre t’apre le sue porte d’Oro.
    Io t’abbraccio forte…

  3. Augurissimi a tutte le donne di questo Splendido Giardino…
    Per voi, un forte abbraccio…

  4. Grazie infinite, da festeggiare insieme agli uomini che hanno compreso, con vera complicita’.

  5. Caro Luigi, grazie per l’attenzione che hai nei miei confronti. Ti abbraccio anch’io.

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