Diniego (2)

I membri della famiglia hanno una capacità sorprendente di ignorare o fingere di ignorare che cosa accade davanti ai loro occhi, sia esso abuso sessuale, violenza,  alcolismo, follia o semplice infelicità. Esiste un livello sotterraneo dove tutti sanno quello che sta succedendo, ma in superficie si mantiene un atteggiamento di assoluta normalità, quasi una regola di gruppo che impegna tutti a negare ciò che esiste e si vede. Qui il diniego è il primo adattamento della famiglia alla devastazione causata da un membro, sia esso alcolista, o drogato, o pedofilo, o violento, o folle, o dedito a traffici illeciti. La sua presenza  deve essere negata, ignorata, sfuggita o spiegata come qualcos’altro, altrimenti si rischia di tradire la famiglia.

Umberto Galimberti

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7 Risposte

  1. Ho già scriito questo.La situazione in cui l’italia,versa
    (da molto tempo),ha una risposta.La verita negata e
    così si tenta di spigare l’inesistente,e negare l’esistente.Avviene in famiglia e dopo a scuola.Mi chiedo di cosa parlano sopratutto i mezzi d’informazione. Grazie

  2. si chiama inferno familiare, quanto più si difende la famiglia, quanto più si difendono in realtà i suoi misteri, e noi stessi, è per questo che ad un certo punto bisogna tagliare i legami, e lasciar perdere l’attaccamento al pedigree, anche se è difficile, e anzi difficilissimo, però almeno in noi stessi un pò di chiarezza a riguardo dovrebbe essere d’obbligo, per non andarsi a lagnare a destra e a manca dei propri natali, dei propri genitori, delle occasioni mancate per colpa loro, delle mille ingiustizie subite, che in realtà ci piacciono.Fare la vittima è bellissimo e gratificante, almeno non si vede la realtà..mi ha colpito Michele Misseri che in prigione dice :-sto meglio qui che a casa-..

  3. La malattia, in senso lato, è stata considerata per lungo tempo un castigo, una colpa che passava da padre in figlio, qualcosa da nascondere per non turbare gli “affari” di famiglia, le transazioni tramite i matrimoni di figli e proprietà. Inoltre, secondo l’opinione più accreditata, chi “nasceva tondo, non sarebbe mai morto quadrato”… Questa predestinazione ha “unto” tutti … fino all’approvazione della legge Basaglia.
    “La sua presenza deve essere negata, ignorata, sfuggita o spiegata come qualcos’altro” …perchè è normale che sia così ? Spero che si distingua tra tradimento e “negazione-rimozione” di un problema sociale.

  4. Spesso nella famiglia, luogo che dovrebbe tutelarci da tutte le insidie esterne, si subisce, tutti sanno e nessuno parla, o per paura di scombussolare l’andamento familiare già precario, o perchè non si ha il coraggio di parlare o perchè non ci sono le condizione per farlo, o perchè la legge non tutela i deboli, quindi si vive nell’inferno quotidianamente, fin quando il vaso trabocca e la succede la catastrofe che sconvolge.

  5. …vi sono famiglie in cui “l’apparenza, il denaro e la gara a chi arriva più in alto…” è il suo ed unico modo per farne parte. Cioè o entri nella loro forma mentis…e allora sei accolto, coccolato, lodato oppure se hai unìaltra scala di valori tipo “l’essere delle cose e delle persone”, l’amore latu sensu, l’amicizia, la tolleranza, il perdono e sei aperto al contraddittorio, ad accettare il diverso da te…ecc eccc….allora non solo sei considerato un “eretico” degno di essere bruciato come G. Bruno…ma ti sputano addosso tanta di quella melma che agli occhi di chi noin ti conosce appari tu il folle e disumano…invece sono queste persone prive di valori, prive di snetimenti, emozioni e senso vero di famiglia che dovrebbere forse forse farsi un esame di coscienza e forse solo pensare che gli aridi e banali sono loro.
    Insomma vi sono famiglie che sono NON famiglie….e persone che sono tutto fuorchè esseri umani…ma solo macchine da soldi e apparenza alla stato puro!
    però ho conosciuto anche famiglie vere…!!

  6. …e cmq tradire la famiglia è, secondo me, l’abbandore a se stesso, giudicare in modo aprioristico e non aiutare il cd. folle, il diverso, il malato….qualunque sia “la malattia” di quel membro della famiglia credo che tacere o fingere che il problema non esista non faccia che rendersi complici dei suoi “misfatti” o delle sue “malattie mentali”. Chissà quanti abusi in meno ci potevano essere stati se un genitore, o un familiare, avessero fatto “curare” una persona malata di alcolismo, drogata o con qualche turba psichica. Chidere gli occhi e fingere che il problema non esiste alla fine produrrà danni a tutti i mebri della famiglia, e in misura maggiore al diretto interessato. Non so se questo sia un modus pensandi tipico della società comporanea…oppure sia smepre stato così…..certo è che se qualcuno ha bisogno di cure il “non vedere o finegere di non vedere” non è un rimedio adatto!

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