A proposito del “Saggio su Pan”

Quel saggio non fa che sviluppare ciò che Freud aveva detto molti anni prima. Freud sosteneva che le nostre patologie hanno fondamento nel mito di Edipo. Ma un unico mito è troppo poco. Quel che ho preso da Freud non è stata la figura di Edipo, ma l’idea di mito. L’idea che la vita psichica sia governata dal mito – e di miti ce ne sono molti. La figura e le storie di Pan sono uno dei tanti miti.  È per questo che ho intitolato un altro mio libro “Il mito dell’analisi”… Forse avrei dovuto usare il plurale. Perché sono molti i miti che si svelano nell’analisi. Fra cui il mito dell’analisi stessa.

James Hillman

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45 Risposte

  1. sono legato emozionalmente a questo piccolo grande libro, perchè tantissimi anni fa mi ha fatto conoscere James Hillman ed il suo illuminante pensiero. Più recentemente ho avuto la fortuna di farmelo autografare da Hillman in persona.

  2. Sei una stella, hai messo in rete un pezzo di cielo stellato per ammirare insieme ai tuoi fiori il volto di Dio. Brava, promossa !

    Mi hai ricompensato ahahah.

    La tua è classe vera, io invece sono un rozzo Innominato ahahaha. Un bacione.

  3. In questo video ti facevo le foto, tu eri piccola, io invece ero giovanotto, non stavi un minuto ferma, sempre a correre.

    Però ti guardavo, non ti toglievo gli occhi di dosso, avevo paura che ti facessi male, infatti, quando c’ ero io, stavi serena, ti proteggevo, ma sarò sempre il tuo innominato.. , . ahahaha.

    Bisogna scherzare… , l’ ottimismo è il segreto della vita, ci fa superare ciò che è impossibile, buonanotte

  4. colgo l’occasione che mi dà andrea in un altro post, per quanto riguarda l’astrologia e (la) collego qui al pensiero di Hillman il pensiero di Marco Pesatori che ritengo il grande dell’astrologia e poi ognuno si faccia una sua idea astrologia -non astrologia
    si tratta eminentemente di “pensare” di pesare per l’appunto sulla nostra bilancia personale, cosa che ci rende umani interessanti.E cosa…che ci rende umani interessanti…..he he heeee…vabbè.

    Ecco che scrive Pesatori (solo uno stralcio di un discorso più ampio infatti è proprio più ampia la sua “astrologia”)

    –“”Partendo dal (pro)fondo, Plutone è il primo pianeta. Ma è il primo pianeta anche seguendo il gioco dei domicili e delle esaltazioni planetarie, essendo situato nell’Ariete. Nel domicilio arietino assume il significato primario di energia pura, esplosiva, quasi atomica e di conseguenza di coraggio, protagonismo, ambizione se applicato all’analisi del carattere.
    Qui “si viene alla luce” e si dà il via, con tutta la potenza necessaria, alla ruota zodiacale; il Plutone arietino è il “primo”, il “big-bang” originario, pura immediatezza, semplicità travolgente. E’ rozzo, insensibile, potente, bestiale; nell’Ariete-preistoria è lo scimmione progenitore, ma prima ancora velociraptor, dinosauro, t-rex, mostro primordiale, pesce, vermetto, molecola di partenza.
    Nel domicilio scorpionico non ha più il Sole come alleato di esaltazione, ma un notturno e lucido Mercurio: si confermano in pieno le simbologie legate all’energia esplosiva – anche per il concomitante domicilio di Marte – ma la parte immediata, animalesca, bestiale, annuncia già una scissione tra il corpo e la mente che vuole vedere, controllare, conoscere e prende le strade del sapere più oscuro e viscerale, ma anche di una intelligenza mercuriale che lo separa dall’animalesco più brutale. La passione plutonica, la sua “bassezza”, ci indica la via infernale, quella dell’inconscio più misterioso, dove l’umano con quella Bestia è in lotta e volentieri, anche, ne soccombe. E’ chiara la connessione con il demoniaco – esplicita anche nell’esperienza interpretativa più spicciola:
    Plutone è il demone, il demone guardiano da cui non bisogna fuggire, che non va rimosso. Altrimenti il “ritorno del rimosso” può diventare assai pericoloso. Come direbbe lo Hegel della Prefazione alla Fenomenologia dello Spirito – “bisogna guardare in faccia il Negativo e soffermarsi presso di esso”. Soffermarsi. Fermarsi sopra. O sotto. O accanto. Quasi coccolandolo.

    Il Negativo, l’Oscuro, il Bestiale, l’Infernale e il Demoniaco, si legano alle simbologie plutoniche di mostruoso, abnorme e si connettono con la sessualità, non più quella semplice e impulsiva dell’Ariete, ma a quella perversa, pre-genitale, dell’erotismo e della pornografia. Il Fuoco della Passione del Plutone arietino, attacca in modo luciferino (portatore di luce) le oscurità scorpioniche, dove l’Es del bimbo perverso polimorfo cerca il suo dominio, l’autocontrollo, la visione di un percorso di salvezza, ma dove nel contempo la forza attrattiva del Desiderio detta la sua legge. Plutone è fisicità, è corpo, è istinto comunque, è l’Es primario. Plutone è il Desiderio del Corpo, che non riconosce i confini e le leggi (opposizione al Toro-confine e alla Bilancia-giustizia), ma tutto travolge e divora, con una carica infinita ma indistinta, potenza pura che non ha alcun progetto cosciente nel suo totale consumo di ogni potenzialità.””–

    e allora quello che scrive Hillman su Pan:

    Innanzitutto, essere avviluppato nella pelle della lepre, un’animale particolarmente sacro ad Afrodite, a Eros, al mondo bacchico e alla luna, implica che egli è avvolto in queste associazioni. Il suo prio indumento sta a significare la sua iniziazione nel loro universo: egli è stato adottato da quelle strutture di coscienza. In secondo luogo, il fatto che suo protettore sia Ermes conferisce alle azioni di Pan un aspetto ermetico. Esse celano dei messaggi. Sono modi di comunicazione, connessioni che significano qualcosa.In terzo luogo, la gioia di Dioniso esprime la simpatia che c’è tra loro. Questi dei perciò, formano il fascio archetipo entro cui Pan è inserito e dove, in particolare, possiamo presumere che venga costellato. Su questi mitologemi – “il bambino abbandonato” , “avvolto in una pelle animale” e “gradito agli Dei”- si può meditare a lungo. La loro esegesi, quale emerge se viviamo i loro significati nelle nostre vite, può dirci molto sul nostro comportamento in carattere con Pan durante i momenti di debolezza e smarrimento (abbandono) , e anche sulla nostra luxuria erotica . [………..]
    In quanto Dio di tutta la natura, Pan personifica per la nostra coscienza ciò che è completamente o soltanto naturale, il comportamento nel suo corso massimamente naturale. […….] è un comportamento che trascende il giogo umano degli scopi : è interamente impersonale, oggettivo, inesorabile. La causa di tale comportamento è oscura ; nasce repentinamente, spontaneamente.
    Come la genealogia di Pan è oscura; così è l’origine dell’istinto. Definire l’istinto come meccanismo scatenente innato, o parlarne come di spirito ctonio, un urgere della natura, esprime in oscuri concetti psicologici quelle oscure esperienze che un tempo sarebbero state attribuite a Pan.

    In Pesatori inoltre si parla di “Nettuno” come pianeta della riflessione e quindi mi porta a pensare alle ninfe che appunto sono anche elementi acquatici eterici, e femminili , plurali, Nettuno come necessario a Plutone o se volete complementare,

  5. infatti sempre Pesatori:

    L’umanità, l’essere dell’Uomo e non più del Corpo desiderante indistinto, vengono annunciati e definiti – nella dialettica che vogliamo in questa sede sottolineare – dal pianeta successivo a Plutone, appunto Nettuno. Non solo nei termini della posizione dei due pianeti nel sistema solare, ma ancora una volta nel gioco dei domicili. Dopo lo Scorpione, infatti, ecco il Sagittario, sede nettunianana. Nettuno nega Plutone come “potenza esplosiva immediata” incapace di riconoscersi. Nel suo domicilio—Pesci rimanda alla Forma Originaria che precedeva la luce e che alla Luce e al Big-bang aveva dato il via (Pesci-Origine e Fine; Pesci-Dio-divinità-religione), ma nella sua esaltazione B in Bilancia – secondo lo schema Morpurgo – si oppone all’informe Plutone arietino e modella una Forma, che è l’Idea, una idea di sé sopraggiunta con quella che la psicanalisi – e Lacan in particolare – chiama “ la fase dello specchio”. Davanti allo specchio Plutone si trasforma in immagine e Nettuno gliela rimanda capovolta, con un dubbio, con una domanda che pone all’improvviso la questione del “chi”. Nettuno è in questo senso “l’ideale dell’Io”, frutto dello choc speculare, ma anche dell’azione educativa sul bimbo perverso-polimorfo nel percorso verso la fase genitale. Nettuno è l’Ideale dell’Io che mette a confronto, davanti allo specchio e nell’azione educativa, il puro Es plutonico con la sua negazione super-egoica.”

  6. tutto tratto dal blog di Marco Pesatori
    e dal libro di Hillman
    mi pare ci sia dell’affinità tra la concezione di Plutone che comunque teoricamente rappresenterebbe “Ades” questo aspetto oscuro istintivo mi pare legarsi all’espressione naturale dio un dio nascosto all’origine dei nostri istinti..
    nella mia ignoranza più totale cerco un filo che mi parli comunque sempre di umanità ed i suoi dilemmi anche se dovessimo legarli a percorsi planetari essi sono pur sempre i nostri “pianeti interiori” o no prof??

  7. volevo dire “di un dio nascosto” ..e si è nascosta la grammatica…ciao prof. se non rispondi và bene lo stesso..buona giornata + inizio settimana a tutti!!

  8. scusate se ho messo questo brutto carattere bold-grassetto il linguaggio html non fa per me ..

  9. e non si toglie

  10. !!!

  11. ?

  12. Da “Complesso, Archetipo, Simbolo” (con prefazione di C.G. Jung) – Archetipo e Gestalt – di J. Jacobi
    “…Quello che “è ereditato” ( “nascosto” ) è precisamente la “Gestalt”, ossia la capacità della psiche di vivere in “forme”, sia in senso letterale sia nel giusto senso della totalità. ”

    I criteri della psicologia della Gestalt, proposti dal suo fondatore Christian von Ehrenfels, sono:
    “a) le forme contengono più della semplice somma dei loro elementi;
    b) le forme conservano il loro carattere e le loro proprietà caratteristiche anche se si cambiano in un determinato modo i loro fondamenti. Esse sono quindi “totalità” (come gli archetipi) che non si possono definire ma solo “parafrasare” o “esperire”.
    “Totalità” significa struttura chiusa determinata dal senso”. In quanto tali le totalità possono essere trasposte e variate e ciò che rimane immutabile e riconoscibile è l’ivariante, la forma come tale. Una semplice melodia ad esempio, in qualunque tonalità venga eseguita, non perde mai la sua forma fondamentale, e chi la conosce bene può sentirla anche nelle sue variazioni più complicate” (TORNA INDIETRO E RILEGGI FIN QUI!!! FATTI UN GIRO E POI RIPRENDI… IO L’HO FATTO)…
    “Non diversamente un archetipo – prendiamo ad esempio quello che deve esprimere la “creazione di una relazione” tra due “campi” – potrà mutuare i suoi modi di manifestarsi dalle più diverse sfere di oggetti e di senso e tuttavia conservare sempre la sua identità di significato; così per esempio, ponte, arcobaleno, portone, passo di montagna, compromesso, arco di congiunzione possono riferirsi sempre ad un significato uguale o perlomeno fondamentalmente simile e tuttavia ciascuno, preso singolarmente, esprimerne un aspetto diverso e particolare. […] La ricchezza di senso, che è un elemnto costitutivo dell’archetipo, manca ampiamente; Infatti nonostante che nella teoria della forma “senso” denoti “ordine formale interno”, esso è però da intendersi solo come qualcosa di formale, come il “modello primordiale”; non vi è alcuna connotazione di contenuto come quella che l’archetipo può esprimere nelle immagini suscitate dalla sua carica emotiva.” (RILEGGERE L’ULTIMO PERIODO, IO L’HO FATTO!)

  13. (Foooorte, il grassetto, anche se non l’ho scelto!… Segue dal post precedente!)

    […] -LE FORME SONO TOTALITA’ IL CUI COMPORTAMENTO NON E’ DETERMINATO DAL COMPORTAMENTO DEI LORO ELEMENTI, MA DALL’INTIMA NATURA DEL TUTTO- (WERTHEIMER); va sottolineato anche qui che le “forme ottime” (cioè quelle dotate di pregnanza), esattamente come gli archetipi, non esistono già pronte e finite come le idee platoniche, ma derivano dal gioco di forze della sfera psichica come risultati necessari di leggi di ordine ad esse inerenti. […]

  14. quasi quasi battiamo raf

  15. questo grassetto è come Pan
    mi insegue

  16. vorrei estrapolare da Pesatori :
    –“Davanti allo specchio Plutone si trasforma in immagine e Nettuno gliela rimanda capovolta, con un dubbio, con una domanda che pone all’improvviso la questione del “chi”. Nettuno è in questo senso “l’ideale dell’Io”, frutto dello choc speculare, ma anche dell’azione educativa sul bimbo perverso-polimorfo nel percorso verso la fase genitale. Nettuno è l’Ideale dell’Io che mette a confronto, davanti allo specchio e nell’azione educativa, il puro Es plutonico con la sua negazione super-egoica.”–
    e Hillman
    quando dice:
    –“Se Pan contiene un tipo elementare di riflessione , allora possiamo presumere di trovarla anche nel complesso delle sue immagini e non esemplificata soltanto nelle ninfe.E questo è precisamente quel che troviamo.Oltre alla musica e alla danza, vi sono le sue attività difnsive e protettive.Oltre al legame di Nike con Atena – avere Penelope per madre e/o Ulisse per padre , come è narrato da alcune tradizioni , già implica che Atena – c’è il seme di Ermes (o Zeus o Apollo, Crono, Urano, Etere, od Odisseo, ciascuno dei quali presenta una modalità di spirito riflessivo) , che è la sua origine. Inoltre c’è il motivo del suo levarsi con i primi albori , la sua presenza nelle pitture vascolari inseme all’alba, l’emergere della luce diurna.”–

  17. ma sopratutto quanto è bello quando Hillman scrive:
    –“Nella favola di Eros e Psyche raccontata da Apuleio , Pan protegge Psiche dal suicidio.Sconsolata, senza amore,negato l’aiuto divino, l’anima è presa dal panico . Psyche si butta nel fiume che la rifiuta.In quello stesso momento di panico , Pan compare con il suo lato riflessivo, Eco, e persuade l’anima su alcune verità naturali . Pan è al tempo stesso distruttore e preservatore, e i due aspetti appaiono alla psiche in stretta prossimità..”

  18. Ciao Carissima Map,
    non è la competizione, né la supremazia, ne tanto meno la voglia di essere al centro dell’attenzione che io cerco….. Anche se spesso le mie parole non parlano di poesia o d’amore è del vero amore che vorrei parlare… Ma è difficile penetrare le barrire del cuore perché quella porta solo da dentro può essere aperta…..

  19. vediamo se con queste poche amorevole parole sblocco il grassetto del vostro grintoso erudito cuore (raffaele)

  20. No, neanche queste bastano, c’è qualcosa nel motore… Forse bisogna solo revisionarlo

  21. E visto che si è fatto tardi, trovo spunto per augurare una santa passionevole amorevole buona nottata a TUTTI. 😀 🙂 😀

  22. Davvero è un diluente e deludente, questa disputa tra i discendenti di Atena e Afrodite…
    Come al solito l’emancipazione di Penelope le costerà il telaio e l’ordine cosmico, a favore del caos della Grande Ragno: la “recessione” della personalità cosciente dell’Io!
    Caro Hillman, davvero è auspicabile che quel “nodo” diventi invece il punto di partenza del bene: quel “germe creativo” che promuove la vita, che ha il compito di portare i contenuti dell’inconscio alla coscienza e “di mobilitare la forza plasmante e creativa di questa” (Jung).

    Riagganciare l’uomo individuale all’uomo storico… ma non producendo “simulacri” vuoti afoni di Anima. (Ed io mi aggancio al post “Angeli e Demoni”)

  23. !?

  24. A proposito del tuo Saggio cuore, Raffaele, stacca quanto prima ‘sto ponte.

  25. prova xx

  26. x

  27. ahaa cara Valll, un tecnico pure tuuu..
    ora capisco..le alette di raffreddamento
    com’è che le avevi capite
    a me ci vorrebbero
    ma non come quelle per Raffi
    che dovrebbero essere ampie come
    il ponte (spero nn si farà mai anche se mi dispiace che i soldi già li hanno pagati al progetto)
    peeerchè raffi sei proprio un siciliano
    subbbito scatti
    eddai
    allora vedi che c’è un comm
    da un altra parte che
    confermo sto stato tuo
    ciclico…ehm…passa anche
    per me in farmacia…puoi?

  28. un’abbraccio , comunque,
    ballerino
    sarai comunque in forma
    per un cha cha cha??

  29. “Ponendo Pan come sfondo per la spontaneità, stiamo suggerendo un approccio agli eventi spontanei per mezzo della psicologia archetipica.
    Cechiamo il principio che li governa, la loro dominante archetipica, per immaginarli meglio psicologicamente , e anche per comprendere meglio psicologicamente la lunga storia delle difficoltà che hanno impedito di accettare e concepire tali eventi.Pan non li spiega ma può offrire una via per ottenere nuove visioni.”

  30. (Hillman, ovvio.pag.123)

  31. Ciao Carissima Valeria,
    scusa il mio non capire, potresti essere così cortese da spiegarmi quale ponte dovrei staccare?

  32. Valeriona, un pò di musica fa bene allo Spirito, al romanticisno e al saggio cuore di Rafeluzzu.

    Che grande, sto Rafeluzzu ! Quest’ anno andrò a Catania per conoscerlo.

    Rafeluzzu, quando ero giovane, ho vissuto 4 anni a Catania, andavo a mangiare da Pietro, in via … Vittorio Emanuele… non ricordo, alla ” Fazzenda” in corso Italia e alla casa dello studente in via Oberdan.

    D’ estate, Taormina ,Aci castello, Acitrezza x ballare.

    Non sapevo rimorchiare, mi innamoravo. Era più forte di me. Se una ragazza mi amava, non mi piaceva illuderla, sentivo troppo tenerezza.

    Non mi piace fare il moralista, però se non l’ amavo glielo dicevo.

    UN UOMO CHE APPROFITTA DI UNA DONNA INNNAMORATA , SENZA ESSERE, DA LUI, RICAMBIATA E’ UN CRIMINE., E’ COME STUPRARLA.

    Lasciamo stare questi argomenti… però tutto è anima… un pò di musica è meglio.

    Valeriona, un abbraccio e ti auguro la magia di un sogno che si possa realizzare e che sia il più bello per la tua incontaminata storia e la tua fulgida anima.

  33. Ciao Carissimo Luiggggione,
    sei sempre stato stampigliato nel mio saracino cuore come un profondo antico valoroso erudito romanticone….

  34. caro raf…
    ma tu si nu tecnic o no?
    Vedi che Valeriona ed io siamo du teccniche doc mentre tu nun capisc nient propt..

  35. Raff, leggi il labbiale… ti farò lo spelling:

    S: come “stacca-‘sto-ponte”;
    T: come “ti-ho-detto-di staccare-il-ponte”;
    A: come “ancora -non-hai-staccato-il-ponte?”;
    C: come “come-sopra-cioè-non-hai-staccato-il-ponte?”
    C: come “come-sopra-cioè-non-hai-staccato-il-ponte”;
    A: come “come-più-sopra-cioè-ancora -non-hai-staccato-il-ponte”;
    I: come “invece-di-scendere-e-ridiscendere-stacca-il-ponte”;
    L: come “lo-hai-staccato-il-ponte?”;
    P: come “potresti-staccare-il-ponte-quando-risali?”;
    O: come “osserva-meglio-il-labbiale-…-stacca-il-ponte”;
    N: come “non-sopporto-i-ponti-quando-non-voglio”
    T: come “te-lo-tipeto-un’-altra-volta-se-ne-hai-bisogno-:-stacca-il-ponte”
    E: come “entra-da-un’-altra-parte-da-qui-no”

  36. Raffaele, un saluto… con sorriso in una giornata di sole come questa… 😀

  37. noooo
    non in bocca!!

    aspiett pigl ò dissaldatore htlm

    u’ guai l’agg fatt je

    arap a vocc..u’ biccann

  38. u’ squalett
    arap a sarrracina vocc

    TRAC

    agg sbagliat o’ rient

    …..cos è nient……

  39. Ciao Carissimo Giuseppe,
    anche il mio sole interiore risplende gioisce e sorride per il tuo bellissimo amabile poetico cuore…… 😀

  40. stacca il ponte, cos’è sta cosa.. 🙂 ???… stacchiamo i ponti che c’è una bella serata… limpida di un cielo infinitamente bello, da potersi fare un bel falò carnascialesco in spiaggia! che ognuno stacchi il proprio ponte, io vado a preparare la legna, sistemo il tutto per il Falò, in attesa del vostro arrivo… 😉 🙂 :D!!!

  41. la musica vi va..? porterò ogni tipo di musica per ogni gusto e piacere…

  42. mi dispiace cari raf e Majò ..oggi pioggia a quanto pare per voi..và bene lo stesso?
    Per due amabili cuori un pò di pioggia che sarà mai??

    Un cuore innamorato sotto la pioggia è un sole! ..(mah’ …….come sò sdolcinata..)

  43. RIDERS on THE STORM!!!!!!!!!!!!!!
    Halleluja.. è tempesta!

    Ecco volevo mettere “light up my fire”
    ma questa beh’…è incantevole
    caro, almeno mettiamoci sotto una barca
    capovolta mi sa che il fuoco si spegne..
    però…però…non ti preoccupare…
    …………………………………………………..
    \……………./ sopra la barca l’amore campa
    sotto la barca l’amore avvampa
    ………………………………………………/———–\……
    è solo un transfert
    poi mi passa…però intanto…
    ehi quanta gente!!!
    tutti per il transfert???
    transferitevi altrove……!!!

  44. Solito, guardo
    la strada
    colma di
    nostri passi
    della gomma,
    formatosi
    l’asfalto.
    quei passi
    veloci sempre
    più veloci
    come danze nel
    tempo, e il tempo
    non averne da
    perdere.
    quello stridulo suono
    dei clacson,
    assordante, nel
    mentre…
    in una spiaggia
    colma di bottiglie
    e pezzi di vetro
    ubriachi. Vivo
    nel caos con le
    mani gelate
    nelle tasche dell’inverno
    aspirando il gelo vedendo
    il formarsi d’una nuvola…
    smarrita, dov’è finito
    il cielo?…
    Puntualmente senza
    più giorni mi chiede,
    è tutto qui, Donne
    di solo seno, Uomini
    di solo ombra e Pene!
    parlando in solitudine
    d’un matto, mi dico…
    Nessun ci fa più caso
    alle catene?!!

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