Sul mito

Il mito è una realtà complessa e non si presta a interpretazioni dogmatiche. I personaggi mitici, che Jung nei suoi scritti teorici chiama gli archetipi della nostra identità collettiva, effettuano continuamente delle transazioni che rappresentano le trasformazioni della coscienza. Le loro gesta sono espressione dei nostri conflitti(intra e interpersonali) e anche i rapporti di reciproca dipendenza e della nostra partecipazione al sacro. Nella sua precisione, il mito è paragonabile a una coreografia o a un brano musicale. Dobbiamo accostarci alle avventure degli Dei e delle Dee non come se leggessimo degli eventi storici, ma come se ascoltassimo della musica o come se meditassimo. Non una dottrina, ma un’armonia finirà per effondersi.  Nel momento in cui un mito antico riemerge e si carica di significati moderni, ricomincia a evolversi, perché nessun dogma cristallizza il significato degli archetipi del politeismo greco e nessuna chiesa può sostenere l’infallibilità o l’esclusività dell’interpretazione dei miti.

Ginette Paris

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A proposito del “Saggio su Pan”

Quel saggio non fa che sviluppare ciò che Freud aveva detto molti anni prima. Freud sosteneva che le nostre patologie hanno fondamento nel mito di Edipo. Ma un unico mito è troppo poco. Quel che ho preso da Freud non è stata la figura di Edipo, ma l’idea di mito. L’idea che la vita psichica sia governata dal mito – e di miti ce ne sono molti. La figura e le storie di Pan sono uno dei tanti miti.  È per questo che ho intitolato un altro mio libro “Il mito dell’analisi”… Forse avrei dovuto usare il plurale. Perché sono molti i miti che si svelano nell’analisi. Fra cui il mito dell’analisi stessa.

James Hillman

Mythos

Il mito non è solo forma narrativa, è anche spazio interiore.

Luigi Zoja