Giudizio sull’azione

Non l’azione, ma il nostro giudizio sull’azione (magari anche errato) fa la nostra coscienza, la storia privata di noi stessi.

Friedrich Nietzsche

6 Risposte

  1. Infiniti petali di fiori multicolori a
    GIORDANO BRUNO –
    17 febbraio 1600, Campo dei Fiori, Roma.

  2. “Ho combattuto ed è tanto: ritenni di poter vincere… ma natura e sorte studio e sforzi repressero. Ma già è qualcosa esser sceso in lotta, poiché vedo che in mano al fato è la vittoria. Fu in me quanto era possibile e che nessun venturo secolo potrà negarmi: ciò che di proprio un vincitore poteva dare; non aver avuto timore della morte, non essersi sottomesso, fermo il viso, a nessuno che mi fosse simile; aver preferito morte coraggiosa a vita pusillanime”
    G. Bruno – De Monade

  3. Professore, vorrei un suo parere su quanto ho capito…

    Secondo Nietzsche la coscienza, intesa come storia privata, è tutto ciò che si edifica in posizione periferica di spazio-tempo (dissociata?) rispetto all’Io che osserva se stesso, che giudica e si contrappone a se stesso.
    Jung invece chiamerebbe complesso, “sintomo”, “segno”, ciò che emerge dall’inconscio personale e viene rifiutato dalla coscienza dell’Io (che ha una posizione centrale), producendo una dissociazione nella psiche che non lo “riconoscebbe”.
    Ho ben capito?

  4. Il motto nicciano è la conseguenza di quello di Epitetto, e non solo (è pure nell’esprit pascaliano), secondo cui, non è la realtà a condizionarci, ma la nostra interpretazione della realtà (uno dei ‘dogmi’ della PNL).
    Nicola Perchiazzi

  5. Cara Valeria, hai ben capito. Baci

  6. riconoscere il mondo
    o costruire un mondo
    che si riconosca
    perchè ciò che riconosciamo è personalmente nostro
    ma ciò che è personalmente nostro è veramente ciò che conosciamo o è comunque falsato da noi a nostra comodità,
    essere coscienti del proprio punto di vista
    o porsi esternamente a sè
    entrambe le cose
    è come il compasso
    c’è un centro e c’è una periferia l’uno all’altra importanti
    metti il compasso con la punta al centro e poi giri tutto intorno più alta è la conoscenza del centro
    è cioè più alto è la gamba centrale del compasso
    e più ampio sarà il cerchio…ecco qua…mi sa che ho passato l’esame.(Non so , Gabriele ma da dove mi sarà venuta questa idea? E’ dentro di me non fuori di me, la chiamo conoscenza, senza alcun che di trono su cui sedermi..)
    Riporto al quadro del Giorgione “i tre filosofi”.
    E’ la sola associazione a cui mi sento di dire appartengano, a cui io appartenga, sì.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...