L'”Io” che fluttua

L'”Io” che fluttua lungo l’onda del tempo

Guardo a distanza .

Con la polvere e l’acqua,

Col frutto e il fiore,

Col Tutto egli irrompe avanti.

Si trova in superficie,

Lanciato dalle onde e danzando al ritmo

Della gioia e della sofferenza.

La più piccola perdita lo fa soffrire,

La più piccola ferita lo offende –

Lo vedo da lontano.

Questo “Io” non è il mio Io reale,

Io sono ancora dentro di me,

Non fluttuo sulla corrente della morte.

Sono libero, senza desiderio,

Sono pace, sono illuminato,

Lo vedo da lontano.

Rabindranath Tagore

Annunci

5 Risposte

  1. “L’io che fluttua” rimanda a una immagine di pericolo, di difficoltà a vivere in armonia con se stessi e col mondo.
    Il “distacco” ecco la parola chiave.
    Se ci fosse la capacità di saper “guardare a distanza” si vivrebbe con maggior libertà, con senso di pace e di illuminazione.
    Una distanza quindi che consente di rimanere “dentro” se stessi, senza essere travolti dalle correnti inconsce.
    Tutto ciò presuppone l’aver intrapreso un percorso di individuazione e individuarsi significa anche “saper affrontare i distacchi della vita”.

    Un caro saluto Gabriele e sempre grazie per gli spunti riflessivi che ci doni. Buon fine settimna a tutti!

  2. Costellazione:
    Quell’Io “immerso” in se stesso, nel “brodo” delle sue passioni, delle sue gioie e dei suoi dolori, a contatto con il Tutto e il suo centro, “assiste”…allarga i confini per permettere che il Tempo e una nuova Forza cosciente operino la trasformazione…

    P.S. Prof, anche lei per un attimo soltanto ha pensato alla canzone di Bruno Lauzi “Onda su onda”? 🙂

  3. Si potesse lanciare un ponte… atemporale, acausale…

    Io non sono io
    io non sono io
    sono colui
    che cammina accanto a te senza che io lo veda;
    che, a volte, sto per vedere,
    e che, a volte, dimentico.
    Colui che tace, sereno, quando parlo,
    colui che perdona, dolce, quando odio,
    colui che passeggia là dove non sono,
    colui che resterà qui quando morirò.

    Juan Ramòn Jiménez

  4. Io non sono io e flutta l’io………..Baci baci

    Sui contorni sfumati…

    Dammi un confine
    che non sia limbo
    utero dell’Etna dal fiato caldo
    inchiodato alla roccia
    dove Empedocle seguì
    “vertute e canoscenza ”
    che non sia eco
    dei profondi abissi
    parvenza che illude
    anche le corolle
    sibilo di vento che distrugge
    Dammi grandi ali di neve
    e un ramo d’ulivo
    perchè la lingua non sa oggi
    articolare parole
    sciogliere enigmi
    liberare profezie
    strappare l’ombra in cui viviamo
    ma nella parola che sale
    cantami colori d’azzurri fremiti
    ne sentirò il silenzio
    sui litorali d’ulisse
    che ricerco da sempre

    M.Allo

  5. Pardon refuso ! ” fluttua…..”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...