Morbo della follia

Ci sono situazioni di gelosia che portano a una distruzione totale. […] Mi chiedo se questo tipo di gelosia non sia semplicemente la copertura, o il contenitore, di una follia più grande.

Rafael López-Pedraza

10 Risposte

  1. E’ “l’impulso distruttivo originario” di cui parla Freud…
    Mi domando se sia possibile combatterlo.
    Un saluto affettuoso a te, caro Gabriele…

  2. la gelosia penso che parta dal desiderio di crescere insieme con l’altro, il volerlo tenere ‘ancorato’ al proprio bisogno, soffocando e non riconoscendo l’Altro da sè

    la gelosia è l’incontrollato volere di fagocitazione che si esercita su di una persona che si ama consapevoli di non riuscire a ‘comprendere’ la sua grandezza e a comunicare
    ….gelosia divorante..è il termine che meglio la descrive.

    (la gelosia è un centrarsi sull’Altro da sè invece che rispettare la propria crescita personale)

    altra cosa è il desiderio di possesso, che secondo me è desiderio di ‘proteggere’ l’Altro da sè (i propri figli, il proprio amato..)

    l’impulso distruttivo, forse è un’altra cosa, sai , Raffaele luminoso, carissimo, in quanto penso che chi ne è affetto….prova talmente dolore e senso di annientamento da voler distruggere l’Altro per distruggere se stesso, pur di non amarlo più e smettere di soffrire.
    gelosia in questo caso è sì Tanatos

    carissimo prof Gabriele, amerei tanto sentire il Suo illuminante chiarore su quest’argomento, perchè la gelosia e l’invidia fanno soffrire parecchio.

    p.s. opposta all’invidia c’è l’ammirazione…
    opposto alla gelosia, non è forse la forza dell’amore?

  3. E’ raro trovare in un solo essere condensati il complesso di Edipo, il complesso di Elettra, il complesso di inferiorità di Pollicino, il delirio di onnipotenza dell’Orco; lo sputo in cielo e lo sputo nel piatto, il torturatore e il consolatore, l’istigatore al gioco allo scasso – ideato per arrivare a dire che il giocattolo era già rotto e soltanto per questo lo cede – e il signore delle frittate ( penso al film “Prima ti sposo e poi ti rovino” dove l’deatore del gioco si ferma prima di essere scassato lui!) ! Ecc.
    Importa e a chi importa sapere che esiste un limite oltrepassato il quale c’è il nulla e niente può essere rattoppato?

    C’è un’aforisma di Kafka che recita così: “Quando una volta si è accolto in sè il male, esso non pretende più che noi si creda in lui” e “I secondi fini coi quali accogli in te il male non sono tuoi, ma del male”.

  4. Penso che i dubbi di Pedraza non siano infondati, poiché la gelosia estrema è una sorta di follia in tanto che ossessione irrefrenabile.
    La gelosia l’ho sempre vista come una sfiducia in se stessi, insicurezza, che si ripercuote sugli altri. Può essere anche una mancanza d’affetto sin dall’infanzia, e la persona che ne è stata vittima quando riesce guadagnare l’amore o anche solo l’amicizia, per paura di perderla cade nella follia ossessiva…
    La gelosia comunque è un sentimento nefasto che può solo corrodere l’anima.

    Gelosia d’amore

    Gelosia?
    Che strana malattia,
    corrode l’anima
    come ruggine il ferro.

    S’infiltra
    come filo d’acqua nel muro,
    e piano, piano,
    allarga la sua falla,
    cosicché il muro
    alla pressione cede.

    La rabbia , l’odio, la passione,
    trasformano gelosia
    nella peggior
    nemica dell’amore.

    Gelosia?
    Strana follia,
    distrugge,
    uccide,
    diventa l’assassina
    del sentimento in cuore.

    Inconsciamente
    annienta tutto al suo passare,
    e non le importa niente
    di quello che ha distrutto,
    convinta che ha agito
    soltanto perché ama,
    e ingorda, dice:
    o tutto, o niente!
    Oppure, muori !

    Anna Giordano

  5. Ci sono così tante cose che si potrebbero scrivere riguardo questo. Riguardo la gelosia e tutte le sue ipocrite cortigiane: invidia, vendetta, ‘ambizia’, ingordigia..
    E sicuramente per molti aspetti Freud può essere d’aiuto. Freud è sempre d’aiuto. E’, come dire, l’analisi logica di un testo. Quando, però, in questo testo iniziano a comparire metafore e la prosa è diventata poesia, è allora che Freud può ben poco.
    Ad esempio, per chiarire cosa intendo:
    In una frase come ‘scintilla su cera il galoppo’, direi che sia del tutto ‘insignificante’ [non a caso] che -il galoppo- sia complemento oggetto con copula [verbo essere] sottointesa.

    Detto questo,
    Luigi, mi co-mmuove il tuo domandarti se sia possibile combatterlo. Lo riferisco a esperienze che ho vissuto e soprattutto lo leggo riferito
    alle cortigiane di cui parlavo sopra. In quel caso, l’unica misera risposta che potrei dare è . Nella vita di tutti i giorni, intendo. Anche quando si tratti di parenti. E’ dolorosissimo, ma, almeno per quello che ho vissuto io, non c’è altra soluzione. Stare lontani non vuol dire ignorare o
    misconoscere o cancellare. Significa solo non ‘combattere’ con i loro stessi mezzi, ripugnare tutto ciò che è sleale. Per quanto mi riguarda non c’è nulla che giustifichi i mezzi. E tutti i mezzi che portano ad Amore, non avranno mai bisogno di essere giustificati.Come continua e continuerà a dire la FeNietzsche….:
    “Ciò che vien fatto per amore, accade sempre al di là del bene e del male”
    Ma..
    “Può darsi che al di sotto della favola sacra che traveste la vita di Gesù stia celato uno dei più dolorosi casi in cui la consapevolezza di che cosa sia l’amore abbia portato al martirio. Il martirio del cuore più innocente e ardente: lui che, dell’amore per gli uomini, non ne aveva mai abbastanza. Un cuore che pretendeva d’amare ed essere amato, e nient’altro; e lo faceva con durezza, con intemperanza maniacale, con terribili, amari accessi d’ira contro coloro che gli rifiutavano amore. La storia di una povera creatura che era insaziata d’amore e, d’amore, insaziabile. Che dovette inventare l’inferno per mandarvi coloro che non volevano amarla. E che infine, divenuta, di che cosa sia l’amore umano, consapevole, dovette inventare un Dio che fosse tutto amore, tutto potenza d’amore , e che avesse pietà per l’amore degli uomini; perché è così misero, così inconsapevole! Chi questo avverte; chi questo, dell’amore, sa, cerca la morte.”
    Perché..
    “Ogni grande amore, non vuole amore. Vuole di più.”

  6. l’unica misera risposta che potrei dare è :stare il più lontano possibile da persone che non sanno amare.

  7. il complesso dello sputo in cielo e nel piatto mi sfugge..
    ..Era più folle Hitler o quelli che eseguivano i suoi ordini? E in quale complesso rientrava la sua/la loro condotta di vita tanto venerata e osannata …???

  8. Winah, coloro che si sentono rappresentati da un sistema verticistico, adorano stare al centro della scala…: senza grandi ideali, con sopra qualcuno da maledire e sotto qualcuno da pestare. Sono i Signori delle frittate, con alibi di ferro: come girano loro le frittate, nessuno mai…

  9. Anna, una tazza di cioccolata calda prima di andare a dormire?
    Una bella poesia delle tue ed è tutto perfetto.
    Buona notte.
    Buona notte, blog!

  10. Winah…Winah Winah winah…
    Ascolta. Quello di cui parla Caesh’emir’ Valeria è qualcosa che esiste anche solo finché lei sia l’unica rimasta a percepirlo. E questo basta per fartelo premonire.
    La tua domanda presagisce una risposta disintegrativa anche solo a pensarci.

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