Anima Animae 19

Nuovo appuntamento di Anima Animae, la mia trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì. Il testo di oggi è un “piccolo capolavoro”, che vi consiglio vivamente, ed è “Invecchiare in giardino” di Gian Lupo Osti, ed. PONTE ALLE GRAZIE. Mi raccomando, scrivetemi!

CONTATTI

Indirizzo: Anima Animae – Cinquestelle Tv, via Alberto Cadlolo, 90 – 00136 – Roma

10 Risposte

  1. Un capolavoro la tua frase “la guerra è un’anima negata” che mi ha toccato nel profondo, davvero.
    Sei un’anima straordinaria, Gabriele., e per me è un onore poter interloquire con te…

  2. Non ci crederai, un’altra coincidenza! il primo libro che ho letto di te, Gabriele, è stato “il ritorno della grande madre”. E sai dove l’ho comprato? Libreria “tempio di ISide” Venezia. Era un momento critico assai, e passeggiavo per perdermi, sperando di trovare. Ricerca della coincidenza. Quando ho visto la libreria, mi sono detta: “trovato!”. Cercavo un libro per ridarmi speranza. I libri non mi hanno mai tradito, e sempre aiutato al momento bisogno. Finalmente posso dirti: Grazie Gabriele, sei stato fondamentale, e lo sei ancora.

  3. Tanit cara, io penso che i libri hanno un’anima; inoltre giungono a noi nelle maniere più strane ma sempre al momento giusto. Per lo meno io ho questa esperienza: il libro giusto mi si palesa dinanzi senza che io mi sappia spiegare come ciò possa essere accaduto e, una volta che l’ho letto, comprendo perchè proprio quel testo si venuto ai miei occhi proprio in quel momento.

  4. Concordo perfettamente cara Charlotte, anche a me capita spesso di ritrovarmi a leggere i libri giusti al momento giusto. Ed aggiungo che i libri esercitano come un’influenza astrale, nel senso che la sola presenza di un libro, anche se non aperto, può cambiare l’umore di un luogo…

  5. Che bella puntata! La tv è casa tua: una casa splendidamente Vissuta…
    Grazie Gabriele, davvero.

  6. Caro Andrea, anche io condivido quello che hai scritto. Io inoltre ho l’abitudine di avere sempre con me un libro in borsa, da leggere magari in autobus oppure nelle attese del mio lavoro o comunque nei momenti della giornata un pò più morti (quando posso dire di averne!). E poi a casa tengo sulla mia scrivania un altro libro, un pò più impegnativo che leggo nei ritagli di tempo e di relax, e qui non permetto a niente e a nessuno di di invadere questo mio “risicato” spazio sacro per la lettura.
    Baci

  7. Amo gli animali in genere, ma i gatti sono i miei preferiti, ne ho una che è bellissima ed intelligentissima io e lei siamo in simbiosi, io capisco lei e lei capisce me, è di una dolcezza strabiliante ed ho un rapporto con me come se io fossi la sua mamma,miagola in vari modi perché io la capisca, l’ho vista nascere ed è la mia bambina. In quanto alle piante che abbiano un’anima non ho il minimo dubbio, ed hanno anche un comportamento intelligente per salvaguardare la specie. Un esempio, il pasto prediletto dalle giraffe sono le acacie, ci fu un periodo in cui le giraffe ghiotte e in numero superiore alla norma, stavano decimando le acacie, tanto che le acacie iniziarono a trasformarsi e a diventare tossiche. Le giraffe dovettero cambiare albero e dopo che le acacie si rigenerarono, poterono mangiarne di nuovo.

    In quanto alla vecchiaia… penso che si è vecchi solo quando decidiamo di esserlo…

    Grazie professore, buona sera.
    Anna

  8. Ho lavorato per pochi anni nelle stalle, facevo il bergamino o come dicevano da quelle parti nelle colline parmensi il vaccaro
    Vivevo in un sottotetto ad un braccio dai nidi di rondini di una casa adiacente ad una vecchia stalla con le colonne, pochi metri più in là una grande stalla, recente ma costruita in stile (diciamo inglese) non un capannone come si vedono dalle nostre parti
    Nella calda stalletta vivevano una trentina di brunalpine (in uno spazio inizialmente per venti)con quegli occhioni dolci e le morbide corna, legate al muro sul quale erano posti gli abbeveratoi e la greppia. Alle loro spalle oltre la catena (nastro trasportatore) posta all’interno del roggiale legati alle colonne che sostenevano il soffitto a volta e che delimitavano il corridoio centrale e dal quale si cambiava la paglia ed il fieno vi erano i vitellini per i primi giorni di vita (una fortuna rara).
    Nell’altra stalla il corridoio centrale fungeva anche da greppia e le vacche,un centinaio di frisone (bianche e nere), erano poste a entrambi i lati, dietro di loro il roggiale con la catena e un corridoietto per le operazioni di pulizia e di mungitura
    La mattina verso le 3 appena la luce della finestrella della mia camera si stagliava nell’oscurità un rumore di catene in movimento accompagnava il mio risveglio.
    Proveniva dalla stalla grande nella quale il sistema tramite cui le vacche erano legate (potevano scorrere solo su e giù lungo una catena verticale agganciata al collare) faceva risuonare ogni movimento ed era la risposta alla luce accesa
    (Raramente si sentiva muggire, o era il muggito solitario della vacca in calore o il muggito in coro,quando in estate il carro dell’erba fresca di cui sentivano il profumo tardava ad arrivare).
    Poco dopo il frastuono del distributore automatico di mangime, che ogni 3 ore si metteva in moto, copriva ogni altro rumore; fino a quando per l’entrata in stalla per la mungitura si alzavano in piedi tutte contemporaneamente e le rondini e gli altri uccelli alla luce nella stalla incominciavano la loro attività. (D’inverno invece alcune gatte che se senza piccoli si accoccolavano al caldo sul dorso delle vacche si erano già allontanate)
    In loro, le vacche, nonostante lo stato di demenza che le colpisce ( stanno per tutti gli anni della loro vita immobilizzate in questo modo senza neanche riuscire a scacciare le mosche con il movimento della testa) rimane un’attesa fiduciosa di un contatto da parte dell’uomo nel momento della mungitura.
    Loro sanno di dare il latte e chiedono solo un po d’attenzione. Innumerevoli volte ho avuto la prova che non è per svuotare le mammelle rigonfie che te lo danno e, che quelle “meccaniche reazioni biochimiche” sono dovute a consapevoli scelte.
    E non parlo dei vitellini, che poco dopo la nascita erano rinchiusi soli in gabbiette di metallo, loro si che urlavano la loro ricerca di contatto.

    “C’ era un sacco di vita che si muoveva in quella stalla e attorno ed un sacco di dolore da alleviare ma il centro di tutto, il punto di riferimento e unico argomento di comunicazione tra gli umani era l’enorme frigorifero del latte”.

    Per ironia della sorte le vacche che non conoscevano il sole, lo hanno conosciuto quando molte sono state condotte fuori , spaesate e un po barcollanti in un campo di erba medica (che chi conosce l’argomento sa con quale rischi) per essere riprese da un aereoplano per una pubblicità di una marca di latte. (qualcuno la ricorderà)

    Tutto questo non è passato per migliaia di animali che vivono ancora rinchiusi costretti ad orari completamente innaturali e per questo che è solo un esempio e per molto altro
    faccio una proposta.
    Denunciare alla propria coscienza ciò che si è fatto, ciò di cui si è stati testimoni, ciò che si è tenuto nascosto. E continuare a farlo, ad aver questo coraggio fino a che la coscienza avrà voce più forte dell’intelligenza che tutto giustifica per i propri interessi e inizierà a guidarla .
    Per non seguire questa enorme ingiustizia che fa dell’uomo, dell’uomo fisico il centro del mondo.
    Questa enorme ingiustizia che non riconosce la sensibilità agli animali, alle piante, alla vita solo perchè così fan tutti.

  9. Ciao Gabriele
    Stavo pensando vedendo questa puntata che nel trattare le divinitá egizie,greche induiste ecc.. Ci sia in me un distacco emotivo,eppure so benissimo che hanno tutte la stessa importanza al di la del mito o religione appartenente.

    Sará opera di vecchi retaggi giudaico-cristiani di Paura dell Idolatria ?Che ne pensi ?

    In ogni caso grazie

  10. Caro Marco, gli antichi egizi e gli antichi greci avevano un costrutto così profondo (vedi i culti orfici) da risultare incomprensibili a noi ignorantoni. Baci

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