Un uomo che dorme…

[…] Un uomo che dorme tiene in cerchio attorno a sé il filo delle ore, l’ordine degli anni e dei mondi. Svegliandosi li consulta d’istinto e vi legge in un attimo il punto che occupa sulla terra, il tempo che è trascorso fino al suo risveglio; ma i loro ranghi possono spezzarsi, confondersi. Mettiamo che il sonno lo abbia colto verso il mattino, dopo un’insonnia, mentre stava leggendo, in una positura troppo diversa da quella in cui dorme abitualmente. Basterà il suo braccio sollevato per fermare e far indietreggiare il sole, e nel primo istante del risveglio egli non saprà più che ora sia, sarà convinto di essersi appena coricato. O che si sia assopito in una posizione ancora più irregolare e divergente, per esempio seduto dopo pranzo in una poltrona, e allora il disorientamento sarà completo in quei mondi usciti dalla propria orbita, la poltrona magica lo farà viaggiare a tutta velocità nel tempo e nello spazio, e al momento di aprire gli occhi egli crederà di trovarsi a letto alcuni mesi prima e in un altro paese. Ma era sufficiente che, nel mio stesso letto, il mio sonno fosse profondo e tale da distendere completamente il mio spirito, ed ecco che questo abbandonava la mappa del luogo dove mi ero addormentato e, svegliandomi nel pieno della notte, io non sapevo più dove mi trovassi e, in un primissimo momento, nemmeno chi fossi; avevo nella sua semplicità primaria soltanto il sentimento dell’esistenza così come può fremere nella profondità di un animale; ero più privo di tutto dell’uomo delle caverne; ma a quel punto – non ancora del luogo dove mi trovavo, ma di alcuni dei luoghi dove avevo abitato e avrei potuto essere – veniva a me come un soccorso dall’alto per strapparmi dal nulla al quale da solo non sarei riuscito a sfuggire; in un secondo scavalcavo secoli di civiltà e le immagini, confusamente intraviste, di qualche lampada a petrolio, poi di alcune camicie col collo piegato, ricomponevano a poco a poco i tratti originali del mio io […]

Marcel Proust

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Sulla scrittura

La maggior parte degli scrittori sostiene che sia un inferno dover stare seduti da soli in una stanza a cercare una maniera per esprimere certe cose su un pezzo di carta. Non so se i pittori, gli attori, i musicisti provino le stesse pene d’inferno. Per me stare seduto a fare esercizi di violino sarebbe un inferno assoluto. O il pianoforte, peggio ancora. Perché non è la mia vocazione. C’è una specie di piacere masochistico nella sofferenza della scrittura: contemporaneamente la odiamo e ci dà piacere.

James Hillman

Il giardino è l’anima

Noi oggi tendiamo a dimenticare che l’anima non è solo dentro di noi, ma anche fuori di noi. E quando siamo in un giardino, che si tratti di un giardino asiatico o di un giardino alla francese o di qualunque altro tipo di giardino, si manifesta qualcosa dell’anima mundi. L’Anima del Mondo si rende visibile e anzi si mette in mostra.

James Hillman

Eternità

La mitologia ti aiuta a identificare

i misteri delle energie

che  scorrono dentro di te.

Là sta la tua eternità.

Joseph Campbell