Anima Animae 17

Gentili amiche e gentili amici,

nuovo appuntamento con Anima Animae, la mia trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì, e con “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. Buona giornata!

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Indirizzo: Anima Animae – Cinquestelle Tv, via Alberto Cadlolo, 90 – 00136 – Roma

12 Risposte

  1. grazie prof meravigliosa lezione…di vita

  2. Buongiorno caro professore, finalmente sono felice di notare il suo consueto, riacquistato, brio. Si’, la bellezza femminile e maschile andrebbe sempre messa in risalto, in modo sensuale, mai volgare. Ammirare un corpo significa apprezzare un opera d’arte, una scultura; soprattutto quando non e’ artefatto come succede oggi, dove molte donne hanno l’aspetto di pupazze gonfiabili a piacimento. Non sopporto il modello delle “tutte uguali”: stessa taglia, stesso capello, ecc. perfino la voce sembra clonata, perche’ sento molte conduttrici che hanno la voce da paperina, stridula, molto sgradevole. Penso all’ umiliazione, anche delle non ” vip”, che andando dal dentista, a causa del silicone, il medico deve ricompattar loro il labbro che ha subito la pressione degli strumenti appositi. Per non parlar poi del resto, come il seno. Perche’ torturarsi cosi’, profanare il proprio corpo, a meno che non sia strettamente necessario intervenire per una malattia? Nasconde una grande insicurezza. Quasi un disprezzo sotterraneo, nascosto, non pienamente percepito per se stessi? Immaginate una Audrey Hepburn con le labbra gonfie, la stessa Monroe le accentuava con il trucco, come altre attrici; insomma il truccarsi come un gioco ma non subirlo perennemente, diventarne schiave. Curare il proprio fisico deve essere un piacere, non un assillo, un po’ di pancetta sta bene anche agli uomini, in effetti quegli addomi eccessivamente “palestrati” a me fanno un po’ impressione. Mi torna in mente il film commedia – thriller ” La donna perfetta” con Nicole Kidman , dove in una citta’ americana tutte le mogli erano troppo perfette e i mariti molto felici, grazie a un microchip inserito nelle donne che le rendeva ubbidienti ai voleri maschili; sogno atavico dell’ uomo che teme il femminile.

  3. Grande ritorno, carissimo Gabriele! Mi mancavano le tue stupende Lezioni, davvero…
    Un abbraccio pieno d’affetto!

  4. Ho molto apprezzato la lezione, professore, e anche il modo in cui spiega e mette a proprio agio anche la dolce Silvia, che l’accompagna in questo cammino attraverso l’Anima…

    Grazie, buon pomeriggio, professore.

    Anna

  5. Gli occhi dell’amore

    Brillano come stelle,
    penetrano come dardi,
    carezzano come il vento.

    Gli occhi dell’amore.

    Ti guardano con l’anima
    annullano i difetti…
    trasudano essenza alchemica
    dell’alambicco cuore.

    Gli occhi dell’amore

    non possono invecchiare,
    in essi vi dimora
    l’eterna giovinezza.

    Brillano come stelle,
    bruciano come fiamme,
    accendono con lo sguardo
    i cuori che son spenti…

    Gli occhi dell’amore.

    Anna Giordano

  6. Complimenti davvero!

  7. Cara Laura, hai perfettamente ragione. Baci

  8. Caro Innominato, in relazione alla tua lettera del 18 gennaio, il mio commento è: quello che riluce, a volte, non solo non è oro, ma piombo avvelenato in maschera. Una trappola.

  9. Buongiorno professore,innanzitutto grazie per le trasmissioni,scoprire a quasi 50 anni cose che ho sempre ignorato è un soffio di vita per me.Le puntate sul sito sono ferme alla 17,è previsto l’inserimento di tutte le puntate?
    grazie
    Valerio

  10. Caro Valerio, prossimamente sì. Baci

  11. Prof La Porta, Da tempo ho l’intenzione di contattarla, forse avrà ricevuto la mia e-mail
    di qualche tempo fà, nella quale le spiegavo il come mai mi interesso a Lei.
    Qualche anno fà, in compagnia di un amico che si stava laureando in filosofia, spalla a spalla
    intento ad ascoltare i vari autori, mi sono interessato al pensiero filosofico. (non so se in bene o in male).
    Questo mio amico, Mario mi parlava di un certo La Porta, e per farla breve, ho iniziato a cercare la trasmissione Anima e ad assere appassionato dal suo modo di parlare ed esprimere il suo sapere.

    Tra i vari Anassimene, Anassimandro, Anassagora e Platone, ho iniziato a dare sfogo alla toria del mito
    della caverna…con le esperienze per una crescita personale.

    Insomma, infine oggi, cercandola su internet ho poto vedere il filmato sul suo blog…. con l’idea di aver notato
    trope parole strane nella spiegazione di testi sicuramente bellissimi, ma con sfumature e “parole” che risuonano un pò fuori dal comune. (nel libro della psicoterapeuta o quello di Afrodite).

    Le parole hanno un significato… e (secondo me) quando in libri o testi o discorsi si usano parole troppo tecniche, troppo conoscitive su un argomento… per dar in qualche modo l’idea all’interlocutore che chi parla ( noi) sappiamo la nostra e siamo conoscitori di quello che sappiamo e padroni di un argomento, che in questo caso l’argomento è molto particolare…. insomma facciamo un dialogo molto complicato, che il più delle volte trova difficilmente qualche ascoltatore che sia in grado di apprezzare quello che stiamo dicendo.

    E poi, la filosofia o la dialettica in generale dovrebbe essere quella del ” senso comune”… in modo che tutti possano aderire ad un ascolto sano e naturale, senza cascare in diciture tecniche troppo complicat.

    (Chiusa l parestesi (che spero non sia in qualche modo offensiva), ma in qualche modo l’ammirazione che ho per Lei, non mi permette di ascoltare discussioni che in realtà mi danno la visione di essere un modo per filosofeggiare su temi che possono essere tratati anche in modo più “leggero”, nel quale tutti si rivedono.)

    ps.come nella frase sottostante trovata sul blogh
    Nella vita c’è molta sofferenza e forse l’unica sofferenza che si può evitare è la sofferenza di cercare di evitare la sofferenza.
    Ronald Laing
    ( che è un modo per dire che chi l’ha scritta ha studiato ed ha l’estro della scrittura o del linguaggio….e non trasmette altro, ne sentimenti ne amore o pace o cultura)

    Ricordo quel premio nobel per la letteratura che descrisse il Marocco, o meglio Dakkar e la gestualità e la tonalità ed i costumi dei Marocchini come una magia del linguaggio…ammettendo di non conoscere nemmeno una parola di quello che dicevano, ma la musicalità del tutto, e la teatralità di quello che vivevano in loro e fuori di loro, non aveva bisogno di chiave d lettura, ma bisognava perdersi in loro facendo vivere i sensi ed il “nostro vero sentire”….. altro che paroloni e spiegazioni estreme.

    Quello che posso dirle è che la conoscenza tecnica del linguaggio…(parole e discorsoni) non sono nulla al confronto di quanto una persona possa trasmettere con delle parole normali, ma con alle spalle un esistenza intensa nella ricerca della verità….. se poi lo studio della filosofia o della psicologia e della letteratura si unisce al tutto, allora quella persona riuscirà a non far pesare quello che dice, ma riuscirà a ” coccolare” il suo pubblico ) o chi lo guarda e lo vive “…. e quest’enfasi e questa semplicità è quello che mi ha colpito in Lei.

    In riguardo a questo ho apprezato una puntata della trasmissione su 5stelle, nella quale mette in luce il mondo di chi ta peggio di noi…. perchè in effetti, dopo lo studio di noi stessi, lo scalino più alto dela crescita è l’aiutare l’altro….. o “il bene in sè e le idee” come descriveva Platone, come gradino più alto del’intelletto dell’uomo, (da Platone)sopra al “1°posto il non essere…2° arte in generale…3° matematica…4° il bene in sè e le idee”.

    Da tempo sono intento a scrivere…a scrivere di tutto, “svuotando la tazza” come dicono gli orientali “la tazza della conoscenza acquisita sui testi e nelle esperienze”, per arrivare alla conoscenza del mondo attraverso il mio vissuto. (insomma, scrivo e scivo un riepilogo dei miei 34 anni.) Scrivo per arrivare ad alleggerire il mio bagaglio e trasformare le mie emozioni, mie, in modo da potermi relazionare con il mondo esterno in modo ottimale. (senza artifici o finzioni o pregiudizi o essre inquinato da cose esterne….. “ripulire lo specchio”, come diceva un filosofo orientale)…. La troppa cultura, mi dispiace dirlo è un coltello o acunei che tengono le persone a distanza, perchè a livello di mente….come un compiuter che non ha un programma adatto…questa cultura tiene le persone a distanza… se usata in modo sbagliato. Ed è per questo che ho critto “Avventura, il mito della farfalla”, un romanzetto, forse autobiografico che rende la filosofia leggera come una farfalla, che spiega la vita comune dell’uomo comune che cerca esperienze….tovando Amicizia…Amore…Gioia.. e tutte le cose avventurose della vita.
    Magari Le porto una copia direttamente in redazione.

    Insomma…. poi sono passato alla pittura per far si che un immagine sia ancor più veloce della parola e del gesto per attirrare l’altro nel mio mondo…. o forse la pittura per aver un modo ed un metodo per mostrare qualcosa all’altro… e per dirgli che esisto anch’io, senza costruire un mondo di parole o di finzione che con me non ha niente a che fare.

    L’ultima pittura, che spero di vendere a breve raffigura un cesto di Pani, acquerello, con cornice fatta da me… sobrio, e degli angoli per la cornice di rame, che portano il tutto alla sensazione di una locanda tutta di legno rustica…. nella quale spero possa essere appeso il mio dipinto… per farlo invecchiare in santa pace.

    La pittura è catarsi, ….(come un’emozione da condividere) come è catarsi la canzone del cantante…. o la corsa dello sportivo… il passeggiare della bella donna. o qualunque altra cosa…..
    Van Gogh ” una bella immagine è paragonabile ad una buona azione ”

    Prof La porta a presto ed un grosso abbraccio, sperando che il mio bagaglio di esperienze ( come l’uomo che esce dalla caverna di Platone ed inizia a VIVERE la vita al di fuori di se stesso) che questo bagaglio possa crescere in positivo……

    ora la saluto che mia moglie Sara mi chiama. : )

    un abbraccio Nicola Ricci (classe 77) Massa.Carrara.

  12. Caro Nicola, mi sembra che lei abbia già contribuito a rendere più fruibile la filosofia proprio scrivendo il suo libro. Un abbraccio.

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