Ricerca dell’anima

Per lo più conduciamo una vita inautentica e teniamo nascosta la nostra vera natura, ci sentiamo stranieri in una terra ignota, turbati e confusi, ben lontani da come dovremmo essere. Poiché non siamo coscienti di che cosa ci manca veramente, coltiviamo la patetica speranza che il nostro vuoto possa essere colmato da un lavoro migliore, un’auto più prestigiosa o dalla persona giusta da amare. La dolorosa inquietudine che avvertiamo nasce dall’aver trascurato l’anima, che stiamo ardentemente cercando senza nemmeno esserne consapevoli, perché è l’elemento mancante che ci renderebbe completi e darebbe senso alla nostra vita. Forse possiamo trovarla solo quando tutto il resto fallisce. Aspettiamo con ansia un miracolo che ci riporti alla nostra vera natura, avvertiamo confusamente che deve pur esistere una possibilità di ritrovarla, altrimenti il nostro stesso desiderio sarebbe inspiegabile. Sentiamo in noi la presenza di qualcosa che spesso proiettiamo all’esterno, ma non è fuori che possiamo trovare ciò che ha a che fare con la ricerca di noi stessi.

Albert Kreiheder

10 Risposte

  1. SALA D’ATTESA D’UN AMBULATORIO

    Ti guardo,
    nella noiosa attesa d’un turno
    che t’aspetta.
    Tu stanca musa,
    profondamente umana
    e al naturale
    sei una donna qualunque
    e nessuno conosce
    il bello che dal tuo cuore sale.
    L’occhio giro e punto
    una donna in attesa,
    dagli attributi forti
    e ben portati.
    T’accorgi del mio sguardo
    che si posa sui punti giusti
    e li soppesa.
    E m’annoti poi una frase,
    sfuggita dal tuo cuor
    senza pensare
    che l’animo riempie di gioia
    e di passione.

    Io poeta confuso,
    con le mie contraddizioni
    malcelate,
    con le indecisioni d’una mente stanca
    combattuto tra una passione antica
    che a morire tarda
    e il fuoco nuovo che nel cuore avvampa.

    O piccolo mortal,
    a cui la morte delizie donerebbe
    se il corpo stanco accarezzasse,
    goffa composizione di carne
    sparsa in forme sgraziate,
    quale fulgore celi
    nell’involucro che l’anima t’avvolge?

    L’anima, quell’invisibile orma
    che saetta nel ciel
    quando la carne frolla e poi si squaglia,
    l’anima che vince la morte
    e lascia tracce,
    non nei tabernacoli dorati
    o nei sepolcri consacrati da Dio,
    ma nelle menti umane
    e al tempo sopravvive
    e lascia emozioni
    ed indelebili impronte
    del suo passaggio mortal
    con versi e azioni
    che il metro della storia
    pesa e soppesa
    col soffocante criterio del conformismo
    che la gente opprime.

    L’anima, questa vaga immagine
    che traccia scie fumose nel cielo
    e disegna i contorni delle sensazioni provate
    e trasmesse nei versi,
    quest’anima mi sfugge e mi tormenta
    perché l’inseguo ancor da vivo
    e la cerco dentro di me,
    la sento che s’agita nella prigione buia del cuore,
    nella scatola forte d’un petto ansante,
    d’uno stomaco che brontola e che esplode.

    La cerco e non la trovo,
    ma vedo i suoi contorni,
    quasi osservatore indifferente
    che guida i miei pensieri,
    e mi scuote abbracciando il magma
    che sale e sotto forme di versi
    vomita emozioni e sentimenti
    che mi spingono a vivere.

    Santoro Salvatore Armando
    (Boccheggiano 14/09/2006 23.56)

    ANIMA MIA

    Anima mia:
    io avvilisco al pensiero
    che un giorno sarai staccata da me.

    Io ti amo, anima mia:
    mio giudice, mio confessore.

    Con te parlo:
    mi confido i miei dispiaceri;
    giustifico i miei errori,
    discorro sulle mie ire.

    Tu ascolti e taci.

    E col tuo silenzio
    (oh mia rabbia!)
    mi additi la via della ragione,
    mi riprendi con autorità,
    mi fai ricredere
    delle mie debolezze,
    pentire dei miei rancori.

    Oh, mio giudice inflessibile!

    Invano nascondo
    le nefandezze delle mie desolazioni,
    delle mie frustrazioni,
    delle mie debolezze.

    Tu sei sempre li, vigile,
    pronta ad alzare il dito
    ed ammonire.

    E non sfuggo al tuo giudizio
    ed alla tua condanna
    che imparzialmente
    io stesso emetto ogni giorno.

    Santoro Salvatore Armando
    (Campo Tizzoro 07/11/00 22.54)

  2. OMBRE

    Ombre proiettate sul muro,
    le nostre vite ,
    riflesso sagomato senza volto,
    un’ illusione ottica,
    immagine sbiadita.

    Profilo che delinea
    solo i contorni della vita.

    Il resto
    è solo oscurità,
    in cui si celano le vere identità.

    Anna Giordano
    __________________________________

    L’IMMENSO UNIVERSO

    In questa immensità,
    contemplo il cielo nella sua libertà
    e abbraccio con lo sguardo
    i limiti che non ha.

    Io parte infinitesimale di questa realtà,
    osservo tutto quel che mi circonda,
    e cerco una luce di sereno vivere,
    in questo spazio siderale e oscuro.

    È nel guardarmi dentro che ti trovo,
    mia dolce luce,
    abiti l’immensità della mia anima,
    gioia dei miei giorni senza pena,
    dolce e ineguagliabile come sai essere,

    in tutta questa oscurità fungi da faro
    alla mia vita e al mio modo d’essere,
    e nell’ immensità di te s’illumina.

    Anna Giordano

  3. Concordo Pienamente con questa riflessione di Albert Kreiheder. Mi ricorda tantissimo un ragionamento che Jung riporta in Tipi Psicologici. Quando, alla stregua di un grande maestro dello spirito, spiega che l’equilibrio è non è una questione di fattori esteriori ma
    di interiorità.
    Aggiungerei che è semplice mantenere l’equilibrio quando all’esterno va tutto per il meglio. Ma è solo nel momento della difficoltà esteriore,

    quando tutti intorno fanno rumore

    come canterebbe qualcuno, che è difficile mantenere la calma e l’indifferenza!

  4. Coincidenza, oggi ho proprio ascoltato alla radio la canzone, e ricordo di avere proprio sorriso ascoltando queste parole! Da lì mi sono messa a pensare come introdurre la filosofia nella scuola elementare, visto che avevo letto qualcosa su questo blog. Coincidenze si susseguono cantando…

  5. Ma come ben sai non sono soltanto Coincidenze, vi è una trama latente, un piano nascosto, in tutte le Sincronicità. Che ci indicano che siamo vicini ad Anima!

  6. E’ proprio in questa fase di disorientamento che il “Re” comincia a porsi delle domande e a “filosofeggiare” 🙂 : scava dentro di sé, cerca il senso di tutto quello che gli succede attorno, cerca la soluzione per “attraversare la soglia” e smascherare il falso sè…
    Tradurre, “ri-vestire” i miti nel nostro linguaggio, affinchè passino nel nostro mondo, arricchiscano la nostra anima con la loro essenza e ci riportino “non divisi” verso l’irrazionale, il numinoso, verso il Sè: era il sogno di Jung!

  7. Che sereno buongiorno mi date tutti voi! Un ottima colazione con una tazza di thea, miele e profonda introspezione.

  8. La filosofia nelle scuole elementari, TANIT, e’ un idea stupenda che ho sempre condiviso. Credo che le fiabe sarebbero molto utili. Il problema dipendera’ sicuramente dal tipo di istituto. Ti aspetta un bellissimo e importantissimo “compito”. Un abbraccio. Laura.

  9. Valeriuccia….ancora hai centrato la mia fase storica…ti seguo come si raggomitola un filo di lana multicolore e tu ti nascondi dietro i muri e poi io arrivo e li’ non ti vedo piu’ ma il filo c’e’ sempre…

  10. Questo post è fantastico: è l’introspettiva lotta che ognuno fa per ingannare in un certo senso se stesso. Senza però mai abbandonar la speranza.

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2010/12/08/j-a-babele/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...