Quando…

Quando, bambino mio, ti porto balocchi multicolori, comprendo perché c’è un così grande gioco di colori, nelle nubi, nell’acqua, e perché i fiori sono così ricchi di colori – quando ti regalo, bambino mio, balocchi multicolori.

Quando, bambino mio, intono il mio canto per farti danzare, allora comprendo veramente perché c’è musica nelle foglie, e perché le onde mandano un coro di voci al cuore della terra che volentieri ascolta – quando intono il mio canto per farti danzare.

Quando, bambino mio, pongo dolci nelle tue avide mani, apprendo perché c’è il miele nel calice del fiore e perché i frutti si colmano segretamente di soavi succhi – quando pongo dolci nelle tue avide mani.

Rabinadrath Tagore

4 Risposte

  1. Davvero un brano sublime di prosa poetica…
    Grazie di cuore…

  2. Penso che il bambino sia l’immagine che rappresenti la parte più bella di noi. Egli è l’inizio della vita, colui che esprime solo innocenza, è il pioniere delle prime scoperte, scala le prime montagne della vita, e nei suoi occhi brilla solo meraviglia… purtroppo si allontana da noi quando l’innocenza svanisce…
    egli si rannicchia nell’angolo più remoto impaurito dalle sue scoperte. Incontra la paura, la spavalderia, la sfrontatezza, la bugia, la poca voglia di riflettere, la gioia di vivere non più nell’innocenza perché chi prima di lui è stato già bambino l’ha messo a tacere, dimenticando gli inizi della propria infanzia. Per fortuna ogni tanto la paura va via ed egli torna a fare capolino quando l’adulto che gli ha preso il posto si ferma a ricordare la via che ha percorso, di quando da bambino amava tener la mano di chi l’aveva messo al mondo…
    raccogliere per lei fiori di campo, di vivere con le stagioni le sue emozioni, guardando magari un pulcino seguire la sua mamma o ancora l’arcobaleno colorare il cielo tinto di grigio, oppure rincorrere le farfalle solo per ammirarle in tutta la loro grazia, ma basta poco perché tutto svanisca nel ricordo ed il bambino si nasconda nell’inconscio.
    Egli è il solo a tenerci compagnia fino alla fine, se non altro, invecchiando si ridiventa bambini, un po’ incoscienti e un po’ meravigliati di aver vissuto tutto troppo in fretta, ed aver perso l’essenza della vita e delle cose semplici e profonde,che inizialmente spronavano quel bambino, solo alla fine ritrovato…

    Immagino che Tagore abbia voluto racchiudere in questi versi la sua ammirazione per i bambini in genere, parlando di suo figlio e forse anche del bambino che c’era in lui e di quanta gioia può procurare la gioia di un bambino amato dai propri genitori, e questo mi fa pensare anche a quei bambini che non sono stati fortunati di poter conoscere e crescere con i propri genitori. Penso ai diseredati che per giocare imbracciano un fucile, si nutrono di odio e di vendetta, penso a quelli che
    vengono venduti per una ciotola di riso dai propri genitori ai mercanti, imprenditori come schiavi, o ancora a quelli che nascono già adulti patendo la fame e le malattie o quelli che per far fronte alla miseria sniffano la colla nelle favelas…
    Per loro non ci sono colori o gioie, non sanno neppure che la gioia esiste, eppure nei loro occhi c’è una fiammella che arde ed è incredibile quanta voglia di vivere hanno nell’anima… a loro dedico una ninnananna…

    NINNANANNA E LE “PROMESSE DI UNA MAMMA”

    Dormi bambino mio,
    dormi nelle mie braccia,
    dormi e non temere
    la notte e né i lupi.
    Dormi bambino mio,
    dormi, veglierò su di te
    e farò in modo
    che non ti manchi nulla,
    mi farò carico della tua vita,
    ti farò crescere
    come fiore profumato,
    mi curerò di te perché
    sei seme mio germogliato.
    Permetterò solo alle
    stelle e al sole
    d’illuminare la tua vita,
    vorrò per te soltanto cose belle…

    E, adesso… guardo te,
    bambino senza sole e stelle,
    abbandonato al fato della vita,
    nutri il tuo corpo
    di briciole sporche,
    come uccellino affamato,
    senza mamma e senza ninnananna.
    Sei già adulto pur essendo bambino
    e la tristezza nel vederti,
    mi lascia in bocca l’amaro
    dell’indifferenza
    di chi
    ti lascia morire.

  3. Anna, la tua ninnananna mi hai commosso! Un abbraccio.

    …Un mondo fatto a misura di bambino… Sarebbe giusto che il bambino che c’è in noi giocasse e ci conducesse per il mondo, ovunque il suo desiderio di conoscere si incontra con la consapevolezza…
    Leggo in questa di Tagore l’armonia tra Senex e Puer. Auspicabile! 🙂

  4. Grazie Valeria, le tue parole hanno fatto vibrare la mia anima…

    Penso sempre a quel bambino per il quale scrissi questa poesia, e spero che oggi possa mangiare a suo piacere e vivere chissà, in una famiglia amorevole…

    Grazie, ciao, Valeria
    Anna

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