Visibile e invisibile

Tutto il mondo è diviso in due parti, delle quali una è visibile l’altra invisibile. Il visibile non è che il riflesso dell’invisibile.

Zohar I, 39

9 Risposte

  1. E ci sono pure i ‘vedenti’ e i ‘non vedenti’:
    “L’uomo è due uomini contemporaneamente: solo che uno è sveglio nelle tenebre e l’altro dorme nella luce.” (Gibran)
    “Molti erano abituati a credere che gli angeli muovessero le stelle. Ora è chiaro che non lo fanno: come risultato di questa e di consimili rivelazioni, adesso molta gente non crede negli angeli. Molti erano abituati a credere che la ‘sede’ dell’anima fosse in qualche posto nel cervello. Da che si cominciò ad aprire i cervelli con una certa frequenza nessuno ha mai visto l’’anima’: come risultato di questa e di consimili rivelazioni, adesso molta gente non crede nell’anima. Come si può ritenere che gli angeli muovano le stelle, o essere così superstiziosi da ritenere che l’anima non esiste solo perché non la si può vedere dall’altra parte del microscopio?” (R. D. Laing).
    Nike

  2. “Tutto ciò che appare è la visione dell’invisibile”. Abbiamo incontrato Anassagora, su questo blog,…
    ed un principe secondo il quale “l’essenziale è invisibile agli occhi”…e… “non vediamo che col cuore”…

    Oggi penso che quella parte del mondo, che riflette di luci e lustrini e che cerca di stabilire un contatto con i marziani, voglia obliare l’altra parte di mondo che vive all’ombra della povertà più assoluta. Oh, già vedo il mondo tutto come una palla di specchietti, appesa al soffitto della discoteca dell’universo… I pannelli solari!

  3. Secondo la Kabbalah l’universo è desiderio ed il desiderio è luce! Ed il desiderio si divide in due desideri fondamentali il desiderio di dare ( proprio del creatore) e quello di ricevere (proprio della creatura). E questi due desideri sono proporzionali alla qualità ed allo stato della luce proprio di ogni elemento. Tanto maggiore la qualità della luce, tanto maggiore l’uguaglianza alla forma con il desiderio di dare in assoluto!

    Prof non so perchè ma mi aspettavo in questi giorni un suo post sullo zohar. So che scritto a posteriori sembra scontato e poco credibile, ma so anche che lei, come me, a certe cose ci crede. E ritiene credibile quanto scrivo!
    In questi giorni vado in libreria e prendo il suo libro su Bruno
    Un affettuoso abbraccio,
    Andrea

  4. … Sottoscrivo che non sono religiosa..Ma proprio per il motivo che ci sono mondi visibiil che corrispondono a mondi invisibili innegabili, mi è sempre stato difficile compredere lo stato di ateismo così come quello di credente dogmatico.Non ho mai capito come fosse possibile che alcuni fotografi (per esempio) si dichiarassero, con molto orgoglio, atei (mi capita spesso di incontrarne nel mio lavoro).O sono completamente ciechi di fronte a ciò che sta sotto i loro occhi e quindi al mistero della materia e vita,che non hanno creato loro, o/e sono completamente impermeabili ai Simboli che si manifestano a noi e in noi, inducendoci a delle domande e ritornandoci delle risposte, su un piano esteriore e su un piano interiore.Qui sulla terra siamo soggetti ad una condizione di dualismo (Zarathustra) che non è necessariamente negativa come mollti intendono, ma anzi ci può aiutare! In fondo tutto è manifesto ( non intendo semplice,anzi ) anche nell’essere nascosto.Peccato che le persone,nella vita quotidiana,non si lascino aiutare da quei grandi esseri che sono i Simboli.Che ci aiuterebbero a non essere ciechi.E’che nella scuola e nella vita se ne parla e si vivono troppo poco, tutto è sempre slegato purtroppo….Siamo spesso portati a credere che la luce abbia solo una valenza positiva e l’ombra negativa,Eppure è nell’ombra che ci si ristora e riposa.Troppa luce rende ciechi così come troppa oscurità.Sento sempre troppa poca gente dire: che bella giornata di pioggia! So che gli angeli porebbero anche muovere le stelle se volessero,così come tutti sappiamo che se da qui non vediamo la Polinesia, non è per questo che essa non esista,e così dovrebbero tutti pensare dell’anima…. Buona giornata, Donatella

  5. …Penso anche a quanti significati possa nascondere il Simbolo della parola!

  6. Ciao Valeria, HérmèsMercurio, la Spada (anche l’Asso di Spade delle carte da gioco), il colore Ciano, sono alcuni dei Simboli legati alla Parola….la parola in sé non è un simbolo, a meno che non la intendiamo come il Verbo che c’era all’inizio….Però hai ragione, i simboli legati alla parola sono sicuramente tanti e mi sa che nascondono l’importanza e la potenza di questo grande Essere che è la Parola, e temo che se la vedessimo in tutta la sua potenza ci spaventeremmo..e resteremmo muti (scherzo). No, credo che tentando di comprendere i simboli la ameremmo di più e la useremmo con infinito rispetto, sapendo che ha una potenza che che ci può sfuggire di mano..e fare tanti danni ( e non solo agli umani), come spesso succede..

  7. Ripensavo agli ideogrammi… e ad un contenitore che si riempie di contenuti e nel quale gli opposti vengono armonizzati… La parola come simbolo, sintomo, espressione dell’Anima.
    Sì, Donatella, bisognerebbe avere più rispetto per questa forma d’Arte che anima il Sè più profondo e vero!

  8. Credo che seguirò il tuo consiglio, perchè è molto prezioso e sincronico per me, in questo momento.Mi ero data un compito per l’anno nuovo e tanti indizi mi dicono che dovrò rispettarlo, e questo forum mi ha aiutata molto.Torno all’Eremita perchè purtroppo il mio Mercurio è piazzato lì, ed è troppo violento,va schermato.Credo di intuire come spiazzarlo e zittirlo e mi ci impegnerò.Grazie ancora di tutto.
    Donatella

  9. Mercurio piazzato nella posizione dell’Eremita… secondo me.
    Donatella, ascolta bene: “Quando tu cammini, accontentati di camminare; quando sei seduto, accontentati di star seduto. Ma soprattutto non esitare!” (Significa “risveglio difronte all’evento”, cioè devi vivere ogni momento, ogni istante, sulla tua strada come se fosse un gioco di lampi senza origine, nel quale l’Eremita e il tuo Mercurio – che gli fa da specchio – si fondono. Si potrebbe dire che l’uno diviene la forma dell’altro. E’ auspicabile che ciò avvenga, considerando che il “lampo”, la parola, regge soltanto il presente … 😀 )

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