Presenza

Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso, e tu dietro a lui, spero.
Esci fuori in giardino e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte! E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu, e fiori,
luna e stelle a te s’inchinano, o sole!
Sole, sii anche per me artefice di giorni radiosi!
Questa è vita, è eternità.

Johann Wolfgang Goethe

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2 Risposte

  1. Buon pomeriggio, caro Gabriele. Ti abbraccio forte!

  2. Un inno all’amore che eleva il cuore alla dolcezza dei versi, al poetico paragone che riempie d’enfasi il cuore del poeta debordante di romanticismo. Molto bella e inebriante, grazie professore.

    Un po’ di tempo fa feci un esperimento, scrissi la dichiarazione di Romeo, avvenuta sotto il balcone di Giulietta. Impiegando parole proprie e cercando di restare nel contesto ed epoca nonché preservare un minimo di stile, senza paragone con quello dell’illustre Shekespear che spero mi perdoni per avere osato fare del suo capolavoro, un semplice esercizio di stile, dal intitolo:

    Dichiarazione di un amore impossibile

    ROMEO – Qual dardo di fuoco,
    accecò il mio sguardo
    e inabissò con la sua luce,
    l’astro, che di splendor
    inonda il creato,
    e il posto suo concesse
    alla vostra ineguagliabil luce?

    Giulietta, oh, mia Giulietta,
    Parlate ancor.
    Luna e stelle, non sono
    che schegge di cristallo opaco
    paragonate alle vostre pupille
    diamanti sfavillanti e rari
    da fare invidia a gioielli reali.

    Madre natura
    che donò sì,
    a tutte le sue creature,
    bellezze,
    una,
    non l’eguagliò a null’altra creatura,
    perché splendesse al disopra d’esse
    e della sua luce rischiarasse il creato,
    quando la notte mi affliggerebbe il cuor.

    Povero me maldestro!
    Che sprofondai nel
    pozzo di tristezza
    da cui soltanto la vostra luce
    Potrà trarmi.

    E allora il mondo
    Intero canterà la gioia che
    Inonda ora il mio cuor.

    Vorrei essere lacrima
    dei vostri occhi,
    quando dalle loro rive
    deborderà il pianto
    dei nostri insoddisfatti sogni,
    almeno,sarei là,
    per carezzar le guance vostre,
    col tenero mio amor.

    GIULIETTA – ( sospira e dice) Come vorrei, vederti
    ancor.Romeo!

    ROMEO – Fate ch’io ascolti la vostra voce
    O mia creatura divina,
    così bella e dolce
    il vostro chiaror si stende sul mio capo,
    e mentre zefiro vi culla
    col suo manto gonfio come vela,
    disperde ai quattro angoli della terra
    sospiri vostri che mi giungon dritti al
    cuor.

    GIULIETTA – Romeo, Romeo!
    Vorrei che il vostro nome non esistesse
    e quantomeno il mio,
    così non soffriremmo
    di questo amor che tutto gli è vietato
    e in me cagiona rabbia e odio al nome
    che portate.
    Quand’anche perdereste la ragione,
    e neghereste il casato al quale
    appartenete,
    sappiate ch’io sarò la vostra ragione
    che vi difenderà da chi cagionar vorrà
    con l’onta il vostro onore.

    (Anna)

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