Anima Animae 4

Amici cari,

il libro della quarta puntata di “Anima Animae”, la mia nuova trasmissione dedicata ai libri e all’Interiorità in onda tutti i giorni, tranne il martedì, su Cinquestelle tv, è “Le lacrime della giraffa” di Alexander McCall Smith, ed. TEA. È un thriller-giallo completamente fuori dagli schemi del genere, scritto con grande leggerezza e soavità, che si colma dei colori e delle atmosfere dell’Africa e nel quale le “vicende” di Precious Ramotswe si trasmutano in veri percorsi filosofici di grande profondità.

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3 Risposte

  1. Che storia, che esempio sublime e spiazzante di Vita, vera Vita. GRAZIE. – Riporto un bel brano tratto dal libro: ” La strada” di Cormac McCarthy, che era trascritto su un quotidiano: ” Lo aspetto’ sulla strada e quando l’ uomo riemerse dal bosco aveva in mano la valigia e le coperte su una spalla. Ne scelse una e la diede al bambino. Ecco, disse, mettitela addosso, che hai freddo. Il bambino fece per dargli la pistola ma l’uomo non la volle. Quella tienila tu, disse. – Ok. – Lo sai come si usa? – Si’. – Ok. – E il mio papa’? – Non c’e’ nient’ altro che possiamo fare per lui. – Mi sa che voglio andare a salutarlo. – Ce la fai da solo? – Si’. – Allora vai. Ti aspetto. – Torno’ nel bosco e si inginocchio’ accanto al padre. Era avvolto in una coperta (. . .) e il bambino non lo scopri’ ma gli si sedette vicino e si mise a piangere senza riuscire a fermarsi. Pianse per un bel pezzo. Ti parlero’ tutti i giorni, sussurro’. E non mi dimentichero’. Per niente al mondo. Poi si alzo’, si volto’ e torno’ verso la strada. Quando la donna lo vide lo abbraccio’ e lo tenne stretto. Oh, gli disse, come sono contenta di vederti. – Ogni tanto la donna gli parlava di Dio. Lui ci provava a parlare con Dio, ma la cosa migliore era parlare con il padre, e infatti ci parlava e non lo dimenticava mai. La donna diceva che andava bene cosi’. Diceva che IL RESPIRO DI DIO E’ SEMPRE IL RESPIRO DI DIO, anche se passa da un uomo all’altro in eterno. Una volta nei torrenti di montagna c’erano i salmerini. (. . . ) Sul dorso avevano dei disegni a vermicelli che erano mappe del mondo in divenire. Mappe e labirinti. Di una cosa che non si poteva rimettere a posto. Che non si poteva aggiustare. Nelle forre dove vivevano ogni cosa era piu’ antica dell’ uomo, e vibrava di mistero”.

  2. Consolatore, proprio cosi ti sento caro professore,in questa società sempre più tesa al linguaggio della materia e delle cifre mi sento naufragare…ma ho trovato il mio cantore divino che alimenta e da stimolo al mio campionario di emozioni e sogni, grazie caro consolatore…Dina

  3. Grazie, grazie e ancora grazie, cara Dina! Baci

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