False immaginazioni

Coloro che immaginano il reale nell’irreale e vedono l’irreale nel reale, costoro non pervengono al reale, ma restano campo d’azione di false immaginazioni.

Buddha

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23 Risposte

  1. E’ come dire non ammettere, accettare, l’evidenza o volerla distorcere? Intuire il reale, è altra cosa dal “vedere la superficie” e richiede forse molta dimistichezza con “l’arte di accogliere il dolore” …
    Ma non è dato da sapere il reale perchè a molti convenga che passino per vere false immagini.

  2. Buddha è stato un maestro, una grande guida spirituale orientale, la sua filosofia è ” passata” siamo nell’ epoca dell’ io, attenzione, non intendo ego, tuttavia ” chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

    Innanzitutto bisogna dire che cosa è il reale.

    Detto questo, l’ uomo per superare i propri errori bisogna che conosca prima l’ irreale, per poi conoscere il reale.

    CHI AFFERRA IL REALE, VUOL DIRE CHE HA CONOSCIUTO ANCHE L’ IRREALE.

    iL POST : “Non amo la gente perfetta” :

    “Io non amo la gente perfetta,
    quelli che non sono mai caduti,
    non hanno inciampato.
    A loro non si è svelata la bellezza della vita.”

    Boris Leonidovič Pasternak

  3. esiste l’irreale???

  4. Quel che noi chiamiamo irreale, forse, che non è pu Reale?! chi può dire cosa sia il reale, chi può conoscere la realtà di ciò che definiamo irreale???

  5. ciao Caro Luigi!!! 😉

  6. Grazie Giuseppe, e che il 2011 sia l’ anno della tua sistemazione definitiva, auguri di speranza e di vittorie. Un abbraccio Luiggggione.

  7. Majo……… condivido il tuo punto di vista e sottolineo che è proprio la ”realtà” l’arma non convenzionale più usata.
    dove l’irrealtà ”è una costruzione da psichiatri”.

    secondo me la realtà è sempre un concetto precostituitoci dai nostri genitori con cui guardiamo il mondo intorno a noi, le istruzioni per l’uso, insomma.

    irreale è l’uso che ne facciamo, dato che faticosamente la nostra realtà siamo noi poi a costruirla.

    è reale o irreale il sorriso della Gioconda o le altre inestimabili gioie e sentimenti che un artista sa svelare? se non c’è anima non c’è arte.

    Luigi, l’anima è un puro concetto oppure è irreale?

    Luigi, tu che sei il più bravo a esplorare…….. dici bene che subito dopo l’irrealtà si arriva alla realtà…….
    ma cos’è reale e cosa è irreale, per te?

    grazie di cuore se mi rispondi

  8. Tea, sono rientrato adesso a casa, ho letto il tuo scritto, ero addormentato, e mi hai dato una svegliata… come, mi avessi fatto suonare la sveglia… ahahaha.

    Sono stato sette giorni fuori. Ero partito domenica 19 e sono rientrato stamani. Non mi sono “affacciato” sul blog. I miei amici sono impiccioni… avrebbero voluto sapere… a chi avrei scritto… .

    L’ amicizia è una cosa, il privato è un’ altra.

    Solo ieri, da Santa Margherita Ligure, ho inviato, con la mia mail, alle 15.14, gli auguri ad una persona che stimo.

    Tea sei carina, magica e imprevedibile, vorresti sapere da me, cosa è la realtà e che cosa è l’ irrealtà ???!!!

    Una domanda, come dire chi è Dio ?

    Ti faccio un esempio. Ti metti davanti allo specchio, passa una persona, vede la tua immagine riflessa dentro lo specchio e dice:

    “Quella dentro lo specchio è la realtà, la persona vera. ”

    La realtà non è quella dentro lo specchio, è fuori dallo specchio. La vera immagine è prima, non dentro.

    Tutto le cose che noi vediamo, vengono passate per reali, effettivamente sono reali, però ci dimentichiamo…. del processo di costruzione…. .

    Bea domani, finirò il discorso, non è facile scrivere certi pensieri, vista l’ ora. Un immenso abbraccio e auguri, luigggione. Non scrivere Luigi…. ma luigi con tre g.

  9. Tra il desiderio e lo spasimo
    Tra la potenza e l’esistenza
    Tra l’essenza e la rovina
    Cade l’Ombra…

    Thomas Stearns Eliot

  10. ogni cosa esiste, quindi l’irreale se ne possiamo discutere esiste, compresa la possibilità delle maschere!! cosi come la falsità, l’onestà, il dolce inganno, la follia, la visione di ciò che noi chiamiamo Pazzia, L’essere È il cammino, non la meta, La meta è, il cammino! Questo fino a quando saremo di questo Mondo, poi chissà magari continua tutto pur se in forma diversa cioè una consapevolezza magari più chiara!!! Complesso è l’essere, pur quello che magari viene identificato come una modesta intelligenza, o ancor più, una coscienza chiusa!!! quanto è complicato il tutto, che nella pace dell’Anima/o non me la sento di dare giudizi, sulla falsità o sulle maschere, eppur delle mie, ne ho fatto a meno continuando a volerne farne a meno! Alle volte mi chiedo cos’è Maschera, e cosa non lo sia? sarebbe lungo,… il discorso che sostengo, “senza pretese” quindi mi fermo!!! Buon Giorno a Tutti Voi!!! Buon Giorno Carissimo Professore 🙂 … Un saluto dalla notte…!

  11. Spesso è la coscienza forza di consapevolezza che crea ciò che conseguentemente diviene “diciamo”, la nostra realtà conforme o meno alla realtà sociale del mondo, dall’uomo costruita!!! vi è un sentire, che determina un avvenire, a noi comprendere quel sentire, cercarne le vie…! la coscienza è matura mentre il resto ancor si trastulla di dolce infanzia!

  12. Poiché nessuno di noi vuole pensare che l’universo sia un sogno vuoto dovuto alla nostra mente, vogliamo delle convinzioni, molti nomi, vogliamo elenchi di leggi e una certa sdegnosa distanza dal puah senza volto del Vero Cielo, ora vedo uomini che se ne stanno in piedi in campi deserti ad agitare zelantemente le mani per spiegare, ma non sono che fantasmi, meri insignificanti fantasmi. E persino i grandi cinesi che da lungo tempo sanno tante cose si ostinano a dipingere delicatamente sulla seta i cieli alti della Nuvola della Verità che conducono sopra incredibili monti dalle gobbe di rose e alberi scricchiolanti, indefinibili cascate di bianco, poi il gracile albero terrestre torto verso la pietra, poi, poiché sono Cinesi Umani, omini a cavallo perduti in tutto questo, di solito lasciando otto decimi della seta superiore a sondare l’insondabile Vuoto… Così fui più saggio quando, più giovane, dopo una brutta storia d’amore me ne stetti seduto nella mia solitaria stanza novembrina a pensare: “È tutto una gran vaccata, voglio morire”, e a pensare: “Le labbra del morto sono premute ad assaporare la morte, amara come arido muschio, ma per quanto ne sa potrebbe anche stare assaporando zucchero”, e tuttavia questi pensieri non resistettero alle Quattro Nobili Verità come furono esposte da Buddha e che ho imparato a memoria sotto un lampione nel vento freddo della notte:

    1. Tutta la vita è dolore.
    2. La causa del dolore è il desiderio ignorante.
    3. Si può arrivare alla soppressione del dolore.
    4. La via è il nobile ottuplice sentiero (e questo, potremmo anche dire, è altrettanto esplicito nelle Variazioni Goldberg di Bach).

    Chi non lo sa potrebbe anche dire:

    1. Tutta la vita è gioia.
    2. La causa della gioia è il desiderio illuminato.
    3. Si può arrivare all’accrescimento della gioia.
    4. La via è il nobile ottuplice sentiero.

    Poiché qual è la differenza, nella realtà suprema, non siamo soggetti né al dolore né alla gioia – perché no? – perché chi lo dice?

    Ma sono state le impareggiabili parole di Asvaghosha ad attirarmi verso la vera morfina di Buddha: “riposa al di là del fato” – poiché dal momento che la vita non è altro che un breve e vago sogno avvolto in carne e lacrime, e i modi dell’uomo sono i modi della morte (se non ora, lo vedrete alla fine), i modi delle belle donne come quelle raffigurate in questa rivista sono, in conclusione, i modi della vecchiaia, e poiché nulla di ciò che facciamo, alla fine, sembra andare per il verso giusto, tutto inacidisce, ma non più di quanto disponga la Natura che ha bisogno di fertilizzante per i continuatori e i continuati, “riposa al di là del fato” significava “riposa al di là di quanto ti accade”, “rinuncia, siediti, dimentica, smetti di pensare”, la tua mente individuale è più grande di tutto. Così questa mia prima meditazione si risolse nella tremenda sensazione che dà il domandarsi: “Quando l’ho fatto l’ultima volta?” (sembrava così naturale così giusto). “Perché non l’ho fatto prima?” – E ogni cosa svanì, ciò che rimase fu la Materia Aggregata di cui tutte le cose sembravano essere fatte benché nessuna, in realtà, fosse fatta, e allora vidi in ogni cosa un trucco inconsistente della mente, per di più era tutto già da tempo scomparso alla vista, la liquida boccia terrestre una macchia nello spazio smisurato ma poi oh…

    Ma è proprio un vuoto desolato, come sono estranei alla nostra (di alcuni di noi) dolce speranzosa natura i ciechi vermi che mangeranno i nostri amati organi, le nostre amate mani, i nostri santi nasi, le nostre rievocate bocche, la carne su di noi che per settant’anni brucia davanti agli occhi, brucia a fuoco lento, impersonale come se una bomba all’idrogeno in un attimo dovesse far esplodere la terra e trasformarla in una rovinosa palla di fuoco come più e più volte profetizzato. Ecco perché quando non molto tempo fa protesi le mie labbra verso il collo della mia amata mi sembrò effimero pensare: “Questo è il suo collo? Il suo collo suo, il collo di cui può dire è mio?” perché quello non è proprio il collo di nessuno poiché lì non c’è altro che l’immaginario concatenamento mentale. Così oh l’estasi di quella prima meditazione quando chiusi gli occhi e vidi sciami dorati di nulla, la cosa vera, la quiddità della Creazione… Noi tutti frammenti della Materia Aggregata che per un attimo ci solleviamo in forma ammantata, ad agitare per un minuto la mano (settant’anni tra gli incuranti miliardi di anni), bling, collo incurante graziosi esseri umani e tutti gli animali e gli insetti e le creature di altri pianeti convinti di avere un vero io chissà dove chissà come in questo mare di dorato nulla. La polvere afferra un volatile, poi si ripiega, volubile come un piccolo tornado nelle Pecos Plains del Texas che vedi turbinare tra la sabbia davanti agli occhi di nessuno, e quando cala la notte dov’è andato? Batti le mani, bel Buddha!

    Nei miei libri antichi ho letto che Bodhisattva disse: “Tutte le creature viventi che si allenano ad ascoltare il Silenzio udranno il Paradiso” (la benedizione che penetra le apparenze), “otterranno l’inottenibile, accederanno all’inaccessibile, attraverseranno il fiume col battello e raggiungeranno l’altra sponda” e (niente fiume, niente battello, niente altra sponda) quando arriva Capodanno mia madre e io brindiamo alla nostra salute con un Martini e lei dice “Felice anno nuovo, caro ragazzo, e spero che sarai felice” e alla televisione suonano pifferi e trombette (e in soffici letti i bambini si svegliano al rintocco della mezzanotte) vedo che ho raggiunto l’altra sponda perché non m’importa più della “felicità” in questo o in qualsiasi altro mondo, “arrivare all’altra sponda” significa soltanto avere capito che non c’è nulla da agognare, nulla da pensare, la mia Essenza della Mente, l’Unico Mare universale delle misteriose facoltà mentali, così tra me sollevo il calice a mia madre e a tutte le creature (mentalmente) augurando loro la Dolce Verità del Dharma, invece di un felice “Anno Nuovo”, la dolce Verità del Dharma, il riconoscimento irriconoscibile, ciò che cancella (come la neve cancella) la cancellabile penosa grazia della terra orchesca.

    “Ai migliori manca ogni convinzione” diceva Yeats, perché come dicono gli antichi cinesi: “Colui che sa non parla”.

    ‘L’ultima parola’-1959-Jack Kerouak

  13. Tea, eccomi qua. Mi è piaciuto il secondo post di Giuseppe. Condivido, nell’ esprimere il concetto di realtà.

    Tea, sono sincero. Mi associo a ciò che ha detto Giuseppe. Sono d’ accordo, è la coscienza la forza di consapovolezza che crea la realtà.

    In tutti i modi, sull’ argomento ci ritorneremo. Un abbraccio.

  14. Pur quando fosse L’anima, o la nostra mente ad inventare, come potrebbe farlo senza basi profonde di un sentire che c’è? Ogni favola è una verità, forse non totalmente comprensibile, ma dentro il suo racconto quasi Ermeticamente, contiene un fondo di Verità!! Ciò che l’uomo cerca da sempre è la verità dell’essere, dell’essere tutto, Cosmo, Energia, Armonia, Senso e il Bisogno dello stesso!! La coscienza aperta vuole sempre più Armonizzare! Cosa cerchiamo ognuno? ciao tea, Raffaele dove è finito? un saluto a Map, che non la sento più? un saluto a Valeria D.A ben rientrata!!!

  15. Ogni cosa è esistenza, tutto sta all’uso coscienzioso o meno che se ne fa!!!

  16. Nulla è male, il male è frutto dell’egoismo… del paradiso personale di chi volge al proprio interesse delle forze che nessuna colpa hanno, se non quella della voglia Divinatoria dell’essere, L’Uomo Dio, un Dio di usurpazione, vigliaccheria prepotenza disarmonica, insomma L’uomo Dio di stupidità!!!

  17. Coloro che immaginano il reale nell’irreale e vedono l’irreale nel reale, costoro non pervengono al reale, ma restano campo d’azione di false immaginazioni.
    Buddha

    Questo pensiero mi ha dato l’opportunità di fare un ragionamento e dedurre che ogni pensiero abbia il suo punto di vista, cosa che già si sa, e come ogni cosa detta, se pure detta da Buddha, può essere discussa da comuni mortali dei quali anch’io faccio parte.

    Sottolineo che la differenza tra il reale e l’irreale è determinata dal fatto che l’irreale è il pensiero tout-court, poiché ancora non realizzato, che però è costruito sull’immagine del reale, poiché la mente conosce solo il reale, l’irreale è il frutto che la mente trae dalla realtà, costruendolo all’immagine della sua fantasia.
    Un po’ come i sogni, che sono frutto dell’immaginaria possibilità del reale. Si sa che definire il sogno realtà sia sbagliato poiché è solo una visione onirica o un pensiero al quale teniamo molto e che può anche trasformarsi in desiderio o realtà.

    Ora se immaginiamo il reale nell’irreale e viceversa, non vediamo altro che un sogno che resta tale e la realtà ugualmente, essi sono scindi poiché i due , il reale e l’irreale si distinguono dal fatto che, l’uno è frutto delle azioni, e quindi vissuto, e l’altro, l’irreale, resta tale fin quando non si realizza. Penso che ognuno debba vivere la realtà, certo, ma ognuno ha anche il diritto, senza offendere il pensiero di Buddha, di sognare l’irreale, su tutto quando la realtà è dura da vivere, se non altro lascia un barlume di speranza a chi combatte per raggiungerlo.
    Concludo dicendo che l’irreale è l’immagine alterata del reale, ma non vuol dire di non saperne distinguere la differenza, salvo che, si tratti di persone con seri problemi mentali, tanto da confonderli…

    Anna

  18. Da W. Shakespeare – “Pene d’Amor perdute” – Atto primo, Scena I
    […]
    Trullo: – Sì: sui segreti degli altri, mi raccomando… –

    Re: – “Così la cosa sta: che nell’assedio della mia grigiobigia melancolia, affidai il mio negro e depresso umore ai balsami estremamente medicamentosi delle auree tue salutifere e, com’io son gentiluomo, così mi diedi al vagar peripatetico. Quanto il tempo? L’ora sesta, quando che si avvia la belva alla pastura e vola l’uccello a becchettar mangime e si assidono i mortali al vital nutrimento che volgarmente dicesi la cena. tanto per l’ora quando. In quanto al luogo dove – dove, intendo, movendo i miei passi – si intende il parco.
    E passando al sito, il sito intendio, ove m’occorse il turpissimo e vituperabilissimo incontro che trasse dalla mia biancocignea penna l’ebaneo inchiostro che qui tu miri contempli guardi e vedi. Venendo ordunque al sito, dirò che giace all’est del nord-nord-est dell’angolo ovest del tuo foltintricato giardino. Colà vid’io quel reo patorello, il vile nonnulla della tua allegria”. –
    Trullo: – Sono me. –
    Re: – “Quella sprovveduta anima analfabetica”… –
    Trullo: – Me –
    Re: – “…Vuoto vasello”… –
    Trullo: – Rimè –
    Re: – “… che – or mi risovviene – si nomina Trullo…”
    Trullo: – Ah, me!

  19. vado di fretta, ma sono qua anch’io carissimo prezioso Giuseppe. Un sentito salutone a tutti. Come appena posso dirò anch’io la mia….

  20. CIAO Carissimo Raffaele,… so che ci SEI 🙂

  21. “La mia anima si rasserena quando,nel silenzio meditativo, sono nella consapevole percezione di far parte di un Energia Universale che i miei sensi non definiscono ma nella quale la mia essenza si disperde e la mia individualità si smarrisce per donarmi la vera vita,quella Vita che fluisce oltre i confini della mia limitata materialità esperienziale.Per un attimo la mente spaventata sussulta e avventa i suoi artigli sulle rive di un fiume in piena che tende a rompere quei margini su cui sono ancorati l’abitudine e i vecchi schematismi…. ma le onde dell’oblio di sè stessi prendono il sopravvento e nel conflitto duale che evoca l’illusione del proprio ego, i canali del cuore si aprono e quel tepore definisce la connessione…l’Io lascia il posto al Noi,al riconoscimento di quel comune denominatore divino che ci rende fratelli,entità spirituali connesse che sono sulla terra per evolversi,per ricongiungersi l’uno attraverso l’altro alla Fonte e che riflettono l’armonia del cosmo…Si,perchè in noi c’è già quell’armonia,il suono è codificato nelle nostre anime dobbiamo solo ascoltarlo per tracciare le note di un pentagramma infinito che solo le noste coscienze unificate possono suonare all’unisono….Io sono quell’armonia quando l’ascolto e quando la riconosco nei miei simili e nella non-separazione dell’Amore……”
    -Nicoletta-

    p.s. e l’anima è irreale?……. o fa parte del mondo reale? vedete che non c’è differenza, se non di quantità di ”atomi”.
    è reale, per es. la foto di un bel paesaggio, ed è irreale il contatto tra il punto di vista tra chi fotografa con la sua emozione che si imprime in quella foto ed attraverso quella si trasmette? sono reali o irreali , gli stati d’animo? sono frutto di materia neuronale?

  22. Se nel mio immaginario temporale, anche se per un solo momento chiudo gli occhi ed osservo tutto quello che passa per gli altri sensi, di sicuro capirò che la luce e tutto ciò che con essa si mostrava alla mia visione ed al mio percepire come anche al mio conseguenziale deduttivo agire che prima era reale ora diventa una irrealtà per la mia provante percepita simulata cecità.

    Se poi continuo ancora nell’immaginario a togliere qualche altro organo sensoriale, per es. il tatto, di sicuro mi troverò a barcollare in una ubriaca danza, in un mondo che non conosco anche se prima mi sembrava toccabile assai tangibile e reale.

    Se continuo ancora ad annullare quasi tutti gli organi sensoriali esterni, mi renderò conto di essere una pura essenza, un punto di coscienza senziente che opera in un mondo apparente, illusorio perché perde la consistenza e la tangibilità man mano che attraverso l’immaginario mi allontano dal reale per entrare in una realtà surreale o irreale.

    Ma siccome non ci può essere immaginario senza cosciente visione. Ed essendo la vera divina coscienza anche trascendentale è anche vero che qualsiasi cosa penso o immagino come irreale in effetti fa parte di qualcosa che già ho visto o percepito da qualche parte, anche se non riesco a rapportarlo in questo mondo che dico è reale.

    Se immagino di essere un punto su una retta di sicuro il campo d’azione sarà solo lineare, se invece è su una superficie è multi direzionale, se invece è su cubo, da quella maggiore tridimensionale altura, di sicuro il mio immaginario precedente mondo/moto lineare o radiale nel paragonarlo a questo nuovo raggiunto stadio evolutivo diventa illusorio, castrante ed assai riduttivo.

    Può mai un punto di una retta o di una superficie piana, che nell’immaginario reale, per un solo divino istante venga teletrasportato sopra un cubo per ridiscendere dopo da quel fantastico sogno e spiegare ai sui simili, nella sua limitata realtà lineare o piana quello che ha visto o percepito da quella maggiore indefinibile/irreale altura? Da questa piccola considerazione assai importante è il PUNTO DI VISTA o PUNTO DI OSSERVAZIONE perché anche un punto posto su una rappresentazione cartesiana, cambiando l’angolazione e l’orientamento diventa una retta, una superficie ecc. E se aggiungiamo un’ascissa, ecco che si può mostrare anche un cubo, un sfera, un pianeta, una galassia, un universo per non parlare di altre N dimensioni raggiungibili dalla nostra tridimensionale rappresentazione spaziale..

    Dove c’è’ un inizio c’è sempre un fine, ma la fine è anche l’inizio di un nuovo stadio, di un nuovo moto rotatorio circolare od armonico che ci allontana sempre di più dal quello necessario stadio iniziali.

    In una similitudine è come un bruco che è diventato una meravigliosa assai libera farfalla o come un pulcino che dopo aver vissuto una intera vita semi incosciente entro il suo guscio, rompendolo e uscendone fuori prende coscienza dell’esistenza di un mondo esterno che prima ignorava e che ora da fuori può vedere quanto assai piccolo fosse il mondo in cui prima abitava rispetto al nuovo mondo sconfinato.

    qual’è la vera realtà o la falsa irrealtà? Da mio punto di vista bisogna capire il vero senso nelle parole del grandioso Maestro Budda…

    Coloro che immaginano il reale nell’irreale e vedono l’irreale nel reale, costoro non pervengono al reale, ma restano campo d’azione di false immaginazioni.

    Ovvero

    COLORO CHE PENSANO CHE NELL’ALTRA’ SUPERIORE REALTA’ (IRREALE-NIRVANA) CI SIANO LE STESSE CONDIZIONI CHE DA QUI CHIAMIAMO REALI

    oppure

    COLORO CHE PENSANO DI RIDURE L’INFINITO UNIVERSO TRASCENDENTALE PER RACCHIUDERLO IN UNA IMMAGINE REALE di sicuro sono fortemente illusi da tantissime errate interpretazioni per tantissime induttanze esteriori.

    Facili influenze per un’ancora giovane anima in evoluzione che per mancanza di PRATICA/conoscenza, da un riflesso/influsso di quell’immaginario collettivo scambi la sua illusione con la realtà.

    Appunto la grossa diversificante percezione sta nel fatto se il nostro mondo immaginativo è induttivo, proveniente da quella comune voce di coscienza collettiva in cui siamo immersi oppure è il nostro vero impersonale mondo immaginativo che è assai reale perchè anche se dimentiuchi di memoria ormai fa parte del nostro provato/vissuto passato .

    Per arrivare a questa percezione bisogna solo ATTENZIONARE TUTTO QUELLO CHE CI PASSA PER LA SOLA NOSTRA TESTA O PER I NOSTRI ASPETTI SENSORIALI. Diventare quasi un estraneo a noi stessi, diventare un osservatore / spettatore esterno che guarda dentro noi stessi.

    In poche parole, per far volare l’ aquila al di sopra delle nostre percezioni lineari, per osservare dall’alto tutto ciò che il fiume della vita ci nasconde seduti in quella misera o grande necessaria barca che prima o poi ci condurrà al grande mare della nostra vera indefinibile essenza.

  23. ..senza troppe parole, Giò Mario :

    Solamente l’amore della ricerca è responsabile delle lotte tra questi poveri pensieri su come essere o non essere Amore … Ogni volta che un pensiero appare ciò che non è reale si mostra per ciò che è reale, nel momento in cui il pensiero scompare ciò che non è reale si annulla in ciò che è reale ….. Queste parole vengono capite da chi?… … … Vengono comprese dalla realtà o dalla non realtà? … oppure non c’è nessuna comprensione in tutto questo? ……………… Un abbraccio

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