Amore, potere e arroganza

Carissimi, in una società rivolta al denaro ed alla sopraffazione che posto hanno quelli che si innamorano e si contentano di una vita tra semplici “cose” ed amicizie profonde? Una persona troppo legata alla bramosia del denaro, può amare?
E se non può, quello che lei confonde con “amore”, secondo voi cos’è?

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23 Risposte

  1. ………….conosco solo un motivo che impedisce di amare ed è l’avarizia.
    l’avarizia è tesa ad accumulare, quindi crea uno stato d’animo del non dare, anzi , del prendere tutto ciò che ancora non si possiede.
    e l’arroganza fornisce la giustificazione!

  2. chi è innamorato, desidera una vita semplice

    chi ama il denaro confonde l’amore con il sortilegio

  3. Francamente non so se l’amore sia o no prerogativa dei semplici e dei generosi. Concordo su quanto detto a proposito della società rivolta al denaro ed alla sopraffazione e aggiungo – quello che secondo me è peggio – all’APPARIRE. Penso che quelli che amano veramente in amicizia in amore siano rari..

  4. Ciao 🙂
    io credo che sia l’unico modo che loro conoscano di interagire con se stessi e il mondo. Il loro essere si assolve esclusivamente nell’avere e le risposte possono essere tante circa i motivi che sono alla base.
    Loro cercano e vivono, nello stesso modo in cui sono stai cercati e vissuti agli albori del loro ingresso alla vita.
    Possono essere altro se sul/nel loro percorso vivranno un nuovo ingresso, possibile.
    Ciao 🙂

  5. …Riaccordandomi a quanto scritto da Winah – che condivido in pieno – vorrei solo aggiungere che forse l’amicizia spesso è solo un’illusione che ci creiamo per vivere meglio…E lo dice una che ha smepre stra-creduto in questo valore: avrei dato la vita per chi come amico/a amavo…..
    Forse parlo da donna ferita, ma non credo più nell’amicizia, per la quale ho smepre dato tutto quello che potevo, tutto l’amore che potevo …ed invece nnel momento in cui ho chiesto aiuto, il mio grido non è stato proprio ascoltato….
    Amore, anche l’amicizia è una forma di amore. Forse la nostra società ha perso concetti, valori come l’amore e l’amicizia: la nostra società ha pereso proprio il concetto di Humanitas, di filantropia, di Eros in senso lato…ognuno se ne sta per proprio conto a piangersi addosso e a lecchersi le proprie ferite, a piangersi addosso per le proprie sofferenze e per quelle degli altri non solo non trova il tempo, ma addirittura non se ne accorge…
    Ma che mondo è questo?
    ma dove sono finiti certi valori conditio sine qua non per dei rapporti umani basati su amore, sulla condivisione, sul sostegno, sula condivisione della vita in generale, sia delel gioie che che dei momenti più tristi?
    Più mi guardo intorno e più vedi INDIFFERENZA, ecco cosa contraddistingue la nsotra società…..indifferenza ai bisogni altrui!
    a me smebra che oggi si è tanti automi ognuno dei quali viaggia per conto proprio attento solo ai fatti propri…
    Onestamente sono disillusa da tutto e da tutti…

  6. (purtroppo) cara Bea non posso che condividere quello che hai scritto…

    Abbraccio

  7. Non hanno nessun posto perché è oggetto di speculazioni da parte dei sopraffattori.
    Probabilmente il posto che rimane è quello virtuale di un dialogo tra chi porta sensibilità simili, e forse è di qualche orientamento per chi rimane solo. Forse rimane sempre qualche individuo nella società che porta questa caratteristica di profondità dell’amicizia, che non è solo sua ma ti tutti.

  8. …In realzione alla domanda posta dal prof…mi è venuto spontaneo – oltre quanto detto sopra – anche farci fluire una mia personale riflessione che in questi giorni accompagna i miei passi.
    Credo che nel mondo contemporaneo sia venuto meno, fino praticamente a scomparire, quel rapporto umano che dovrebbe legare gli esseri umani. Intendo dire quel rapporto “reale”, vero, diretto …oggi tra lavoro, faccende personali e internet tendiamo ad isolarci e a vivere più di “virtuale” (non che io abbia nulla contro il virtuale, sia chiaro!) che di “vita reale”.
    Molti dei nostri rapporti sono sul web e per quanto anche quetso è un modo per avere amicizia e fare “anima”, credo che però all’essere umano sia necessario anche quel rapporto più profondo che nasce ascoltando la voce di un amico, guardando i suoi occhi, dare/ricevere una carezza o un abbraccio o un bacio…insomma penso che spesso si tenda tutti, nessuno escluso, a vivere più di virtuale che di reale, mozzando in questo modo un rapporto umano nella sua interezza umana-morale-emotiva. Mi smebra che spesso si preferiscano i “rapporti virtulali” perchè magari creano meno sofferenze, meno delusioni, perchè si possono indossare più maschere…ma in ogni caso perchè mi smebrta che l’uomo/donna di oggi hanno smepre più paura di soffrire nella vita vissuta “reale” e così si rifuggiano nel virtuale pensando di soffrire meno o addirittura per nulla….
    Credo che anche il virtuale, se si fa anima sul serio, possa apporatre gioia o dolore, ma credo anche che le gioie e i dolori del reale siano di gran lunga superiori!

  9. paura di perdere
    ciò che segue del commento
    (può tranquillamente non pubblicarlo)
    ha un nesso che non svelo.
    E’ una lettera spedita oggi al quotidiano locale

    La Libertà: lettera ai Potenti

    Da un certo punto di vista si può considerare che ci siano fondamentalmente 2 livelli dai quali viene letta la realtà .
    1- il livello di chi ritiene di essere effetto delle scelte altrui. L’economia, la politica la cultura dominante ecc gli impongono per convenienza un determinato comportamento
    2- il livello di chi ritiene di avere voce in capitolo: da chi può “dire la sua” in un ambito a chi con le sue decisioni determina conseguenze per altri indipendentemente dalla loro volontà.
    Questo punto di vista, questa apparente interpretazione del mondo in base al potere è fondata e continuamente alimentata dall’immaginazione, dal “ritenere”
    C’è chi ritiene che siamo tutti vittime del “sistema” per finire ad arrangiarsi come può.
    C’è chi ritiene di poter dire la sua utilizzando internet misurando poi i click ricevuti
    C’è chi essendo a capo di un governo con ampissima disponibilità economica e di ascolto mediatico ritiene di poter fare.
    Questi sono solo esempi di immaginazione che si alimentano a vicenda creando l’evidenza,
    che non è la realtà, ma l’apparenza

    Il Potere, e il poter fare che segue dal poter pensare, è in ognuno e nasce dalla Consapevolezza.
    Dalla consapevolezza di essere effetto delle scelte altrui, del sistema politico di fatto, del sistema economico consumistico, della cultura dominante, ma non solo
    dalla consapevolezza di essere effetto dell’opinione positiva degli altri su di se, ma non solo, di essere effetto delle proprie paure, della propria opinione di se.
    Ma non solo, dalla consapevolezza che la propria vita o di chi ci è vicino o di chi vogliamo proteggere (la nostra salute, le future generazioni, l’ambiente di tutti, una visione, un’ideale, un valore) dipende dall’attenzione che riponiamo ai nostri gesti, alle nostre scelte,
    ma non solo,
    dalla consapevolezza di essere effetto in quanto uomo di forze più grandi, un terremoto, un’eruzione, le leggi della natura.
    Ogni consapevolezza porta libertà, porta potere
    ma di solito si preferisce scappare nella propria immaginazione e perdersi nel desiderio del momento.

    (Occorre accettare la sfida della propria libertà
    Il “yes we can” nasce dal riconoscersi parte assieme al prendersi in mano).

    Un italiano

  10. Ognuno agisce e si regola come è “strutturato” per la vita che ha vissuto e non si può dire se è amore o come si debba amare e perché, se per i soldi o per il potere o le cose semplici.

    Si ama di certo “qualcuno” o “qualcosa”, la ricerca è per raggiungere quello “spazio” al quale si tende, per esperienza di vita, oltretutto!

    Le cose semplici sono belle nel cuore, poi ci sono gli intrecci delle passioni, delle sensazioni forti, nell’evoluzione del sentire in ogni aspetto e si può “tradire” quella semplicità che non trasmette più emozioni, oppure è da queste esperienze che travolgono la vita, che ci si difende, tenendosi stretti alle cose certe nella semplicità di un vissuto che crea legami “caldi” “sicuri”, per una vita protetta.

    E’ la solitudine che non è sopportata con facilità e si pensa di amare, questo è un motivo ulteriore e non si vuole “vedere” per impotenza, perché non si riesce ad arginare la “paura”.

    Beatrice è vero, ”AMICIZIA”, bella parola in fondo al cuore, difficile da portare però come valore nel cuore, così come è dentro con tutti gli slanci, la generosità, la lealtà, la condivisione dei momenti “particolari” nello stesso coinvolgimento emotivo, di affetto sincero, senza sotterfugi, guardandosi negli occhi e donando a mani tese!

    Scoprire di essere soli anche in questo “contatto” rende forti, ma consapevolmente e irrimediabilmente tristi!

    Una minoranza di SOGNATORI che transfuga!

    L’amore muove il mondo intorno e dentro di noi e farsi domande aiuta ad essere consapevoli dei valori annientati!

    PERDERSI

    Sono qui vicino al tuo cuore e sento ciò che il mio ti dice.

    Tocca la gioia di un contatto taciuto, guardami negli occhi e scoprirai un mondo sommerso.

    Chiedimi cosa è stata la vita e rimarrai ad ascoltare la voce del silenzio che attraverso il contatto del cuore, nasconde il timore di perdersi lontano negli intrecci di ciò che non gli appartiene!

    Fiorella

    Un saluto… borderline!

    😉

  11. Penso che l’amicizia, nel nostro mondo, sia tesa soprattutto a condividere piaceri della vita e, purtroppo, quasi esclusivamente quelli materiali.
    Il vero amico è quello che vuole arrivare a conoscere te nel profondo, che ti accetta senza giudicare e ti rimane vicino nei momenti in cui soffri di più, quando non vorresti nessuno accanto perchè non ti senti in grado di dare niente di bello ed amabile agli altri, quando vorresti sentirti compreso ma non hai i mezzi per dimostrarlo ed è allora che la solitudine della condizione umana ti appare in tutta la sua ineluttabilità.
    Ed è proprio chi cerca ” soltanto” questo nella propria esistenza rimane una mosca bianca, uno che non prende la vita come dovrebbe essere presa, che è debole, troppo profondo, troppo sensibile per vivere in questa società che mira al concreto e spesso soccombe.
    Lori

  12. è desiderio di possesso….una persona che lega al denaro il piacere di un regalo solo per strappare un sorriso magari con un biglietto scritto col cuore. Chi ama profondamente respira la serenità dell’altro anche solo con un abbraccio. che non si vende,e non si compra…

  13. Carissima Fiorella,

    le tue parole mi hanno scaldato il cuore…la tua dolcezza, la tua sensibilità mi hanno fatto sentire la tua vicinanza e il tuo affetto.
    Ti sneto qui accanto a me….e sento le parole che mi sussurra il tuo cuore!
    Grazie davvero
    …ti mando un grosso bacio

  14. Ciao Eleisabetta,
    condivido quello che hai scritto: l’amore, un gesto di affetto, un abbraccio, un bacio o una carezza non solo non hanno prezzo, ma non sono proprio acquistabili in alcun modo. Tutti questi amorevoli gesti devono venire solo dal cuore, offerti col cuore….e non si possono nè vendere nè comprare.
    E…già “un biglietto scritto con cuore” secondo me è più prezioso di un qualunque regalo, costoso o prezioso che posso essere!! Un biglietto scritto col cuore, un sms o una mail – se in esse parla il nostro cuore – sono qualcosa che non ha eguali….ed io onestamente preferirei un biglietto scritto col cuore a tutti i regali materiali del mondo.
    Un bacio

  15. Le tue parole, cara Lory, non sai le volte che io stessa parlando con qualche amico le ho espresse: quindi la penso esattamente come te…condivido in piendo quello che hai scritto.
    mi hai fatto tornare i mente i vesi di Gibran sull’amicizia…..
    Baci

  16. Per te un bacio…..caro Winah!!!

  17. Dott. La Porta, ma Lei pensa davvero che in un mondo del genere ci si possa permettere di legarsi e amare con tresporto qualcuno senza la certezza assoluta di essere annientati? Forse la verità è che dobbiamo avere la forza di mantenere un atteggiamento positivo e portatore di Amore in senso ampio. Ma L’amore quello passionale, che fa il botto, penso sia una favola relegata in un miraggio senza tempo, che sfuma via sempre più pallido insieme al trascorrere vano degli anni più belli, quelli della gioventù. Quanto agli avidi, spesso anche avari, sì, loro sono avari soprattutto di sentimenti e la loro, davvero è un’esistenza che non rimpiangerei di non aver vissuto. Dice bene Baglioni in “mai più come te”: “meglio amare e perdere che vincere e non amare mai…”.
    Queste persone senza Anima vanno per la loro strada, una strada che noi non possiamo seguire, anche se si tratta di nostri amici e anche se non vorremmo mai separarci da loro, alla fine ci accorgiamo che non può essere che così.
    Saluti cari.

  18. Tutti possono amare!! Non è detto che chi è legato ai soldi non sappia amare profondamente o meno rispetto a chi è meno legato ad essi, certo è più difficile e più raro…
    ….Conosco una persona molto legata ai soldi che è estremamente legato alla sua famiglia..Ama la sua famiglia in una maniera eccezionale ed è il suo primo pensiero al mattino e l’ ultimo prima di dormire…

  19. sanno amare alcuni,
    quelli che non sanno,
    ………………….amare

  20. Caro Prof.,
    conosco poche persone capaci di Amare. Una persona che amato e perdonato e aspettato per anni, e ora comunque è dilaniata da un amore indefinito.
    Le chiedo, vale la pena offirsi completamente se dall’altra parte non c’è risposta?
    Conosco, invece, tante donne – che definirei superficiali e approfittatrici – che vengono trattate come regine! Che giustizia…o mi vien da pensare che gli uomini siano ….babbei…scusi l’espressione, ma di solito chi ama davvero finisce a piangere in solitudine.
    faccio l’avvocato del diavolo, eppure credo di aver solo detto una verità!
    Grazie!|

  21. Caro Stefano, condivido quello che hai scritto. Mi ci riconosco in pieno. Baci

  22. Chi ama davvero quasi sempre affoga nelle sue lacrime. Cara Alice, che la vita ti sia lieve (ma so che è impossibile). Baci baci

  23. la crisi. film un pò stressante ma filtra la società di genitori abbrutiti da ”potere” e non dal ”fare”

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