Paura

La mia “paura” è la mia essenza, e probabilmente la parte migliore di me stesso.

Franz Kafka

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14 Risposte

  1. La mia “paura” è riscoprirmi diversa da come mi conosco.

  2. beh senza dubbio è meglio dell’indifferenza e della freddezza

  3. La mia paura è scoprire quale sia la mia vera paura.

  4. …trasformarla la mia paura in energia pronta all’uso…
    prof carissimo mi manca in tv…purtoppo non ho il decoder dunque a volte me la immagino nella mia testa con il suo bel sorriso sornione…
    ieri in una libreria ho letto un po’ di pagine del suo libro su Giordano Bruno e sono rimasta affascinata dalle illustrazioni sui tarocchi del grande maestro grazie.
    ricordandola sempre con affetto

  5. La mia paura è “riscoprirmi” estranea in un gruppo di amici che, nel frattempo ero lontana da loro, sono cambiati. Più penso al significato di Itaca… e più affondo le mie radici nel posto in cui mi trovo e più scopro di vivere.

  6. Fiorella

    Baci!

    🙂

  7. Che cos’è che ci trattiene, che ci impedisce di vivere pienamente, se non la paura di esser
    giudicati, di fare delle scelte e di pagarne eventualmente le conseguenze?

    La paura più grande dell’Uomo è la libertà La libertà fa paura perché crediamo che le catene ci rendano più sicuri e più certi.

  8. Buon Giorno Radiosi Gabrielliani
    Nel ricordo di Itaca, che la nostra Cara Valeria ha richiamato alla memoria.

    il FIGLIOL PRODIGO ha lasciato la casa d’origine, il nido sicuro, per avventurarsi nell’esperienza difficile e perniciosa delle vie del mondo. Ma dopo tantissimo tempo è tornato, è tornato a casa. E’ per lui e non per l’altro fratello che è sempre rimasto a casa, che si fa festa, è lui che ha fatto esperienza ed è tornato a casa si nudo e povero, ma consapevole di tante di quelle cose che l’altro neppure immaginerebbe in sogno. E’ diventato nudo e povero, ma consapevole ed ora può riposare. Ma come Ulisse tornato ad Itaca, dopo un po’ sente il bisogno di ripartire e si rimette in viaggio. Ridiventa uno con il suo stesso sentiero e ricomincia il suo ciclico ed infinito percorso conoscitivo

  9. A Teresa, dedico un’extrasistole di qualche giorno fa:
    La tristezza di un sasso ha toccato e ghiacciato il corpo che per non morire si è scollato da Anima.
    Non può essere ma è.
    Antico ricordo:
    “Nulla comincia che non debba finire.”
    Ho paura.

  10. Conosco le catene dell’arroganza; se non avessi conosciuto l’amore di mio padre avrei ucciso.
    Conosco le catene dell’inganno; se non avessi avuto paura dei miei limiti avrei ucciso.
    Conosco le catene dell’ipocrisia; se non avessi provato violenti conati di vomito avrei ucciso.
    Conosco il tuo nascondiglio, Avarizia; se non avessi conosciuto la generosità di mia madre avrei ucciso con il mio silenzio un maiale e lo avrei immolato al tuo ricordo. Tutto lo avrei sbranato!
    Non sarei tornato se avessi avuto paura di essere giudicato da mio padre: se non avessi saputo che egli capisce ciò che io neppure oso immaginare e sperare…”

  11. cara valeria e’ meraviglioso quanto hai scritto…

  12. Peccato, non poter discutere di questo con Kafka, ma se fossi dinnanzi a me, caro Kafka ti direi che non sono affatto d’ accordo per me l’ essenza è luce, l’ uomo è più vicino al divino più di quanto si possa immaginare…
    buona serata….
    …. ;D

  13. 😉

  14. La mia “paura” è quella di non riuscire a comprendere le necessità delle persone che amo e di non dare loro tutto l’amore di cui hanno bisogno…

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