prendendo spunto da Coelho… (post precedente)

… voi cosa avete imparato dalla vita?

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita

-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per
distruggerla.
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
-Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo
responsabili di noi stessi.
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te.
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era
necessario fare, affrontandone le conseguenze.
-Che la pazienza richiede molta pratica.
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come
dimostrarlo.
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando
cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che
non ti ami con tutto se stesso.
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono
sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse.
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior
parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non
si ferma, aspettando che tu lo ripari.
-Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di
incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo
come essere riconoscenti per quel regalo.
-Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante
volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è
stata aperta per noi.
-La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un
portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti
che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche
vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un
giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
-Non cercare le apparenze, possono ingannare.
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso
per far sembrare brillante una giornataccia.
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che
vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai
solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a
sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano,
speranza sufficiente a renderti felice.
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente
anche loro si sentono così.
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
-L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi
dolori.
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride
e ognuno intorno a te piange.

Paolo Coelho
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando 
cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti. 
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che 
non ti ami con tutto se stesso. 
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono 
sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse. 
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior 
parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. 
-è mancato prima che arrivi. 
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un 
giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. 
-Non cercare le apparenze, possono ingannare. 
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. 

-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso 
per far sembrare brillante una giornataccia. 
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. 
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che 
vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! 
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai 
solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. 
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a 
sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, 
speranza sufficiente a renderti felice. 
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente 
anche loro si sentono così. 
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni 
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. 
-L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. 
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene 
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi 
dolori. 
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. 
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride 
e ognuno intorno a te piange. 

L’omicidio serpenti o l’enigma del bosco sacro di Giuseppe Benassi (un altro di noi…del blog)

Nel mezzo di una giornata estiva” l’avvocato livornese Borrani è strappato dalla sua routine di civilista e dai suoi sogni ristoratori per essere gettato in un caso di omicidio che lo coinvolgerà oltre le sue aspettative in luoghi misteriosi, in parchi magici fino a raggiungere il profondo dell’animo della vittima. È questo il tema de “L’omicidio Serpenti”, il giallo dello scrittore reggiano Giuseppe Benassi, avvocato, giunto al secondo romanzo di una serie ambientata in Toscana iniziata con “Omicidio a Calafuria e altri putiferi”. Libro denso di rimandi e significati, è scritto in un italiano rapido e coinvolgente. Borrani si trova a percorrere una strada che si sdoppia: da una parte l’indagine classica fatta di pedinamenti, interrogatori, prove e congetture; dall’altra un dedalo di immaginari rinascimentali, filosofie orientali, suggestioni e superstizioni arcaiche. Questa doppiezza ricercata è il filo conduttore di un romanzo affascinante che non potrete fare a meno di leggere in brevissimo tempo. Da una parte l’enigma di chi ha ucciso Rosario Serpenti, orafo inquieto e bellissimo, dall’altra: perché è stato ucciso? Ogni possibile spiegazione si trasforma in un punto di partenza e seguirete Borrani come fosse l’apprendista di una nuova disciplina, ricomporre pezzi della verità attraverso i suoi sogni o le confessioni degli altri protagonisti. Tra cui spicca l’affascinante Mr. D. (con cui magari gli Stones avrebbero ballato volentieri) assoluto dominus della scena in qualità di cicerone della cultura classica e della sua riscoperta vitalità nel Rinascimento oppure attraverso i quadri surrealisti di De Chirico. Il libro è apprezzabile anche come geografia di luoghi misteriosi e insoliti: il parco di Bomarzo (VT), costruito per volere di Vicino Orsini nel 1552 e popolato da statue mostruose e suggestive: percorso immaginario per ritrovare la pace interiore superando i propri demoni. Oppure Sovana (GR), gioiello etrusco ancora non contaminata dal turismo di massa. O le piacevolezze olfattive della farmacia di S. Maria Novella a Firenze, o il percorso tra diavoli e diavolacci dei palazzi fiorentini e agli Uffizi. “L’omicidio serpenti o l’enigma del bosco sacro” è un libro intelligente e divertente. E’ consigliatissimo agli amanti del giallo: ricorda “A che punto è la notte” di Fruttero&Lucentini, per lo stile piacevole e l’enigma sospeso tra brutture umane e interpretazioni filosofiche.  Ma è consigliato anche a tutti quelli che vogliono immergersi in un mistero e uscirne fuori avendo imparato qualcosa in più sulla cultura di cui siamo fatti. Nella soluzione (filosofica) del giallo sembra infatti che assassino e vittima coincidano: l’Uomo. Con le sue scelte sbagliate si è lasciato incatenare lo spirito rinunciando alla ricchezza del mondo classico, dionisiaco e politeista per la tristezza della condizione attuale: una perenne sudditanza familista che ingabbia le immense possibilità dell’anima e del corpo. Ma forse è il diavolo a parlare…

Una coincidenza: Nel 1979, in tre volumi, pubblicai “Itinerari magici d’Italia” ed avevo la stessa immagine nella copertina