Vi invito…

Vi invito a commentare questi due post:

1 Cosa vuol dire Kafka quando dice che: “La gabbia andò in cerca di un uccello”.

2 Cosa vi suscitano questi versi di un poeta indiano:

(…) dopo l’amore
amorosamente
la contemplava.

173 Risposte

  1. La gabbia andò in cerca di un uccello mi fa pensare al fatto che esistono delle strutture che pur essendo apparentemente inanimate, hanno in sè una funzione attrattiva. Morfologia è spesso sinonimo di funzione. Ed una gabbia è fatta per ingabbiare qualcosa… Meglio non so rispondere in forma razionale. Questo pensiero di Kafka sembra quasi un Koan Professore .
    ‘Dopo l’amore amorosamente la contemplava’ mi fa venire in mente che l’amore è un sentimento che tutto pervade e che quando provato ci permette non solo di vedere ma, di vedere consapevoli di essere, ovvero contemplare!

  2. Tento un paio di frasi d’acchito. Gabbia e uccello, contenente e contenuto – in una condizione miserevole – divengono un sinolo se non quasi la medesima cosa, come avverrebbe in una interpolazione cellulare o materica. In definitiva nessuno dei due elementi trova il suo senso se non nella forma duale.

  3. 1) la gabbia.. ricercare il motivo della propria esistenza, l’elemento per il quale sono destinata ad essere quel che sono.. una gabbia, vuota, esiste certa di non aver assolto alla sua funzione. è, ma è vuota di senso..
    (linko mia gabbia..”scatenata” http://www.flickr.com/photos/33128125@N08/3222561311

    2) ho due impressioni, di cui condivido le immagini (MIE):
    La Vita è un Letto Sfatto
    questa, ricrea la mappa o il mondo, dai frammenti dell’IO esploso durante l’amore, briciole sparse come tracce per ricongiungersi..
    e questa:
    Isis’s sleepin’ in sicily
    qui è la dormiente, che attende. riposa, in attesa di esser ridestata, riportata dallo sguardo nella dimensione dell’esistenza unica, non onda, non flusso, non duna, terra, falco, biscia, tutto per amore, e nulla agli occhi di chi non contempla in amore, la terra d’amore!

    grazie Professore.

  4. 1 l’ineluttabilità del fato (?)

    2 inappagamento, desiderio incessante di lei…

  5. come funziona bene, quest’invito, proffi……….
    ci sarà un sacco diggente.. :*-* 🙂

  6. ……… 🙂
    ……… 🙂

  7. che bella domanda, Proffi…….

  8. Kafka: ci mostra (inconsciamente?) il suo lato femminile!
    Poeta indiano: dopo l’amore, nella fase di calo della tensione, con distacco constatava che amorosamente la contemplava: amore vero!!

    Caro Gabriele, felice autunno!

  9. felice autunno anche a te, caro Paolo

  10. cara Tea, dovete semplicemente esprimere una vostra sensazione o intuizione

  11. Grazie a te cara Micaela

  12. Eccellente carissimo Salvo, il tuo ragionamento

  13. Kafka descrive il desiderio di abbracciare.

    Il poeta indiano dipinge il piacere di contemplare chi ha trasmesso la “piccola morte” e da cui ci sarà la rinascita.
    E più semplicemente è il momento in cui si osserva chi ha permesso di provare il grande piacere dell’incontro. Ogni incontro è uno scambio di conoscenze e produce qualcosa di nuovo.

    Un grande saluto

  14. che l’uccello, vivo ma statico, aveva desiderato una gabbia???

  15. e……..

    lui riguardava in lei ciò che le aveva donato amorosamente: l’amore

  16. posso dire….. brava micaela……. acrilico metafisico.arte perfetta. brava, grande! 🙂

  17. brava!

  18. 1) Parafrasando Primo Levi, definisco Kafka con l’espressione: “complicità con l’incubo che gli è toccato in sorte”… (per riuscire a dare un senso ad una Storia incomprensibile)
    Una sorte scelta da qualcunaltro…
    Le figure nelle quali si sposta il Referente-Kafka e che lo riassumono in un Insieme logico, un recinto, sono: la gabbia che insegue l’uccello, quest’ultimo subisce senza colpa la gabbia…

    La gabbia è stata costruita per l’uccello: nel suo destino è scritta la sua destinazione. La gabbia ha un significato funzionale, è un’ Immagine che si attiva in relazione all’uccello. La gabbia è un simbolo “onirico” che spiega (“va verso”) l’uccello e viceversa…
    Nell’Immagine la gabbia è il predicato che va verso il soggetto, cioè l’uccello. Un’azione passiva!

    2) Amore e amorosamente…. predicano sul “prodotto” (“dopo”) dell’Innamoramento, dell’azione di spogliarsi di se stessi per vestirsi dell’Altro, di Amore: l’osservazione di se stessi da fuori. L’esatto contrario del primo caso!

    Baci

  19. Buon fine settimana!

    Baci! 🙂

    Fiorella

  20. IL PIACERE DELLA SOLITUDINE.

    PERCHE’ NON DIRE LA VERITA’
    SULLA MIA SOLITUDINE
    QUELLA CHE RACCOGLIE TUTTI
    I RUMORI DEI RICORDI,,
    O IL RESPIRO DELLE OMBRE
    SU I MURI,
    PERCHE’ NON DIRE LA VERTA’
    SULLA MIA SOLITUDINE.
    QUELLA CHE OVATTA LE URLA
    SANGUINANTI DEL MONDO,
    O IL PARLARE STRETTO DEGLI
    STRANIERI,FUNAMBOLI DI SPERANZE,
    SUL FILO DELLA VITA..
    PERCHE ‘ NON DIRE LA VERITAì
    SULLA MIA SOLITUDINE
    QUELLA CHE COME UNA LENTE
    DI INGRANDIMENTO,FA VEDERE UNA REALTA’
    FATTA DI ESCLUSI, DI SPERANZE DELUSE,
    E DI ULTIMATUM DEGLI STROZZINI.
    PERCHE’ NON DIRE LA VERITA’
    SULLA MIA SOLITUDINE,
    QUELLA CHE TI FA PARLARE A VOCE
    ALTA,E LITIGARE CON UN SIGNORE
    DEL SETTIMO PIANO,E DOPO L’IRA, CHIEDERE
    SCUSA,SPERANDO IN UN SUO SGUARDO.
    LA SOLITUDINE CI FA AMANTI DI NOI STESSI.
    PERCHE’ NON DIRE LA VERITA’
    SULLA MIA SOLITUDINE.
    CHE POI,NON E’ CHE LA VOSTRA SOLITUDINE,
    ANCHE DOPO LE VOSTRE BATTAGLIE AMOROSE.
    SIGNORI,…SIAMO TUTTI SOLI DOPO LA FESTA!!
    ——————————–GINA TOTA 16-OTTOBRE-2010
    SIAMO TUTTI SOLI DOPO LA FESTA.

  21. la prima l’uccello andando alla ricerca della sua gabbia, come dire meglio viver in una falsa libertà, che affrontare la ricerca spesso dura difficile, pericolosa della vera! quindi una ricerca all’inverso verso quella che dona l’illusione d’una sicurezza, che ripeto può apparire più sicura, come dire si viveva meglio nel sogno, quando sognavo di volar via!!! la seconda, bene quando veramente si è Amato/a qualcuno/a, accade che sia durante l’amore come atto, sia nel dopo, questa Potenza qual’è Amore abbia colmato riempito ogni cellula di noi di ciò che ci circonda in uno stato d’estasi, d’ebbrezza, da sentirsi gli occhi come luce…pura, senza tempo, armoniosamente l’Amore in lui contemplava lei. Nel mentre, L’Amore era contemplata e contemplatrice, era Manifesta nella Totalità

  22. come cambia il sentire, d’ognuno… 😉

  23. prof pur conoscendo abbastanza Kafka, ho dato una totale mia interpretazione, traendola istintivamente dalla lettura immediata, senza pensare a kafka, uguale sistema per i versi del poeta indiano!! credo sia questo l’intento?? 🙂

  24. sono le Ore 4:57…. un Buon Giorno al Prof, a tutti voi amici di questa casa Blog!!! nell’ancora buio i fulmini oltre che rendere luce colorano in lontananza le nubi all’orizzonte…. spettacolo 😀 🙂 ;-)!!!

  25. “La gabbia…” Come dire: quando l’allievo è pronto il maestro appare… (dopo di che, quando incontri il maestro, uccidilo!).
    “Dopo l’amore…”: la vita dopo la (petite) morte.

  26. ..ma scusate.. la gabbia come può essere l’elemento naturale di un uccello?!?…semmai è la preclusione alla sua libertà, quindi simbolicamente qualcosa che ne condiziona l’agire…

    Buon fine settimana

  27. La gabbia cerca l’uccello perchè ha bisogno di qualcuno da proteggere. E’ questo che in fondo sa fare meglio: proteggere dalle zampe del gatto,la creatura ancora troppo fragile per difendersi. Diviene prigione solo quando le ali sono diventate troppo grandi.
    La seconda è una meraviglia! C’è un istante in cui si ha l’impressione di aver scalato una immensa stupenda montagna,sei sulla vetta e contempli la storia della scalata.In pochi istanti raccogli il senso di tutto quel che hai fatto per raggiungere quella vetta.

  28. La gabbia può anche essere simbolicamente e metaforicamente l’espressione dei limiti e delle debolezze umane.
    Ma, in ogni caso, ogni interpretazione ha la sua ragion d’essere. Non c’è una verità assoluta.
    Leggere le vostre analisi è delizioso… Continunuate pure poi vi darò anche la mia visione…

  29. Buongiorno a te caro Giuseppe69

  30. Esatto caro Giuseppe69… “come cambia il sentire, d’ognuno”….

  31. buongiorno,
    perchè ….
    gabbia ed uccello sono incompatibili………
    l’uccello è natura, la gabbia funzionalità
    un ”oggetto razionale” non può ”com-prendere” o ”racchiudere” il ”volo” creativo
    Amalia,…….sei una forza!!!!!!!! contemplare la scalata mentre si è contemplati dalla montagna 🙂

  32. Io condivido il commento di Gabriele, la gabbia è l’ espressione dei limiti umani.

    Attenzione ! Non è l’ uccello che cerca la gabbia. Ma la gabbia che va in cerca di un uccello.

    “Si potrebbe dire che è l’ ego razionale che imprigiona l’ anima.. ”

    La galera è il carcere dell’ uccello, in quanto, il volo è la vera natura del volatile.

    La gabbia ne uccide la vera istanza e il modo d’ essere.

    Il prof., saggiamente conclude “Non c’è una verità assoluta” .

    Il secondo post, è la dimensione cosmica del vero amore. L’ amore, nell’ uomo, finisce nell’ istanza materiale e fisica, invece la sua fonte è eterna.

    Va oltre e dopo il limite del rapporto fisico.

    Chi ama è in una condizione, le cui le parole non possono spiegare lo stato d’ animo e il suo alto valore spirituale.

  33. Volevo aggiungere, se l’ uccello cerca la gabbia, l’ interpretazione è diversa, a mio parere.

    Però mi piace anche l’ equlibrato commento di Malj. E’ giusto sia all’ inizio che la fine.

    Nobilissima Amalia la tua risposta, per me, è la migliore. Sono Françoise un nuovo inqulino.

  34. Credo si sia capito,… sono lo stesso Giuseppe Majo… quando mi trovo su questo mio blog che sto ancora usando solo per alcuni scritti, blog ancora da definire, allora esco con il nome soprascritto,…. Credo si era capito…. 😉 … per chiarezza 😀

  35. Nato in gabbia, quindi in cattività, allora è natura che per l’uccello sia la sua “naturale” condizione quindi la gabbia fa parte di se, senza la quale mancherebbe d’una sua condizione di vita natia!!! ma potrebbe esser pur il cercare la gabbia… il troppo ragionare!!! 😉

  36. fin quando son Uomo sarò solo tale, uccello (divina natura) che deve rientrare nella sua altra natura di mortale essere( la gabbia) questa n’è la natura, Umana!!!:-) … mi fermo!!! ogni cosa cambia cosi la visione cambia in molteplici possibili verità, tutte diverse, ma alla fine tutte Una sola!!!?

  37. Prof, è come dire: un intreccio-sapientemente-funzionale di carne ed ossa (poichè) andò alla ricerca di ciò che potesse dargli un senso, la sua anima…

    Perchè separi concettualmente la gabbia dall’uccello? La gabbia costringe e restringe un campo d’azione, l’uccello è l’idea dell’essere nato libero. Della gabbia si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto, se separata dall’uccello. Come dell’uccello separato dalla gabbia. Mentre Kafka li mette in relazione.

  38. LA SAPIENZA APERTA INCONTRA LA CONOSCENZA
    chiusa.
    Ed il CUORE ne gioisce.
    SAPIENZA+CONOSCENZA+CUORE

    Così COME IL SEME
    nato chiuso nel BUIO incontra LA LUCE
    ED IL MONDO NE GIOISCE.

  39. Majò, che bei tramonti infuocati… ti ho riconosciuto per il tuo “n’è”!
    Un abbraccio 😉 🙂 😀

  40. (LA LUCE APERTA)

  41. Caro Gabrilele,
    io la tua versione l’ho ascoltata oggi….
    ascoltarti quando sei con i tuoi studenti è un’esperienza meravigliosa.
    Sai coinvolgere, sai entrare nell’anima di chi è con te…
    ecco oggi ho snetito tante Anime pulsanti dialogare tra loro nel “silenzio” mentre ascoltavamo te.
    Andando sul personale volevo ringraziarti perchè, come capita spesso con te, tra le varie questioni che hai posto di Anima, tra le varie domande e possibili rispsote (anche quelle più soggettive)….mi hai fornito alcune risposte.
    In un certo senso hai illuminato la mia strada buia.
    Già risposte per me fondamentali: cioè io sapevo già queste rispste, ma il dubbio della loro autenticità mi stava snernardo, per non dire uccidendo, ma tu mi hai aiutato a capire che sto seguendo la strada giusta…
    Grazie per il bene che hai fatto alla mia Anima
    Ti voglio bene, prof.

  42. Caro Gabrilele,
    io la tua versione l’ho ascoltata oggi….
    ascoltarti quando sei con i tuoi studenti è un’esperienza meravigliosa.
    Sai coinvolgere, sai entrare nell’anima di chi è con te…
    ecco oggi ho snetito tante Anime pulsanti dialogare tra loro nel “silenzio” mentre ascoltavamo te.
    Andando sul personale volevo ringraziarti perchè, come capita spesso con te, tra le varie questioni che hai posto di Anima, tra le varie domande e possibili rispsote (anche quelle più soggettive)….mi hai fornito alcune risposte.
    In un certo senso hai illuminato la mia strada buia.
    Già risposte per me fondamentali: cioè io sapevo già queste rispste, ma il dubbio della loro autenticità mi stava snernardo, per non dire uccidendo, ma tu mi hai aiutato a capire che sto seguendo la strada giusta…
    Grazie per il bene che hai fatto alla mia Anima
    Ti voglio bene, prof.

  43. ….Per me la “gabbia” è l’accettare la nostra monotana quotidianità, la nostra iper razionalità e non andare a guardare cosa c’è oltre la siepe: la paura dell’incerteto, dell’ignoto ci spaventa. Per cui preferiamo rimanere nella mnsotra gretta e magari deludente gabbia….ma non avventurarci nell’ignoto. Insomma…paura di osare.
    Ma invece non è proprio questo che l’uomo dovrebbe fare? cioè uscire dalla propria gabbia e aprirsi a se stesso, al mondo e al prossimo..
    in questa vita non dovremmo dare più spazio alle nostre emozioni che vengono dal profondo?
    e per fare questo non possiamo rimanere rinchiusi in gabbia, anche se dorata!

    Quanto al poeta indiano: è la summa dell’amore che si può provare per qualcuno.
    Quando due corpi distinti diventano una sola anima! Due esseri umani un idem sentire: l’amore più forte che possa esistere…

  44. la gabbia essendo un contenitore
    senza uccello sente svanire la sua funzione
    e per sentirsi nuovamente attiva,
    apre la porta e cerca
    di convincerlo a rientrare

  45. Cara Gina, trovo bellissima la tua Poesia!!! potrei aggiungere la solitudine dopo la festa, anche durante,… Dal grande Quasimodo ( Acque e terre): Ed è subito sera…

    Ognuno sta solo sul cuor della terra
    trafitto da un raggio di sole:
    ed è subito sera.

  46. GIUSEPE UNGARETTI: Un’altra Notte*******
    *********
    In quest’oscuro
    colle mani
    gelate
    distinguo
    il mio viso

    Mi vedo
    abbandonato nell’infinito

  47. GINA, mi scateni la malinconia… e soprattutto se parli di solitudine. E non posso fare a meno di pensare alla tristezza di chi rimane solo… di chi desidera in silenzio il ritorno delle persone che lascia andare perché non si azzarda a richiamarle a se. In fondo perché le ama e antepone ai suoi desideri i loro.
    Buona domenica
    Baci 🙂

  48. Sia la gabbia che l’uccello siamo noi ma quando la gabbia va in cerca dell’uccello è una cosa bellissima perchè vuol dire che abbiamo voglia di vivere e di superare le avversità, come se volessimo racchiudere in noi quella libertà e quella spensieratezza che volata via ci ha resi tristi.

    Contemplare è rimanere estasiati. Il poeta vede la sua donna come un’oasi dal quale non vuole allontanarsi e cerca il più possibile di inciderne i ricordi dentro di lui, attraverso gli occhi ed attraverso il cuore. Questo è Amore sublime.

    ciao professore

  49. Grazie, grazie e ancora grazie! Baci baci

  50. Caro Pietro,
    sono d’accordo con te. Amare è anche anteporre i desideri di chi amiamo ai nostri. In questi giorni sono nostalgica e malinconca, per cui comprendo il tuo stato d’animo, o quello che comunque vuoi dire…
    Sai che ti dico…che vado a preparare un dolce….ti va la torta di mele???
    Poi te ne mando una fetta….consoliamoci mangiando!!!
    Un abbraccione

  51. Ciao Francoise,
    nuovo inquilino…
    ….ma “a pelle” ti sneto così familiare!!
    Abbraccio

  52. Cara Beatrice,
    sai che ti dico? Ho acceso tardi il pc perché ho mangiato la marmellata ed anche un plunchè…Se avessi saputo della tua torta sarei venuto di corsa… 🙂
    Malinconica anche tu… Vivo anche di malinconia da un po’ di anni e scopro che; se la malinconia nasce dal ricordo di persone che non ci sono più sento una certa consolazione, forse perché mi fa rivivere momenti d’affetto, di tenerezza, di voler bene; se il ricordo riguarda persone ancora vive un certo dolore si fa largo manifestando la presenza di ostacoli ostinatamente insistenti, sorti da rancori, ripicche, ricatti, invidie…
    Un grande abbraccio 🙂

  53. Ciao, carissima Bea ! Sei scesa in questo post con l’ autorità di una verace docente. Hai subito bocciato !

    L’ uomo vuole rimanere nella sua gabbia per mancanza di coraggio verso il Mondo. Hai detto bene !

    La gabbia, non celebra la vita, ma la morte, anche se è dorata come hai spiegato nel tuo scritto.

    Commenti come i tuoi, quelli di Amalia, Valeria e tanti altri, credimi, mi danno gioia e speranza nella vita e negli esseri umani.

    Scrivete esperienze interiori e pensieri logici. Non esprimete parole e dialettica. Questo è tutto !

    Il pensare è la fonte della vita vera. La dialettica è l’ espressione della vita senza pensiero. Tutte le cose nascono dal pensiero.

    Brava ! La tua eleganza e la tua classe si sono fatte sentire, però una fetta di dolce la potevi portare.

    Prodotti con le tue sapienti mani la fraganza, il sapore e il desiderio aumenta.

    Sono francese, però cresciuto nel paese di Giuseppe : l’ Africa. Ah, ah, ah, ah, ah. Qui mangiano senza forchetta e per girare il caffè utilizzano il dito e poi lo succhiano. Gabriè. una battuta, me la permetti ?
    Buonanotte Françoise

  54. Un uccello che NON cerca una gabbia…

    GABBIANI (Vincenzo Cardarelli)

    Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
    ove trovino pace.
    Io son come loro,
    in perpetuo volo.
    La vita la sfioro
    com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
    E come forse anch’essi amo la quiete,
    la gran quiete marina,
    ma il mio destino è vivere
    balenando in burrasca.

  55. non è solo il volo, la natura del volatile……….. chissà…….. forse la gabbia è in cima ad un albero? di cosa è fatta? cosa contiene? ha la porta aperta, forse, la gabbia? oppure non c’è neppure, una porta…..

  56. CIAO GIUSEPPE,E’ VERO,C’E’ LA BUONA SOLITUDINE,MA C’E’ QUELLLA CHE PIU’ GRIGIA,PER VIA DI TANTE SITUAZIONI.CERTO SALVATORE QUASIMODO,CON LA SUA CELEBRE POESIA,OLTRE DI PARLARE DI SOLITUDINE,EVIDENZIO’ LA FUGACITA DELLA VITA.
    IO TI RINGRAZIO CARISSIMO GIUSEPPE PER IL TUO COMMENTO,E TI AUGURO UNA SERENA DOMENICA,CIAO CIAO. DA GINA

  57. CIAO PIETRO,CHIEDO SCUSA PER AVER CON LA MIA POESIA,SCATENATO LA MALINCONIA.IO TI RINGRAZIO PER IL TUO COMMENTO,TI AUGURO UNA BUONA E SOLARE BUONA DOMENICA.CIAO CIAO.

  58. CIAO PROFESSORE,NON RIESCO A SEGUIRE IL TUO PROGRAMMA,NON PER COLPA MIA,MA PERCHE’ NON ARRIVA IL SEGNALE.CHE DEVO FARE? nellattesa,ti saluto.ciao ciao da gina

  59. Calliope, Gina, Bea, Valeria, Amalia (cara), Map pina (;D), Tea(grazie), Giuseppe e Francoise ciao!
    per quanto riguarda la gabbia.. è una bella visione: l’esigenza della materia forgiata ma inanimata che alla fine si scoccia della sua vacuità (mi permetto un vuotuità.. è meno pommmposo) e alza le sottane, decisa prende il fiero cipiglio e con passo certo procede a cercare uno scopo.. anche se vorrei sottolineare l’articolo indeterminativo.. un uccello.. non ha ancora mica chiaro in mente QUALE sia ..quello giusto! al quale non stia troppo stretta, troppo fredda, troppo chiusa.. ma almeno ha fatto il primo passo, si è aperta alla ricerca.. di altro da sè. che è anche libertà, che è anche gioia, che è.. senso di esistere..
    che è un bel pensiero. (grazie Gabriele)
    stamattina una fetta di torta ci starebbe benone..
    Grazie Valeria, mi ero scordata dei Gabbiani di Cardarelli.. ma sono in ognuno dei loro stridii..cookai!!

  60. SONO PRIGIONIERA DELLA PAROLA
    OGNI VOLTA CHE UNA QUALSIASI
    EMOZIONE,MI PRENDE,SENTO IL BISOGNO
    DI DARLE UN VESTITO,ECCO CHE MI METTO
    SUBITO ALLA RICERCA DI UNA PAROLA NUOVA.
    ENTRO NEL MAGAZZINO DELLE IDEE,E SCELGO
    LA STOFFA,CHE PIU’ S’ADEGUA ALLE EMOZIONI,DEL MOMENTO CHE,IL MONDO MI DA’
    MA ,SPESSO,LA MIA PAROLA,SI FA OSCURA,
    QUESTA MIA DOPPIA ANIMA ,PER COLPA DELLA FOLLIA,MI MUORE DENTRO,ADAGIANDOSI SU D’UN SILENZIO DI NEBBIA.
    —————————GINA TOTA.17-OTTOBRE.2010
    PRIGIONIERA DELLA PAROLA.

  61. oilà…in che stanza.. sei entrata per non trovare la torta e trovarvi solo quelli che hai salutato dimenticando gli altri carissima Micaela?
    Scusa se affaciatomi alla porta ho dato una sbirciatina in quella in cui ti trovavi facendoti questa osservazione (battutina?)bonaria..

    Buona domenica

  62. Micaela, buona domenica. Il tuo commento l’ ho sentito interessante e originale, anche profondo.

    In fondo parli di apertura, altro da sè e di libertà. Interessante !

    Però ti sono sincero, non l’ ho capito. A modo mio l’ ho intuito, però potrei sbagliare la filosofia del tuo scritto.

    Non voglio interpretare la tua interpretazione. Ma vorrei capirla..

    Per portarmi chiarezza nella mia mente, dovrai spiegarmi che cosa è per te la gabbia : prigione, dolore, prepotenza, oasi, serenità, nido, soccorso, sesso, amore, generosità, conforto, ecc.

    Leggere e non capire è la morte della lettura. Grazie,
    Françoise il calabrese.

  63. 1) Non so. . , forse paura della solitudine? Oppure, simbolicamente, grembo materno per “concepire” una trasmutazione? 2) L’uomo che ammira, pieno di tenerezza e passione, la sua donna immersa nel sensuale torpore.

  64. Ciao Gina, non preoccuparti per la malinconia che suscitano le tue poesie. C’è anche una malinconia dolce ricordo e compagna di momenti solitari. Diventa così anche una deliziosa chiacchierata leggere i tuoi versi.
    Buona domenica dolce Gina. 🙂

  65. penso che la gabbia sia il logos e l’uccello la psiche…

  66. il caro françoise essendo cresciuto i Africa, conosce la sensazione di sentire la madre terra a piedi nudi sentirne tutte la bellezza…., il legame con essa!!! quat’è Bella L’Africa, se non c’avessero messo le mani… !!!! ciao Françoise 😀

  67. semplificazione n’è…. eeeheeeh…ciao Valeria sei pure un investigatrice in-gamba!!! 😉 🙂 😀

  68. Cara Micaela….per te un abbraccio affettuoso

    e visto che tutti avete giustamnete “reclamato” una fetta di torta..
    …ne ho fatte altre…una alla ricotta e cioccolato, una con fragole e panna e una crostata all’abicocca…
    sono tutte per voi…buon appettito!!!
    un bacione

  69. Caro Pietro,
    si la malinconia e la nostalgia per persone che per un qualche motivo non fanno più parte della nsotra vita…
    Sai ho riflettutto molto su quello che hai scritto:; come al solito mi susciti grandi l’anima. Grazie.
    Dunque sono arrivata a questa conclusione: provare nostlagia e malinconia significa essere persone sewnsibili e che che quello che hanno vissuto l’hanno visstuto col cuore e con l’anima. Questo ci deve rendre orgogliosi di noi stessi e dovrebbe anche essere apprezzato da chi non fa più parte della nostra vita. Cmq se non è apprezzato questo non deve essere un nostro problema perchè noi invece dobbiamo essere fieri di savere dato quello che avevamo da dare senza se e senza ma. Inoltre ho capito che, per quanto faticoso sia e per quante sofferenze ancora possiamo poratre dnetro di noi, dobbiamo voltare pagina. Insomma lasciamo che quello è stato faccia parte del nostro passato, lasciamo che quello che è stato riviva solo nei nostri ricordi e nei nostri cuori…magari lasciamo pure che una lacrimuccia scenda al ricordo. Ma, amico mio, si deve voltare pagine. Si deve iniziare un nuovo capitole di questo nostro viaggio chiamato vita: qulunque cosa ci scriveremo, cerchiamo di fare in modo che sia comunque una nuova esperienza, una vita nuova….noi stessi persone rinate…
    Lo so che è difficile…ma non possiamo permettere alle ombre del passato di adombrare il nostro futuro.
    Sì, lo so cosa stai pensado:
    “Bea, ma t’è successo?.Non ti ricosco???”….
    Sto solo cercando di andare avanti nella speranza che la vita, il futuro, possoano ancora portarmi qualcosa di buono. Rivoglio il mio ottimismo…e ovunque si sia cacciato lo devo ritrovare!!!
    Un caro abbbraccio

  70. Caro Francoise,
    anche a me piace leggerti…mi piaci perchè parli col cuori e dici sempre con onestà quello che pensi…
    Per quanto mi riguarda mi capita spesso di raccontare mie eperienze interiori al commento di un post..ma credo che solo così si possa fare anima….
    Un abbraccio e non darmi della “docente”….non merito un complimento di questo tipo!!
    Ho fatto altri dolci…sono anche per te!!!
    Un caro abbraccio

  71. Cara Micaela..
    ho fatto un giro nel tuo sito….complimenti sei davvero grande!!! Io amo l’arte e gli artisti….secondo me l’arte, in qualsiasi forma si manifesti, espreime Anima…
    Sei davvero brava!!!
    Bacioni

  72. Le toooooorte di Bea! Vi saluto, un bacio a tutti e poi a testa bassa mi faccio una scorpacciata! E’ da un po’ che non vedevo tanta bontà materializzarsi nello spazio di poche parole: “una ricotta e cioccolato, una con fragole e panna e una crostata all’abicocca”…
    …Una pancia andò alla ricerca delle torte di Bea… Delle poesie di Bea!

    🙂 😉 😀 🙂

  73. Beatriiiiiiiiiceeeee!!!!!!!!!!!!!!!!
    la ricotta e cioccolato è miaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Benché anche la crostata….
    Baci 🙂

  74. Micaela,
    intanto non mi hai nominato 😦 … 🙂
    Sì, il senso di esistere… sono d’accordo e per me è strettamente legato all’amore… soprattutto con chi prendi le decisioni basilari per la vita e condividi estasi e paure; e con chi aspetta da te affetto e protezione perché deve capire i rischi di questo mondo (i figli)…
    Io ho pensato alla gabbia come abbraccio perché se si rivela confortevole/piacevole c’è anche tutta l’amorevole protezione che fu nel grembo materno e, per me, la fonte dell’amore per l’amante.
    Buona domenica.

  75. Arrivo con un po’ di ritardo, ma ho voluto provarci anche io a dare la mia interpretazione…

    Ho interpretato la frase di Cafka come se fosse una visione delle cose all’inverso.
    Mi spiego:
    La gabbia, in quanto oggetto, raffigura la prigione per chi si trova al suo interno.
    L’uccello simbolo di libertà, praticamente, rappresenta chi è all’interno della gabbia, per cui suo prigioniero.
    è strano che la gabbia vada in cerca dell’uccello, poiché non è il suo ruolo… simbolo di prigionia, cerca la libertà, l’uccello, e prende il suo posto per, magari, rendersi conto di cosa sia la libertà, visto che è l’opposto del suo essere.

    Questo ragionamento potrebbe paragonarsi a quello di chi non ha mai visto oltre se stesso, restando marginato al suo ruolo, poi, si decide d’ inoltrarsi in un mondo e un ruolo non suo, alla ricerca della sua libertà interiore, che fino a quel momento è rimasta prigioniera di sé stesso.

    Un’altra interpretazione potrebbe essere che la gabbia senta l’impulso di servire a qualcosa e decide d’imprigionare la libertà per non sentirsi sola ed inutile.

    Quest’esempio potrebbe essere paragonato ad una persona possessiva “ la gabbia” che in nome del suo egoismo parte alla ricerca dell’amore “ l’uccello” che diventa la sua preda e prigioniero del suo compito, quello, di riempire la vita di un altro, suo malgrado.

    In sintesi come in tutte le cose, la gabbia e l’uccello, così come la pianta e il frutto o l’uomo e la donna si completano con i loro ruoli, anche se a volte non sono stati dettati dalla natura, ma sono stati deviati dal volere o le circostanze che forviano il loro vero compito o ragione d’essere.

    “dopo l’amore
    amorosamente
    la contemplava”.

    E’ un po come dire:
    la quiete dopo la tempesta…

    anche in questo caso c’è la contemplazione quella
    della vita che rinasce e tutto ridiventa bello sotto i raggi del sole…

    Dopo l’amore la contemplazione della persona amata.
    La tempesta dei sensi si trasforma in quiete, in dolcezza,
    e la contemplazione inonda l’anima con lo sguardo d’amore.

    Anna

  76. santi numi BEATRICE ma se clicchi sui dolci e poi mi mandi una mail poi me li posso incollare in bocca??
    Copia ed incolla dai !
    Io poi ti copio incollo vediamo…
    la bavarese? La panna cotta con sciroppo ai frutti di bosco???
    Alè che succhi gastrici!!!
    Insulina insulina!!!!

  77. LA SAPIENZA E’ LEGGE DIVINA..
    ————————-
    LE COSE IN CUI SI CREDE HANNO L’ETA’ DI CHI LE CREDE.
    ——————————
    UNA SCIENZA SENZA COSCIENZA NON E’ SCIENZA
    MA FOLLIA.
    —————————-
    AFORISMI DI GINA TOTA. PUBBLICATI

  78. Cara Bea, è vero, non so dire bugie, non ho mai fatto un complimento se non mi nasce dal cuore.

    Mi piace tanto leggerti, anche se lo scritto non è per me. La tua formazione umana nasce dal prestigio di donna vincente e dal fascino di una rosa bianca.

    Beatttriccce, aspetto il tuo libro !

    I tuoi pensieri, a chiunque diretti, sono , sereni, passionali e liberi da scopi e motivazioni umane. Questo è importante.

    Grazie per i dolci. Un abbraccio e chiamami, Françoise. Ah, ah, ah, ah, ah…. .

  79. kafka diceva anche più o meno : “cosa ne è del paradiso una volta cacciati Adamo ed Eva”?
    Già , cosa ne è?
    Curioso no?
    La gabbia dunque cerca gli uccelli , ma gli uccelli anche se se ne stavano bene preferiscono il libero arbitrio, il giudizio.
    Intanto la gabbia è aperta, non chiusa…

  80. ANCORA SOLI IN VETTA….

    Vola AQUILA VOLA

  81. IL DUBBIO PER ME,E COME UN SETACCIO,CHE DIVIDE TRATTENENDO LA PARTE PREZIOSA,NEL CONTENITORE,COME PEPITE.O ALTRO .
    IL DUBBIO,CI PORTA VERSO LA CONOSCENZA DUBITARE SULL’OPERATO DI CERTI,CHE NON CI CONVINCONO,E DA SAGGI..
    ECCO! QUESTO IO PENSO DEL DUBBIO.
    ———————————————–GINA TOTA.
    CHI DUBITA DELLA SUA INTELLIGENZA,DIMOSTRA DI ESSERE INTELLIGENTE.
    LA CERTEZZA,NON FA PARTE DEL DUBBIO.
    CHI DUBITA E’ SIMILE AL SAGGIO.
    —-_GINA TOTA,PENSIERI E AFORISMI.CIAOOOO,

  82. la gabbia è una realtà
    creata dal nostro credere di non avere le ali.

    dopo l’amore contemplava,….. penso, lui/lei sentiva la serenità, che si sente in momenti straordinari, il raggiungimento della perfetta armonia, Come volare in cielo in coppia , due gabbiani jonathan. Un volare in cielo con l’amata distruggendo ogni gabbia con l’unico mezzo a nostra disposizione: l’amore.

    un abbraccio
    matteo

  83. Ripeto: 1) “La gabbia…” Come dire: quando l’allievo è pronto il maestro appare… (dopo di che, quando incontri il maestro, uccidilo!). Tradotto dall’esoterico all’exoterico: la ‘gabbia’ è il maestro, l’uccello è l’allievo. Ma l’uccello non può rimanere in gabbia…
    2) “Dopo l’amore…”: la vita dopo la (petite) morte. Ovvero, dopo la morte c’è la vera vita (il morire è un altro modo di vivere, ma si riallaccia a come si è vissuto: è fatto della stessa trama dei sogni e degli incubi dell’esistenza).
    Tra i vari, centrato il commento di Rossano: “penso che la gabbia sia il logos e l’uccello la psiche…”

  84. Caro Matteo..
    .io la penso come te!!
    Gabbia: noi entriamo nella gabbia – cioè la nostra Anima – per paura di volare e per paura dell’ignoto. Abbiamo paura di uscire.
    In altri termini la gabbia è la nostra parte inconscia: è una metafora per l’inconscio e per tutte le sue paure. Quindi gabbia/incoscio cercano l’uccello (cioè metafora di Anima) e fanno di tutto per trattenerlo dentro, ….insomma l’inconscio non vuole che l’anima volo libera e e per questo la in-gabbia!!!

    Per il poeta indiano…hai descritto perfettamente quello che ho pensato anche io.
    Un abbraccio

  85. Map….al diavolo la dieta….io mi strafoco!!!
    E che ne dici di un cannolo siciliano!!!!???
    …la mia passione, un pò calorica forse…ma chisseneeee…
    Un abbraccio….e attenta all’insulina!!!!

  86. E’ PIU’ FACIILE CREDERE CHE SMENTIRE.
    ————————-
    LA FELICITA’ NON E’ PER TUTTI,SE LO FOSSE,NON SAREBBE PIU’ FELICITA’.
    ——————————
    MENTRE CORRIAMO DIETRO LA FELICITA’,QUELLA CI GIRA INTORNO .
    ———————
    NEI PRIVILEGI DELLA VITA,LA FELICITA’ CI SFIORA,MA ESSENDO NOI,AVIDI ,NON CE NE ACCORGIAMO DEI PRIVILEGI,CHE LA VITA CI OFFRE..
    ——————–GINA TOTA AFORISMI.

  87. BEDDA BEATRICE,
    ma che ai a fari… pigghiamu u’ ferrybuott e antiamo tirettamente a pigghiari u’ cannuolo e nillu stissu timpo pigghiamu nu’ killer ppe ttia.. ppe issu ..un omo de gnente…che faccia nu travaglio pulito pulito aaah??Capisti??

  88. cannuolo esplosivo aaah?

  89. Buon Giorno Carissimo Prof. Gabriele,

    con un veloce passaggio, anch’io mi unisco al giusto dire di tanti

    Ma il cielo che si piegherà sulla mia parola magica sarà lo stesso, o il contrario, di quando “una gabbia andò a cercare un uccello” Sembra proprio una metafora che ci parla sia di una maggiore consapevolezza che riesce nell’immaginario contrapposto, attraverso magiche parole a cristallizzare ogni desiderio come il cielo che si piega per OGNI VOLO COSCIENTE.

    – Come anche di UN Anima (un uccello che può volare oltre l’immaginario terreno)
    UN anima che accetta di ridiscendere ingabbiandosi appunto nella materialità che è in questo piano è il vero soggetto in manifestazione, mentre “UN uccello” rappresenta un molteplice aspetto di qualcosa di più grande, non definibile E’ come se tutti indossassero lo stesso abito esistenziale, che è assai necessario per quel fine esistenziale… L’anima che in qualche modo si protegge, s’ingabbia, si corazza per raffrontarsi con i sui aspetti egoici nel mondo fenomenico delle apparenze materiali.

    – Lo stesso concetto potrebbe essere interpretato durante la meditazione immaginativa, in cui vengo richiamate le energie sottili spiraliformi, appunto come una gabbia che proteggono l’essere che con il pensiero cosciente esce fuori dal corpo. E’ la gabbia che deve muoversi prima, per permettere dopo quel passaggio dimensionale.

    – Lo stesso concetto legato all’attrazione che ed attira ogni lato opposto.
    – Una gabbia psicologica che facilmente ingabbia giovani inconsapevoli uccelli.
    Ecc..

    dopo l’amore amorosamente la contempla anche qui ci possono essere diverse interpretazioni legati ad un qualcosa di piccolo e contemporaneamente di più grande effetto che viene esaltato con molta cura e delicatezza nel termine “amorevolmente” e allo stesso tempo pensando, contemplando, meditando sugli effetti.
    – come Kairos l’attimo fuggente che si raffronta contemplando Kronos, l’infinito tempo
    – come l’energia sottile serpica che da piccola scintilla amorosa si dissolve nei chakra, che viene appunto amorosamente contemplata , osservata negli effetti che produce all’essere. Come una visione Estatica, vista da dentro e non da fuori.
    – La passione e l’immenso impersonale amore che produce nel continuo tempo vita manifesta, di innumerevoli microcosmici universi.
    – ecc.

  90. Salve Prof!
    La gabbia come può esser tale senza un uccello da imprigionare?
    Quante parti di noi lasciamo che entrino in quella gabbia, sempre alla ricerca e sempre pronta ad accogliere, per poi dimenticarcene una volta che la porticina si è richiusa alle nostre spalle?
    E, al contrario, quanti di noi vorrebbero – almeno per un istante, almeno per un istante! – riuscire a chiudere quella porta e poterla infine dimenticare…
    Qualcuno ha scritto che istante e infinito a ben vedere coincidono. Uccelli in gabbia ci sentiamo protetti dallo stordimento di un abbisso infinito…salvezza o struggimento? Da quale parte stare? Dentro o fuori la gabbia?

    Ciao Gabriele,
    spero un giorno di conoscerti.

  91. Caro Nicola, la tua filosofia è bella e affascinante. però la Gabbia non è il Logos.

    Il Logos è libertà e amore .La gabbia, non libera, ma costringe e priva l’ uccello della sua anima: il volo.

    La frase, quando il discepolo è pronto, il maestro arriva, scusami, non c’ entra con la filosofia dell’ uccello e la gabbia.

    La gabbia non possiede l’ archetipo dell’ insegnamento, chi entra nella gabbia non trova il sapere.

    Non voglio fare il saputo. Chi vuole conoscere lo spirito della gabbia e la sua fuzione deve leggere la risposta del laziale Gabriele.

    ( Chi vince con bravura e fortuna come l’ aquila, nello sport va in alto. Fortuna e bravura è lo sposalizio per conquistare i successi. L’ aquila oggi è questa. )

    Due parole vere, ma dal contenuto immenso. L’ anima della scatola non è solare, ma tenebrosa. L’ uccello vola e la scatola lo cerca, per fare cosa? Per rapirlo ! Chi rapisce produce il male e il dolore. Saluti.

  92. Ricevuto, Nicola Perchiazzi…

    VI INVITO… AD UNA RACCOLTA FIRME PER LA SALVAGUARDIA DEI MAESTRI, I QUALI PER UNA CERTA DOTTRINA “ENTERICA” DOVREBBERO SOCCOMBERE ALL’ALLIEVO!!! ….MI OPPONGO!!!!!

    Il demone che sovrintende alle passioni, è “tappa” fondamentale nel processo di trasformazione dell’Hermes in Uomo Mago, poichè non esiste vera saggezza se la parte spirituale dell’uomo non si armonizza con quella brutale e selvaggia, il femminile con il maschile.
    Altra “tappa”: l’Amore, la somma sapienza, può partecipare del divino soltanto per mezzo del DONO DELL’ANIMA…
    I Maestri, infondo, partecipano di quell’Amore travasando la loro anima, che si dissolve (NON MUORE!), si spersonalizza e nutre le menti degli allievi.

  93. Carissima Alice, lo spero anche io… e grazie per la tua analisi
    Un abbraccio. Gabriele

  94. per simboli, l’uccello è l’uomo che scelse la gabbia il giorno che s’innamorò della terra, perdendo la sua immortale natura, diciamo libertà!!! nella condizione della gabbia ne riscoprirà la vera libertà quella interiore, una volta raggiunta ne sarà pur libertà esteriore!!! nella gabbia spesso ritroviamo la sete di ricerca, del senso del vero volo libero!!!

  95. la gabbia è l’uccello!! non partendo dal di fuori, è una condizione… che vuole tenere l’uomo ingabbiato nell’ignoranza delle paure! la gabbia è l’uomo… chiuso è il suo egoismo,… che non lo libererà, tenendolo segregato, la gabbia è, l’ego!!!

  96. SIAMO TALMENTE PIENI, SAZI DI NOI
    STESSI,DA CONSIDERARE LA VITA,
    USA E GETTA
    MA L’AFRICA,SECCA COME FOGLIA IN AUTUNNO FA DELLA SUA OMBRA,UNA POZZANGHERA.
    DEL SUO SANGUE, LA NOSTRA COLPA..
    ——————————GINA TOTA 2010

  97. L’UOMO E’ DA SEMPRE,CIRCONDATO DA GABBIE DI QUALSIASI MISURA,UNA PER OGNI SUA AUTOCONDANNA ,GABBIE DA LUI,COSTRUITE.E’ COME SE A LIVELLO INCONSCIO,EGLI,DESIDERA ESSER PRESO COME QUANDO L’ASSASSINO,TORNA SUL LUOGO DEL DELITTO,
    L’UOMO,S’INGABBIA DA SOLO.PUO’ QUESTA SUA GABBIA,ESSERE SALVEZZA,LA GABBIA PUO’ ESSERE ANCHE L’INIZIAZIONE,L’UOMO CHE ENTRA IN UNO STATO DI PACE,IN SE STESSO,PER APPRODARE SE NON VERSO LA FELICITA’ MA VERSO L’ARMONIA.
    ————————————————–GINA TOTA CIAO AMICI

  98. SONO LE 5,35 DEL MATTINO,LA LUNA SBADIGLIA DAL SUO BALCONE DI STELLE,
    ANCHE I BALCONI SBADIGLIANO DALLE LORO BOCCHE,UN PROFUMO DI CAFFE’ SI ESPANDE CON LA PREPOTENZA,QUASI A STUZZICARMI.
    I BAMBNI SALUTANO IL GIORNO,CON I LORO SOGNI,
    IO,INTANTO PRONTA AD AFFRONTARE LA VITA.CARISSIMI AMICI,CHE DIRVI…BUONA GIORNATA A TUTTI VOI.GA-GIU.RAF.PIE.VALE’.LUI AMA.-CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOO..G.T-

  99. CIAO GABRIELE,,NON RIESCO A VEDERE IL TUO PROGRAMMA,SU 5 STELLE,CHE FARE? VOLEVO SEGUIRTI,MA COSA DOVREI FARE?NELL’ATTESA,TI SALUTO CON STIMA.CIAO PROFESSORE. GINA

  100. Kafca molto spesso nei suoi scritti provoca un rovesciamento lineare: non di una domanda che va in cerca di una risposta;ma al contrario, è la risposta che cerca di sviscerare, scrutare, di aprirsi un varco dentro la domanda per arrivare al di là della risposta stessa. A mio modesto parere, la gabbia rappresenta la CONOSCENZA: che è in cerca di un spirito che sia pronto a riceverla.

  101. PER ALICE E GINA…
    GINA, CON IL TUO COMMENTO DELLE 3 e 55, HAI DATO LA RISPOSTA ALLE PAURE DI ALICE. STAVO PER RIMANDARE ALICE NEL POST “BONSAI”, DOVE CON ANDREA SI PARLAVA DI PAURE… QUANDO MI SEI APPARSA!!! 😀
    UN BACIO
    CIAO

  102. Sì, Françoise (anche Valeria), certo, il logos è libertà (d’altronde, anche Gesù Cristo è chiamato il Logos), ma può anche diventare una ‘gabbia’ (vedi i ‘fondamentalismi’ d’ogni tipo). Psiche (non parliamo poi di ‘pneuma’) è invece ‘volatile’, come una farfalla: e il sapere, si sa, è una farfalla notturna…
    Quanto al maestro e all’allievo, c’entrano …eccome: la frase vuol far intendere che il maestro è necessario (spesso indispensabile), ma, una volta che hai appreso a camminare da solo devi abbandonare le ‘stampelle’ (o le ‘funi’ che ti sostengono), salvo poi riprenderle quando è veramente necessario. Il racconto evangelico (in Luca) dei discepoli sulla via di Emmaus è in tal senso paradigmatico: il Maestro raggiunse i due discepoli, che però non lo riconobbero, e re-insegnò loro tutto (ovvero, fece da ‘levatrice’). Poi, una volta ‘sedutisi’ insieme (la condivisione del sapere), scomparve al loro sguardo (nondimeno, in un altro passo, disse: sarò sempre con voi…).
    Nicola

  103. GRAZIE VALERIA PER IL TUO COMMENTO, QUELLO DELLE 3. 55.INFATTI IO SPESSO DICO CHE NOI SIAMO PIU’ DI UNO IN NOI,IN NOI,L’ANGELO,E IL DEMONE, IN UN ETERNO CONFLITTO.LA GABBIA PU’ ESSERE LA RAGIONE, SI DICE CHE,L’UOMO HA INVENTATO DIO,PER DARSI UNA REGOLATA,MA NON UN DIO PAGANO, SIMILE AGLI UOMINI CON DEI PREGI,E DIFETTI.MA UN DIO PURO UN DIO AMOREVOLE, PIETOSO,E SIN DA SACRIFICARSI PER NOI SULLA CROCE.QUEL DIO CHE CI FA SANTI,NEL MOMENTO IN CUI ENTRIAMO NELLA SUA LUCE,NELLA SUA DIVINA SAPIENZA..PER ME LA FEDE, NON E’ CREDERCI SOLTANTO,MA VOLERLA METTERE IN ATTO,ATTRAVERSO IL TOTALE IMPEGNO A FAVORE DI CHI E’ STAO PRIVATO DELLA SUA DIGNITA”LE MIE NON SONO PAROLE,PERCHE’ AMO I FATTI,AMO IL PROSSIMO.EHI RAGAZZI,ANCH’IO
    M”INCAZZO,NON SONO UNA BIGOTTA,MA UNA CHE CONOSCE SE STESSA,E IL MONDO COME OGNUNO DI VOI,SI CONOSCE.E DONA SPIRAGLI DI LUCE.CIAO AMICI DA GINA.

  104. Caro Nicola Perchiazzi,
    Emmaus è quel luogo dell’Anima dove i discepoli di Gesù imparano il senso del “dono della vita” e soprattutto accettano il dolore della perdita del maestro. Da Emmaus si riparte…
    Ma poi ti chiedo e mi chiedo: come si fa ad abbandonare le funi che ti sostengono e a capire quando è veramente necessario?

  105. Cara Valeria,
    più che dai discepoli la scelta di tagliare le funi sostenitrici la prenda il maestro.
    Dovrebbero essere i maestri, i genitori, chi ha più esperienza a sapere od intuire quando l’allievo è pronto o ha buone probabilità di proseguire da solo. E soprattutto quando è necessario per lui iniziare la sua vita.
    Così lo vedo negli animali che decidono quali pericoli lasciare risolvere ai figli.
    Poi il rischio c’è sempre e può essere fatale, ma… qualcuno diceva che “la morte fa parte della vita”… ahimè! Anche se si riducono i rischi per i nostri figli ai minimi termini.

  106. Pietro,
    mi rivolgevo a Nicola Perchiazzi che nella metafora di Kafka vede il maestro (gabbia) e l’allievo (l’uccello). Rflettevo su quanto dice: “…la frase vuol far intendere che il maestro è necessario (spesso indispensabile), ma, una volta che hai appreso a camminare da solo devi abbandonare le ‘stampelle’ (o le ‘funi’ che ti sostengono), salvo poi riprenderle quando è veramente necessario.”
    Riformulo la domanda a Nicola:
    Quando è necessario che l’uccello abbandoni le stampelle e quando è necessario che le riprenda?

  107. giuseppe, sì…..:la gabbia dell’uomo è l’uomo stesso.
    però……!!!!
    quando l’essere rimane statico e non vola….la gabbia è pronta! …d’altronde ci si sente in gabbia quando non si riesce ad un divenire.
    io l’ho provato…..

  108. Valeria,
    e io ripropongo la mia risposta…
    Più che l’uccello ad abbandonare le stampelle, dovrebbe essere il maestro a toglierle all’allievo (la gabbia ad aprirsi ed abbandonare l’uccello alla sua vita… e magari la gabbia andrà a riprendere, a sostenere ancora, a confortare forse l’uccello che si trova in difficoltà… Ma che poi ci sia bisogno di attaccarsi di nuovo alle funi che sostenevano non è detto. A meno che non venga in sostegno la coscienza di gruppo che riconosce i momenti di difficoltà dei singoli componenti. Non sarà più l’aiuto della famiglia ma del gruppo più allargato.
    Però se ti rivolgevi a Nicola…… 😦 …
    Allora me ne vado 😦 😦

    Ciao Valeeeeeee 🙂 🙂 🙂

  109. Cara Valeria, risposta assai ardua… Non c’è un criterio generale, bensì personalizzato: caso per caso. Comunque, Pietro ha ragione nel dire che, più che il discepolo, la scelta di tagliare le funi sostenitrici dovrebbe prenderla il maestro. Tornando, come esempio guida, al caso di Emmaus, i discepoli pensavano di aver capito tutto, ossia di essere divenuti autosufficienti, ma l’allontanamento del maestro (Gesù) mise allo scoperto la loro fragilità: il non essere divenuti ‘maestri’ a se stessi (e non solo discepoli ‘discoli’ e ‘indisciplinati’). Fu, quindi, necessario il ‘ritorno’ del maestro (lui sì che aveva fatto il percorso, necessario, di ‘discesa’ e ‘risalita’…), perché i discepoli ‘imparassero’ consapevolmente (consapevolezza: sapienza condivisa) e ‘profondamente’ (de profundis te clamo…). Poi, quando il maestro-Gesù ritenne opportuno, cioè durante il ‘pasto comune’ (la consapevolezza profonda), solo allora egli li lasciò perché continuassero da soli e diffondessero il ‘sapere’ (il ‘mandato’, l”evangelizzazione’, ecc.). Nondimeno, come ho già detto, Gesù disse anche (in un altro passo): non vi lascerò soli (da un lato c’è lo ‘Spirito’ a dar ‘luce’ all’allievo ‘illuminato’; d’altro canto, c’è la ‘luce interiore’, o il ‘Cristo-dentro’, o qualsiasi altra locuzione analoga).
    Nicola

  110. Reeeesta con noooooi, Pietroooo, la seeeeraaaa, resta con nooooi e avremooooo la paceeee, resta con nooooi non ci lasciarrrrr, la notteeeee mai piùùùùù scenderààààà….

    Pietro, non ti chiedevo di lasciarmi libera la visuale 😀 Allora da quì parlo con te e Nicola Perchiazzi, poichè condivido quello che scrivete, poichè ora mi è chiaro.
    Sì sono d’accordo su quale debba essere il ruolo del maestro che conduce l’allievo nella comunità, fuori dalla piccola comunità della famiglia. Spero che le tre figure archetipe, madre-padre-comunità, vengano rispettate nell’allievo, poichè significherebbe che nessuno ha cercato di sostituirsi all’altro e nessuno ha scaricato le proprie responsabilità su terzi. Spero questo, perchè altrimenti l’allievo sarebbe quella “freccia” innocente e inconsapevole scagliata per annientare quella parte di se’ che viene colpevolizzata. I danni sarebbero irreparabili e la “fonte del male” sempre più nascosta e irragiungibile alla coscienza, che non potrebbe sopportare un peso così grave! Il patriarcato e il matriarcato possono compendiarsi nella Ragione della Luce.
    Ciao a Pieeeeetro e a Nicola 😀

  111. caro Gabriele, ieri ho avuto un’esperienza multisensoriale eppure così.. piena di Anima! non resisto, e rilancio la palla.. come mai trovo parecchio in tema questo video di Dalì con il tuo Invito a riflessioni?
    potete vederlo su youtube, o se qualcuno riesce a postarlo qui direttamente!

    scusa @ Winah, se non ti ho salutato l’altra volta.. ;D quindi a TUTTi e tuttE CIAO!!! ;D
    buona la feTTa di Tutte le Tue Torte.. ;D BeaCice! (Goldoni docet, anche solo l’odore va compensato)

  112. sei tu Val catechista???!!

    E và bbbene allor io dico Petrus su di te fonderemo il Blogghe
    (hai le chiavi der cancello o dobbiamo scavalcare come al solito??)

  113. Scavalcare, Map pina… scavalcare… Da più la sensazione di superare l’ostacolo 🙂
    Fonderemo Blogghe e tu sarai la Sacerdotessa! Non mi viene l’accento romano su Sacerdotessa… Come sarà? A Saredotess… A Saccerdota… A se me venisse… 🙂

  114. @ caro Pietro, CIAAAAAAAAOOOOO!!! ;D

    @ Val, non preoccuparte.. Red Bull in arrivo!! 😉

    @ o Prof.. sono stordita ancora.. l’esperienza multisensoriale e profondamente di Anima l’ho provata visitando la mostra di DALì a Milano, Palazzo Reale.. mamma MIA!! vibro ancora. ma quanto era APERTO, quell’uomo? vi prego, andateci! e frugate tra le sue pieghe, così ricche!

    @ Francoise, mi piace l’idea che tu voglia sapere cosa è per me la gabbia, ma io sono sempre in evoluzione (e meno carina di un Pokemòn).. sono partita nell’analisi della gabbia come qualcosa che imprigiona, che racchiude, costringe, tortura, beffa.. poi con un atto deliberato, ho Twisted (ovvero torto, ruotato, preso con forza e di fatto deviato il suo senso) (mi piace la parola inglese perchè contiene il TW..come Twin, tu, duale,..l’Altro da sè, eppure tu..Ombra, e Specchio..) le barre che compongono la gabbia, fissandole con un Nido/Nodo, ed ecco è apparsa la GonnadellaNonna, a protezione di innocenza, di sapere, di erbe e tradizione, e anche ragnatela/antenna a cogliere rugiada e onde e idee, con un focus Globo/Perla di Luce.. io sono la Gabbia, e io ho la possibilità di trasformarla in protezione e cura, in saggezza e sapienza, in ricezione e offerta.. tutto questo a Scontrone, Abruzzo, con la “Scatenata”. il link lo trovi più sù, laggiù.. ;D questa diciamo l’idea di partenza. Grazie della Pazienza, Francoise di Cosenza e Provenza!

  115. Beh, tanti anni in parrocchia, tra la palestra e il teatrino, si sentono! Bei tempi. Ora seguo da lontano la mia lupetta, la mia castorina e la mia scoiattolina…

    Maaap, io scavalco, ho una certa età e di sfondare porte non ci penso nemmeno: Pietro, mi dispiace, ma dimentico la parola d’ordine e le chiavi, quindi mettimi nella categoria “scavalcatori”, così sai chi sono… Tanto entro ed esco di rado e se esco torno subito!

  116. Carissima Micaela, hai lanciato la “palla”… vediamo cosa accade…

  117. Micaelaaaa! 🙂 😉 Mi sono fermata alla prima filastrocca! Aspetta che mi sgranchisco il cervello e “roteo” anche io le… ali!!!

  118. ero una battuta cara Micaela, io ci provo ogni tanto a farle… e fare un po’ di giochi di parole…per il gusto di “rompere un po’ le righe” ;)… non le scatole spero…tutto qua!…

    Saluti

  119. sacerdotessa??ma cche sta addì?
    Sacerdotessa ….ammappete
    ed infatti mi si deve portare una mappata de roba da
    magnà che sacrificherò magnandomela, che sacrifizio!!!
    Che sfizio!
    Gli antichi misteri dà panzotella.Ahmmm.
    E’ il rito…Ahmm ripeti con me e chiudi gli occhi che ce stanno ancora li torti de Beatrice non sia mai s’offenda…e mollame la crostata!!! …Ahmm

  120. Micaela, sei grande ! Non avevo mai incontrato una donna così profonda nelle sue espressioni pensanti.

    Tu, come donna, sulla terra, esprimi il mistero. Brava !

    La nonna è a protezione, come tu dici, di innocenza l’ uccello quamdo la vede, scappa via….. . Ah,ah,ah.

    Tu possiedi la filosofia dell’ evoluzione e giustamente la gabbia, non rimane statica, si trasforma. e si evolve. Mi hai illuminato. Grazie !

    La prossima volta, però, non usare l’ inglese, sono un analfabeta….., . Un affettuoso, saluto.

  121. giochiamo, dolce Winah! con parole, idee, scatole e cucchiai.. e facciamo un gran baccano! Bacco sarà contento!

    lieto Francoise, mi mostri una contraddizione unica: io per antonomasia sono “di superficie”!!
    forse per questo il mistero resta tale, e l’uccello .. ahi ahi signora Longari.. ;D più che volare mi casca!!
    oh, anche scusami per l’inglese, avrei mille difficoltà con il francese, che ignoro, ma avevo trovato un bandolo di tutta quella matassa che il buon “Pastor” Gabriele ci ha imbrogliato e sbrigliato dinanzi.. un nastro di Moebius!! (altra immagine che mi viene ad assomigliare, sola superficie!!) Moebius che lingua è? ;:D grazie gradito illuminante

    panzutella o panzotella, cara MapPina? qui facciamo sacrifici, e antichi riti.. torta di zucca e zenzero..triti!

  122. Giuseppe, ho ingrandito la tua foto, non avrei mai immaginato di trovarmi al cospetto di un play boy.

    Sei simpatissimo : sigaro in bocca, coppola, barba, tutti ingredienti che fanno di te un vero attore.

    Uno “sciupa femmine “. Io faccio chiacchiere, tu invece, mi sa, fai i fatti. Bravo, Peppino !

    Ma dimmi la verità. Le foto sono belle, ma qualcuna appartiene al passato, picciotto ?

    Ora che sono in tema, vorrei fare i complimenti anche a Raffaele. Insieme con la moglie sono una coppia luminosa.

    Raf, tua moglie è una dama vera, bella e senza grilli per la testa.

    Tu sei simpatico, tosto, allegro, ti piace mangiare e, forse, anche bere. Ah, ah.

    Sono contentissimo !

    L’ invidioso è un essere malato, un impotente. Non bisogna attaccarlo, soffre senza sapere che è posseduto da forze avverse all’ uomo.

    Mi raccomando Peppino, vai adagio con le donne.

    Sposati, così io e Raf verremo alle tue nozze.
    Condividi, Rafè ? Abbracci a tutte e due, Luigggionnne.

  123. timidamente dico: la chiave è il verbo, quindi se la gabbia va in cerca di un uccello è perche’ si vuole liberare da se stessa e trovare la liberta’ che credo possa significare mettere a tacere la mente.

  124. Luiggione,
    Weeeeeeeee, AugaaaaaaCheta, Ataaaaaaaaa, Bataka,Nataaaa..Waka, Waka,
    che tradotto vuol dire “e che è, faccia cambiasti, ma sempre nun pustisti nascondiri stu tu prezioso cori che da dentru ci musstrasti.
    Ciao Carissimo Luigi, Giuseppe è semplicemente SPECIALE, il tuo cuore è ECCEZIONALE e questa casa è semplicemente LUMINOSA e RADIOSA, Radiosa perché è illuminata dalla luce di tanti Sbullonati/passionali/grintosi/amorevoli Guerrieri/Cantori/Pensatori ed Artisti di tutti i colori e per tutte le ruote, come anche e soprattutto da tantissime bellissime/amororevolissime attrattissime passionalissime le eruditissime Pulzelle e Dame di corte che con poche e semplici parole ci prendono delicatamente e senza accorgercene ci trascinano nei loro intrigati passionali amorosi tranelli psicologici.. =) 😉

    Mose dice al faraone :libera il popolo di Israele:
    il faraone risponde :toglietemi tutto ma non i miei Ebreil

    muahahahahahahahaahahahahahah

  125. CIAO RAGAZZI CIAO PROF.BUONA DOMENICA.

  126. al massimo sono di del 2009! Non sono uno sciupa femmine, vedi hanno avuto il risultato che in parte avevo preventivato!!! Grazie per i complimenti, ma credimi la mia vita è tutt’altro che da sciupa femmine…! le foto sono contemporanee.. non avrebbe senso mettere foto dia anni fa!! Nessuno mi da l’eta che ho questo è vero… ciao francois… non ti fare confondere dalle foto, le foto hanno tanto, non solo il primo impatto… tante sono fatte la notte tarda con un amico ci si ritrova per andarcene a camminare in spiaggia o lungo un viale che attraversa il torrente…! :D! comunque ripeto m’aspettavo una cosa del genere…. cioè un commento! lo dico perché me lo aspettavo… lo dico tranquillamente 😀

  127. ciao Luigggione ma sto francoise, sei sempre tu…!! aaahaaaahaaa che sei Luiggione… sposarmi noooo, ma non perché faccia il play Boy, ma non è per me!! sai che non sapevo uscissi con questo nome! comunque caro Luigi le foto sono contemporanee, tante sono scattate in una sala dove suoniamo, oppure dalla mia ex a casa mia sempre provando dei brani o lavorando per la preparazione di un qualche evento con l’associazione di cui faccio parte… anche se da esterno!!! LuiGGione quantu ndi Cumbini, io ti chiamerò sempre LuiGGGione! Magari fossi sto sciupa Femmine… sono un Folle che è sempre in Guerra, una guerra fino alla morte!!! certo le mie storie non mi sono mancate, ma nella Normalità lo dico sinceramente…!!! 😉 😀 🙂 … Ciao grandie Raffaele…. ci vedremo in primavera se tutto va bene promesso,… sempre se ti farà piacere!!! :-))

  128. Peppinuzzu, mi rispondi dopo 4 mesi di ritardo, sei forte…. , questa non me la sarei aspettata.. ihihihih.

    Sarà, forse, che, allora, non avevi letto il post ?

    Effettivamente, le tue foto mi colpirono, perchè hai un pò lo stile del ” guappo “col sigaro in bocca…. .
    sei simpatico e sembri più giovane degli anni effettivi.

    Qualche giorno, le dovrò mettere anch’ io, così farò venire i ” vermi ” ai bambini ahahaha.

    Giuseppone, mi fa piacere sentirti e sappi che io credo nell amicizia, mi piace guardare la vita con ottimismo… , soprattutto non amo portare discordie e turbolenze, anche quando ho un pensare e sentire diverso dagli altri.

    Mister, tu vinci perchè sei fondato sull’ umiltà, le tue poesie sono figlie della tua saggezza, della tua bellezza e della tua armonia.

    Però, la zona di Reggio Calabria, ho saputo che è piena di poeti bravi e sconosciuti…. .

    Saluti al nostro affettuoso, saracino Rafeluzzu….

  129. Ciao Carissimo Giuseppe , TI ASPETTO.

    Ciao, Carissimo Luggione è un saluto che ricambio con tutto il mio RIBELLE amorevole saracino cuore….

  130. Rafeluzzu, giorni fa, mi avevi scritto un post che mi parlavi dell’ inganno della ” chiesa”… , dei santi…, Gesù e Dante che sono la stessa persona, se non ricordo male.

    Vorrei sapere quale è sto post… , ti vorrei riscrivere e rispondere… , ci sono cose interessanti.

  131. Ciao carissimo Luigggione capita di non entrare o riuscire a leggere tutti i post in contemporanea con la loro pubblicazione! ciao Luigggione ma va non farai venire i Vermi a nessuno! Luigggi come vedi ti chiamo con tre G… un abbraccio… 🙂 !! ps il cappello non è una coppola tipica “siculacalabra”!!! Lo sai mi chiedo sempre perché il tuo dire mi ha fatto pensare, perché da noi chi fuma il sigaro è sempre visto ho come uno che se la tira o come un Mafioso, non è una risposta a te, caro luigggi che so lo dici con affetto, ma è quello che si verifica… dalle nostre parti!! almeno che, non si conosca il soggetto come un Personaggio Intellettualmente conosciuto o altro! Il piacere solamente di fumare il sigaro non esiste.. Booh!!! Buona domenica a te LUIGGGIONE!!!

  132. Colgo L’occasione per salutare Gina, spero che tu stia bene!?… un abbraccio mia amica poeta…! ancora grazie, tu sai per cosa… :-))

  133. Carissimo Luigggione, in questa discussione:
    http://gabrielelaporta.com/2010/11/10/buono-e-bello/#comment-26008

  134. La gabbia è il simbolo del potere. La discrezionalità di usarla per imprigionare chi devia dalle regole imposte, ad esempio, dal desposta.
    Ti metto in gabbia se trasgredisci, se infrangi la legge e le regole.
    Letteralmente è una prigione per gli uccelli. E gli uccelli volano. Essere messi in gabbia è uina punizione troppo crudele per un volatile che, una volta rinchiuso in gabbia, si agita, sbatte le ale e cerca di volare.
    Metaforicamente è un tremendo avviso per i sottomessi. Non rispettando la mia autorità finirete in gabbia, in uno spazio angusto dove appena potrete muovervi e dipenderete per tutto da me e dai miei guardiani. Pensandoci la cosa potrebbe essere abbastanza demoralizzante ed il solo pensiero, di per se, dovrebbe dissuadere chiunque di trasgredire e costringere tutti ad ubbidire comunque alle disposizioni del sovrano, del tiranno, del dittatore, ma anche del capo di uno stato democratico. La gabbia vale per tutti i poteri comunque esercitati. Ed è sempre dissuasiva.

  135. Pardo……. despota…..

  136. Oh, dio mio….possibile che sbaglio sempre? Ma quando butterò via questo PC da 10′ con questa tastiera da bambini?
    Pardon…..despota!!!!!!!!

  137. …..questo post è il mio preferito…
    cosa dire: soltanto la grande bellezza dell’umiltà può accogliere la libertà

  138. Questo è un canto Siculu-Calabrese, la Dedico a Raffaele Tea, se c’è qualche altro/a Siciliana o calabrese delle parti del Reggino 😉 ! ma poi se Piace è Dedicata a tutti :D!

  139. Savatò quanno ce ne jammo a accattà natu compiutè???

    E visto che è tra poco la fine dò munno

    .. / _ _ _

    ./ … /_._. /_ _ _

    eeeeh non ve l’aspettavate?

    significa
    io
    esco

    in codice Morse…

    Marconisti e Radioamatori Uniamoci tra poco il Web sparirà

    ha parlato

    MAPPADAMUS

    eh non lo posso scrivere a codice morse perchè la “p” non me la ricordo mai forse è il contrario della C

    devo aggiornarmi.

    Savatò a naso direi che sei un radioamatore anche tu???

    Giusto? MAPPADAMUS insiste …

  140. ._ _. ecco la “p” è il contrario della “x” _ .._

    _ _ ._ ._ _. ._ _. ._ _. ._ _ _ .._ …

    m a p p a d a m u s

    .. _ . … .. … _ .

    i n s i s t e

    .._ . _ _ _ ._.. ._.. . _ _ . _. _ .

    f o l l e m e n t e

    😉 scusate è un momento MORSE.

  141. interessante perchè la f è il contrario della l
    so che non ve ne può importar di meno 😀

  142. anche nel morse, vedete si procede per contrari …

  143. vabbè basta

    _._. .. ._ _ _ _

    ciao

  144. in caso di cecità ti avviso che ti ho dedicato un comm. più sopra 😉
    😉

  145. PER MAP-PINA

    Di computer ne ho una casa piena. Ho anche un portatile con installato Ubunto ma non ho avuto mai tempo di imparare a smanettarvi sopra. Poi ho un Dell che è la fine del mondo anche per la velocità. Ma il sistema operativo Windows seven non ha la posta elettronica di outook express. Ed allora utilizzo un Pakard Bell da 10′ che ha il sistema operativo Windows Xp che ha la posta elettronica tradizionale ed ho un sacco di materiale che non riesco a scaricare per mancanza di tempo. E per questo continuo ad usare questo piccolo PC e per questo l’ho anche appesantito con i programmi e gira poco velocemente nonostante che abbia installato una Ram da 2 Giga per renderlo più veloce. Quindi i PC ce li ho ma per i motivi sopra desceritti non riesco a farli funzionare. Ed è un peccato anche perchè il Dell ha uno schermo di 17 polici.
    Ti abbraccio.
    Salvatore Armando Santoro

  146. ‘Iiiiiiiiiiiiii te voooooio ben’assahaaaie …

  147. 😀 ….e tu non piens’ammmmé….
    i te voio bene. assaie assaieeeee
    ma tu ….? nun piense a mme?!!!! ;-D

    MAAAAAAAAPPPIIIIITELLA

  148. Grazie Giuseppe ….ma sempre grazie ti dico? ….molto gradito e molto gradevole video, ci dedicasti… Iddhu propriu beddhu iè 😉 !!!! assai mi piacìu …quant’è dduci pu me cori ..

  149. Carissimo Giuseppe, sommandomi alle parole della nostra carissima Tea…. ti dico grazie e ti ringrazio con tutto il mio saracino cuore 😀

  150. Carissima Grandiosa Maaaaaaaaaappp
    anche se ci togliessero tutto, abbiamo sempre il nostro immortale cuore che se opportunamente infiammato può parlare TELEPATICAMENTE…. 😀

  151. Chiaramente volevo dire “pollici”!

  152. A MAP-PINA
    Si, go avuto un apparato radiotrasmittente per lunghi anni montato sulla mia auto. Mi serviva soprattutto nei tre anni che ho lavorato in Abruzzo e dovevo rientrare in Valle d’Aosta. I camionisti mi comunicavano le postazioni dell’autovelox. Non c’era ancora il navigatore e quelle informazioni erano utili perchè viaggiavo anche a 190 km/h sull’autostrada soprattutto la domenica quando tornavo in giù con la corsia autostradale quasi sgombera. Se mi beccava un autovelox a quella velocità era la fine e l’apparato era il mezzo per evitarlo. Ma la velocità allora mi faceva paura. Ma avevo un’Alfa Romeo che rispondeva ai clomandi che era un piacere.
    Brava Map-pina!

  153. A GIUSEPPE69

    Sono di origini reggine perchè ci sono nato, anche se il Salento (di parte paterna) gioca un ruolo importante nella mia vita. Ma amo anche la Toscana terra di origine di mia moglie alla quale sono particolarmente affezionato e che conosco molto bene. Ma sono legato anche alla Valle d’osta perchè vi sono residente dal 1963 ed un po’ anche all’bruzzo perchè vi ho lavorato per tre anni! Sono Italiano? Ebbene,. si! Lo sono!
    Quindi la tua proposta musicale mi avvince e convince. Ma con “la gabbia (che) andò alla ricerca di un uiccello” che c’entra?
    Dopo l’amore… amorevolmente…la contemplava?
    Cavolo non ci avevo pensato e non ho neppure risposto. Vorrei poter inserire una bella foto di una donna nuda….ma con la privacy mi rovinerei! Si contemplare la donna amata nuda che riposa stanca dopo un’effusione amorosa è la fine del mondo. Ed io l’ho fatto diverse volte.
    Vero Angela?
    Diglielo te quanto ti ho amato… ma oggi sei una povera str…. e quella contemplazione mi regala solo sofferenza. Oh, le mie poesie quanto sono impregnate di sofferenza? Diglielo Angela che la causa sei te!

  154. Mi morse pure il morse come morse il cane e le morse allo stomaco! Scusate se entro in merito alla questione della moria/morìa 😀

  155. EHHHHH
    Jamm bell’ mò quante arie che ti dai..

    sono sicura che hai ancora in cantina

    IL COMMODORE 64

    Stongo Pariiiijann…/(trad. =mi sto esaltando – senza motivo apparente)

  156. Ieri è successa una cosa assurda
    ad un certo punto alle 21.35 mi siete venuti chiaramente in mente voi due come in un dialogo tra voi, immediatamente!!!!
    mi è vibrato il telefonino ed era Tea….
    ASSURDO???
    purtroppo non era il momento giusto per me per rispondere cara Tea e ho rimandato di chiamarti io ma poi si è fatto troppo tardi e non è stato possibile
    resta il fatto che la connessione c’è.La telepatia c’è.
    Caro Raffi e cara Tea ma questa sicilia sarà magica???
    GRAZIE
    GRAZIE
    GRAZIE
    di che? Di sopportare le mie paturnie.

  157. Ho un Pentium2 della Compaq ancora funzionante. Ma al massimo ci posso scrivere perchè l’Hd è più piccolo di una pennetta odierna! Ti abbraccio. Iammo!

  158. bene allora dimmi anche che hai fatto alla gamba (destra credo?) così andrò ad acquistare una palla di vetro.
    Cioè ti vedo un pò.
    Ste macchine non fanno bene a starci troppo dentro.
    Poi vediamo un pò…
    Modellismo suppongo???
    Ste manine fanno cose piccoline, com’è che c’hai sta mania di fare tutto tu?
    Paga qualche volta qualche operaio. E non mangiare gelati in quel modo.

  159. comunque penso di poter parlare a nome di tutti
    non si nominano persone ok?
    Per ora te lo dico benevolmente poi mi arrabbio 🙂

  160. …caro Gabriele, un nostalgico augurio da Salvo…

  161. Caro Salvo, ti saluto anch’io con affetto e simpatia. Un abbraccio grande

  162. Carissima Maaaaapppp, come ti capisco… io sono un analista programmatore e non ti nascondo che a casa ho circa una decina di computers… Ma…. ma… penso che qualche giorno li metto tutti in catasta (meno uno solo che mi riservo per scrivere agli amici) e di sicuro li prendo a martellate con una pesante mazza…. 😀

    la nuova generazione di computer ha delle celate schede elettroniche che possono leggere e trasmettere a distanza anche i nostri pensieri…. Poveri ammuccalapuna che non siamo altro….

  163. Mi sa che salvatore è svenuto…Caro Raffi a volte mi sconvolgi cioè a me a casa quando vengono ad arrestarmi? Ho capito allora un programma che fa finta di rendere ció che scrivi “segreto” è na sola…mi Sto arrivando! Che torno al codice morse ed all’inchiostro simpatico…del mio vecchio manuale dell’agente segreto…dove si arrotolavano i messaggi attorno alla penna per leggerli o si abbandonavano nei cestini…

  164. Caro Santoro, cognome abbastanza comune, nella mia cittadina, quel che è la riflessione sulla gabbia l’ho data tempo fa, tale rimane ancora! per quanto riguarda la canzone, se Tu non ci trovi niente, che la connette alla riflessione proposta dal prof, è giusto che sia cosi! magari c’è, magari no, ognuno sente trova ciò che è! In fine è solo Una Canzone molto diffusa dalle parti nostre, in quella parte d’Italia che va dal Reggino, alla Sicilia, è solo una dedica cosi, che ho voluto fare a due cari amici vicinissimi come Cultura-storica, ma estesa a tutti voi! Solo una Dedica… 😀 🙂 😉 senza rigidità di programma, mi son trovato su questa pag, e su questa ho postato il Video… Con affetto la ride-dico… Nuovamente! Ciao, Salvatore Santoro 😉 !

  165. Carissima Maaaaaaaaappppppp
    no ti scordare che ognuno di noi, secondo la propria raggiunta luce del cuore, ha i suoi celati invisibili affini guide protettori che se fosse necessario, eludono con campi di forza olografiche sottile anche l’osservazione mappante di forze invisibili prodotte da quel connubio malevole che scambia tecnologia aliena con inconsapevoli anime umane……..

  166. Dobbiamo rangrazziare anche il nostro caro Salvatori Armando,
    che con le sue giuste SINCERE PAROLE ci ha dato modo di innescare tanti altri perchè esistenziali…che sono necessarie domante per chi li vuole ricercare.. 😀

  167. A Giuseppe69

    A volte si socializzano commenti sulla sorta di impressioni ed emozioni. Anch’io sovente inserisco cose che sembra che non c’entrino nulla con i temi proposti. Ma poi scavando, sotto sotto, c’é qualcosa che serve da legante…sempre!
    Non volevo sminuire la tua nota e chiedo scusa se hai letto questo. Ti ringrazio della dedica che, tuttavia, ho molto gradito perchè mi ha riportato un tempo passato in cui le emozioni suscitate da una semplice canzone erano sempre forti. E poi c’é tanta antropologia culturale nella vecchie canzoni del Sud. Non credi? Buone feste. Non ti dico Buon Natale perchè sono felicemente ateo!

  168. Carissimo Salvo,
    il nostro blog è tornato in vita. Purtroppo c’è stato un problema legato al dominio, e dal fraintendimento che ne è sorto attualmente abbiamo rimediato tornando al dominio di wordpress. Quindi, per ora, l’indirizzo da usare è il seguente:

    https://gabrielelaporta.wordpress.com/

    Mi raccomando, diffondete a tutti gli amici la variazione. Grazie e scusa ancora!

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