Ricordo il magico istante

Ricordo il magico istante:
Davanti m’eri apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.

Nei disperati miei tormenti,
Nel chiasso delle vanità,
Tenera udivo la tua voce,
Sognavo i cari lineamenti.

Anni trascorsero. Bufere
Gli antichi sogni poi travolsero,
Scordai la tenera tua voce,
I tuoi sublimi lineamenti.

E in silenzio passavo i giorni
Recluso nel vuoto grigiore,
Senza più fede e ispirazione,
Senza lacrime, né vita e amore.

Tornata è l’anima al risveglio:
E ancora mi sei apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.

E nell’ebbrezza batte il cuore
E tutto in me risorge già –
E la fede e l’ispirazione
E la vita e lacrime e amore.

Aleksandr Puskin

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2 Risposte

  1. Nell’incanto della melodia di queste parole, si palpa la magia dell’istante che diventa poesia, penetra nel dolce scorrere dei versi e sfocia dritta nel cuore. Grazie!

    Anna

  2. Poetica e genuina analisi dei riflessi sul cuore generati dal ricordo del magico istante ma anche di tutto il percorso dell’amore con le sue difficoltà… con i suoi tormenti.
    Ma ecco che una nuova visione incendia di nuovo l’animo del poeta che torna così a… vivere…
    Bellissima… Grazie…

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