Perché ti amo

Perché ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l’anima tua son venuto a rubare.

Ora lei è mia – del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.

Hermann Hesse

10 Risposte

  1. AMANTI

    Possiamo essere un contatto rubato e non coltiviamo fiori nel nostro giardino con le mani nude nella terra, insieme, per vedere crescere quel germoglio che accompagna le nostre vite!

    Noi siamo ciò che abbiamo colto e non riusciamo a dare come il sole caldo s’immerge nell’immenso mare dei desideri, lasciati andare sulla scia del vento!

    Fiorella

    Pensieri…. 🙂

  2. è proprio questo
    ……………………….
    dedicarla a luigi sarebbe come buttarmi la zanna sui piedi…
    ………………………..
    Ahio.
    ………………………..
    vabbene te la dedico
    ………………………………
    ma non far partire le pubblicazioni al Comune, ancora.
    Poi scusa tu hai due figlie con chi di grazia le hai prodotte?
    ……………………….
    volevi una risposta al mio scapolamento?
    cioè al fatto che avessi detto/scritto del non essere impegnata non ho scritto -questo- mai
    ricordo benissimo…che ho detto ad Emanuele la frase —-“scapolo tu scapola io”—- , questo sì, perchè IO tecnicamente sono scapola infatti , sono all’antica finchè non mi sposo sono “scapola” , perchè non è così?
    ……………………………………
    E ora non ti incavolare di nuovo altrimenti ti dò un morso in testa

    come ai polipi quando li pescano. DACCORDO? Ehm.
    ……………………………………
    leggiti la poesia che è incantevole.Così ti calmi.Baci.

  3. tanti cari saluti a proffi junior o proffi senior? ancora qui a quest’ora come me…veramente avete messo la poesia più bella di sempre..buonanotte…

  4. la superfice del vetro era piena di gocce di pioggia , la superfice del vetro, si poteva solo immaginare l’umidità di quella pioggia, l’intangibile confine tra un essere umano ed un altro è solo apparente
    Eppure era difficile immaginare cosa sarebbe successo se avesse immaginato quei giorni come diversi da altri, come se quelle gocce parlassero solo a te, unicamente, invece che essere pioggia fossero trasmutazione di un enorme oceano che ti parli a goccia a goccia senza farti capire la forza del mare in tempesta o degli abissi o degli schizzi; l’acqua al di là di ogni altro elemento è la sostanza a cui più delle altre dovremmo appartenere.
    Di modo tale da essere flessibili, elastici e trasmutevoli conservandoci sempre uguali a noi stessi e sempre diversi.
    Facilmente così saremmo capaci di entrare nelle tasche degli altri, senza bucarle, di accarezzare i capelli senza che così sembri, di osservare dal basso quei passi lunghi o corti di chi ha fretta o di chi procede con lentezza.
    Di far galleggiare le foglie che danzanti girano su di noi senza rompersi.I nostri mormorii udibili solo da pochi sono ticchettìo che incalza il tempo sotto al sonno.
    Facilmente così non giudicheremmo chi ama cambiando forma ma solo quella che percepiamo, quella invece sua non cambia mai.Solo pioggia su un vetro, fastidiosa, irritante, invece che amore del mondo.

  5. La poesia è bella, ma la tua anima è lontana.

    Senti, Mappinaccia. Tu hai la mia mail, mi scrivi, io ti dirò chi sono, ti manderò il mio numero di cellulare quello di casa, l’ indirizzo, così potrai indagare e vericare

    Non ho avuto mai un solo contrasro con la legge italiana. Il mio curriculum è solo pieno di multe automobilistiche. Stop.

    A Firenze non sei voluta venire ? Verrò io, dalle tue parti ! Senza che tu mi dia i tuoi indirizzi privati, ma ci incontreremo in un bel ristorante di tuo gradimentio di giorno e alla luce del sole.

    Staremo insieme in un angolo, con un bel mazzo di fiori sul tavolo e che il locale, possibilmente, sia provvisto di un bel sottofondo musicale.

    Non sarà un incontro amoroso e ” scintilloso “, ma l’ incontro EQUILIBRATISSINO E SOLARE fra due persone che si vorrebbero conoscere. Basta !

    Potrai indossare ciò che vorrai. Solo una cosa ti chiedo: devi metterti i tacchi. Questo lo potrai fare ? Grazie !

    A titolo informativo: se l’ idea si dovesse realizzare, sarò a tua disposizione, per la fine del mese, i primi di ottobre.

    Mappinuccia, se però la mia iniziativa, non piace al tuo sensibile palato, in alternativa, ci potremo incontrare al ” convegno ” cultuturale che terrà Gabriele a Firenze ?!-

    Un bacione !.

  6. Tanti cari saluti anche a te, cara Map pina, dal proffi junior e dal proffi senior

  7. Fidarsi è bene e non fidarsi è meglio anche in amore…ma la porta è sempre aperta!!! 😉

    Caro Prof. che ne pensa??? Saluti in allegria! 🙂

    Buona domenica a tutti…ma con la porta chiusa !!! 🙂

  8. “Ricorda, non potrai mai indurre alcuno ad amarti. Ma se vuoi esser certo che la persona che fa battere il tuo cuore ti ama anche lei, non fare nulla e non dire nulla. Se t’ama, allora il suo cuore batterà con il tuo all’unisono e, se vuole vivere, non avrà altra scelta che venire da te.”

  9. .

    Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
    Scrivere, per esempio: “La notte è stellata,
    e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza”.
    Il vento della notte gira nel cielo e canta.

    Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
    Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
    In notti come questa io l’ho tenuta tra le braccia.
    L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

    Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
    Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
    Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
    Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.

    Sentire la notte immensa, ancora più immensa senza lei.
    E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.

    Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
    La notte è stellata e lei non è con me.
    Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
    La mia anima non si rassegna di averla persa.

    Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
    Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
    La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
    Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.

    Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
    La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
    D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
    La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

    Ormai non l’ho più, è vero, ma forse l’amo ancora.
    E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
    E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
    la mia anima non si rassegna d’averla persa.

    Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
    e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

    PABLO NERUDA

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