Istinto e inconscio

Di regola, le grandi decisioni della vita umana hanno a che fare più con gli istinti e altri misteriosi fattori inconsci che con la volontà cosciente, le buone intenzioni, la ragionevolezza.

Carl Gustav Jung

10 Risposte

  1. Una delle poesie più importanti del ‘900:

    L’anno prossimo l’erba della tomba ci coprirà/ ora siamo qui e ridiamo/ guardando le ragazze che passano/ scommettendo sui cavalli bolsi; bevendo gin a buon mercato/ non abbiamo nulla da fare; nessun luogo dove andare, nessuno/ l’anno scorso era un anno fa niente di più/ non eravamo più giovani allora; né adesso più vecchi/ riusciamo ad assumere l’aria di giovanotti/ insensibili dietro i nostri volti, in un modo o nell’altro/ probabilmente non saremo del tutto morti quando moriremo/ non fummo mai nulla fino in fondo; neppure soldati/ fratello, noi siamo gli offesi, i ragazzi desolati/ sonnambuli in una terra buia e terribile/ dove la solitudine è uno sporco coltello puntato alla gola/ stelle gelide ci guardano/ stelle gelide e puttane.

    Kenneth Patchen

  2. MISTERO

    Questa nostra vita stringe intorno a noi un invisibile tracciato che avvertiamo solo in certi momenti quando si apre un contatto “particolare” con il nostro sentire.

    Lasciamo stare il movimento di noi altrove e non comprendiamo la spinta che ci trascina in sensazioni lontane.

    Così pensiamo ad un filo che ci lega a qualcosa già avviata e non portiamo dentro alcuna traccia che ci riconosca dove siamo, in un attimo avvertito, al di sopra di noi ma con noi dentro.

    La nostra azione subisce delle volte lo stesso flashback, tra ciò che vivi e quello che è dietro di noi e manda degli impulsi che ci fanno agire in un certo modo che poi, riflettendo, non appartengono totalmente alla sfera razionale.

    Fiorella 🙂

    Baci!

  3. Caro Carlo Gustavo, coi piedi – “..le grandi decisioni” – no?
    Mi sa che a me è capitato spesso nella mia vita…non so se per un tic all’alluce o schizofrenia ai mignoli 🙂 🙂

    … Buon fine settimana!

    Mario

  4. Brava Fiorella. Condivido le tue parole in tutto e per tutto. Complimenti !

    Hai detto una cosa da ricercatrice del profondo:

    ” La nostra azione subisce delle volte lo stesso flashback, tra ciò che vivi e quello che è dietro di noi e manda degli impulsi che ci fanno agire in un certo modo che poi, riflettendo, non appartengono totalmente alla sfera razionale. ”

    Dovevi finire.. ” ma alla sfera emzionale-istintiva, che domina la sfera razionale “. Hai colpito benissimo ! 001.

  5. Il troppo dar retta alla ragione, per cercare di non cadere in errore, può avere effetto contrario.
    Meglio a volte lasciarsi andare e seguire l’istinto del
    momento.

    Un saluto di simpatia e buona domenica

  6. Penso semplicemente che il 100% non esista e che sovente affidiamo le nostre scelte all’istinto, facendoci guidare dal nostro intuito, a volte sbagliamo a volte la scelta si rivela giusta. La vita è un po’ come una partita a carte, non sappiamo mai se vinciamo o perdiamo. Io sono per il lasciarmi guidare dall’intuito o dall’istinto, le cose che sento a pelle, raramente m’inducono allo sbaglio e con questo non voglio dire il contrario di quanto affermo nell’ aforisma che segue.

    “La vita per fortuna è fatta anche di sbagli e chi no ne commette, morirà senza aver vissuto”.

    Ciao!
    Anna

  7. Anna….più leggo i tuoi interventi e più rimango senza parole:
    quello che dici sull’istinto e sull’intuito…bhè è quello che faccio anche io!
    Bcai

  8. «È importante – scrive Jung – avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute. L’uomo deve sentire che vive in un mondo che, per certi aspetti, è misterioso; che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili. Solo allora la vita è completa.»

  9. Cara Beatrice ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di conoscere quanto ha scritto Jung in proposito.
    Io ho parlato solo in rapporto alle mie personali esperienze. Le incognite comunque fanno parte della vita accrescendone il mistero. Poterle sperimentare e comprenderle, anche se a volte non ci riusciamo, è tutto a nostro vantaggio, le esperienze non possono che arricchirci, su tutto quelle negative.

    Un caro saluto, ciao a presto!
    Anna

  10. Carl Gustav Jung:
    ******************************************
    NON si diventa illuminati perché ci s’immagina qualcosa di chiaro, ma perché si rende cosciente L’oscuro. Ma tutto questo è impopolare divenendo perciò scomodo!!!

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