Il tempo

Il tempo è l’immagine mobile dell’eternità.

Platone

7 Risposte

  1. nobile platone, cura di informare sui livelli sentiti

  2. veramente platonico concetto della categoria delle immagini.

    notte. prima di dormire, tante immagini, tante idee…… una immagine poi subito un’altra, di pae-saggio notturno. nitido. la costa amalfitana, il mare , poi le luci lontane e vicine , e ancora……….sssvvvvvall’interno, con le coste e i dorsi montuose catene di piccole oasi……..notte e cielo, e silenzi…….un centimillesimo di tempo-visione ……………….calma. chiamo il mio più caro amico………dove sei….a campobasso. ……….
    mi è chiaro che inconsciamente l’avessi già cercato, mi avesse già
    pensata……. qui, forse il tempo rispecchiava un momento di eternità

  3. Grazie professore,
    con questa riflessione così vera e geniale dell’immortale Platone,
    ha aperto una finestra sul tema che più mi affascina, starei qui a parlare del tempo per non so quanto ancora, ma ho paura di annoiare e di abusare della gentilezza di questo blog che mi permette d’esprimermi e mi limito solo a dire qualcosa sul tempo che è un tema che da sempre ha rapito la mia fantasia tanto d’immaginarlo come se fosse una persona cara, sento la sua presenza, ma non lo vedo se non vivendolo, a volte vorrei afferrarlo ma mi sfugge dalle mani come il fumo di una sigaretta. Adoro parlare di lui al presente poiché il passato è il presente vissuto come il futuro il presente che sarà, e il presente è l’unico tempo reale del tempi del tempo è l’attimo che si vive spezzettato come piccoli respiri uno dopo l’altro senza tregua per non morire…
    Viviamo di attimi che diventano una vita e la vita in tutto ciò diventa un attimo.

    Grazie ancora,
    Anna

  4. ….”Non durano che gli attimi”….

    Penso però che mentre passato e futuro abbiamo nella loro temporalità una netta e precisa collocazione temporale (scusate il gioco di parole) il “presente” in realtà non l’abbia. Cioè secondo me il “presente” è solo una mera un’illusione: esso esiste, ma non esiste perchè quell’attimo che segna il “presente” in realtà è già “passato” quando i nostri sensi lo hanno colto, percipito e vissuto.
    A voi che ne pare?
    Una bbraccio Bea

  5. Ciao Beatrice,

    posto qui qualcosa che ho scritto un po’ di tempo orsono e che forse sarà più chiaro come concetto, è una poesia. Posso sbagliarmi come tu puoi avere ragione, ma ti lascio leggere e poi ne discuteremo, sempre che, ti faccia piacere.

    I tempi del tempi

    Vivo il presente che sarà il passato
    vivrò il futuro che sarà il presente.

    Il tempo è solo presente
    è l’attimo che vivo!

    L’inganno è nella mente
    pensando che il passato preceda il presente
    se pure, paradossalmente
    indica il tempo già vissuto.

    Solo il futuro è primo sul presente
    nonché sul passato.

    Presente:
    funambolo che scivola sul filo immaginario
    dei tempi del tempo
    con l’asta del futuro ed il passato
    bilancia il suo equilibrio.

    Un labirinto strano, il tempo della vita
    che ripercorro in mente
    con mille entrate nel passato
    ed una sola uscita nel presente.

    E qui, vedete?
    In questo preciso istante
    nel leggere (leggete).
    Vivete il presente che è già passato
    ed il futuro è già presente

    Si fondono in un tutt’uno nello stesso punto
    e nello stesso istante
    e prendono il nome di tre tempi distinti.

    Son certa e ribadisco
    che solo un tempo esiste
    il presente!
    Passato e futuro
    non sono che i tempi del suo tempo.

    Povera la mia mente!
    Che confusione
    quando si spegnerà
    in quel preciso istante del presente…
    pensate che tutto si fermerà?
    No!
    Poiché io farò parte del passato
    sì, ma anche del futuro di chi ricorderà
    nel suo presente il mio passato.

    Penso che dopo tutto il tempo impiegato
    a raccontarvi i miei pensieri e dubbi
    debba fermarmi qui e aggiungo solo
    che i tempi del tempo sono imperfetti
    e
    se continuassi a ragionarci sopra
    il tempo
    dal futuro, presente, passato
    ahimè!
    Diverrebbe infinito.

  6. Anna….ma è una poesie bellisisma…sei fantastica!
    Mi hai lasciato senza fiato!
    Certo che mi paice continuare a parlare con te…è un vero piacere….ed è anche bello che ognuno esterni le proprie idee e poi su quelli confrontarsi, discutere amabilmente e riflettere!!
    …Foirse la verità è quella che scrivi “tempi del tempo sono imperfetti” …e forse questa la più grande verità…tanto che nella loro imperfezione poi ognuno di noi ne ha una visione completamnete personale….
    Cmq io penso che il presente esista, ma che il suo divenire sia così maledettamente veloce e sfuggevole che quando ci siamo resi conto di quello che è il presente in realtà siamo già nell’attimo sgeuente – un altro presente – e quindi nel passato di quello di cui stavamo appena apprezzando la bellezza…ma ormai una bellza passata, seppure solo per qualche frazione di secondi…
    non lo so, ma questo è solo un mio pensiero…
    Un abbraccio

  7. Cara Beatrice,
    mi scuso per il ritardo nel risponderti.
    Ti ringrazio per il tuo entusiasmo, mi confondi con i tuoi complimenti non so se merito tanto, comunque grazie. Anche a me piace discutere sui temi della vita.
    Adoro riflettere e osservare, molte risposte le trovo in natura, vivo in campagna in mezzo alle colline e boschi e credimi avere pieno contatto con la natura fa riflettere tantissimo poiché per me è come una persona, respira e su tutto mi parla, mi manda messaggi in quello che osservo…
    Vedo che siamo d’accordo sul fatto che il presente sia composto da una unità di misura del tempo che non si può quantificare poiché è talmente effimero che, giusto per averne una idea, magari lo possiamo paragonare a un nano secondo che in fisica rappresenta un tempo brevissimo, oppure immaginiamo che il presente sia dello spessore di un filo di seta… è in quello spazio che occupa vive il presente.
    Immaginiamo dunque i fili di seta disposti su una superficie uno dopo l’altro, e immaginiamo che ogni volta che se ne aggiunge uno, il precedente scompare in un cesto, il passato. Quello che si aggiunge è invisibile fin quando non tocca la superficie dove si poggia e diventa visibile cioè il presente, il solo che copre il tempo vissuto, ecco perché dico nella poesia:
    “Si fondono in un tutt’uno nello stesso punto
    e nello stesso istante
    e prendono il nome di tre tempi distinti.”
    Comunque è un po’ come il principio di tutte le cose che vediamo, così come ci appaiono, intere, ma solo grazie a un’illusione ottica, gli esseri, le piante e le cose sono composti da molecole, che a loro volta sono composte da particelle ancora più piccole, gli atomi che, in continuo movimento si aggregano fra loro e formano l’universo con tutte le forme che lo popolano, ma se non ci fosse l’illusione ottica vedremmo le forme scomposte in tantissime particelle, appunto come il tempo composto da immaginari fili, giusto per dargli un aspetto poiché il tempo è impalpabile inodore, invisibile si quantifica nelle nostre azioni che riempiono il nostro vivere. Il tempo è vita e la vita è tempo.
    Scusa se mi sono dilungata tanto, spero di non averti confuso di più le idee. Un caro saluto e grazie Beatrice, ciao alla prossima!
    Anna

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