Piacere e dolore

Che cosa strana sembra essere questa che dagli uomini viene chiamata piacere; e come sorprendentemente essa, per sua natura, si trova con quello che sembra il suo contrario: il dolore. Ed essi tutti e due insieme non vogliono coesistere nell’uomo, ma se poi qualcuno insegue l’uno di questi e l’afferra, egli, in un certo modo, è obbligato a prendere anche l’altro, come fossero attaccati ad un sol apice, pur essendo due.

Platone

6 Risposte

  1. quando due anime si incontrano e si amano, è il piacere dell’uno che compensa ed inonda il dolore dell’altro, reciprocamente……….quindi l’amore riesce a far coesistere piacere e dolore .

    solo chi è consapevole però può accettare e dare un senso al dolore dell’altro……e questo accresce l’amore e offre senso all’esistere.

    ma quando il piacere non circonda ma si sente circondato dal dolore, allora l’amore diventa debole………..perchè finchè il piacere vuole far da padrone, non accoglie e non libera dall’inferno, ma esige solo e non altro che altro piacere, immedesimandosi soltanto in un corpo e non in uno stato d’animo. tanto che i liquidi restano liquidi e non sublimano il loro stato, non mutano in un’altra forma, non si estendono all’altro.
    siamo abituati ad offrire il nostro piacere solo a chi accetta il nostro dolore? …………….. l’amore vincente diviene sempre realtà. 🙂

    il cinismo invece si manifesta ignorando non il dolore dell’altro, ma il piacere, dell’altro, non riconoscendolo, anzi standardizzandolo.
    e chi, in questo sociale, può accettare il dolore accresciuto dalla sconfitta di un amore perdente?………..quanto ci allontaniamo l’uno dall’altro, aspettandoci solo piacere…………………….. vi amo perchè mi leggete. 🙂

  2. Prima di vivere nel piacere bisogna attraversare il dolore, e quando si pensa di godere di quel momento sublime, nulla di più falso: il dolore è sempre dietro l’angolo a spiarci.

    Caro prof. ti lascio
    un augurio di Buon Ferragosto.

  3. Buon ferragosto anche a te, cara sonoqui. Un abbraccio, Gabriele.

  4. LA GIOIA

    Non è nei nostri cuori soltanto è come portiamo la nostra Essenza nell’esperienze che ci coinvolgono.

    E’ una storia semplice che non ha stagioni, rimane lì sempre come la parte vitale che si rinnova.

    Non porta doni a piene mani, è soltanto annunciata dalle meraviglie che si scoprono, con gli occhi senza veli!

    Questa nostra vita è gioia nelle mani vuote e non restituisce ciò che non si vede!

    E’ solo quella spinta a colmare il vuoto che ci trascina nel nulla, se non si muove l’Anima a portare quei doni!

    Fiorella 🙂 Un saluto.

  5. LA GIOIA

    Non è nei nostri cuori soltanto è come portiamo la nostra Essenza nelle esperienze che ci coinvolgono.

    E’ una storia semplice che non ha stagioni, rimane lì sempre come la parte vitale che si rinnova.

    Non porta doni a piene mani, è soltanto annunciata dalle meraviglie che si scoprono, con gli occhi senza veli!

    Questa nostra vita è gioia nelle mani vuote e non restituisce ciò che non si vede!

    E’ solo quella spinta a colmare il vuoto che ci trascina nel nulla, se non si muove l’Anima a portare quei doni!

    Fiorella 🙂 Un saluto!

    ps Errata Corrige

  6. Tea, mi hai regalato un momento di meditazione in cui i pensieri si sono fermati ed ho assaporato un equilibrio ed una immobilità che viene dalla profondità in cui mi hai trasportata, una centratura in me stessa (e in te stessa…).
    grazie, sai!
    Un abbraccio

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