SIEDI QUI IN PARADISO

Voglio un carico di vino di rubino, e un libro di versi.
Mi occorre appena lo stretto necessario, e un pezzo di pane. Poi io e te
seduti in un luogo deserto…

Questa è una vita superiore al potere d’ogni sultano.
Non t’affliggere così vanamente, vivi contento, e nell’ingiusta via della tua
sorte, vivi con giustizia.

Giacché in conclusione questo mondo è il nulla, pensa di essere il nulla, e
libero vivi.

Per quanto d’ogni lato io volga lo sguardo, scorre nel giardino un rivo di
paradiso.
La piana è divenuta un paradiso, non parlare d’inferno!
Siedi qui in paradiso, assieme a un volto di paradiso.

Omar Khayyam

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42 Risposte

  1. A questa poesia che amo molto e che ho conosciuto attraverso le tue bellissime trasmissioni notturne ho dedicato questo modesto post… nel mio blog…

    http://beardream21.spaces.live.com/blog/cns!E7AB7B9B65CB4B89!5353.entry

    Ciaoooooooo

    T.K.

  2. Scusate, sicuramente non c’entra niente con questa bella poesia,,,però ho pensato a questo : ma perchè la società di oggi ci vuole sempre felici “realizzati” senza ombre e con uno standard di umore efficientemente “solare” da mantenere brandendo l’arma dello psicologo- panacea -obbligata nel caso “ci si ritagliasse” (si piombasse) del tempo fuori da questo…?
    Io trovo che sia proprio questo tipo di psicologia deprimente e non quello che si proprone di alleviare..

    Notte!

  3. Cari amici del blog, sono come voi questi versi! consolazione alle amarezze di tanti giorni, inebrianti come miele, solletico di ali di farfalla, libertà e voli
    affrancati dal dolore, dalla noia; legati a una terra di nessuno in cui la mente immagina, si immerge, sprofonda
    In cui il buio si accolla una, due, le tante e tante cose accese di ogni luce più pazza e viva
    e sempre ricchi di amore..e amore..e amore..
    So quanta fatica fate , come la faccio anch’io, a tornare
    ogni giorno
    a costruire case, rincorrere bambini; a pregare o a lanciare sfide difficili… o a immaginare cose che non vedremo mai…a contrastare un avversario…tutto questo fa male a chi ha l’anima delicata delle farfalle e la dolcezza del miele
    ma consolatevi perchè è così che costruiamo noi stessi, ci prepariamo a raccogliere una dose ancora più grande di compassione e d’amore

  4. Concordo con te, Winah!
    Un abbraccio

  5. Concordo con Winah e mi impegno a curare, ogni giorno, lo stesso ottimismo che fa dire a Vera: – …” sono come voi questi versi! consolazione alle amarezze…”
    Cosciente del fatto che non sempre le prove della vita ci trovano preparati al cambiamento e che molti considerano ” un’aggressione “. Spero soltanto che chi ci consiglia il cambiamento sia sempre al nostro fianco, come in questa lirica lo è colui che è diventato l’Altro di noi IN noi, la guida che non è “sopra” di noi…
    Una visione orizzontale della nostra meta: rivoluzionario è che l’entrata del paradiso possa essere la porta affianco a quella dell’inferno e non al piano superiore. Che accadesse di ritrovarci in paradiso, quando ci cercavamo all’inferno… oppure che credavamo di essere all’inferno mentre eravamo già in paradiso…: questo è il vero miracolo, che può accadere soltanto quando c’è Compassione, Condivisione, Comprensione!!!

    Un abbraccio

  6. Winah,hai ragione e credo che il tuo commento sia adatto alla poesia..A volte,ho l’impressione che la psicologia abbia tradito clamorosamente la sua missione.Insomma si sono armati di tabelle che indicano quali comportamenti sono nella norma e quali no,lo sapete che all’asilo considerano indicativo se il bimbo sa o meno ritagliare con le forbici,indicativo del suo sviluppo normale o meno..ma che significa normale? Rispetto a quale norma? E chi stabilisce i parametri’? e per raggiungere quale meta? Le piante non crescono tutte allo stesso modo,con lo stesso tempo,possibile che si pretenda che l’essere umano segua una tabella??

  7. Caro Prof. , nel rinnovarti i miei più cari saluti ti invio questi versi, che ho buttato qui di getto dopo aver letto la bellissima poesia di Omar Khayyam

    Solo se riesci a crederti il nulla
    potrai sedere nei giardini del Paradiso…
    lì coglierai steli di rosa
    e mangerai foglie di papavero;
    correrai a piedi nudi
    su lava rovente,
    con le mani staccherai dal cielo
    il vento …il suo suono accompagnerà
    la tua danza di libertà.

  8. Seguendo le considerazioni di Valeria e Vera, carissimo Winah vorrei solo aggiungere che secondo me dobbiamo lottare NON per realizzare quei principi, quei standard, che la società ahimè ci vuole imporre in tutti i modi, anche i più subodoli, o essere felici perchè le persone che ci circondano mal sopportano chi sta male o peggio ancora i depressi: la maggior parte delle persone che compongono la nostra società sono aridi e cinici!…e la maggior parte di loro considerrano un malato al pari di un appestato e come tale da evitare….purtroppo la maggior parte dei rapporti interpersonali oggi si basa solo sull’apparire, su gare di marche e vacanze ecc ecc e questo a me fa davvero inorridire! inorridisco vedendo quanta gente non ha altro da fare che seguire le mode del momento o, come dici tu, stare là seduta e giudicare in maiera aprioristica amici o parenti…e se uno non si adatta ai loro modo di fare e di pensare, allora quello è qeullo sbagliato …è deprimente tutto ciò!
    ma dobbiamo invece lottare per “realizzare” noi stessi, per portare a compimento il nostro destino – tutti abbiamo un destino – per questo dobbiamo sforzarci di andare avanti, superare le alte e le basse maree che nel nostro viaggio possiamo incontare…
    Non dobbiamo rincorrere la felicità ed aspirare ad essa per gli aktri, ma solo per noi stessi e per quelle persone che davvero amiamo o che ci amano…
    quindi mi associo a Valeria dicendo che dobbiamo avere compasione e comprensioni e aggiungo amore per noi stessi…se non amiamo noi stessi non possiamo neppure offrire amore a chi ci è vicino!
    Un abbraccio per tutti amici

  9. Amalia, cara….
    …stavolta non concordo con te, o per lo meno non in toto. Ammetto che oggi la psicologia e la psicoanalisi vengono strumentalizzate un pò troppo, concordo con te anche sul fatto che una tabella non può essere indicativa di quali comportamente siano o meno nella norma ecce cc..insomma le tabelle secondo me, sono uno degli eccessi a cui l’uomo razionale ha svilito questa scienza. E su questo hai perfettamente ragione.
    Io penso che la psicologia sia invece di grande importanza per noi esseri umani: ci permette ci arrivare in luoghi dentro di noi, della nostra anima, del nostro incoscio che mai forse arriveremmo a esplorare senza il suo aiuto. Essa ci apre a noi stessi, ai nostri dubbi, alle nostre paure, alle nostre emozioni…ecc eccc. porta a galla quello che noi spesso neghiamo a noi stessi o non pensiamo neppure di pensare; e poi quello che emerge non è che una minima parte di quel vulcano che dentro di noi brucia!
    Scusa se mi infervoro: ma io credo che Frued, Jung, Hillmann…e tutti coloro che sono venuti dopo di loro, più o meno noti, ci abbiano fornito una delle più grandi conquiste dell’umanità: la possibilità di entrare dentro noi stessi, di penetrare nei nostri sogni e capire che un sogno non è un sogno e basta, ma può essere altro, molto altro….e magari, poi riuscendoi a capire meglio noi stessi riusciamo capire meglio anche gli altri.
    Il caso che propone Winah a mio giudizio è un caso a parte: un essere umano che per un momento personale e per un tempo indefinito, non vuole indossare la maschere della persona felice se non lo è; una persona che per un pò ha deciso di “contravvenire” alle regole sociali (e qui ovviamente non sto criticando) estraneandosi dal mondo che lo circonda, creandosi un mondo diverso in cui vivere, in cui egli sta bene. E in quetso mondo, in questa pace e quite dolorosamnete conquistate, non desidera che nessuno arrivi lì e, non comprendendo questa scelta, si improvvisi pcsicologo per riportarlo alla vita “sociale” che ha abbandonato. Insomma credo, se ho capito bene, che lui bandisca questo tipo “di psicoanalisi” : i cd. “apprendisti psicologi” che magari, chissà forse preoccupati semplicemnete per la sua salute, si avviccinino come zanzare e continuino a dirgli che deve ritonare nel “mondo sociale”.
    Non so, Winah, questo intendevi?
    Un grande abbraccio

  10. Winah caro,
    ….ora che ho sviscerato meglio il tuo quesito…questito che è tutta la mattina che mi ronza nel cervello…forse mi hai aiutato a capire una cosa.
    Hai aperto nella mia mente riflessioni e considerazioni nuove per farmi vedere in maniera diversa una faccenda personale.
    Però ti chiedo: quella che tu definisci “psicologia deprimente”, che ovviamnete nella maggior parte dei casi è come dici tu per cui ti dico che la penso come te, però in altri casi limitati non potrebbe nel mucchio di “psicologi improvvisati” celare anche l’affetto sincero e preoccupato di qualcuno che si preoccupa della nostra salute?
    e allora che fare, sbattere la porta in faccia anche a chi magari si “inventa, si improvvisa” psicologo solo per aiuatre, consolare, confortare e sostenare chi ama?…a chi desidera magari solo apportare amore là dove c’è dolore, sofferenza e solitudine…insomma dove c’è un bisogno enorme d’amore.
    non credo che voler capire chi amiamo sia sbagliato!
    Un abbraccione caro.

  11. Winah…qualunque siano le tue risposte, io ti ringrazio perchè tu oggi mi hai illuminato!
    Finalmente ho capito….sono davvero seria: all’improvviso, e probabilmente senza volerlo, mi hai dato la rispsota che da settimane cercavo.
    Mi spieghi per favore, lo so che ti sto facendo molte domande oggi, ma per me hanno una grande importanza le tue risposte (non immagini neppure quanto…sei un pò come un oracolo per me!!): cosa intendi esattamente quando dici:
    “trovo che sia proprio questo tipo di psicologia deprimente e non quello che si proprone di alleviare”.
    Grazie per la pazienza!!!
    Baci

  12. Ihhhhh non sei d’accordo con me Bea??? 😯
    E fai bene,perchè io non mi riferivo al rapporto personale tra il terapeuta e il paziente,piuttosto all’idea che vi sia una tabellina di marcia da seguire nelle nostre vite…….

  13. What The Hell
    iS
    …. HEAVEN ?

    🙄

    .

  14. Cara Bea…io intendo dire che la psicologia degli stereotipi da raggiungere è una psicologia deprimente…perchè non accetta la persona per quello che è…è una psicologia della società omologante a tutti costi, personalmente spinta agli estremi poi mi spaventa!…(questa è la mia opinione da non addetto ai lavori ma da appasionato naturalmente…) sono d’accordo – se non ho capito male – con quanto dice Amalia sulle tabelle dei comportamenti dei bambini .. ma scusate: non è deprimente che alcuni psicologi per es. consiglino ai genitori dei bambini un po’ vivaci o con comportamenti particolari psicofarmaci invece di una buona dose di attenzione cura amore gioco…? Per me è da pacchi postali…

    Saluti

  15. ops…trattare i bambini come dei pacchi postali…

  16. dimenticavo giusto per specificare : la mia comunque è una critica rivolta ad un certo modo di considerare la psicologia, e non la psicologia in sè…non so se mi sono spiegato, spero…

    Abbracci a tutte, saluti agli altri

  17. Beatrice e Valeria, mi trovate completamente d’accordo, e concordo anche con Winah: per vivere non c’è bisogno di rapportare sempre tutto a teorie – spontaneità! Credo nelle istruzioni per l’uso, che servono per usare un ferro da stiro per esempio… e nelle patenti di guida; se si va in giro senza, ci si può ammazzare…figurati per guidare sè stessi!
    Ciao amici

  18. Per Winah e Bea…

  19. M’associo al discorso di Winah; approposito di un certo modo ormai “Statunitense” d’intendere la “Psicologia”! vi è a proposito un bel libro che mi permetto di segnalare: ( IL Tempo delle Passioni Tristi “edizone feltrinelli” scritto da Miguel Benasayag e Gérard Schimit)….come diceva il prof. da poter richiedere in biblioteca…eeheeheee! ed ora,…. abracadabra..((((.)))) 😀

  20. Majò,
    sempre in giro, tu, non appoggi mai il fondoschiena da nessuna parte… 😀 Fammi ‘sto favore: “siedi qui in paradiso” con noi e non fare quei gestacci con le parentesi… 🙂 😀 😛

  21. Sono segni che faccio ovunque….ovunque scriva,..anche sui testi che leggo!!! non sono gestacci. Sono..diciamo fra un occhio,…è ali di qualcosa…, delle onde che si propagano…verso quel punto!!! Ciao…… Valeria, un saluto… 😀 🙂 😉 ….!!!

  22. Peppino, condivido quello che ha scritto Valeria. Siediti in Paradiso. Ti facciamo lo sconto del 50%. Vieni, mi sei mancato. Tu mi hai portato felicità !

    Non scherzerò più ! Ma io non riesco a capire come mai prendi sul serio una battuta. Ma daj ! Vieni e porta qualche pesce del nostro mare..

    Un abbraccio, sempre, ti voglio bene, il tuo indeminticabile Luigione.

    P:S Ma ti sto scrivendo cose cattive ?

  23. Luigi…no, nulla di brutto! è solo un bisogno di un piccolo periodo di tranquillità!!… 😀

  24. In diversi miei post,… dove tento di scrivere seriamente riporto quel”disegnetto” con le parentisi con il puntino…., Nulla di che!!!…. n’abbraccio circolare!!! 🙂 😀 ….Solo piccola parentesi Riflessiva…non solo riguardante il Blog!!

  25. Peppinuzzu, stasera o domani, ti dovrò mandare un raccomto, penso che sia, di un maestro Zen.

    In questi giorni. sto facendo le valigie per il mare, e lo scritto di cui parlo, l’ ho ritrovato, fra le mie cose di quando ero giovane. Aiu !

    Adesso mi sento più giovane di prima, fisicamente e moralmente. Moralmente sono come un ragazzino dell’ asilo. Mi piace giocare . Fisicamente come un quarantenne.

    iL SEGRETO DEL MONDO E’ L’ AMORE ! GUARDA GLI SCRITTI DI GABRIELE. SII FURBO, TUTTA LA SUA CULTURA, IL SUO SAPERE GIRA INTORNO ALL’ AMORE.

    ECCO CHE BISOGNA GUARDARE FRA LE RIGHE. – METTE POESIE, VIDEI, ARGOMENTI, FILOSOFIA, PSICOLOGIA, FRASI, ECC. TUTTO FONDATO SULL’ AMORE.

    L’ amore vince ! E’ uno stato di coscienza superiore, l’ uomo diventa soggetto del Mondo, non oggetto

    Molti ridono, di questa mia filosofia ! Ma chi ha problemi non può conoscere l’ amore. Deve togliersi i problemi e poi si vedrà.
    .

    GIUSEPPE, IL MALE DI UN UOMO NON E’ FUORI, E’ DENTRO. SOLO CRISTO TI PUO’ AIUTARE A SUPERARLO.

    SE CAPISCI QUESTO HAI CAPITO TUTTO. SE NON CAPISCI QUESTO, NON HAI CAPITO NULLA.. ATTENZIONE ! IL COMPITO E’ RIMANDATO. PERO’ VA REALIZZATO.

    GIUSEPPE, IO SONO BOND.

    MI RACCOMANDO, NON DIMENTICARLO

  26. Carissima Valeria,
    mi hai davvero emozionato…
    grazie di cuore per questo regalo!
    amo questo artista ed i suoi testi, e questo in particolare!!
    Un grande abbraccio pieno di tanto affetto…

  27. BRAVO, BRAVO, BRAVO ! GIUSEPPE. COSI’ SI FA!

    Giuro sul bene dei miei figli, la persona alla quale ho voluto più bene, sul blog, sei stato tu. Prima di te c’è solo una persona.

    Domani, ti invierò questa “parabola di un principe”.

    Quando ero “guagliune”, ho “prodotto” 5/6 quaderni. Ciò che leggevo e mi piaceva, lo riportavo sui quaderni.

    Stamani, la parabola, l’ ho trovata anche su internet, però non mi piace come viene descritta. La mia è l’ orginale.

    Giuseppe, tu sei una brava persona. A me piacciono le persone così.

    Il racconto è importantissimo, molti lo conosceranno.
    La “parabola esprime in chiave metafisica la lotta e la vittoria.

    L’ uomo più ha tragedie e più deve vincere. E’ difficilissimo, però è così. Nulla gli deve spezzare la sua libertà interiore e la sua pace.

    Questo, attenzione ! NON E’ UN REGALO MA UNA CONQUISTA.. Bond.

    Luiggggggione.

  28. Grazie Luigi, lo dico SINCERAMENTE!!! L’Amore…è il raggiungimento della sicurezza delle sicurezze!!! L’uomo ama nei suoi limiti fatti di dubbi sofferenze, spesso Atroci!!! per questo ogni lacrima del “Cuore” non tende verso il basso ma s’innalza vero l’alto, Qualcuno vi ci mette le Ali…,dal suo grande Amore!! Non sono frasi ad effetto, queste che ho appena scritto. Hanno un grande significato per me!! a presto… 🙂 !!!

  29. …E siccome è mio destino fare da… “palo”, ovvero da “testimone”, permettetemi di inserirmi di sbieco così come osavo dormire tra i miei genitori (la mia testa sulla pancia della mamma, i piedi sulla panciona di papà!)
    Majò, se Zanna si firma Bond, ovvero James Bond
    tu firmati Sep, ovvero Gius-sep! 😀
    E’ un piacere scherzare con voi, Zanna e Majò! 😉

  30. grazie cara Valeria per il video…
    Abbraccio…

  31. Majo condivido i tuoi pensieri…e anche per me queste frasi rappresentano un modo di vivere…
    un abbraccio

  32. Caro Giuseppe, come vedi sono stato di parole, ti ho inviato la storia del principe contro l’ orco.

    IL PRINCIPE CONTRO L’ ORCO !

    In tempi molto antichi, al re di Benares gli nacque un bambino che sarebbe dovuto diventare il futuro Budda.

    Quando ebbe sedici anni il re lo chiamò e disse: «Figlio mio caro, adesso dovrai apprendere le arti e le scienze».

    «Da quale maestro dovrò impararle?» chiese Cinquearmi.

    «Andrai nella città di Takkasila, nel regno del Gandhara – rispose il re – lì troverai il più grande di tutti i maestri».

    Detto ciò gli consegnò una borsa con mille talenti dicendo: «Questo è il compenso che dovrai dargli». Poi Brahmadatta e la regina lo abbracciarono commossi e lo lasciarono andare.

    Il giovane principe partì e raggiunse il suo maestro. Per mesi, mesi e mesi imparò tutte le arti e tutte le scienze e, giunto il tempo di tornare dai suoi genitori, si inchinò davanti al saggio precettore per ringraziarlo. Il vecchio lo salutò con affetto e gli fece dono di cinque meravigliose armi.

    Orgoglioso del regalo, il futuro re di Benares si mise in cammino verso la casa dei suoi genitori. Era allegro e le sue mani carezzavano spesso le armi che brillavano lucenti quando i raggi del sole le colpivano.

    Camminò per giorni e giorni a passo veloce, attraversando fiumi limpidi, montagne, selve e foreste meravigliose, finché non giunse in un villaggio al confine con un bosco nero e fitto.

    «Non entrare in quel bosco giovane guerriero – implorarono gli abitanti del villaggio – per favore non farlo: lì abita un orco tremendo chiamato Corazza di Peli. Un essere immondo che ti mangerà sicuramente».

    «Io non ho paura di nessuno – gridò Cinquearmi – e neanche di quest’orco». Il giovane era coraggioso come un leone e aveva assoluta fiducia in se stesso.

    Malgrado le preghiere di tutti, si addentrò di slancio nel buio della selva: camminò in mezzo a piante così alte e impenetrabili che nemmeno i raggi del sole riuscivano a bucarne il tetto di foglie.

    All’improvviso, preceduto da un rumore assordante di rami e tronchi schiacciati, apparve l’orco.

    Era alto come il più alto degli alberi, la testa enorme come la chioma di un cocco e gli occhi grandi come due scodelle.

    «Dove vai giovinetto? – gridò l’orrido essere – Fermati perché ti devo mangiare».

    «Orco, io sapevo quel che facevo quando sono entrato in questa foresta – gli rispose il futuro Budda senza paura – Bada a quel che fai assalendomi perché io ti ucciderò con una freccia avvelenata

    Il giovane principe prese l’arco e scagliò una freccia, ma questa si impigliò nei peli del mostro. Allora ne scagliò una seconda, una terza, una quarta e così via fino a tirarle tutte e cinquanta: niente da fare, ognuna si fermava nella corazza di peli.

    L’orco si scrollò facendo risuonare tutti gli alberi della selva e le frecce caddero ai suoi piedi. Fece due passi avanti verso il giovane che prese la spada lunga trentatré pollici e lo colpì: anche questa non gli fece neanche il solletico perché fu bloccata dal pelame.

    Allora impugnò la lancia lunga e potente e la diresse con forza verso il petto dell’orco: niente da fare ancora, la corazza villosa fermò anche la lancia.

    Il giovane non si perse d’animo: «Signor Orco – disse – tu non hai mai sentito parlare di me prima d’ora: io sono il principe Cinquearmi. Quando sono entrato in questa tua foresta non ho fatto affidamento sull’arco, sulla spada e sulle frecce: mi sono affidato solo a me stesso.

    Ora ti ridurrò in polvere e fango». Detto questo gli affibbiò un pugno poderoso, ma la mano destra rimase impigliata nel pelo

    .Gliene tirò un altro con la sinistra: anche questa rimase bloccata allo stesso modo.

    Allora gli tirò un calcio prima col piede destro, che rimase aggrovigliato nelle setole, e poi con il sinistro che fece la stessa identica fine.

    Il principe combatteva coraggiosamente: ormai gli era rimasta libera solo la testa: «Ti batterò ugualmente con la mia testa – gli urlò con voce ferma e risonante – e ti ridurrò in polvere e fango».

    Così dicendo gli diede un colpo terrificante con il capo, ma anche questo – purtroppo – rimase impigliato nella corazza pelosa.

    Il futuro Budda, avviluppato cinque volte, attaccato in cinque punti, si dibatteva a più non posso sul corpo immane dell’orco: era imprigionato, ma nonostante tutto rimaneva impavido e indomito.

    Allora il mostro col becco e le zanne pensò: «Questo è un leone di uomo, è una grande persona, non è un semplice individuo: infatti – malgrado sia ormai mia preda – non ha paura di me e non trema di terrore.

    In tutti questi anni in cui ho terrorizzato il territorio intorno al villaggio non ho mai incontrato uno come lui: ma perché non ha paura di me?».

    L’orco più pensava in questo modo e più si riempiva di dubbi e perciò non osava divorarlo.

    Pieno di incertezza si rivolse al principe e gli chiese: «Perché non hai paura di me? Perché non sei terrorizzato dal timore della morte che sto per darti?».

    Cinquearmi – pur bloccato mani, piedi e testa nei peli – continuava a dibattersi: «Orco perché dovrei aver paura? – rispose –

    La morte è sicuro che arriverà prima o poi per ogni essere vivente, ma io ho dentro di me una spada adamantina, la spada della Conoscenza con la quale ti taglierei in due ! Ecco perchè non ti temo».

    L’orco ascoltò con attenzione e pensò: «Ogni parola di questo eroe è verità. Del corpo di questo leone di uomo io non potrò digerire neanche un pezzetto di carne della grandezza di un pisello. Lo lascerò andare».

    Terrorizzato dalla paura della morte, chiese: ” Ma che cosa è la Conoscenza ?”.

    “Siediti e ascolta !”, comandò il principe nel luminoso chiarore del mattino.

    L’orco lo ascoltò con grandissima attenzione e si trasformò in un genio della foresta: un essere che proteggeva tutte le persone e che era degno di ricevere l’ amore di tutti.

    Caro giuseppe, il racconto è la lotta che ognuno di noi svolge. L’ orco non è fuori, ma dentro.

    Il tema, di questa storia, è la vittoria del bene sul male. Punto ! Il principe ha vinto perchè ha creduto in se stesso e l’ amore per la vittoria non l’ ho affatto crollare

    Nei momenti più difficili, più atroci e di buio dobbiamo sempre lottare, non ci dobbiamo aprire alla sconfitta, ma sempre alla vittoria.

    Anche quando tutto sembra estinguersi e le forze vengono meno. Lì, dobbiamo sforzarci di superare la morte e sognare il Cielo.

    Tolstoj diceva: ” Ciò che non mi uccide, mi rende più forte”.

    Nel racconto abbiamo due simboli: l’ orco che è la morte, il principe che è la vita.

    IL principe non lo uccide ! Lo trasforma in un essere superiore. Invece la natura dell’ orco è il male.

    La spada della Conoscenza del principe, è il Divino. IL Logos si riconosce perchè scatta il miracolo.

    L’ orco non è più il genio del male, ma si trasforma in un genio d’ amore.

    Chi vince alla fine sarà sempre Dio. Anche se il Mondo si sta aprendo a momenti di terrore e di grande sofferenza, Satana verrà sconfitto.

    Nei Cieli è stato battuto, adesso dovrà essere vinto sulla Terra.

    Un abbraccio, Luigggggggiiiiiioooooonnnne

  33. Grazie Luigi,..sono pienamente d’accordo!! anche se come tu sai, non dico meglio di me, perchè direi una cretinata, tutto non è facile!!! Dico un’ovvietà! Più gli esseri sono Amati da Dio, più sono attaccati…dal Male,…nella vulnerabilità, in quel tallone d’Achille!!! Ognuno conosce il buio, tanti hanno trovato la luce! Io voglio credere, che questi l’hanno raggiunta,…io sono solo, in cammino…lontano da questa!!! Il Racconto, è stupendo, ne avevo già conoscenza, ma la “rinfrescatina”… non fa mai male!!! Per oggi ho già scritto troppo!!! Grazie ancora,…Luigi!! 😀

  34. Ciao…Valeria, Un Grande sentito Grazie!! Quale grande Persona sei!! accetta le mie faccine,le uniche che so fare.. 😉 🙂 😀 !!!

  35. Chiudo, con un saluto al…Professore La Porta!!! quanto ancora dovrò camminare….Bé,…come dice la canzone di “Battisti”…. Lo scoprirò solo vivendo!! 😉 😀 🙂

  36. A PRESTISSIMO e buon VIAGGIO, carissimo Giuseppe 🙂

  37. Cara Bea…, mi trovi d’accordo sul discorso della guida!!! Come più volte riportato anche in questo Blog,.. Dante ebbe in Virgilio il suo spirito guida…prima, Beatrice dopo! Cosi,…in ogni grande testo,…in ogni grande religione,… o disciplina che sia, vi si trova sempre Uno “spirito guida”!!! La difficoltà consiste, nel trovare lo spirito guida, o lo Psicanalista veramente “Virginiano”, che pian piano… t’accompagna sino a Betrice. La quale conduce a “QUELL’AMOR CHE MUOVE IL SOL E L’ALTRE STELLE”…. Notte.Notte a tutti….. 🙂 😀 !!!

  38. Ti confesso, Majò, che sono le uniche che riesco a fare pure io… Anche nella realtà! 😀 Buone vacanze!

  39. Radiosi Gabrielliani,
    avrei tante favole da raccontare, ma questa mi è sempre piaciuta per quella coscienza che pensa di essere sveglia mentre ancora dorme inconsapevolmente…..

    «Una certa leggenda orientale narra di un mago ricchissimo che possedeva numerosi greggi. Quel mago era molto avaro. Egli non voleva servirsi di pastori, e neppure voleva recingere i luoghi dove le sue pecore pascolavano. Naturalmente esse si smarrivano nella foresta, cadevano nei burroni, si perdevano, ma soprattutto fuggivano, perché sapevano che il mago voleva la loro carne e la loro pelle. E a loro questo non piaceva.

    Infine il mago trovò un rimedio: ipnotizzò le sue pecore e cominciò a suggerire loro che erano immortali e che l’essere scuoiate non poteva fare loro alcun male, che tale trattamento, al contrario, era per esse buono e persino piacevole; poi aggiunse che egli era un buon pastore, che amava talmente il suo gregge da essere disposto a qualsiasi sacrificio nei loro riguardi; infine suggerì loro che se doveva capitare qualcosa, non poteva in ogni caso capitare in quel momento e nemmeno in quel giorno, e per conseguenza non avevano di che preoccuparsi. Dopodiché il mago introdusse nella testa delle pecore l’idea che esse non erano affatto pecore; ad alcune disse che erano leoni, ad altre che erano aquile, ad altre ancora che erano uomini o che erano maghi. Ciò fatto, le pecore non gli procurarono più né noie né fastidi. Esse non lo fuggivano più, ma attendevano serenamente l’istante il cui il mago avrebbe preso la loro carne e la loro pelle.»

    Spesso è assai importante capite la falsa morale che si nasconde dietro le belle parole per risvegliare quella coscienza interiore alla vera visione delle cose….

  40. AMMAPPATE CHE FIGO CHE E’ ‘STO BLOG!!! MI SA CHE SONO CASCATA PROPRIO BENE… A COMINCIARE DAL CAPOSTIPITE – GABRIELE, MA COSA MANGI, DINAMITE??? C’HAI UNA FORZA DELLA MADONNA! (scusa se mi permetto il “tu”, è con il massimo del rispetto e della stima) – MA SEI IN BUONA COMPAGNIA: CHE BELLI QUESTI “BLOGGHISTI GRAZIE ZANNA GIALLA, VALERIA, BEA E GLI ALTRI! STANOTTE DORMO COME UN ANGELO, MI AVETE RIGENERATA, GRAZIE!!!

  41. Cara Vera, ripassa… :
    sarai più fortunata! L’estate concede vacanze mentali lontane dal PC alle quali è difficile dire di no. Io provo a stare lontana da questo posto e a non rispondere, per capire se è dipendenza oppure… Amore!!! E’ come cercare il giusto equilibrio sul filo, quando si è ubriachi: il momento in cui si cade corrisponde al numero dei bicchieri d’Amore che si è in grado di sopportare, prima di cadere nel vuoto. Il limite si sposta sempre più in là… e nessuno è più in grado di controllarti, nemmeno il più assurdo dei dolori, tranne te stesso.
    Lo so che non hai capito niente. Ci sentiamo a settembre. Ciao Vera, ciao a tutti. Ho ospiti!

    Un bacio

  42. PER GLI
    ANIMA-DIPENDENTI
    DA QUESTA PARTE :

    http://gabrielelaporta.com/2010/07/09/corrado-alvaro/#comment-14502

    FATELA
    GIRARE….

    😎

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