Amore e Psiche

8 Risposte

  1. Professore, vorrei farle di persona (che bello poter dialogare con lei dei miti!) alcune domande… perchè Consuetudine è schiava di Venere mentre Angoscia e Tristezza sono le sue ancelle? Se passa che Agoscia e Tristezza siano una tortura per Psiche, come può Consuetudine ricoprirla di insulti? Cosa rappresentano le 7 specie di semi che Psiche è costretta a separare?… (Che bello poter dialogare con lei dei miti, lo ripeto: parto a ruota libera… 🙂 )
    E poi,
    Capisco che il sorgere di Aurora è l’inizio di un percorso lungo il quale Psiche, disposta a rinunciare alla propria esistenza, viene invece incoraggiata a proseguire, sorretta, guidata, istruita da una Torre a riconoscere le trappole “emotive” in cui potrebbe cadere nel regno di Proserpina e che Venere sa potrebbero non farla più tornare…
    Prof, ci siamo persi? Dove siaaaaaamo? Cosa fareeeeemo per uscire, ci siamo peeeeersi, è così, è così, è così….?
    E’ la torre, il Sè di cui ci parla Jung?

    Un bacio,
    La bella (non quanto Voluttà, baciata “plenariamente” dall’olimpo, ma la mia mamma dice che lo sono, bella, anche se il mio papà non è un dio!… Ogni “scarrafona… è bbella a mamma soia”?) addormentata nel bosco…

  2. Prooof, aggiungo soltanto che Quello si è punto con una delle proprie frecce per innamorarsi di Psiche…
    “Esecrable” all’ennesima potenza! Ma che parlo a fare? 😀

  3. L’ATTESA

    Si attende per tutto il sospeso di noi che non vuole arrendersi e devi tenerlo stretto, legato a quel filo che segna il percorso lasciato libero.

    Non puoi pensare ad abbandonare il legame profondo che stringe la vita, nello scorrere lento, senza quel contenuto pieno di attese.

    Devi credere vero questo mondo strangolato che porti dentro, perché tenace nella tempesta della vita con te risucchiata, senza riguardo per ciò che provi!

    Assorbendo te in un travaglio spogliato di tutto!

    Dolce risveglio Prof. Gabriele La Porta! 🙂

    Fiorella

  4. PER VALERIA
    Angoscia e tristezza fanno parte di chi ama
    – consuetudine non si sposa con Amore
    – la torre è uno degli aspetti del sé junghiano (non fondamentale)
    – GRANO E MIGLIO – vanno separati perché bisogna trovare soltanto l’elemento consustanziale
    p.s. ogni prova di Psiche, vuole valorizzare lo stesso cincetto di fondo: come si guarda l’Amore con la Ratio, è già perduto

  5. PER IL PROF
    Grazie per i Chiarimenti. Beeeeeh, è proprio vero che è perduto chi guarda Amore con la Ratio: perderà le sue cooordinate, i suoi punti fermi, tutto quello su cui aveva costruito le proprie certezze. Non sento di poter dire che rimarrà …”in piedi” soltanto quello che è stato costruito con… Amore, ma credo nella forza di un’ idea che fa leva da dentro e che si spegne da sè: è oltre la speranza. Non so dare un nome a questa forza. C’è, è Presente. Anche se l’Altro non c’è.

    P.S. Ho capito che la schiava Consuetudine non si sposa con Amore, volevo sapere “come può” (quale il senso?) Consuetudine ricoprire Psiche di insulti?
    Ora posso andare…
    Mi sa che agosto passa in fretta… (con la scusa dei piatti da lavare, tutti vanno a nanna ed io… click!)
    baci

    Baci

  6. Consuetudine è nemica non soltanto di Eros, ma anche di Dioniso.

  7. Scusate il disturbo; quest anno affronterò gli esami e la mia tesina è proprio centrata su amore e psiche; in alcune informazioni che ho trovato su internet a riguardo, Psiche muore incapace di affrontare la terza prova…. dunque su quale racconto devo basarmi? ? 😦 vi prego rispondetemi sono confusa

  8. Non sempre Anima giunge alla fonte della rivelazione. Troppe le insidie. L’aquila sarà stata impegnata nella lotta contro un nobile cervo… Altra versione…
    Ma, dovessi scegliere un epilogo che rispecchi i progressi dell’Io Europeo nella conoscenza di Amore e dell’anima femminile, citerei anche Alexandre Dumas che deve aver letto sicuramente Apuleio se, ne “La donna delle camelie”, svela due strade possibili e praticabili soltanto da lei poichè … ” per gli uomini è una fortuna che l’immaginazione illumini di poesia i sensi e che i desideri del corpo lascino il passo ai sogni dell’anima”…

    Dunque…”IO SONO DI QUESTO PRINCIPIO”, dice infatti Dumas, “ALLA DONNA A CUI L’EDUCAZIONE NON HA INSEGNATO IL BENE, DIO APRE QUASI SEMPRE DUE STRADE CHE VE LA RICONDUCONO: IL DOLORE E L’AMORE. SONO STRADE DIFFICILI, COLORO CHE LE PERCEPISCONO SI FERISCONO I PIEDI, SI STRAZIANO LE MANI, MA, ALLO STESSO TEMPO, LASCIANO SUI ROVI DELLE SIEPI LE SPOGLIE DEL VIZIO, E ARRIVANO ALLA META IN QUELLA NUDITÀ DI CUI NON SI ARROSSISCE DAVANTI AL SIGNORE.”

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