Io di più non posso darti

Io di più non posso darti
Non sono che quello che sono
Ah come vorrei essere
un’allegria fra tutte
una sola
l’allegria della tua allegria
Un amore, un solo amore
l’amore di cui ti innamorasti
Ma non sono che quello che sono

Pedro Salinas

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11 Risposte

  1. Ti ho dato le parole
    e con essa la mia bocca
    ti ho dato la vista
    e con essa i miei occhi
    ti ho dato le carezze
    e con esse le mie mani
    ti ho dato persino il cuore…
    ma non riesco a separami dalla mia testa
    e dai suoi pensieri…

  2. Ah che meraviglia,Prof..essere un’allegria..solo agli dei è concesso essere emozioni..peccato mi sarebbe piaciuto rinascere allegria e colorare gli sguardi degli uomini..

  3. Vorrei che tu non fossi
    l’amore di cui mi innamorai
    poichè ho il sospetto
    che fosse “un calesse” 🙂
    e che quella donna non era
    la stessa che sono adesso! 😀
    Sincronizziamoci,
    perchè non sopporterei
    dover perdere me stessa
    ancora una volta…

  4. Che “bella” che sei, cara Amalia. Ll’immagine che ti disegneresti è splendida

  5. Teresa Marino ti sei espressa con tono poetico,ma innanzitutto condivido che l’amore per portare benessere agli amanti deve essere affetto + cervello cioè riflessione.L’amore è un bruciare un ardere di desideri diversi composti filtrati dal cervello-cultura-che offre loro una solida base strutturante

  6. sarà ma davanti all’ Amore tutte le più belle parole del mondo cadono come foglie d’ autunno nelle brezza

  7. Spettacolare Salinas,sempre così profondo,così vero e pastoso,come un quadro ad olio sempre fresco,da assaporare,vibrante e colorato.Ed allo stesso tempo velato da quella mestizia tipica,quella consapevolezza dei suoi limiti di uomo.Ma come ama questo poeta,con riverenza e grandezza.Lo adoro!:)

    “E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
    per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.”
    *_*

  8. Alfredo, nell’amore è bello a volte perdere la ragione e lasciarsi trasportare come fa l’acqua del fiume nella sua corsa verso la foce…il mare che l’attende è infinito e riempie l’anima. Soltanto, dico io, attenzione a non perdere il proprio essere, i propri pensieri, perchè se in quel mare poi ti trovi solo un giorno e non sai nuotare rischi di annegare. Cari saluti.

  9. Io in quel mare ci stavo proprio bene, sguazzavo come un pesce volante, ma è quando mi è stato tolto quel mare che non stavo più molto bene…quel mare mi mancava immensamente…

  10. quando mi perdo, ormai
    son sicuro che, in “Più”, mi ritroverò!
    quindi non mi fa paura il perdermi
    ne soffro certo, ma ne gioisco pure…
    come se io venissi al mondo…
    ogni qualvolta…
    attendo le braccia più grandi
    quando le tue non mi accerchieranno
    più,…! so che tu sei alla ricerca come me
    pur lontani, saremo vicini,
    se, lo comprenderemo!!!

  11. 🙂 Grazie,prof!

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