Bene e male

…Male è tutto ciò che divide, che blocca o cerca di bloccare il flusso, mentre Bene è ciò che unifica, che scorre nel grande flusso della vita e della storia, con la coscienza di essere nulla più che una fragile fibra dell’universo

Giuliano Boaretto e Giorgio Galli

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L’autonomia dell’anima

Jung ha sempre insisito sull’autonia dell’anima… L’anima non è “causata”  dalla natura, dalla componente ereditaria, né dall’ambiente o dall’educazione. L’anima è indipente, autonoma, non può o può solo in parte venire intesa attraverso le categorie di causa ed effetto

Adolf Guggenbuhl-Craig

Questo amore

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo e cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando e buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d’occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt’intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E’ il tuo amore
E’ il mio amore
E’ quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non e mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l’estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l’ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
e che si sono amati
h sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov’eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t’abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.

Jacques Prévert

Poeti arabi a New York. Il circolo di Gibran

Gentilissimo, scopro oggi, per caso, il suo blog, nonché il suo interesse per Gibran. Colgo l’occasione per segnalarle una mia recente pubblicazione come gibranista, che potrebbe essere forse di interesse suo e/o di altri utenti:

‘Poeti arabi a New York. Il circolo di Gibran’, introduzione e traduzione di Francesco Medici, prefazione di Amedeo Salem, Palomar, Bari 2009

descrizione:
Il 28 aprile 1920, a New York, nello studio-appartamento di Kahlil Gibran, una decina di scrittori siro-libanesi emigrati negli Stati Uniti fonda ufficialmente un circolo politico-letterario noto come «Associazione della Penna».
Si tratta di un gruppo di «ribelli», già attivi a partire dal 1916, determinati a rilanciare la lingua araba dopo secoli di stagnazione e sterilità e a fomentare la rivolta dei propri connazionali nella madrepatria contro la dominazione ottomana e i mandati europei. Le opere
di alcuni di questi «poeti arabi d’emigrazione» avrebbero conosciuto uno straordinario successo planetario che dura ancora oggi. Insieme a testi inediti e rari di Gibran, l’antologia raccoglie, per la prima volta in traduzione italiana, una ricca selezione di versi e poèmes en prose di Ameen Rihani, Elia Abu Madi e Mikhail Naimy,
tra i maggiori esponenti siro-americani della rivoluzione romantica nella letteratura araba.

Francesco Medici