La luce

Possiamo perdonare un bambino che ha paura del buio.
La vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della luce.

Platone

20 Risposte

  1. Mi è venuto a cercare… un articolo su “Colloqui con Kafka” di Gustav Janouch, Milano 1964 (certamente domani cercherò questo libro!)…
    “[…] Edschmid afferma che inserisco miracoli in avvenimenti comuni. E’ un grave errore da parte sua. Le cose comuni sono per se stesse miracoli. Io non faccio che registrarli. Può anche darsi che io illumini un pochino le cose, come fa l’operatore delle luci su un palcoscenico semibuio. Ma non è esatto. In realtà il palcoscenico non è affatto buio, è inondato dalla luce del giorno. Perciò gli uomini chiudono gli occhi e vedono così poco.”
    Kafka parla della luce della Grazia, di un Dio che “vede” operare in ognuno di noi e attraverso di noi, ma che è invisibile a chi guarda l’Altro da sè attraverso la lente di pregiudizi di comodo. E’ proprio così: non riusciamo a perdonare a noi stessi di avere paura di non riuscire a fare niente nella nostra vita senza una guida… In altri casi il Viaggio si interrompe e ricomincia dal principio fino ad arrivare al momento dell’incontro con … Con chi???… Succede anche di non riconoscere la guida, se si prova vergogna nell’ammettere di averne bisogno di una…

  2. … Perchè la luce scopre la nostra Miseria.

    Buona giornata prof.

  3. Buona giornata a te, cara sonoqui.

  4. Buongiorno prof…è verissimo quello che scrive Valeria..ma quando si tratta di una guida interiore,a volte esiste anche la paura di affidarsi ad essa..non è in gioco solo l’orgoglio ma anche l’insicurezza..Curioso come a volte si stenti ad affidarsi a se stessi,mentre si sia così disposti a consegnarsi in mani di estranei..

  5. …Non c’è tragedia alcuna, caro Prof., se si ha la consapevolezxza che la luce dimora nell’anima del buio. A tal riguardo, Prof, ti propongo dei miei versi che non hanno un titolo e anzi ti sarei molto grata se tu mi aiutassi a battezzarli. Un infinito abbraccio.

    Era una notte buia;
    più nero dell’inchiostro indurito dall’aria
    era il suo colore
    Nella mia stanza spenta,
    dalla finestra entrò la notte;
    la sua cruda oscurità
    mi svegliò.
    Aprii gli occhi e la vidi
    adagiarsi sul mio letto, Lei…la NOTTE.
    Non aveva peso il suo corpo
    né faceva ombra la sua sagoma.
    In silenzio mi raccontò
    delle sue solitudini,
    e con le vesti strette a quella sua materia rigida
    battendosi le mani all’altezza del cuore mi disse:

    “Qui, proprio qui,
    c’è un sole che mi sta bruciando l’anima;
    ad ogni alba e ad ogni tramonto
    mi promette che presto andrà via da me …
    ma al giungere delle ore scure
    s’imbatte nel mio spirito e lo sfonda come fa la prua
    con le acque del suo mare…
    S’imprigiona qui, in questo mio corpo sterile;
    saccheggia, ogni notte, le pareti della mia esistenza
    e come il guerriero s’appresta a sterminare il nemico
    appena colpito prima d’essere a sua volta trafitto,
    così la LUCE alla prima ora del mattino
    nell’ andar via s’affretta a baciarmi gli occhi
    prima che aprendoli possa vedere la mie tenebre;
    senza dir nulla scappa e mai si volta
    per guardar la sua ombra…
    Lei sa che sul finire delle ore chiare
    tornerà da me
    per cercare ancora una volta i miei occhi.”

    Da allora, non ho mai più visto la NOTTE
    ma da allora so che nella LUCE vive la sua anima.

  6. …mah… io il fatto di vedersi affidati ad “altri” …guide interiori ecc… mi suona come una sorta di sfiducia in se stessi, una delega…una mancanza di presa sulla vita reale,,,non so come dire…
    …nello stesso tempo però l’atteggiamento nell’altro senso…mi sembra la cecità di un Ego “inflazionante” ad oltranza…

    quindi???

    Saluti

  7. Va bene, Amalia, stabiliamo chi è un Estraneo. Lo sono stata a me stessa e forse mi sto ancora cercando.

    Mi ammazzo con questa song… Me la dedico, in un periodo in cui non ho molta voglia di ricordarMi. I luoghi ed i simboli sono quelli di Anima: non mi sono mai mossa da “quì”!

    LAST SUMMER (ABBA), traduzione:
    “L’aria estiva era morbida e calda
    la sensazione era piacevole
    la notte di Parigi fece
    del suo meglio per compiacerci
    e passeggiando per gli Elysee
    bevemmo qualcosa in ogni cafè
    e tu parlavi di politica e filosofia
    e io sorridevo come la Mona Lisa
    avemmo la nostra possibilità
    era vero e proprio romanticismo

    riesco ancora a ricordare
    l’ultima nostra estate
    la vedo ancora tutta
    le camminate lungo la Senna
    ridendo sotto la pioggia
    l’ultima nostra estate
    ricordi che rimangono

    camminammo lungo il fiume
    e ci sedemmo sull’erba
    sotto alla torre Eiffel
    ero così felice che
    ci fossimo incontrati
    era l’età dei non rimpianti
    oh si, quei pazzi anni
    c’era il tempo del potere dei fiori
    ma sotto sotto avevamo paura di volare
    di invecchiare, una paura della morte lenta
    prendemmo l’opportunità
    come se stessimo ballando
    il nostro ultimo ballo… (continua, ma io la finirei qua)

    Baci

  8. L’estranio di me
    son io stesso..
    quando nel non volermi parlare
    ascolto con voce d’altri
    eppur qualcosa mi sussurra
    ho discusso con altri da me,
    o, ho discusso con me?!?…
    la guida vera mi condurrà
    alla mia guida interiore…
    nessuno salterà al mio
    posto, quel burrone
    né, spiccherà il volo…
    quel volo che è solo…
    nostro…! cos’è l’estraneo,
    se ben ascolto lo riconosco
    ne riconosco, l’affidabilità
    o meno! ma il dolce inganno
    può forviare, far male! Infine può
    esser che da questo,
    impari ad ascoltare,
    il mio, che non volevo
    Guardare…!

  9. Valeria,mi sono vista e giudicata con occhi che non erano i miei,e scoprirlo ha provocato una collera simile ad una onda nera.Mi sento ingannata,e non so se da altri o da me stessa.Ho ascoltato estranei per ritrovarmi estranea a me stessa…Un bell’affare ho fatto!

  10. Nella luce, la sua anima. Io la battezzerei così. Un sorriso ed un abbraccio affettuoso. Gabriele

  11. Carissimo prof. Gabriele.
    sulle tragedie ci sarebbe tanto da dire, perchè alla fine sono vere iniziazioni che ci raccontano il cammino dell’anima nei mondi materiali….

    Spesso questa paura è dovuta per mancanza di conoscenza, ma è anche vero che possiamo superarla…. Platano ci tramanda un grande MISTERO, lo specchio nella caverna della mente, così come erano e sono considerati pazzi chi non capiva o non ascoltava la musica, ed ancor più pazzi sono considerati coloro che in quella percepita vibrazione danzando escono dalla specchio della caverna…. Oggi grazie alle riscoperte di quella scienza quantica e delle apparenze, capiamo che la realtà che percepiamo è solo una piccola frazione del tutto, come anche l’uso limitato delle nostre facoltà neurosensoriali ed intellettive… Ma quella logica intuitiva ci porta a concepire che tutto è VIBRAZIONE così come ogni tono vibrazionale per quella teoria delle superstringhe è alla fine un riflesso, l’ombra di quella primigenia energia che chiamiamo LUCE…. Il sole, in questo nostro sistema planetario è la nostra fonte di energia che da vita ad ogni cosa, fuori dello spettro di frequenza dovuto ai vari strati che avvolgono la terra il sole nell’essenza è NERO. Per verificarlo non ci vuole molto, basta capire che per quella legge dell’IMPRESSIONE tutto si modella e si adegua secondo la pellicola che riceve quella vibrazione…. Provate ad osservare il sole, all’alba o al tramonto, cercate di sovrapporre ai sui raggi quelle iniziali macchie scure che si formano nella retina.. provate a guadare dentro il SOLE e scoprirete che è VERDE e che alla fine non accecherà MAI NESSUN FIGLIO DELLA LUCE, perché NELL’ESSENZA lo spirito immortale è pura LUCE…. Questo insegnamento veniva praticato da molto tempo già nei templi dei misteri e nell’essenza serviva oltre a migliorare la vista anche e soprattutto per ENTRARE IN SINTONIA VIBRAZIONALE CON LA PROPRIA MONADE, CON LA PROPRIA LUCE INTERIORE….

  12. Grazie Prof. sono onorata che i mie versi abbiano un “padrino” come te. Un caro saluto Teresa

  13. Grazie a te, cara Teresa

  14. Quando mi sono accorta che quegli occhi non erano i miei…
    …ho cercato di tenere a freno i miei ricordi stordendo il mio fisico, sottoponendolo ai lavori più stancanti. e… Dopo la mia prima gravidanza ho cominciato ad avere paura del “mare”: in acqua avevo attacchi di panico. (E pensare che ero un “pesce”! )
    Ho superato la mia paura “frequentandomi” più spesso, cominciando a scrutare la mia… “superficie” per poi scendere gradatamente in profondità. C’erano molte strade da seguire e molti segni confusi ovunque. Ho “raccolto” il primo segno, apparentemente a caso, che parlava della mia disperazione, ma non ancora di me… ; il secondo mi istruiva su cosa si può fare con una rabbia così travolgente, ma non ancora di me…; il terzo… Bhe, sono quì! Mi annoio ad ascoltarmi a volte, altre no. Non so cosa dire di me, ma so raccogliere i pezzi migliori di ognuno di noi… – quelli che sento mi fanno bene – per far affiorare parti di me. Anche una buona dose di rabbia ho conservato… Quale sarà il prossimo “segno” da seguire? Sceglierei, se l’avessi, una poesia della mia raccolta…, e la metterei davanti ai miei passi. Poi lascerei fare ad Anima. Lasciarsi andare… Già! Ritorno a galleggiare. A volte ritorno…
    a fissare i fondali fino a quando non mi sento venir meno: ho coscienza del limite della mia pazienza. Ne ho una anche io!

  15. Valeria..se ti conoscessi..forse passerei da te tutte le mattine a prendere un caffè..e ci si perderebbe in chiacchiere “strane”,i miei segni ed i tuoi segni,i miei attacchi di panico legati all’elemento aria i tuoi legati al mare..ci si racconterebbe dei sogni notturni e diurni..forse un caffè solo non basterebbe…Lo sai che sospetto che sia una grande fortuna,potersi ri-scoprire,avere la possibilità di ri-generarsi? E’ una seconda vita..leggendo il tuo post,ho letto,come in un riflesso,di me e allora non m’è parso brutto affatto quel che è accaduto,se sotto la menzogna di altri occhi,c’è la meravigliosa avventura di scoprire i miei occhi….Oh,Vale quanto mi piacerebbe prendere un caffè con te!!!

  16. Amalia, sì: sarebbe davvero bello potersi incontrare davanti un caffè! Chissà, un giorno… A leggere nel fondo della tazzina altri “segni” luminosi… 😀 (mi mancano giusto i fondi del caffè e potrò dire che la mia biblioteca personale è davvero unica!)
    Baci

  17. Anch’io, anch’io voglio il caffè. 😦

  18. Era implicito…Map..Lo sapete che qualche anno fa una ragazza turca mi lesse i fondi del caffè dopo avermi preparato il classico caffè? Beh,li guarda,mi guarda..li riguarda e nel suo italiano un po’ stentato mi dice..TU SAI VERO CHE ABITA DUE MONDI..ed io le sorrido e le dico “Come no? Tranquilla,è tutto a posto! “:)

  19. A me mi dicono almeno una volta al mese …-“ehm…ma da che pianeta vieni?”
    Oppure : “Ma che sei scesa dalla luna?”

    Il bello che credo anch’io di non essere di qui.

    Però è BELLISSIMO quello che ti ha detto la ragazza turca.
    Ho scritto qualcosa di simile nelle “poesie preferite”
    Viene dal libro dei …ehm…morti egiziano..

    …”La mia direzione s’dentifica con l’ Armonia dei Mondi”….

  20. Sì fu bellissimo,ma solo ora capisco che non si tratta di un altro mondo,diverso da questo ,ma solo di un modo diverso di vedere questo mondo.Vado a cercare la poesia che hai postato..Lo sai vero che indosso la chiave di Iside,attaccata ad un cordoncino..?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...