L’esercito silenzioso

Caro Gabriele, ecco alcune delle foto scattate al “gattaro”. Anche se abbiamo parlato tante volte, io e lui, il suo nome mi sfugge costantemente e sembra voler ribadire, in tal modo, la sua non appartenenza a questo mondo frettoloso e indifferente.
Lui appartiene ad un mondo fatto di intuizioni, premonizioni che corrono sul filo degli odori e nessuno ha mai pensato che accanto alla chiaroudienza e alla chiaroveggenza possa esistere un’altra forma di dialogo sovrasensibile.
Il “gattaro” è alto poco più di un metro, minuto, vestito sempre con abiti rattoppati alla buona. Lo vedo sbucare a sera da qualche vicoletto, con la sua bici carica di buste contenenti il mangiare per i gatti. Un impegno che porta avanti da anni. Quando a sera si incontra con il “suo” piccolo popolo, il suo volto acquista una particolare nobiltà e la sua solitudine è ripagata appieno dalle effusioni di quegli animali selvatici dalla “grazia scontrosa” che difficilmente si avvicinano agli altri personaggi delle nostre strade.
Sappiamo il numero delle guerre che oggi si combattono nel mondo, il numero di quanti ogni giorno muoiono di fame, ma non conosciamo il numero dell’esercito silenzioso che ogni giorno si occupa degli altri. Volontari, gattari o anziani che con le mani tremanti distribuiscono mangime per i piccioni.
Anche loro, per dirla con le parole di Borges, stanno salvando il mondo.

Nicola

Chiedo “scusa” a Nicola ed a voi tutti per la qualità delle fotografie ma, non avendo lo scanner, ho dovuto rifotografarle con il cellulare.
Gabriele

20 Risposte

  1. Adoro i gatti e tutte le creature che ci fanno compagnia
    in questa vita. Rispetto e applaudo il Gattaro della foto
    e tutti coloro che si donano agli altri.

    Buona domenica prof.

  2. Il nome del gattaro è : Pino (me l’ha appena rivelato 🙂 )

  3. Grazie Pino.

    Buona domenica a tutti.
    Ciao Nicola

  4. grazie a te “sono qui”…attendo il tuo nome 🙂

  5. Le mani tremanti dei vecchi che distribuiscono mangime agli animali della terra..immagine bellissima,Nicola,salvano il mondo perchè nutrono chi dal mondo viene dimenticato..in special modo in questa stagione estiva..Nicola,grazie per scrivere in questo blog..

  6. Caro Nicola, sono parole sparse nell’ aria.
    Comunque mi chiamo Gina.
    Ciao

  7. Grazie a te Gina.

    C’è una storia lunghissima che mi riporta al maschile del tuo nome.
    Cerco di riassumerla.
    Quando approdai a Roma, decisi volutamente di non portare con me alcun retaggio del passato, alcuna comodità desideroso di affidare unicamente i miei bisogni alla solidarietà degli esseri umani.
    Non parlo di “mendicare”. Ma di affidare i miei bisogni alla “provvidenza”. Un esempio?
    Sono partito senza pianoforte…
    La settimana successiva ero in un cinema per assistere alla proiezione di un film muto (musicato dal vivo).
    Del pianista che avrebbe dovuto sonorizzare il film non si avevano più notizie, così un cantante (che avevo avuto modo di accompagnare qualche tempo prima) presente in sala disse al proprietario del cinema che in sala era presente un pianista. Ho suonato ed alla fine il proprietario mi ha detto “bene. da oggi, quando avrai bisogno di studiare, potrai venire qua”. Io avevo proprio bisogno di studiare e quel luogo per tre anni mi ha fatto da casa.

    Ho deciso in seguito di mettere alla prova la dipendenza che avevo nei confronti del denaro. Sono utili i soldi, indispensabili, ma devono essere loro a seguire noi e non il contrario.
    Mi sono detto che non avevo più il desiderio di pagare l’affitto di casa. Ho ancora le parole pensate impresse nella mente “mi sembra assurdo dover pagare trecento euro per una stanza doppia mentre ci sono così tante case dove la gente vive nel grigiore della solitudine, attendendo visite di parenti che non verranno neanche oggi”.
    Così ho incontrato Gino.
    Gino è il novantasettenne con cui da tre anni ormai divido la casa.
    Non ricordavo più del nostro primo incontro. E qualche tempo fa me ne ha parlato lui.
    Mi ha detto che un giorno gli cadde un limone dalle mani, ed io passando l’ho raccolto e gliel’ho porto.
    “Da allora ho capito che eri una persona gentile”.
    Così ha calcolato per giorni i miei spostamenti, con la pazienza di chi ha imparato ad aspettare e poi a poco a poco ha incominciato a salutarmi dalla mia finestra ed a organizzare piccoli appuntamenti a casa sua, davanti a un caffè.
    Ci siamo ritrovati, sotto sua proposta, a dividere la casa.

    Mi soffermo un attimo su questo punto.

    Ho riflettuto tanto su questo passaggio.

    Se non avessimo avuto entrambi coraggio (agire con il cuore) non avremmo mai passato quel punto.

    Lui ha dovuto sorbire i preoccupati ammonimenti dei suoi parenti, io quelli dei miei genitori, delle persone a me vicine, delle mie istintualità più basse (e se magari ha bisogno di cure e non te l’ha detto?…etc..etc..)

    Adesso le nostre presenze sono diventate fondamentali per entrambi. Credevo, l’estate scorsa, di non fare più ritorno a Roma, poichè un lavoro da tutt’altra parte dell’Italia, aveva assorbito completamente le mie energie.
    Eppure ogni mese ero da Gino, a condividere la vita che ci aveva battezzati in una sorprendente familiarità.

    Spesso la casa è piena di presenze amiche, si sta spesso insieme dietro una tavola che riesce sempre, miracolosamente, a comporsi, a bandirsi di buon cibo e buon vino. Gli amici escono sempre stravolti perché fiutano che qualcosa di magico attraversa le stanze della nostra casetta.
    Amicizia? Amore?

    Ovviamente, siete tutti invitati 🙂 Davvero.

  8. Ribadisco,Nicola..grazie per scriverci..!

  9. Ciao Nicola, sono senza parole.
    Squarci di vita da meditare, che danno speranza e
    fanno riconciliare con la vita.
    Grazie 🙂

  10. Ogni luce
    consolerà due ombre
    nella notte.

    Vorrei vederti
    e m’inganno
    perchè tua
    è la luce aperta
    sulle cose.

    Lo spazio
    concede orizzonti
    improvvisi
    agli improbabili
    confini del Tuo volto.

    (Nicola Gelo)

  11. Ho desiderato pubblicare questa mia poesia che da qualche giorno mi gira in testa.

    Chissà quandoscoprirò il significato contenuto nella prima parte “Ogni luce/custodirà due ombre/nella notte”…

    *** *** ***

    Gina, Amalia,
    vi ringrazio molto per la vostra accorata partecipazione e per la vostra condivisione.

    Condivisione reale e concreta poiché fatta di ascolto e partecipazione… e la capacità di ascoltare é in realtà la forma più alta del Dialogo…

  12. Oddio Nicola è bellissima questa poesia!
    se suoni come scrivi…invidio allora i bimbi del tuo quartiere che possono udire le tue note..La luce,nella mia immaginazione,è diventata come un grembo che custodisce le due ombre..immagino la luna,la sua capacità di illuminare e di ingannare allo stesso tempo,ma in questo periodo sono orientata verso l’archetipo della luna,quindi forse la proietto ovunque..

  13. Nicola, ogni ombra si svelerà alla sua ombra. Immerse nella luce alzeranno i loro sguardi.

    Io e la mia ombra ci siamo
    persi nei tuoi versi.
    Grazie

    Ps
    Un saluto ad Amalia
    Ciao

  14. Cara Amalia,
    la tua immaginazione ha trovato riscontro pochi istanti fa.
    Ho aperto a caso il libretto di poesie in cui è contenuta quella che ho postato qui e pensa che la poesia si intitola appunto “novilunio”… no comment 🙂

    Ringrazio ancora e ancora
    te e Gina per questo bellissimo scambio di Parole.

    Nicola

  15. 🙂 Nicola,per correttezza ti dico che ho ricopiato la tua poesia sul mio diario….e non ho intenzione di pubblicarlo…. 🙂

  16. Ciao Nicola, è un piacere.

    Ti lascio una buona serata

  17. Ecco un’audiointervista che ho fatto a Gino.

  18. Grandissimo Gino! 🙂

  19. Caro, tenero , dolce, disincantato Gino. Mentre ti ascoltavo, nei tuoi pensieri ho rivisto mio nonno, mentre ti guardavo, il tuo volto mi ha trasmsesso il coraggio di non perdere mai la speranza e continuare
    a credere che finchè esistono persone come te,
    anche per il nostro mondo c’è speranza.

    Grazie di cuore Nicola
    e un caro saluto a Gino

  20. Oggi ho chiamato Gino.
    Mi ha risposto al telefono con una voce così malinconica e mi ha detto “E’ morto il mio fratellino”. Celestino, il fratello più piccolo di Gino, aveva meno di ottantani, un giovanotto paragonato agli altri fratelli.
    Mi è venuto il groppo in gola quando mi ha parlato del suo fratellino…
    Un abbraccio.
    Mi sento fortunato a condividere il mio tempo con Gino, il mio grandissimo fratellone…

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