Natura dionisiaca

Questo è fondamentale: la natura dionisiaca deve essere educata. Possiamo pensare che senza educazione la natura dionisiaca possa rimanere “selvaggia” e “demenziale” e incapace di stare in contatto col senso della realtà immediata

Rafael Lòpez Pedreza

14 Risposte

  1. quindi professore, correga la mia ignoranza,
    i rituali dionisiaci si potrebbero definire
    tappe
    rituali
    in cui si veniva istruiti/aggiornati
    sull’Alfabeto di Dioniso
    per cui la non conoscenza di questa costruzione
    d’alfabeto
    dava la distruzione del linguaggio?
    Sebbene noi non conosciamo niente dei riti dionisiaci possiamo pensare che per es. “la via Crucis” sia qualcosa di simile al percorso che facevano questi officianti di Dioniso?
    La costruzione e la distruzione del dio danno valore aggiunto ad una “religione”?
    Non so me lo chiedo, all’alfabeto della costruzione e necessario poi la distruzione?
    La coscienza nei riti dionisiaci veniva forse “fatta a pezzi” per poter poi evidenziarne i valori?
    E’ un pò confusionario, come un rito Dionisiaco, quello che esprimo? Eppure forse mi capirà…

  2. Cara Map pina, il rituale serviva ad avvicinarsi al dionisiaco senza esserne totalmente posseduti. Percepire il profumo del dionisiaco stando ben accorti a non farsene sommergere. Tutti i rituali si fanno con un Maestro/a pronto/a a riportare fuori dal cerchio incantato il posseduto. _______ Per quanto riguarda la conoscenza, la riposta è: sì. La religione cristiana, quella consolidata nei secoli, è l’opposto del dionisiaco

  3. già già, pensavo proprio questo, nel comm. che avevo formulato prima mi chiedevo se la via Crucis fosse “alla rovescia” in Dioniso, poi l’ho cancellato pensando di esagerare, sono andata anche a documentarmi un pò ma francamente credo che sia forse una delle rare volte in cui credo che la documentazione non mi serva, infatti Dioniso è in tutti noi, in attesa di essere vissuto, perchè evidentemente non possono che esserne raccontati e riportati che i rituali. GRAZIE.

  4. DA EDUCARE ! ! ! !!

    😉

  5. Ottimo, cara Map pina

  6. …Ed il rituale è soltanto lo specchio, espressione del folklore; è il momento che convoglia più Anime, punto in cui esse confluiscono, si riconoscono, partecipano ognuno della vita dell’altro.
    Non esiste un rito più o meno gradito ad un Dio, non c’è “Via Crucis” senza Resurrezione. Le stazioni o sequenze sono “esperienze” cognitive importanti nella strutturazione dell’Io, del vissuto emotivo e del linguaggio. Gli ideogrammi, per esempio…
    Che piaccia o no, la “Via Crucis” è un Mistero da “attraversare”!

  7. Prof,ma l’origine del teatro greco non potrebbe essere considerata una sorta di educazione della natura dionisiaca?

  8. Valeria,ma sì hai ragione..però quando scrivi che le stazioni sono importanti per la strutturazione dell’io..forse non sono d’accordo..io credo che l’io sia ciò che vada fatto a pezzi..

  9. Cara Amalia, è una rappresentazione umanizzata dei culti dionisiaci, ovvero senza la selvaggeria di Dioniso

  10. Amalia, per me l’Ego non è l’Io. Dividere in sequenze non significa “fare a pezzi” nel senso di distruggere, ma di “coagulare”…
    L’Ego è affermazione del potere sulle “cose” … Nel bambino è predominante l’Ego, infatti.
    L’Io è consapevolezza in stretto contatto con il Sè e attraverso di esso con il mondo intorno. Quando leggo la poesia di Rumi , quì nel bolg con il titolo “…In verità”, comprendo l’Io nel legame armonioso con il Sè: è l’acqua di giovinezza e colui che la versa”, come nella carta della Temperanza. “Dissolvere”.
    Il professore mi correggerà.

  11. Grazie Valeria,in effetti,sbagliando,io li consideravo sinonimi..ma ormai si sa che le difinizioni non sono il mio forte..quindi ciò che definisci “dividere in sequenze”sarebbe distinguere..quindi il Solve et coagula sarebbe:distinguere e dissolvere? E visto che hai citato i Tarocchi,in un mazzo,rammento di aver visto la formula Solve e Coagula scritta sulle braccia dell’arcano del Diavolo..probabilmente alludeva al tipo di energia necessaria ad effettuare l’operazione ..

  12. Prof..a livello immaginale non si potrebbe dire che l’idea archetipica sta all’ego della persona come una maschera sta sul viso di un attore? L’ego l’indossa e indossando la mette sulla scena?

  13. Sì è abbastanza convincente. Un abbraccio a te

  14. Non è il diavolo della religione cristiana, ma il demone che sovrintende alle passioni, è “tappa” fondamentale nel processo di trasformazione dell’Hermes in Uomo Mago, poichè non esiste vera saggezza se la parte spirituale dell’uomo non si armonizza con quella brutale e selvaggia, il femminile con il maschile.
    Altra “tappa”: l’Amore, la somma sapienza, può partecipare del divino soltanto per mezzo del dono dell’Anima…
    I Maestri, infondo, partecipano di quell’Amore travasando la loro anima, che si dissolve, si spersonalizza e nutre le menti degli allievi.
    (Lasciati appassionare dalla storia di re Artù che quì nel blog è suddivisa 4 parti con il titolo: “Per Ginevra, per Lancillotto e per Artù, per Mordred e per un altro santo, Galgano”. Basta digitare nella casella CERCA ” per Galgano…”)

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