La musica e le lacrime

Mi scrive Nicola, ringraziandomi per aver pubblicato la sua interpretazione musicale. Quanto mi “dice” sul rapporto della musica e le lacrime, merita anche la vostra attenzione e le vostre considerazioni

Caro Gabriele, ti ringrazio per aver ospitato questa piccola interpretazione nella pagina del tuo blog.
Tengo particolarmente a questo concerto (qui è presente solamente il preludio della suite) perché questa musica ha interrotto un periodo di lungo silenzio.

Platone ha scritto pagine mirabili sul rapporto Musica – Stato, parole che andrebbero ricordate ogni giorno, prima di presentare le barbarie camuffate da riforme istituzionali, che quotidianamente ci presentano i vili servi del potere di Stato.

Non sono certamente Michelangeli, ma negli ultimi anni è stato difficile per me, anche trovare un pianoforte su cui suonare. Allora la musica diventava un esercizio interiore, una voce che mi accompagnava nel trambusto delle strade.

Poi le nuvole passano e quell’istinto che alcuni hanno a preservare la parte che la società vorrebbe corrompere, diventa ancora più forte e più lucente.

La musica così diventa espressione di libertà.

Libertà di chi è passato all’inferno ma non ha voluto rimanerci.

In quest’ottica e solo in quest’ottica si comprende pienamente l’aforisma di Nietzche
“Non posso fare distinzione fra la musica e le lacrime”
e Cioran dall’altra parte del Tempo commenta questo aforima in questo modo

“Non posso fare distinzione tra la musica e le lacrime” (Nietzsche). Chi non lo capisce istantaneamente non è mai vissuto nell’intimità della musica. Ogni vera musica è sgorgata dalle lacrime, nata com’è dal rimpianto del Paradiso.

In questo senso la poesia di Beatrice Niccolai risulta disarmante:

Passeranno forse, le nuvole
passerà anche quest’inverno.
lungo e infinito come la pazienza.
E’ così che mordo la vita, masticando il vento,
stringo fra i denti, di te,
il più prezioso dei pensieri.
Torneranno un giorno gli angeli
a raccontarci quest’inferno,
di com’eravamo e come navigammo le lacrime
senza alcun salvagente.
Passeranno forse le nuvole, sì.
Passerà anche l’inferno.
Aspetto, ignorando il passare
del nostro tempo,
gli angeli

Un abbraccio,
Nicola

14 Risposte

  1. Caro Nicola,
    queste tue parole mi hanno commosso, Dio! quanto ti ringrazio…e, soprattutto, ti ringrazio per la meravigliosa poesia e ti chiedo il permesso di pubblicarla sul mio blog.
    Ciao Nicola.

  2. Caro Nicola,
    capisco il tuo stato interiore e la libertà per meglio dire la forza interiore che ti fa andare avanti anche quando finisci all’inferno.
    Ti ringrazio della poesia che trovo meravigliosa, perchè credo che le lacrime sia uno stato di grazia che molti non conoscono!
    La regalerò a qualcuno che possa apprezzare!

  3. Care M & M,
    vi lascio l’indirizzo del sito di beatrice http://independance.splinder.com/

    Beatrice è la poetessa di cui da tanto vi sto parlando…

    Un’altra poesia che adoro di Beatrice l’ha postata proprio lei qui : http://gabrielelaporta.com/2010/06/18/festa-della-poesia/#comment-12958

    _________________________________________

    A ben guardare, il caos è l’ingrediente essenziale per imparare ad amare. Allora sotto quest’ottica, le nostre città diventano delle enormi palestre di un apprendistato impraticato.
    Ogni giorno faccio i conti con il mio inferno ed ogni giorno ho la possibilità di riscattare questo emisfero oscuro.
    A volte lo batto ai punti, altri giorni vince lui…

    Ho trovato in una mia vecchia e-mail (scritta per un mio caro amico) queste parole:

    …”E ogni persona che amo è il mio disordine più assoluto,il caos che mi ispira, l’arte che mi alimenta.

    Non dico “ti amo” ma “sento amore”… cosa c’è di più sublime della coscienza di qualcosa che non esiste ma che si fa viva nel tuo cuore?
    Ora mi accorgo che la costrizione più odiosa per noi è quella che ci obbliga a dare un senso a tutto.
    Sono poche le cose che ancora sopravvivono senza il bisogno che si concretizzino per forza…”

    _______________________________________

    Eppure c’è una ricchezza, una speciale dignità nel vedere le cose attraverso questa angolazione…

    il potersi fermare a guardare un tramonto ogni volta che se ne ha voglia o ricucirsi l’anima, in interminabili spirali di parole, accordate sul filo di un telefono sgangherato e consumate di notte, quando tutti dormono…

    in fondo, dal più remoto dei deserti si gusta al meglio l’ alleggerirsi della notte.

  4. aggiundo dopo queste belle parole un breve commento personale :
    …è lei (la musica che ascolto) che come un/a giardiniere continua a seminare silenziosamente, a raccogliere fiori nella mia interiorità …che misteriosamente accompagna belli e brutti momenti versando gocce di emozioni sciolte in pagine di vita quotidiana…

    Notte

  5. lacrime (…di commozione)

    grazie Nicola
    grazie,
    Beatrice…

  6. Ho visto la Musica aprire i pugni di un bambino diventato sordo anche ai richiami della strada.
    Ho visto la Musica dare fiato a dolori stanziali, senza più ritmo.
    Ho visto la Musica senza sentirla: quando le parole non hanno Musica, non vengono ascoltate. E’ come se cadessero nel vuoto, senza corpo, come non avessero le pareti dello strumento a dare loro il timbro ed il senso giusti…
    Ho visto tutto questo.

  7. Ancora E.M. Cioran:

    “In noi portiamo tutta la musica:
    essa giace negli stati più
    profondi del ricordo.
    Tutto ciò che è musicale
    è reminescenza.
    Al tempo in cui
    non avevamo
    nome, abbiamo
    probabilmente,
    già udito
    tutto.

    E.Cioran

  8. Vorrei dedicare le parole di Beatrice Niccolai ad una mia giovane amica di nome Sara..la cui immensa “colpa è di amare la lirica più della sua stessa vita..e per questo suo amore è salpata per la America per cercare qualcosa che in Italia non riesce a trovare..ma i soldi e i sogni sono ormai agli sgoccioli..Eppure dobbiamo credere nei Nicola,nelle Beatrici,e nelle Sare di questo nostro paese..altrimenti finiamo davvero in malora

  9. Cara Amalia,

    mi sono imbattuto in quest’ultimo tuo post.

    Con Beatrice ci siamo incontrati (come dice lei) “sulle parole”.
    Ne è nata una amicizia ed una collaborazione “artistica”.
    Credo che la vita ci metta alla prova prima di conferirci un dono.
    Allora veniamo strapazzati, ci staccano la luce, il gas, scompaiono quelle presenze che credevamo amiche…ma poi si rinasce… questo è quanto sostiene la mia anima e che trascrivo fedelmente senza crederci troppo…
    Del paese, di questo nostro paese, io non sento affatto l’appartenenza.
    Credo nella fratellanza fra esseri umani e ho conosciuto il loro senso di disponibilità. Questo e solo questo basta per riunire un intero universo.
    Tuttavia rimango cosciente di quanto gli arraffoni del potere stanno organizzando.

    Domani arriverà il pianoforte a casa. Ho deciso di affittarne uno. Mi costa trentasei euro al mese. Ho deciso di riprendere lo studio, dopo tante battaglie che mi hanno rivoltato come un calzino, che mi hanno trasformato, ma che non hanno eliminato in me, la voglia di fare musica.
    Allora, proprio ora che ogni ambizione è caduta, e che ogni boria ha lasciato il posto ad una sconfinata solitudine, proprio ora che il tempo ha cancellato il mio nome dalla memoria di colleghi e conoscenti ecco che si rinasce.
    Magari, la mia musica la ascolteranno solamente i bimbi del quartiere, magari no… ma questo incavo si è creato scalfendo la pietra che ho nel cuore ed è probabilmente uno dei pochi luoghi dove la mia anima riesce a toccare la materia.

    Un abbraccio Amalia,
    e grazie per le tue Parole

  10. Nicola
    …nelle parole di Cioran, l’ eco del mito

    sono Pan e Musica, dagli strati più profondi di Anima, che ” ritrovano ” e salvano Psiche, folle e disperata per aver provocato la fuga di Amore …. quando tutto, o quasi (leggi, la coscienza di Sè) sembra ormai perduto

  11. Alcune credenze antiche Indiane “dell’india”…sostenevano che all’origine tutto fosse puro Suono!!!…

  12. Grazie Emanuele per la osservazione!

  13. Lo so..in fondo c’è l’immagine dell’artista incompreso e bohemienne..così affascinante al cinema,ma nella vita reale,significa scoraggiare talenti..L’arte non è solo per l’artista,capisci..la vera arte è un patrimonio per tutti..Ho scoperto attraverso la mia amica Sara che quando di un musicista dicono ” è particolare” è come se gli dicessero che non ha possibilità di impiego,perchè è fuori dai canoni..il che è allucinante.Voglio dire che l’innovazione non rientra mai nei canoni tradizionali..L’arte è anima,nutre l’anima,ed allora è come se mi presentassero a pranzo e a cena sempre degli omogeneizzati..vasettini tutti uguali..e ci mettessero sopra l’etichetta artista..NOOO,è altro..l’arte e l’artista sono altro! Scusa lo sfogo..

  14. Le lacrime vengono da un certo movimento di piccole ghiandole che stanno sotto le palpabre e che sono agitate da una processione di atomi uscita dal cuore, quando il cuore stesso è stato colpito dalla successione di immagini colorate che si distaccano dalla superficie del corpo di una donna amata.
    L’amore non è causato che dal gonfiarsi di tali atomi che desiterano congiungersi con altri atomi. (Lucrezio)

    Bello studiare medicina a quei tempi, eh?

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