Le risonanze della poesia

Il linguaggio dell’anima non si riconosce dall’ossequio a corpus teorici ma dalle risonanze profonde che sa provocare.
La parola poetica – che è parola d’anima – si riconosce dal fatto che sa provocare una scossa estetica, una vibrazione che risveglia il corpo emozionale profondo

Carla Stroppa

9 Risposte

  1. Riflessione geniale che condivido in pieno…
    Grazie…

  2. Applichiamo tale regola all’attuale produzione poetica e sarei stupito se si salvassero più di due o tre versi, per altro mai stampati, tanto meno letti.

  3. Se la poesia viene dal suo mondo, allora è, sarà, sempre Profondità! la mano la scrive, ma tu non la detti, fluisci da te, ma non da quell’immagine bionda, bruna, che si guarda allo specchio…! il suo volto lo trovi in te, che leggi, che rifletti, ancor di più, che sogni…!!! Allora, guarderai la mano d’ognuno, capendo, che tutti l’abbiam scritta,Vissuta, Viaggiata…!!!

  4. 18/1/2010 II ora…
    La mia alba

    Mi svegliai e ammirai
    il mistero che conobbi
    nell’ultima notte
    della mia passata esistenza…

    RF

  5. e quella “vibrazione che risveglia il corpo emozionale profondo”… porta a me uno sfasamento del tempo ordinario dell’orologio…e cos’è l’orologio? Forse è il contrario di tutto ciò…E quello sfasamento cos’è? Forse è ciò che non riusciamo a definire da tempi immemori…che stà lì pronto per essere esplorato infinitamente…senza peso corporeo, senza tempo, non dietro, non avanti…proprio lì in quell’attimo dilatato all’infinito!

  6. la scossa è psico/coprorale.Non solo vi è nuovo comportamentismo generato dalle pulsioni di eros,ma vi è anche un miglioramento estetico che può anche configurarsi come una danza perchè i corpi ,guidati da una simbiosi vista/coscienza/neuroni ,hanno il desiderio di volteggiare.E’ la poetica dell’amore.La coscienza ,a seconda dei tempi ,svolge un ruolo primario ed anche secondario

  7. Sono quel fascio di luce solare,
    quel calore che i fiori fa sbocciare
    nel loro splendore! sono pur,
    quello che non li vivrà,
    preparandoli x chi, dopo di me,
    giungerà!

  8. Caro Gabriele,
    Le risonanze della poesia sono forse “VOCI” ?

    BACI

    Voci aritmiche lontane
    rinascono

    Radici
    firmamenti
    come scrosciare di cascata
    confuso
    con itineri già tracciati
    trapunti
    dal suono del silenzio
    in un presente
    che ci possiede in catene
    nei lazzaretti del Sud

    Antiche tristezze
    trafiggono
    le parole di sempre
    tremanti al vento
    chissà perchè velato d’argento
    il mare confonde
    i linguaggi dell’uomo
    intessuto
    di primavere fallaci
    e gli anni dispersi
    in frammenti d’utopie

    Memorie
    di voci scordate

    M.Allo

  9. Cara Maria, ci devo pensare perché potrebbe anche essere. Un abbraccio a te

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