Il tuo nome

Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.

Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero schiocco degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.

Il tuo nome – ah, non si può! –
il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo

Marina Ivanovna Cvetaeva

10 Risposte

  1. Bellissima. Mi ricorda una breve poesia dal titolo “il tuo nome” che scrissi qualche tempo fa . Faceva così:
    “Nella luce di una stella ho visto nascere il tuo nome…
    nelle mani del vento Lui ti ha cercata.
    Ha raggiunto il deserto
    e tra granelli di sabbia senza corpo ti ha respirata.
    In corsa verso il mare, poi, disperato ha gridato il suo nome…
    un’onda l’ha rapito e lì dietro quello scoglio sei nata tu.”

  2. abbacinanti le metafore che usa la Cvetaeva…

    …complimenti anche per la poesia di Teresa…

    Saluti

  3. E’ sorella Morte che si coglie nel suo opposto, la Vita!

  4. ieri una persona ha perso la sua vita mentre stava lavorando come trasportatore, l’ho visto da casa mia riverso, da lontano, come il Cristo del Mantegna,

    quale flebile singulto siamo noi in questa carovana di suoni che chiamiamo vita…

    e dopo queste riflessionio tutti gli astanti hanno ripreso le loro occupazioni…

    comunque “serve” il nome dalle cinque lettere
    a pensare, sì c’è…
    (morte)

    ma c’è anche quello a quattro lettere….

    vita.!

    Poi ho preso un libro di Boezio, trovato facendo pulizia ,non lo conoscevo, “la consolazione della filosofia” (scritto prima di essere atrocemente condannato a morte da degli stupidi…)
    apro e scrivo a caso:
    ————————————————————————–
    Mai ti incamminerai al bosco dalle brune fronde
    per cogliere viole,
    quando i sibili del furioso aquilone
    rabbrividisce la campagna,
    nè cercherai con avida mano
    di spiccare i tralci primaverili,
    se vorrai godere delle uve;
    all’autunno piuttosto Bacco porge i suoi doni.
    ——————————————————————
    viviamo male e di corsa, abbiamo perso la stagionalità degli eventi naturali, ci precludiamo dal tnostro tempo naturale per far parte di un tempo innaturale dettato dalle leggi degli uomini e non dalla natura, e dalla nostra indole naturale, finchè poi ci viene tolto tutto il tempo che avremmo fare nostro.

    è in effetti “tempo” la parola di cinque lettere più cattiva..di “morte”.

  5. pardon, “fatto nostro”.

  6. mi trova in pieno accordo, mi piace il tuo paragone del Cristo del Mantegna al trasportatore che ha perso la vita…persone come lui per me sono autenticamente cristiani, magari senza volerlo esserlo, nel pieno senso della parola…

    mi sorge ora una domanda : quanti Cristi del Mantegna ahimè rimangano in vita nell’indifferenza (di questa società)quando dentro sono morti da un pezzo?

    Saluti

  7. Map…
    senti come le profondi suggestioni del passo di Boezio risuonano, anche come immagini, in questa delicata canzone di Fabrizio De Andrè :
    la storia di una giovane vita che brucia troppo in fretta le sue stagioni, fino alla tragica fine …

  8. Winah caro,
    la riflessione che hai sopra proposto in qualche modo è da qualche giorno che albergava anche nella mia mente! Sincronicità?? chissààà!
    Io penso che in parte sia indubbiamnete colpa del menefreghismo di questo società se tanta gente soffre nel più completo disinteresse…però penso che quello dell'”essere morti dentro” sia una questione ben più complessa e articolata che dal colletivo passa ad un aspetto più propriamnete personale.
    Penso che la morte interiore sia una cosa che viene in noi quando non abbiamo più stiamo stimoli, non abbiamo più sogni, non coltiviamo le nostre passioni e soprattutto quando ci manca l’amore o ci chiudiamo all’amore per paura di soffrire. Quindi penso che se da una parte le delusioni, le disillusioni della vita, la società vuota frivola e banale in cui viviamo hanno la loro componente nell’ammazzare la nostra vita interiore in tutte le sue sfaccettature fino alla morte interiore, penso anche che la morte interiore spesso sia causata dall’arrendersi ai mali dell’esistenza, dal non vedere speranza nell’alba del domani, dalla mancanca d’amore…però, quello che ripeto sempre, per quanto difficile, non dobbiamo cedere al “male di vivere”: non smettiamo di credere nei nostri sogni, nell’amore e magari nei momenti di maggior dolore affidarci con fiducia alle cure di chi ci ama, prendiamo la sua mano e facciamoci aiutare ad uscire dal tunnel buioi dove siamo finiti. Insomma la morte interiore è qualcosa che annulla l’essere umano nelle sue funzioni vitali rendolo un vero “automa”, e solo l’amore forse ha il potere di riportare l’essere umano al posto di un robot! Se ci offrono aiuto, accettiamolo, se non ce lo offrono chiediamolo….
    So di cosa parla, amico d’anima…solo l’amore offerto calorosamnete e gratuitamnete mi ha riportato dalla mia morte interiore alla vita…
    Bacioniii

  9. Winah caro,
    la riflessione che hai sopra proposto in qualche modo è da qualche giorno che albergava anche nella mia mente! Sincronicità?? chissààà!
    Io penso che in parte sia indubbiamnete colpa del menefreghismo di questo società se tanta gente soffre nel più completo disinteresse…però penso che quello dell’”essere morti dentro” sia una questione ben più complessa e articolata che dal colletivo passa ad un aspetto più propriamnete personale.
    Penso che la morte interiore sia una cosa che viene in noi quando non abbiamo più stiamo stimoli, non abbiamo più sogni, non coltiviamo le nostre passioni e soprattutto quando ci manca l’amore o ci chiudiamo all’amore per paura di soffrire. Quindi penso che se da una parte le delusioni, le disillusioni della vita, la società vuota frivola e banale in cui viviamo hanno la loro componente nell’ammazzare la nostra vita interiore in tutte le sue sfaccettature fino alla morte interiore, penso anche che la morte interiore spesso sia causata dall’arrendersi ai mali dell’esistenza, dal non vedere speranza nell’alba del domani, dalla mancanca d’amore…però, quello che ripeto sempre, per quanto difficile, non dobbiamo cedere al “male di vivere”: non smettiamo di credere nei nostri sogni, nell’amore e magari nei momenti di maggior dolore affidarci con fiducia alle cure di chi ci ama, prendiamo la sua mano e facciamoci aiutare ad uscire dal tunnel buioi dove siamo finiti. Insomma la morte interiore è qualcosa che annulla l’essere umano nelle sue funzioni vitali rendolo un vero “automa”, e solo l’amore forse ha il potere di riportare l’essere umano al posto di un robot! Se ci offrono aiuto, accettiamolo, se non ce lo offrono chiediamolo….
    So di cosa parla, amico d’anima…solo l’amore offerto calorosamnete e gratuitamnete mi ha riportato dalla mia morte interiore alla vita…
    Bacioniii

  10. …”la morte interiore è qualcosa che annulla l’essere umano nelle sue funzioni vitali rendolo un vero “automa”, e solo l’amore forse ha il potere di riportare l’essere umano al posto di un robot!”…
    …Intendevo dire proprio questo cara Bea…

    … e sono d’accordo anche quando dici che la morte interiore è causata “dall’arrendersi ai mali dell’esistenza, dal non vedere speranza nell’alba del domani…”

    Abbraccioneee

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