La tua bocca

La tua bocca è luce
nessun fulgore
è degno dei suoi orizzonti.

La tua bocca è luce
l’ombra è in un fiore.

Adonis

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Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.

Nazim Hikmet

Volto di donna

Ho abitato il volto di una donna
che abita in un’onda
sospinta dall’alta marea verso la spiaggia,
il cui approdo è smarrito tra le conchiglie.

Ho abitato il volto di una donna
che mi fa morire, che desidera rimanere
nel mio sangue che naviga sino ai confini della follia
simile a un faro spento.

Adonis

Il tuo nome

Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.

Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero schiocco degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.

Il tuo nome – ah, non si può! –
il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo

Marina Ivanovna Cvetaeva