Ad Afrodite

O mia Afrodite dal simulacro
colmo di fiori, tu che non hai morte,
figlia di Zeus, tu che intrecci inganni,
o dominatrice, ti supplico,
non forzare l’anima mia
con affanni né con dolore;
ma qui vieni. Altra volta la mia voce
udendo di lontano la preghiera
ascoltasti, e lasciata la casa del padre
sul carro d’oro venisti.
Leggiadri veloci uccelli
sulla nera terra ti portarono,
dense agitando le ali per l’aria celeste.
E subito giunsero. E tu, o beata,
sorridendo nell’immortale volto
chiedesti del mio nuovo patire,
e che cosa un’altra volta invocavo,
e che più desideravo
nell’inquieta anima mia.
” Chi vuoi che Péito spinga al tuo amore,
o Saffo? Chi ti offende?
Chi ora ti fugge, presto t’inseguirà,
chi non accetta doni, ne offrirà,
chi non ti ama, pure contro voglia,
presto ti amerà.”
Vieni a me anche ora:
liberami dai tormenti,
avvenga ciò che l’anima mia vuole:
aiutami, Afrodite.

Saffo

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Oggi, alle ore 18.00, inconscio e magia ritorna a Roma (non in tv ma in mezzo a voi)

Carissimi, con tutto il mio gruppo di Inconscio e Magia, daremo vita alla rappresentazione Dialoghi fra Afrodite ed Eros.
La performance sarà identica a quella televisiva ma, al posto delle telecamere, ci sarà direttamente il pubblico.
Questo avverrà oggi pomeriggio alle ore 18, presso la biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (secondo piano).

DIALOGHI FRA AFRODITE ED EROS

OGGI, 10 GIUGNO, ORE 18

PRESSO LA BIBLIOTECA DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA
PALAZZO MATTEI – VIA CAETANI (ad. PIAZZETTA MATTEI)

Mercurio Filosofico

Il Mercurio “Filosofico” , che agli alchimisti sta particolarmente a cuore come arcana sostanza trasformante, rappresenta evidentemente quella proiezione dell’inconscio, che interviene ogni qualvolta l’intelletto indagatore si occupa con insufficiente autocritica di una grandezza ignota.

Carl Gustav Jung

L’inconscio

Solo dopo che l’alchimia mi fu divenuta familiare capii che l’inconscio è un processo e che la psiche si trasforma o si sviluppa a seconda della relazione dell’Io con i contenuti dell’inconscio.

Carl Gustav Jung